“…facciamo 31”

Cari amici, come vi avevo promesso nella lettera precedente, eccomi a raccontarvi (almeno per sommi capi) ciò che mi ha tenuto particolarmente impegnato negli ultimi tre mesi: come forse si può intuire dal titolo, infatti, il Signore mi ha chiesto di fare un passo in più… Ma andiamo con ordine.
Come già sapete, un anno fa p. Luca tornò in Italia per assistere la madre, colpita da un ictus: le sue condizioni erano rapidamente migliorate e in pochi mesi guarì del tutto… ma Luca rimase bloccato in patria perché i confini erano (e sono tuttora!) chiusi a causa della pandemia. Il Vescovo ausiliare, d’accordo con le autorità civili, dopo le scorse festività natalizie era riuscito ad ottenergli una speciale richiesta d’invito, con la quale avrebbe potuto tornare. Purtroppo questo documento, spedito per posta, non è mai arrivato a destinazione. A fronte di questa situazione (e visto che, di contro, ai primi di Marzo io avevo ricevuto il Permesso di soggiorno definitivo), i nostri superiori dapprima avevano deciso di presentare me come Parroco al posto suo, infine si sono dovuti “arrendere” e hanno deciso di porre termine all’esperienza missionaria di Luca… che, quindi, dal 1° Maggio è rientrato definitivamente nella nostra Provincia di Assisi.
Ora, a raccontarlo in poche righe, sembra tutto molto lineare… ma posso assicurarvi che la “diretta” degli eventi è stata, invece, un susseguirsi di continui “scossoni”! Solo per grazia di Dio la mia “altalena” di emozioni ha potuto fare perno sul Signore e così, alla fine, ho potuto abbandonarmi e riconoscere i segni del Suo passaggio… e, in effetti, sembra proprio che avesse preparato tutto da tempo.
Così, dopo aver ricevuto il Decreto di nomina alla fine di Aprile, il 16 Maggio il Vescovo Nikolaj ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale mi ha pubblicamente affidato la cura pastorale della Parrocchia (qui è disponibile il video: https://www.youtube.com/watch?v=DxK_qGyK7RY) e, un paio di settimane dopo, anche il Ministero ha recepito il Decreto, riconoscendomi come Rappresentante legale. Non vi dico la quantità di Leggi, Norme e Regolamenti che devo imparare a conoscere… e le firme che ho dovuto mettere! Grazie a Dio fra Juliush (pur felice di essere stato liberato dalle responsabilità civili e penali che ha sostenuto in questi ultimi anni!) mi aiuterà, soprattutto continuando a seguire i lavori di restauro della chiesa… che, peraltro, non procedono molto bene: ma di questo vi parlerò in un’altra occasione.
Soprattutto, però, prima che amministratore sono chiamato a essere pastore… in cerca delle “pecore”: proprio le tristi vicende della nostra chiesa parrocchiale, infatti (con l’aggiunta delle limitazioni dovute alla pandemia, grazie a Dio ormai quasi del tutto superate), in questi ultimi anni hanno causato una forte dispersione del “gregge”, che il Vescovo mi ha chiesto di provare a radunare. Mi sono quindi “immerso” nell’archivio parrocchiale, riuscendo a mettere insieme una lista di circa 70 persone che, negli ultimi 25 anni (cioè da quando la Parrocchia riprese vita dopo il crollo dell’Unione Sovietica), hanno preso parte alla vita parrocchiale. Di queste ne sono rimaste poco più di una quindicina ma, proprio grazie al loro aiuto, sto pian piano rintracciando le altre, alcune delle quali hanno accolto l’invito e hanno iniziato a riprendere parte alle nostre attività, rimanendo felicemente stupite di ritrovare i comparrocchiani di un tempo! Ma ce ne sono ancora 20-25 con cui spero di riuscire a mettermi in contatto… di alcune ho sentito dire che sono anziane e non escono più di casa: vorrei poterle andare a trovare, magari portare i Sacramenti… Altri sono morti, altri emigrati.
Infine, con gioia devo riconoscere che da parte di molti c’è un gran desiderio di far ripartire e ravvivare la vita parrocchiale: alcuni di coloro che sono più impegnati mi hanno già sottoposto richieste e proposte, in particolare riguardo il servizio liturgico: ministranti, lettori, coro… questo è molto bello, mi dà forza e speranza! Inoltre posso contare sul valido aiuto di sr. Anna FMM, che non solo m’incoraggia ma continua ad occuparsi della catechesi. Certo, ora si avvicinano le vacanze estive e molti andranno in “dacia” (la tradizionale casa di campagna fuori città) e quindi mi sa che solo a settembre riusciremo a essere veramente “operativi”… ma intanto abbiamo preso parte alla processione inter-parrocchiale del Corpus Domini (ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=LvvAbuDDxnI) e ci stiamo preparando alla solennità del Sacro Cuore di Gesù, titolare della nostra Parrocchia.
Ecco, per ora non aggiungo altro, ma tornerò presto “su questi schermi”!
fr. Iuri

 

Abbiamo fatto 30…

Cari amici, eccomi a voi dopo una lunga pausa… dovuta ad alcune novità di cui, però, vi parlerò prossimamente.

