E il verbo si fece carne – Lettera di Natale dal Kazakhstan

In questa vigilia di Natale, abbiamo sentito che Gesù “Per noi uomini e per la nostra salvezza e’ disceso dal cielo e si è incarnato per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.

Durante la s. Messa, alcuni parrocchiani si sono vestiti da Maria, Giuseppe, da angeli e pastori e hanno interpretato un originale presepe vivente per gli altri parrocchiani, raccontando come abbiamo perso il possesso del bene, e abbiamo bisogno di farlo tornare il più presto possibile; di come siamo rinchiusi nella tristezza e di come i nostri pensieri e azioni , spesso, lasciano che siano sotto l’azione di satana.

Ma… il Verbo si e’ fatto carne perché noi conoscessimo l’amore di Dio, lo cercassimo nella santità e e diventassimo “partecipi della natura divina”.

Dopo la s. Messa i parrocchiani hanno preparato i tavoli con gustosi cibi preparati da loro stessi, e la gioiosa festa è continuata nel seminterrato della chiesa. E dopo la benedizione dei cibi hanno continuato a gioire per la nascita del Salvatore.

La testimonianza di ciò erano i volti felici, sorrisi amichevoli e occhi luminosi per la gioia dei parrocchiani.

Svieta e Axana

Battesimo di Iana Maria

La domenica, per i fedeli, è sempre un giorno speciale! Ma domenica 28 ottobre 2012 la chiesa si è riempita di gioia e di una leggera agitazione per tutti i presenti alla liturgia di questo giorno.

Quante volte nella nostra parrocchia si sono indossate le vesti bianche simbolo di trasformazione unione con Gesù. Indossavano al momento del Battesimo della bambina, che si trovava di nascere in una famiglia cattolica Migachevyh, in cui vi è una presenza costante di Dio. Durante la s. Messa, la bambina e i suoi genitori hanno trovato qualcosa di prezioso che non si può toccare, afferrare, e quello che non si può comprare: il tesoro celeste, puro, l’amore disinteressato di Dio, la speranza del suo perdono e della misericordia. Oggi alla bambina, dolcemente addormentata tra le braccia di sua madre, sono state aperte le porte della chiesa celeste, il grande mistero della SS.Trinità. La stessa bambina è diventata  tempio, e Dio, eternamente in attesa di noi, ha allargato le braccia alla sua anima rivolta a Lui donandole l’aiuto dello Spirito Santo e promettendo di adempiere le sue promesse.

Le mani consacrate del sacerdote, alzano in alto, sopra la testa dei parrocchiani, la bambina appena battezzata con il nome di Iana Maria, avvicinandola al Cielo che Gesù, con la sua morte, ha avvicinato alla terra.

E le candele accese al cero pasquale, segno della resurrezione di Gesù, che da la luce della speranza a tutti gli uomini, illuminerà per sempre il cammino di Iana, Maxim e Adelina con la fede e l’amore.

Ogni volta che si celebra il sacramento del battesimo nella nostra chiesa è un segno evidente per noi della benedizione e dell’amore di Dio! E ogni bambino, che riceve questo sacramento,diventa una piccola particella del corpo della Chiesa, confermando l’eternità e l’immutabilità della fede cristiana!

fr. Luca Baino

Esercizi spirituali per giovani

“Mostrami Signore la tua via” (Sal. 85,11)

Dal 24 al 29 luglio, nella parrocchia della Vergine Maria di Guadalupe a Taldykorgan, si sono svolti gli esercizi spirituali per i giovani sul tema della “Vocazione”.

Il tema è nato spontaneamente: ogni giorno leggiamo la preghiera per le vocazioni di Giovanni Paolo II e noi (giovani della parrocchia, con una vita piuttosto ordinaria, che si distingue solo per un’educazione secondo i principi della fede cattolica), abbiamo avuto la possibilità di sperimentare la vita in convento.

