Vita Francescana in Russia

Ciao a tutti! Eccomi di nuovo qui a raccontarvi qualcosa della nostra “vita & missione”.
Alcuni “appuntamenti fissi” sono ormai entrati a far parte del mio cammino e quindi anche quest’anno abbiamo vissuto il Transito e la solennità di s. Francesco insieme ai fratelli Conventuali, mentre ai primi di Novembre ho partecipato alle celebrazioni a commemorazione dei defunti (a cui hanno preso parte congiuntamente tutte le Parrocchie) sotto la guida del nostro Vescovo ausiliare: la s. Messa alla chiesa della Visitazione (https://www.youtube.com/watch?v=CI9LBJTXsyc) con la Via Crucis sull’adiacente cimitero cattolico (o meglio ciò che ne rimane dopo la devastazione sovietica) e la visita al cimitero inter-religioso dedicato delle vittime dello stalinismo. Inoltre, come parroco, quest’anno ho dovuto programmare le visite ai tre camposanti presenti nei quartieri che ricadono sotto la nostra Parrocchia: anche in questo caso si tratta di cimiteri misti, divisi per settori secondo le varie religioni, ma i cattolici, essendo molto pochi, vengono sepolti insieme agli ortodossi e quindi, se non sono in vita parenti che sappiano dove si trovano le tombe dei loro congiunti, non si può far altro che passeggiare per i viali pregando per tutti indiscriminatamente… il che peraltro è molto bello: questo aspetto dell’ecumenismo – chiamiamolo così – ancora mi mancava!
Oltre a ciò, naturalmente, anche qui abbiamo iniziato il percorso sinodale. Al di là degli incontri dedicati propriamente ai temi suggeriti dal Vademecum (per i quali ci stiamo ancora organizzando), abbiamo intanto messo in pratica una “sinodalità vissuta”: il 24 Ottobre, infatti, si è radunata l’assemblea dei nostri 20 parrocchiani, sono emerse le loro proposte, abbiamo eletto il Consiglio pastorale e ora stiamo iniziando a pianificare le attività secondo quanto loro stessi hanno richiesto: creazione e formazione liturgica di un gruppo di lettori per la Messa, gruppi e momenti di preghiera dedicati alla devozione al Cuore Immacolato di Maria e alla “adozione spirituale” di un bambino non ancora nato, volontari per mantenere i contatti coi parrocchiani anziani e soli (e accompagnarli alla Messa se lo desiderano), pregare in ogni Messa per i parrocchiani che hanno festeggiato il compleanno nella settimana precedente, organizzare ritiri nei tempi di Avvento e Quaresima. Insomma, anche se la chiesa è sempre chiusa per i restauri, la parrocchia è viva e vivace e per me è un sostegno e una gioia essere testimone di tutto questo! Slava tibiè Gòspadi! Gloria a te, o Signore!
Infine ecco un’altra bella “nota di famiglia”: la comunità delle sorelle FMM ha iniziato una serie di incontri (più o meno mensili) con cui vorrebbero far conoscere il carisma francescano ad alcune ragazze che hanno mostrato tale interesse e mi hanno chiesto di collaborare con loro, in maniera fraterna e “corale”. Per ora ci siamo trovati due volte, la prima per una giornata di catechesi, preghiera e fraternità, la seconda un pomeriggio per vedere il film “Francesco” della Cavani e poi discuterne insieme: entrambi i momenti sono stati molto apprezzati da tutte.
Bene, con questo vi saluto… a “risentirci”, spero, nel tempo di Natale.
Buon Avvento a tutti, Dio vi benedica!

fr. Iuri

 

 

Raccolta Missionaria per il Mozambico

“Sogniamo   come  un’unica  umanità,   come  viandanti  fatti  della  stessa  carne  umana,  come  figli  di questa   stessa  terra   che  ospita   tutti  noi,  ciascuno   con  la  ricchezza   della   sua  fede  o  delle  sue convinzioni,  ciascuno  con la propria  voce, tutti fratelli!”  (Papa Francesco,  Fratelli  Tutti 8)

 

Carissimi  fratelli  e sorelle,

il Signore  vi dia pace.

