ALLE SOGLIE DELLA PASQUA 2024 – CUBA

Dopo la stranezza di un 31 dicembre ore 00.01 incredibilmente silenzioso, con rarefatte feste private,
siamo entrati nel tempo “ordinario”.
L’esperienza di condivisione della Parola di Dio (lectio) – in parrocchia – con un piccolo gruppo di
variegate persone si rivela un’esperienza semplice ma molto profonda: una madre di famiglia
cinquantenne, un frequentatore della mensa dei poveri, un frate, una vecchietta sempre silenziosa, un
uomo incredibilmente attento ai più bisognosi ed affetto da disturbi psichici, una insegnante di Tai-Chi, …
Le persone non sono abituate – per cultura ed educazione – a condividere quanto a “convincere” della
propria tesi, a porsi sulla difensiva… Incontro dopo incontro si impara ad ascoltare senza sentirsi minacciati,
ad accogliere la ricchezza della diversità, a stupirsi delle luci che la Parola dona ai più semplici di cuore.
La celebrazione della presentazione al tempio del Signore, con la giornata per la vita consacrata, ci
ha visti condividere una celebrazione eucaristica molto familiare e gioiosa, con l’accoglienza dei nuovi
fratelli e sorelle “sbarcati” a Cuba; immancabile la condivisione delle cibarie fatto con tanta generosità,
considerando che di questi tempi il cibo non abbonda …
La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci ha fatto incontrare altre realtà cristiane
soprattutto di matrice protestante nordamericana, così come anche gruppi ecclesiali di “casa nostra”,
come la comunità di S. Egidio. Con i ragazzi di quest’ultima siamo usciti per le strade dell’Habana vecchia
dando panini ai fratelli che vivono per la strada, tanti. Bellissimo vedere tanti giovani impegnati a farsi
carico di fratelli bisognosi e a seminare speranza e vita.
Abbiamo poi avuto i nostri esercizi spirituali vissuti insieme a tutte le famiglie francescane: noi frati
minori, i cappuccini del Brasile, i conventuali della provincia del centro Italia. Ad offrirci le meditazioni un
nostro frate del Messico, fr. Jorge. Il luogo splendido e silenzioso della campagna, l’accoglienza premurosa
delle sorelle salesiane e la grazia di una settimana di “stacco”, sono stati un dono immenso, così come la
possibilità di conoscerci meglio e di tessere relazioni fruttuose.
La nostra fraternità ha poi visto la visita del provinciale – fr. Larry – della prov. di “Nostra Signora di
Guadalupe”, degli Stati Uniti, da cui dipende la nostra missione. Una visita molto apprezzata per
l’espressione di una cura fraterna a cui san Francesco teneva enormemente, così come per l’opportunità di
ripartirci le responsabilità tra noi ed avanzare – nella nostra esiguità – con i progetti di vita (missioni
popolari, animazione vocazionale, piano di formazione iniziale).
I nostri due postulanti Cubani – Yosbel e Wilmer – dopo un’attesa lunga un ano per le difficoltà
burocratiche e la situazione attuale, sono finalmente partiti per il Postulandato ed il Noviziato in Messico
accompagnati da fr. Francisco, ed ospitati dai fratelli della provincia di …. È la prima volta che questi nostri
due fratelli escono da Cuba, e lo shock culturale è stato notevole…
Questo ci offre di poter garantire una struttura formativa di maggiore qualità, così come di arricchire lo
sguardo e aprire la mente nell’incontro con un altro mondo.
Per i nostri giovani e piccoli delle scuole calcio abbiamo provvidenzialmente trovato un
“professore”, Marco, che unisce passione, disciplina, competenza… Cosa che i ragazzi sembrano
apprezzare, sottratti alla tentazione del solo piacere e svogliatezza, cosa non da poco in una situazione in
cui non riescono proprio ad immaginarsi in un futuro qui nell’isola…
Infine… ci prepariamo alla Pasqua, insieme ai nostri parrocchiani. La situazione attuale con la
mancanza di cibo per tante famiglie, la mancanza di medicinali, i blackout elettrici frequenti e lunghi (a
Santiago di Cuba ogni giorno anche 15 ore di mancanza di corrente elettrica), l’aumento di cinque volte del
prezzo dei carburanti, le continue migrazioni verso futuri migliori… sono quel buio e quella tomba in cui
Gesù è entrato per farci risorgere con Lui. “Collocazione provvisoria”, diceva don Tonino Bello.
Santa Pasqua di nostro Signore!

La grazia di continuare a lasciarci “inviare”

San Matteo ci ha accompagnato nel viaggio del 21 settembre, invitandoci ad accogliere come dono di misericordia la chiamata a seguire Gesù in terra Cubana. Se il caldo e l’umidità ci hanno subito dato generosa ospitalità, la gente della parrocchia tra cui ora viviamo ci ha accolto con gioia e gratitudine: in un paese che ha visto recentemente emigrare tante persone, il viaggio controcorrente di religiosi stranieri è un piccolo segno di speranza. “Consolate, consolate il mio popolo” è il versetto di Isaia che la Chiesa locale – nella settimana di inculturazione organizzata dalla Conferenza Cubana dei religiosi/e – ci ha offerto come Parola da vivere in questa realtà.
I nostri frati della missione ci hanno fatto festa; con me e fra Andrea della provincia di Toscana ora siamo in 9: un Irlandese, due Statunitensi, due Italiani, un Cubano professo solenne, un professo temporaneo Cubano e due postulanti anch’essi Cubani. Al momento siamo distribuiti in due comunità attigue, entrambe nella capitale, l’Havana: la parrocchia di St. Cruz de Jerusalen ed il sanctuario nacional de St. Antonio de Padua.
San Francesco ci ha provvidenzialmente atteso per attirarci all’amore a Dio sommo Bene, alla passione folle per il Vangelo, alla predilezione per Gesù-Povero e per i tanti volti con cui si manifesta; e così – facilitati per il momento a sentirci pellegrini e forestieri – la sua solennità liturgica ha avuto un sapore antico e allo stesso tempo nuovo. Abbiamo celebrato il transito del serafico padre insieme ai frati Cappuccini di provenienza Brasiliana: la presenza dei professi temporanei (che qui svolgono quanto meno il primo anno di studi) – complice la natura brasiliana solare e festosa – ha reso la vigilia un momento semplice e gioiosamente fraterno. Con noi anche i terziari francescani, che sull’isola sono presenti con molte fraternità.
La mattina del 4 ottobre abbiamo avuto la gioia di celebrare la festa di san Francesco con un gruppo di anziani accuditi e serviti con grande dedizione dalla comunità francescana delle Sorelle della Carità del card. Sancha. Molti di questi vecchietti sono veramente tra i più poveri in quanto – senza le famiglie emigrate – si ritrovano completamente soli.
Non è mancata neanche a Cuba, poi, la tradizione di “scambiarci” con i frati di san Domenico la presidenza della celebrazione dei nostri santi fondatori: nel pomeriggio abbiamo reso grazie al Signore insieme ad un discreto numero di fedeli, per poi condividere il pasto fraterno con i fratelli Domenicani: è stata una vera ricchezza ascoltarne l’esperienza di vita, la storia recente della Chiesa, i racconti e le testimonianze di fedeltà al Signore da parte di tanti laici…
“I nostri padri ci hanno raccontato” recita un salmo: e così entriamo in punta di piedi in una terra in cui la messe è abbondante, continuando a pregare il padrone che mandi operai, chiedendo la grazia di continuare a lasciarci “inviare” ogni giorno dal Signore per annunciare che il Regno è vicino!

fra Matteo