Per ora desidero solo dirvi brevemente che il Signore, come vi accennavo nella mia lettera precedente, sta continuando ad accompagnarmi sulla via della comunione. In questi ultimi mesi, infatti, ho seguitato a partecipare agli eventi ecclesiali locali: la Via Crucis cittadina del 27 Marzo, la Messa crismale, gli incontri mensili della Pastorale giovanile.

Il 13 Aprile, poi, abbiamo ricordato il “Trentennale della rinascita ufficiale della Chiesa cattolica in Russia”: in questo giorno del 1991, infatti, Papa Giovanni Paolo II firmò il Decreto col quale, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ricostituiva le Diocesi di Novosibirsk e Mosca… sebbene, come il Vescovo ausiliare ha giustamente sottolineato durante l’omelia della Messa commemorativa, non si tratti tanto di celebrare una “restaurazione strutturale”, quanto di ringraziare tutti quei cristiani silenziosi che, in clandestinità, hanno conservato e trasmesso la fede durante i 70 anni di regime comunista. L’Arcivescovo, dal canto suo, ci ha invitato a non “sederci sugli allori”, mantenendo vivo il desiderio di testimoniare e comunicare la fede non solo all’esterno, ma prima di tutto all’interno della Chiesa stessa… che purtroppo, qui come altrove, non è immune alla tentazione della divisione.

Nel frattempo, naturalmente, abbiamo celebrato le liturgie pasquali, godendo anche di un alleggerimento delle misure anti-Covid che ha innalzato al 75% il limite di capienza degli spazi pubblici chiusi (tra cui ovviamente le chiese): la Domenica delle Palme, il Giovedì e il Venerdì Santo abbiamo celebrato insieme ai fratelli Conventuali (la Domenica ha presieduto il Vescovo ausiliare, Giovedì p. Stanislav e Venerdì io), mentre la Veglia e la Domenica di Pasqua abbiamo celebrato separatamente, per differenti necessità di orario. Sono state celebrazioni molto belle, grazie anche al nostro piccolo coro parrocchiale che ha sostenuto tutto con il canto.

Per ora è tutto… a presto!

Sud Sudan: agguato al vescovo

da https://www.nigrizia.it/notizia/sud-sudan-agguato-al-vescovo-carlassare

La notte tra il 25 e il 26 aprile, trenta minuti dopo la mezzanotte, due persone armate e ancora sconosciute, hanno fatto irruzione nella casa di Monsignor Christian Carlassare, missionario comboniano e nuovo vescovo di Rumbek in Sud Sudan, e gli hanno sparato alle gambe.

Padre Christian è fuori pericolo e i medici del Cuamm si stanno prendendo cura di lui nell’ospedale di Rumbek ma il vescovo ha perso molto sangue e verrà presto trasferito nella capitale Juba e poi a Nairobi, dove sarà sottoposto a una trasfusione. Cosciente e sofferente, padre Christian ha telefonato direttamente la famiglia per informarla e ha detto al responsabile dei Missionari Comboniani in Italia: «pregate non tanto per me ma per la gente di Rumbek che soffre più di me».

Parole di un vero pastore che dà la vita per le sue pecore, come ricordava il Vangelo di ieri. I fedeli di Rumbek, Diocesi a maggioranza dinka, una delle etnie più numerose nel paese, avevano accolto nella gioia padre Christian con un rito di benvenuto lo scorso 16 aprile.

Papa Francesco l’ha infatti nominato vescovo l’8 marzo e padre Christian è diventato, a 43 anni, il vescovo italiano più giovane del mondo, a guida della giovanissima Diocesi di Rumbek, nata solo nel 1975 e guidata, prima di lui, anche dal “padre del popolo” Cesare Mazzolari, missionario comboniano morto nel luglio del 2011, una settimana dopo la dichiarazione dell’indipendenza del Sud Sudan.

Ma probabilmente a qualcuno non andava giù che un giovane venuto da lontano e che avesse lavorato per quindici anni con l’altro gruppo etnico preponderante nel paese, i Nuer, fosse stato scelto proprio per guidare la Diocesi di Rumbek.

Ora si attende una grande risposta popolare nonviolenta dei fedeli, nel segno dell’autenticità del Vangelo e dell’unità della Chiesa, a dimostrazione del sostegno e dell’affetto verso il loro pastore con l’ “odore delle pecore” come lo vuole Papa Francesco.