Le  Parole  del Papa,  e del Padre  San Francesco,   sembrano    quanto  mai significative    in un momento della   storia  in cui  dall’altro   ci si difende  e si costruiscono   muri  per  escludere  e per proteggersi   da chi viene da lontano  ed è diverso  da noi.  E dal  vivere come  fratelli  ci ritroviamo  a vivere come figli unici con il continuo  sospetto  e il     cuore pieno  di paura.   O peggio   nell’indifferenza.

Ma lo Spirito  viene  in nostro  soccorso   e ci invita  a guardare  lontano,   ad aprire  gli occhi  e a sentire nostra  la sorte  di  ogni  uomo,  così  vogliamo  fare nostra  la  richiesta  di aiuto  che ci  viene   dal  nostro fratello  Amami,   custode  della custodia   di Santa Chiara  del  Mozambico.

La  custodia    del  Mozambico     è  diventata     autonoma     quindici    anni   fa e allora  contava  trentacinque professi   solenni  e dodici professi  semplici.

In questi  anni il Signore  ha benedetto  la  vita di  questi  nostri   fratelli  con il dono di nuove  vocazioni, segno  di vitalità   del  carisma  francescano,   e adesso  sono centosei   frati,   cinquantatré  professi  solenni e  cinquantatré   professi   semplici.    Inoltre,   da  diversi    anni  la   custodia   del  Mozambico   ospita  gli studenti  della Guinea  Bissau.    L’attuale   casa dello  studentato  non riesce  ad ospitare  più di quindici studenti,  per cui sei frati sono  stati trasferiti  in Curia Custodiale.  Per l’anno  2022 si prevede  l’ arrivo di dodici  studenti  di teologia  e sei di filosofia,  per un totale  di 36 studenti.

L’aiuto  che ci  chiedono  è per la  costruzione  di  una nuova  casa per gli studenti  di teologia  a Maruto.

Come potrai, sarà importante prendersi cura di questi fratelli

 

Di seguito la descrizione del progetto e i riferimenti bancari

Proyecto, Memoria e Presupuesto de Casa de Formacion -Matola, 26-09-2021

Pedido Casa Matola, ASSISI, 19-10-2021

Banca Popolare  Etica  Filiale   di Perugia   Via Piccolpasso    109 ~ 06128 =Perugia

Iban:  IT 47 Y 05018 03000  000011475613

Intestato  a: Provincia  Serafica  san Francesco~   Missioni  estere Onlus, Piazza  Porziuncola   1  ~ 0608 I  Assisi  (PG)

Nella  causale  specificare  “Progetto  Mozambico”