Come sono iniziati gli esercizi spirituali? Forse dobbiamo dire con la divisione dei compiti! Ciascuno di noi è stato fatto responsabile di qualcosa di concreto e…di tutto insieme! La condizione principale degli esercizi spirituali era la completa autonomia e indipendenza, un atteggiamento positivo verso l’altro e una colossale pazienza con gli altrui difetti (sinceramente molto difficile, come voi stessi potete immaginare) ma lo scopo fondamentale è stato imparare ad accogliere ed apprezzare gli altri così come sono. Questo l’inizio. Gli esercizi spirituali sono iniziati con la celebrazione della s. Messa sul tema:”dove o due tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20) e con la recita del vespro. Dopo di che abbiamo preparato la cena dopo la quale ci siamo riuniti nel cortile del convento per la presentazione del tema, punto di partenza per i restanti giorni:”Io non so, gli altri sanno” (finestra di Jo-Ari) interessante per riflettere su quanto gli altri conoscono di noi e per capire se noi vogliamo ascoltare ciò. E, secondo quanto proposto, alla fine della settimana abbiamo conosciuto qualcosa di nuovo su noi stessi e, anche se non sempre di positivo, è stata comunque una buona possibilità. La stessa sera ci è stato presentato anche il programma prettamente spirituale dei giorni seguenti. Vi raccontiamo un po’ più in particolare sperando di non annoiarvi. I temi “psicologici” sono stati: desiderio e bisogno; le regole della comunicazione tra le persone e tra l’uomo e Dio; originalità, legame con i genitori, conflitti con loro e riconoscenza nei loro confronti. E planando dalla psicologia alla spiritualità: vocazione di Abramo (Gn 12, 1-3; 16; 17, 1-8/ 15-22; 21, 1-7); vocazione di Samuele (1Sam 3, 1-19); la Sacra Famiglia (Lc 2, 41-52). Vedete quale legame tra la realtà della nostra vita e la verità della Bibbia scritta così tanti secoli fa? E dopo le catechesi abbiamo fatto un’ora di silenzio riflettendo su ciò che abbiamo ascoltato.

Ma se voi pensate che abbiamo solo ascoltato, letto, pensato, riflettuto…vi sbagliate! Siamo anche riusciti a cucinare, fare le pulizie (che noia!), fare il bagno in torrenti di montagna, andare all’acqua park di Kapcigai, marinare e cuocere spiedini, ridere e scherzare e molto altro ancora. Seriamente ci chiediamo se abbiamo corrisposto alle speranze di chi ci ha dato la possibilità di dare uno sguardo alla vita consacrata. Di sicuro sappiamo che alla sera, con molta fatica, quando abbiamo deciso di condividere con gli altri le nostre riflessione, e appena un poco, qualche sentimento, ci sono uscite parole ed emozioni che in situazioni analoghe nella vita ordinaria, avremmo tenuto nascoste. E questo, forse, ci dice che lo scopo di questi giorni è stato raggiunto anche se non ha una portata universale. Chi lo sa che il seme gettato nelle nostre anime potrà dare incredibili germogli come è scritto nella Bibbia. Ricordate?

Vacanze spirituali per le famiglie

Nella chiesa cattolica si fa un grande sforzo per insegnare la spiritualità, la crescita delle relazioni tra le generazioni, l’educazione alla moralità e ai principi cattolici. Il rapporto tra le famiglie della parrocchia le può unire con interessi e obiettivi comuni. Una di queste opportunità è stata offerta ancora una volta dalla parrocchia alle nostre famiglie.

Dal 20 al 22 luglio alcune di loro (16 adulti e 9 bambini) hanno vissuto delle vacanze spirituali nella parrocchia di d. Andrea a Kapcigai. La sera del 22 luglio ci siamo incontrati alla s. Messa e durante la predica abbiamo ascoltato i criteri dell’amore incondizionato. Alla fine della s. Messa siamo poi partiti per Kapcigai.