Quotidianità russa

Cari lettori amici delle missioni, eccomi di nuovo qui, come promesso, a raccontarvi delle “ordinarie” attività pastorali dell’estate scorsa. Tra queste ci sono stati gli incontri mensili dei giovani, in particolare il pellegrinaggio del 29 maggio a Merentjakti. In quel giorno, infatti, la chiesa di San Pietroburgo onora la memoria di sant’Orsola Ledokhovskaya, fondatrice della Congregazione delle “Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù in agonia”, che proprio a Merentjakti, in una pineta sulla riva del Golfo di Finlandia, aprì il primo convitto per studentesse, prima di dover abbandonare il Paese a causa della Rivoluzione bolscevica, che distrusse tutto. E così io, che non vado matto per il mare e che ancora non ho potuto realizzare il mio desiderio di celebrare la Messa in un rifugio d’alta montagna, mi sono ritrovato a celebrare per la prima volta sulla spiaggia, insieme a un Salesiano e a un Domenicano! Col fratello Conventuale Adam, invece, siamo tornati un po’ bambini e ci siamo divertiti con l’altalena. L’11 Giugno abbiamo celebrato la festa del Sacro Cuore di Gesù, titolare della nostra Parrocchia, con la Messa solenne e un semplice rinfresco nel chiostro dei fratelli Conventuali… insieme ai quali, naturalmente, il 2 Agosto abbiamo celebrato anche il Perdono di Assisi. Dall’8 al 14 Agosto mi sono ritirato in silenzio e solitudine per i miei esercizi spirituali annuali e poi, anche quest’anno, ho partecipato alla seconda parte della sessione estiva dell’associazione ecumenicocarismatica “Scuola di vita cristiana ed evangelizzazione”: a partire dall’esperienza dello scorso anno, infatti, ho intrecciato relazioni significative con alcuni dei partecipanti e mi hanno chiesto di continuare a collaborare. Proprio durante quella settimana, inoltre, ho conosciuto una delle responsabili della “Vigna di Rachele”, un’associazione (nata negli USA ma presente ormai in molti Paesi, tra cui anche l’Italia: http://www.vignadirachele.org/) che organizza “Seminari di guarigione” per persone che, a vario titolo, sono state ferite da un aborto: non solo donne che hanno attraversato personalmente questo dramma, ma anche uomini che hanno spinto-collaborato a questa scelta oppure (come anche può accadere, sebbene più raramente) l’hanno subita, infine persone segnate dalla perdita di un fratello-sorella a causa di un aborto (volontario o spontaneo) vissuto dalle loro madri. Il racconto-testimonianza di Natasha mi aveva colpito e così, visto che era in programma un incontro per il primo week-end di Settembre proprio a Pietroburgo, ho chiesto e ottenuto di poter partecipare… un’esperienza molto forte, che spero possa ripetersi per aiutare altre persone: in Russia l’aborto è legale da più di cento anni ed è una piaga terribile. Intanto, con la fine dell’estate e la riapertura delle scuole, tutti coloro che avevano potuto permettersi un tempo di riposo fuori città hanno fatto ritorno e così la Messa domenicale si è pian piano ripopolata. Prossimamente vi racconterò le novità di questo nuovo anno pastorale appena iniziato… naturalmente all’insegna del cammino sinodale (https://www.synod.va/it.html) ! fr. Iuri

Notizie dalla Russia…

Cari lettori amici delle missioni,
finalmente, dopo più di tre mesi, ritrovo il tempo per scrivervi. Ci eravamo lasciati con l’inizio del mio nuovo servizio come Parroco ed ora provo a raccontarvi come sta andando.
Come prevedevo e vi accennavo, per prima cosa è stata un’immersione nella burocrazia, sia per quanto riguarda gli aspetti ecclesiali e pastorali, sia per quelli amministrativi.
Partiamo da questi ultimi, che concernono principalmente il restauro della nostra chiesa. A Dicembre (con un ritardo di un anno rispetto alla scadenza prevista!) venne ultimata la sistemazione del tetto, ma il lavoro è stato eseguito così male che, con le nevi d’inverno e le piogge di primavera, le infiltrazioni d’acqua hanno seriamente danneggiato una parte dei muri. Di fronte alle nostre lamentele, la Sovrintendenza ha dovuto prendere atto della situazione e ha citato in giudizio la Ditta che aveva eseguito i lavori, sostituendola con un’altra: il restauro ha quindi potuto riprendere il suo corso e sta proseguendo, sebbene sia stato prima necessario (ancora una volta!), rimettere mano al tetto per rimediare alle inadempienze altrui. Proprio in questo contesto, tra l’altro, il 24 Maggio il cantiere è stato visitato dal nuovo Nunzio apostolico in Russia, mons. Giovanni d’Aniello, venuto a incontrare per la prima volta la Chiesa pietroburghese, mentre il 14 Giugno è stata la volta del nuovo Console lituano… speriamo che il loro interessamento ci possa aiutare!
Intanto sembra che la Sovrintendenza stia seguendo più da vicino il processo di ricostruzione e, di recente, ha indicato il mese di Maggio 2024 come possibile data di termine dei lavori: un grande passo avanti, sebbene il progetto preveda che l’edificio ci verrà consegnato “nudo e crudo”, cioè senza impianti elettrici e idraulici, alla cui installazione dovremo provvedere noi. Chi vivrà, vedrà… confidiamo nel Signore!
Anche l’attività pastorale, dal canto suo, possiede una propria dimensione burocratica, sia dal lato civile (esiste un’apposita “Legge sulla libertà di coscienza ed espressione religiosa” che è bene conoscere) sia da quello ecclesiastico ed ecclesiale: sotto questi ultimi aspetti, la maggior parte delle norme sono comuni a tutta la Chiesa Cattolica, ma ogni Conferenza episcopale ha naturalmente la facoltà di “incarnare” tali norme secondo le peculiarità e le tradizioni locali, producendo una legislazione propria… che io poco alla volta sto imparando a conoscere.
Ho usato la parola “incarnare” non a caso: le norme, infatti, sono chiamate a non rimanere “lettera morta” ma, al contrario, ad essere strumento per dare impulso alla vita concreta della Parrocchia. In obbedienza ad esse, quindi, più o meno a metà Ottobre si terrà l’Assemblea generale dei parrocchiani, che mi aiuterà a capire i loro desideri, bisogni e potenzialità, e all’interno della quale verrà scelto un Consiglio pastorale che sia in grado di aiutarmi a lavorare concretamente sulle basi e nella direzione che emergeranno: come vi avevo accennato già in precedenza, suppongo che ci dedicheremo innanzitutto alla formazione di un gruppo liturgico ben preparato (ministranti, lettori, musicisti e cantori).
Tuttavia, nell’attesa di radunare fisicamente il gregge, non sono rimasto inattivo e mi sono messo io stesso in cerca: sia “concretamente” sia “virtualmente”.
“Concretamente” perché ho iniziato, nei limiti del possibile, a fare lunghe passeggiate lungo i quartieri del territorio parrocchiale (pregando sommessamente il Rosario) nella speranza di suscitare la curiosità dei passanti e, magari, incrociare qualche cattolico… e così è stato! Alcuni incontri sono rimasti un fatto isolato (almeno umanamente parlando… poi il Signore… saprà Lui!), ma altri mi hanno portato a conoscere parrocchiani soli, talvolta invalidi, che sto pian piano iniziando ad andare a visitare e, nei limiti del possibile, ad aiutare anche in alcune necessità materiali.
“Virtualmente” perché, dopo alcune perplessità iniziali, ho accolto la proposta di aprire un gruppo parrocchiale online su Vkontakte, l’equivalente russo di Facebook (https://vk.com/prihodserdcaiisusa), attraverso il quale ho potuto “scovare” e contattare alcuni “parrocchiani dispersi” e si sono aperte ulteriori opportunità di conoscenza e d’incontro faccia a faccia.
Inoltre, naturalmente ho continuato a partecipare alle attività “ordinarie”… ma questo ve lo racconterò prossimamente!
A presto!

fr. Iuri

Arrivati alla linea…di partenza

E sì, perché raggiunto il diploma, ora, per Sascia e Ravil, inizia il cammino lavorativo e la possibilità di porre le fondamenta per una vita migliore di quella da cui provengono.

Sascia ha ricevuto il diploma in perito informatico. Aveva già iniziato a lavorare durante gli studi per non dipendere totalmente dal vostro aiuto riuscendo molto bene in entrambi i campi. Nel frattempo si è anche sposato ed è nato il primo figlio. Tutto quello che non ha mai avuto nella sua infanzia è riuscito a costruirlo: una famiglia!

Ravil ha ricevuto il diploma di paramedico e, appena una settimana dopo, è stato subito assunto nella clinica pediatrica di riabilitazione con l’intenzione di specializzarsi in questo campo insieme al nostro Kolia che da tempo lavora e organizza corsi in questo campo sostenuto da un’equipe di medici dall’Italia.

Inutile dire la quasi incredulità di entrambi di aver raggiunto un simile traguardo. Quando, quattro anni fa, avevamo prospettato loro la possibilità di iniziare questo percorso formativo, erano molto scettici e, durante il percorso, non sono mancati i momenti di scoraggiamento. Ma grazie alla vostra fedeltà nel sostenerli e all’amicizia incoraggiante di chi vuole loro bene…ce l’hanno fatta.