Nella parrocchia di Kapcigai siamo stati accolti calorosamente ancora una volta e forniti di un ambiente confortevole e accogliente dove, di solito, durante il tempo scolastico, vivono i bambini. La sera, dopo l’assegnamento delle camere, abbiamo cenato come una “non piccola famiglia” e poi in spiaggia per una passeggiata serale.

La mattina presto colazione e poi via all’acqua park dove, in attesa di entrare, abbiamo pregato la “corona della Divina Misericordia”. All’acqua park abbiamo subito preso coscienza con gioia di quale possibilità ci veniva offerta dalla chiesa di poter riposare in un posto così bello. Una possibilità non alla portata di tutti. Abbiamo trascorso tutto il giorno a chiacchierare tra di noi per conoscerci meglio e a fare il bagno. Ma non ci siamo solo divertiti, ci siamo anche ricordati del nostro impegno spirituale pregando il santo rosario e facendo attenzione a non arrivare in ritardo alla s. Messa celebrata da don Andrej.

Alla sera abbiamo cenato e poi risa e scherzi. Domenica abbiamo trascorso la giornata sulle rive del lago sotto una iurta affittata in anticipo. La mattina abbiamo fatto il bagno nonostante le onde alte e abbiamo cavalcato “le banane” e a pranzo gli uomini hanno cotto ottimi spiedini.

E’ stato sorprendente potersi allontanare per un momento dalle preoccupazioni quotidiane e da problemi apparentemente sempre urgenti. Ma purtroppo tutto finisce, anche le nostre vacanze famigliari, così siamo tornati a Tadlykorgan dove ci aspettava la s. Messa e la benedizione di p. Luca.

Ancora una volta vogliamo ringraziare la chiesa per la cura che ha per i suoi figli, i parrocchiani, e gli sponsor che ci hanno dato la possibilità di trascorrere alcuni giorni sereni che hanno abbellito la nostra vita e, speriamo, cambiato almeno un po’, i nostri cuori e le nostre anime.

Camposcuola per Bimbi

Dal 18 al 23 giugno nella Parrocchia della Vergine Maria di Guadalupe a Taldykorgan si è tenuto il camposcuola per bambini il cui tema centrale è stato il “Padre nostro”.

Ad un primo sguardo il camposcuola non sembrava come quello degli scorsi anni a causa dell’età dei bambini, di età compresa tra 1 e 11 anni, e del fine, cioè l’educazione spirituale di così tenera età. Accanto a questo fine spirituale principale si è cercato anche di unire i genitori nell’unica famiglia parrocchiale relazionandosi durante il tempo del camposcuola. Questo fine è stato dato, si capisce, dal parroco fra Luca e dalla suore Emilia e Massimiliana. A noi è stato affidato il compito più semplice, ma non più leggero, visto che è stata la prima volta nella nostra vita (Banù, Iana e Jenia), di avere la responsabilità della vita e del tempo libero del non piccolo numero dei partecipanti. L’orario della giornata è stato alquanto pieno: preghiera della mattina, catechesi, attività per i più piccoli, un buon pranzo, gita all’acqua-park, giochi organizzati da noi, S. Messa nella quale abbiamo ascoltato una vitale omelia con esempi della Sacra Scrittura e della nostra vita quotidiana. Hanno servito la s. Messa, per la prima volta nella loro vita, il piccolo Sascia con Dima e Nikita e la cosa gli è così piaciuta che ancora continuano il servizio. Alla sera la cena dopo la quale abbiamo pregato il Rosario, programmazione del giorno seguente (questo per noi) e di seguito un interessante film sul tema della giornata. Addormentati i più piccoli grazie a p. Luca e a suor Emilia e Massimiliana, nella “casetta della gioventù” cala il silenzio. Per noi tempo di riposo e chiacchierate.