A nome loro vi esprimo la loro profonda gratitudine e, come hanno fatto durante questi anni, vi assicurano la loro preghiera.

Il Signore continui ad accompagnare questi nostri giovani fratelli e doni a tutti voi la Sua benedizione.

“…facciamo 31”

Cari amici, come vi avevo promesso nella lettera precedente, eccomi a raccontarvi (almeno per sommi capi) ciò che mi ha tenuto particolarmente impegnato negli ultimi tre mesi: come forse si può intuire dal titolo, infatti, il Signore mi ha chiesto di fare un passo in più… Ma andiamo con ordine.
Come già sapete, un anno fa p. Luca tornò in Italia per assistere la madre, colpita da un ictus: le sue condizioni erano rapidamente migliorate e in pochi mesi guarì del tutto… ma Luca rimase bloccato in patria perché i confini erano (e sono tuttora!) chiusi a causa della pandemia. Il Vescovo ausiliare, d’accordo con le autorità civili, dopo le scorse festività natalizie era riuscito ad ottenergli una speciale richiesta d’invito, con la quale avrebbe potuto tornare. Purtroppo questo documento, spedito per posta, non è mai arrivato a destinazione. A fronte di questa situazione (e visto che, di contro, ai primi di Marzo io avevo ricevuto il Permesso di soggiorno definitivo), i nostri superiori dapprima avevano deciso di presentare me come Parroco al posto suo, infine si sono dovuti “arrendere” e hanno deciso di porre termine all’esperienza missionaria di Luca… che, quindi, dal 1° Maggio è rientrato definitivamente nella nostra Provincia di Assisi.
Ora, a raccontarlo in poche righe, sembra tutto molto lineare… ma posso assicurarvi che la “diretta” degli eventi è stata, invece, un susseguirsi di continui “scossoni”! Solo per grazia di Dio la mia “altalena” di emozioni ha potuto fare perno sul Signore e così, alla fine, ho potuto abbandonarmi e riconoscere i segni del Suo passaggio… e, in effetti, sembra proprio che avesse preparato tutto da tempo.
Così, dopo aver ricevuto il Decreto di nomina alla fine di Aprile, il 16 Maggio il Vescovo Nikolaj ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale mi ha pubblicamente affidato la cura pastorale della Parrocchia (qui è disponibile il video: https://www.youtube.com/watch?v=DxK_qGyK7RY) e, un paio di settimane dopo, anche il Ministero ha recepito il Decreto, riconoscendomi come Rappresentante legale. Non vi dico la quantità di Leggi, Norme e Regolamenti che devo imparare a conoscere… e le firme che ho dovuto mettere! Grazie a Dio fra Juliush (pur felice di essere stato liberato dalle responsabilità civili e penali che ha sostenuto in questi ultimi anni!) mi aiuterà, soprattutto continuando a seguire i lavori di restauro della chiesa… che, peraltro, non procedono molto bene: ma di questo vi parlerò in un’altra occasione.
Soprattutto, però, prima che amministratore sono chiamato a essere pastore… in cerca delle “pecore”: proprio le tristi vicende della nostra chiesa parrocchiale, infatti (con l’aggiunta delle limitazioni dovute alla pandemia, grazie a Dio ormai quasi del tutto superate), in questi ultimi anni hanno causato una forte dispersione del “gregge”, che il Vescovo mi ha chiesto di provare a radunare. Mi sono quindi “immerso” nell’archivio parrocchiale, riuscendo a mettere insieme una lista di circa 70 persone che, negli ultimi 25 anni (cioè da quando la Parrocchia riprese vita dopo il crollo dell’Unione Sovietica), hanno preso parte alla vita parrocchiale. Di queste ne sono rimaste poco più di una quindicina ma, proprio grazie al loro aiuto, sto pian piano rintracciando le altre, alcune delle quali hanno accolto l’invito e hanno iniziato a riprendere parte alle nostre attività, rimanendo felicemente stupite di ritrovare i comparrocchiani di un tempo! Ma ce ne sono ancora 20-25 con cui spero di riuscire a mettermi in contatto… di alcune ho sentito dire che sono anziane e non escono più di casa: vorrei poterle andare a trovare, magari portare i Sacramenti… Altri sono morti, altri emigrati.
Infine, con gioia devo riconoscere che da parte di molti c’è un gran desiderio di far ripartire e ravvivare la vita parrocchiale: alcuni di coloro che sono più impegnati mi hanno già sottoposto richieste e proposte, in particolare riguardo il servizio liturgico: ministranti, lettori, coro… questo è molto bello, mi dà forza e speranza! Inoltre posso contare sul valido aiuto di sr. Anna FMM, che non solo m’incoraggia ma continua ad occuparsi della catechesi. Certo, ora si avvicinano le vacanze estive e molti andranno in “dacia” (la tradizionale casa di campagna fuori città) e quindi mi sa che solo a settembre riusciremo a essere veramente “operativi”… ma intanto abbiamo preso parte alla processione inter-parrocchiale del Corpus Domini (ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=LvvAbuDDxnI) e ci stiamo preparando alla solennità del Sacro Cuore di Gesù, titolare della nostra Parrocchia.
Ecco, per ora non aggiungo altro, ma tornerò presto “su questi schermi”!
fr. Iuri