L’ultimo giorno è stato il più burrascoso con quiz, giochi, premi; divisi in gruppi, abbiamo condotto una gara in cui i bambini hanno felicemente dipinto le suore ispirandosi al film :“gli eroi”.

Dire esattamente cosa ha dato questo scampo scuola a ciascuno è difficile ma crediamo che ciascuno di noi ha ricevuto molto di più di quanto avrebbe potuto ricevere in altri luoghi dove avrebbe trovato solo divertimento, nulla di spirituale e senza uno fine particolare. Basta solo pensare alla sera del primo giorno quando uno dei più piccoli seduto vicino alla finestra con gli occhi pieni di lacrime e noi che scherzavamo con lui per cercare di distrarlo e all’ultima sera quando, lo stesso ragazzino con la sorellina, pienamente adattati alle pretese di un campo scuola spirituale, non volevano separarsi da noi.

Basta guardare ai cambiamenti in uno di questi piccoli per comprendere la necessità di questi campi per bambini e giovani. E forse, ancora una volta dobbiamo ringraziare il Signore per la nostra appartenenza alla Chiesa.

Banù, Iana, Jenia

Un campo estivo tra le “iurte” delle steppe kazakhe

Come in molte parrocchie d’Italia, anche da queste parti, durante l’estate, si tengono i campeggi estivi.

Vista la mia esperienza all’Arca e il mio nuovo servizio in questa parrocchia di Taldykorgan, mi è venuta l’idea di organizzare un campo estivo unendo le due esperienze.

Con alcuni animatori della parrocchia abbiamo trovato un posto incantevole tra le montagne dove trascorrere il nostro tempo sotto le “iurte” (le tipiche tende rotonde sotto cui vivono i pastori kazakhi tra le steppe). Un luogo un po’ spartano ma qui ci siamo abituati e, vista la bellezza del luogo, anche le difficoltà, non ci sono risultate pesanti.

Il viaggio è stato di sette ore su un camion militare su strada sterrata e molti di noi hanno portato i segni dei colpi presi durante il viaggio ancora per molti giorni dopo il ritorno! Ma né all’andata la cosa ci ha scoraggiati, né al ritorno ha minimamente intaccato la gioia dei giorni trascorsi.

La giornata era scandita dalla preghiera: al mattino le lodi, prima di cena la celebrazione della s. Messa, prima di andare a letto, intorno al fuoco, dopo giochi, canti e danze, la preghiera conclusiva.

Con noi è venuto anche fra Eliot per tenere le catechesi sul tema della fede usando un espediente simpaticissimo: chiamare a raccontare la loro storia i grandi testimoni della fede: Abramo, Mosè, Gedeone, s. Paolo e, l’ultimo giorno, le tre donne che sono venute con noi per aiutarci nell’animazione con le loro storie di dolore superato con l’aiuto della fede.

A condire il tutto lo scambio continuo tra i ragazzi delle loro esperienze di vita: chi è cresciuto in una famiglia a raccontare come si vive in una famiglia a chi non ce l’ha. E chi è cresciuto in un orfanotrofio a raccontare come si cresce senza sapere chi sono i propri genitori.

Dall’Arca sono venuti anche alcuni con disabilità diverse ma nessuno si è accorto della cosa per quanto l’attenzione era posta sulla persona e sull’amicizia che stava nascendo. Anche alle passeggiate abbiamo partecipato tutti insieme, aspettandoci o aiutandoci l’un l’altro quando era necessario.

Ancora oggi i ragazzi continuano a sentirsi e a cercare il modo di incontrarsi (visto che viviamo a 300 km di distanza!) e anche per questo ci stiamo organizzando.

Gli uni e gli altri non hanno sufficienti possibilità economiche per tali esperienze per cui ringraziamo il buon Dio di aver mosso amici a trovare i fondi per rendere possibile questa bellissima esperienza di amicizia con Lui e tra di noi.

Fra Luca Baino (OFM)