 

Abbiamo fatto 30…

Cari amici, eccomi a voi dopo una lunga pausa… dovuta ad alcune novità di cui, però, vi parlerò prossimamente.

Per ora desidero solo dirvi brevemente che il Signore, come vi accennavo nella mia lettera precedente, sta continuando ad accompagnarmi sulla via della comunione. In questi ultimi mesi, infatti, ho seguitato a partecipare agli eventi ecclesiali locali: la Via Crucis cittadina del 27 Marzo, la Messa crismale, gli incontri mensili della Pastorale giovanile.

Il 13 Aprile, poi, abbiamo ricordato il “Trentennale della rinascita ufficiale della Chiesa cattolica in Russia”: in questo giorno del 1991, infatti, Papa Giovanni Paolo II firmò il Decreto col quale, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ricostituiva le Diocesi di Novosibirsk e Mosca… sebbene, come il Vescovo ausiliare ha giustamente sottolineato durante l’omelia della Messa commemorativa, non si tratti tanto di celebrare una “restaurazione strutturale”, quanto di ringraziare tutti quei cristiani silenziosi che, in clandestinità, hanno conservato e trasmesso la fede durante i 70 anni di regime comunista. L’Arcivescovo, dal canto suo, ci ha invitato a non “sederci sugli allori”, mantenendo vivo il desiderio di testimoniare e comunicare la fede non solo all’esterno, ma prima di tutto all’interno della Chiesa stessa… che purtroppo, qui come altrove, non è immune alla tentazione della divisione.

Nel frattempo, naturalmente, abbiamo celebrato le liturgie pasquali, godendo anche di un alleggerimento delle misure anti-Covid che ha innalzato al 75% il limite di capienza degli spazi pubblici chiusi (tra cui ovviamente le chiese): la Domenica delle Palme, il Giovedì e il Venerdì Santo abbiamo celebrato insieme ai fratelli Conventuali (la Domenica ha presieduto il Vescovo ausiliare, Giovedì p. Stanislav e Venerdì io), mentre la Veglia e la Domenica di Pasqua abbiamo celebrato separatamente, per differenti necessità di orario. Sono state celebrazioni molto belle, grazie anche al nostro piccolo coro parrocchiale che ha sostenuto tutto con il canto.

Per ora è tutto… a presto!

Sud Sudan: agguato al vescovo

da https://www.nigrizia.it/notizia/sud-sudan-agguato-al-vescovo-carlassare

La notte tra il 25 e il 26 aprile, trenta minuti dopo la mezzanotte, due persone armate e ancora sconosciute, hanno fatto irruzione nella casa di Monsignor Christian Carlassare, missionario comboniano e nuovo vescovo di Rumbek in Sud Sudan, e gli hanno sparato alle gambe.

Padre Christian è fuori pericolo e i medici del Cuamm si stanno prendendo cura di lui nell’ospedale di Rumbek ma il vescovo ha perso molto sangue e verrà presto trasferito nella capitale Juba e poi a Nairobi, dove sarà sottoposto a una trasfusione. Cosciente e sofferente, padre Christian ha telefonato direttamente la famiglia per informarla e ha detto al responsabile dei Missionari Comboniani in Italia: «pregate non tanto per me ma per la gente di Rumbek che soffre più di me».

Parole di un vero pastore che dà la vita per le sue pecore, come ricordava il Vangelo di ieri. I fedeli di Rumbek, Diocesi a maggioranza dinka, una delle etnie più numerose nel paese, avevano accolto nella gioia padre Christian con un rito di benvenuto lo scorso 16 aprile.

Papa Francesco l’ha infatti nominato vescovo l’8 marzo e padre Christian è diventato, a 43 anni, il vescovo italiano più giovane del mondo, a guida della giovanissima Diocesi di Rumbek, nata solo nel 1975 e guidata, prima di lui, anche dal “padre del popolo” Cesare Mazzolari, missionario comboniano morto nel luglio del 2011, una settimana dopo la dichiarazione dell’indipendenza del Sud Sudan.

Ma probabilmente a qualcuno non andava giù che un giovane venuto da lontano e che avesse lavorato per quindici anni con l’altro gruppo etnico preponderante nel paese, i Nuer, fosse stato scelto proprio per guidare la Diocesi di Rumbek.

Ora si attende una grande risposta popolare nonviolenta dei fedeli, nel segno dell’autenticità del Vangelo e dell’unità della Chiesa, a dimostrazione del sostegno e dell’affetto verso il loro pastore con l’ “odore delle pecore” come lo vuole Papa Francesco.

Poche settimane fa, padre Christian aveva dichiarato a Nigrizia il suo sogno: «Sogno che i giovani del Sud Sudan possano realizzare i loro sogni, che non siano costretti a darsi alle armi o a lasciare il paese, che possano studiare e trovare un lavoro che costruisca il futuro e dia stabilità al paese. Sogno che le giovani ragazze del Sud Sudan possano emanciparsi e non essere totalmente dipendenti dai loro capi famiglia e che possano fare le proprie scelte in libertà».

Vedendo le tue foto all’ospedale con la maglietta macchiata di sangue, carissimo Christian, questa mattina ho ricordato quelle di Lele Ramin, martire comboniano in Brasile il 24 luglio del 1985. Tu sei vivo e lo sarai sempre, e come diceva Lele: «il seminatore getta il seme e non torna indietro».

Che queste parole di Lele diano forza a te, alla tua famiglia, al tuo popolo e a noi tuoi fratelli. Noi di Nigrizia siamo con te, sicuri che quella vita che già hai dato per il Sud Sudan continuerai a spenderla sempre per e con gli ultimi del mondo, come hanno fatto Gesù di Nazaret e i profeti a te cari: Daniele Comboni, Oscar Romero e Charles De Foucauld.

Questi sono alcuni progetti che il nostro segretariato sostiene in Sud Sudan:

Aiuto alla chiesa in Asia

Con questo progetto chiediamo un aiuto per le necessità dei nostri frati nella chiesa d’oriente. La chiesa ha visto i suoi primordi proprio in Asia e col passare dei secoli numerose comunità cristiane sono cresciute dato luce a scuole, ospedali, parrocchie… Ora in molte zone dell’oriente i cristiani vivono con coraggio la loro fede testimoniandola […]

Aiuto alla Chiesa di SMIRNE

Il nostro Convento è stato riaperto dopo circa sei anni. Con il terremoto del 30 Ottobre scorso la nostra chiesa è l’unica agibile del centro della città, dove ora convergono diverse parrocchie e gruppi linguistici. Il nuovo impianto microfonico è diventato una priorità, visto che quello attuale è degli anni 90.

Chiediamo con questo progetto un sostegno per il rifacimento dell’impianto audio in modo da poter continuare a svolgere il nostro servizio ai cristiani del luogo.

Scarica il progetto