Poche settimane fa, padre Christian aveva dichiarato a Nigrizia il suo sogno: «Sogno che i giovani del Sud Sudan possano realizzare i loro sogni, che non siano costretti a darsi alle armi o a lasciare il paese, che possano studiare e trovare un lavoro che costruisca il futuro e dia stabilità al paese. Sogno che le giovani ragazze del Sud Sudan possano emanciparsi e non essere totalmente dipendenti dai loro capi famiglia e che possano fare le proprie scelte in libertà».

Vedendo le tue foto all’ospedale con la maglietta macchiata di sangue, carissimo Christian, questa mattina ho ricordato quelle di Lele Ramin, martire comboniano in Brasile il 24 luglio del 1985. Tu sei vivo e lo sarai sempre, e come diceva Lele: «il seminatore getta il seme e non torna indietro».

Che queste parole di Lele diano forza a te, alla tua famiglia, al tuo popolo e a noi tuoi fratelli. Noi di Nigrizia siamo con te, sicuri che quella vita che già hai dato per il Sud Sudan continuerai a spenderla sempre per e con gli ultimi del mondo, come hanno fatto Gesù di Nazaret e i profeti a te cari: Daniele Comboni, Oscar Romero e Charles De Foucauld.

Questi sono alcuni progetti che il nostro segretariato sostiene in Sud Sudan:

Notizie da fra Iuri…

Cari amici delle missioni, il tempo passa in fretta e sono ormai trascorsi più di due mesi
dalla mia ultima lettera… rieccomi quindi qui con voi per qualche breve aggiornamento.
A Novembre abbiamo avuto una bella sorpresa: Michail Fateev, un amico di vecchia data
della nostra fraternità, insegnante presso la locale Facoltà di Arti televisive, ha deciso di
realizzare un breve documentario sulla ormai quasi trentennale presenza dei Frati Minori
qui a San Pietroburgo. Detto fatto, Michail ha messo mano alla videocamera e, dopo
essersi recato con fra Juliush al cantiere della chiesa, è venuto a trovarci a casa per
intervistarci, quindi ha filmato una celebrazione eucaristica della nostra comunità
parrocchiale, infine ha montato il tutto aggiungendo filmati del suo fornitissimo archivio!
Non è l’unico esempio di una crescente sensibilità nei confronti della nostra situazione:
rendiamo grazie a Dio. Il risultato, per chi volesse anche solo dare uno sguardo, è
disponibile QUI.
Il mese si era poi concluso, come speravamo, con un bel momento di festa nella
ricorrenza di s. Caterina d’Alessandria: patrona della chiesa nella quale la nostra Olga,
insieme ad altri 5 giovani di altre parrocchie, ha potuto finalmente ricevere il dono della
Cresima.
A Dicembre, invece, sebbene con qualche restrizione sanitaria in più (ormai revocate),
abbiamo potuto celebrare le liturgie natalizie senza troppi problemi: il 25 e il 31, in
particolare, ci siamo riuniti coi fratelli Conventuali sotto la presidenza del Vescovo ausiliare
Nikolaj Dubinin: vi propongo il link al video della Messa… così, se volete, potete ascoltare
qualche canto natalizio in russo! Clicca QUI
Anche questo Natale, inoltre, l’infaticabile sr. Anna è riuscita a preparare una piccola
rappresentazione teatrale coi bambini del catechismo (tutti fratelli e sorelle!), questa volta
ispirata all’episodio francescano del Presepe di Greccio.
Purtroppo, proprio pochi giorni fa, sr. Anna mi ha comunicato che per varie ragioni
(soprattutto le difficoltà delle bimbe più piccole con la lingua russa), si è arrivati alla
decisione di sospendere il catechismo parrocchiale: i bambini proseguiranno la
preparazione ai Sacramenti all’interno del Cammino Neocatecumenale, del quale le loro
famiglie (di origine ispanica) fanno parte.
A proposito del Cammino: il giorno dell’Epifania Bernard e io ci siamo recati a benedire
l’appartamento di Sergej, un giovane della Comunità che ha da poco lasciato la famiglia
d’origine per prender casa per conto proprio. Circostanze di questo tipo sono sempre
ottime occasioni per crescere nella conoscenza reciproca.
Passate le feste, abbiamo ripreso il cammino “ordinario”… ammesso che la vita con Dio
possa mai dirsi “ordinaria”!
Come forse ricorderete, la nostra chiesa parrocchiale venne costruita dal vescovo martire
Teofilius Matulionis, di origine lituana, e ancora oggi i suoi connazionali sono una
componente importante della nostra Parrocchia, nonché una comunità molto attiva a
Pietroburgo, che spesso ci invita a prendere parte agli eventi che organizza; così il 13
Gennaio, in occasione del 30° anniversario dei “fatti di Vilnius”, ho partecipato ad una
celebrazione eucaristica richiesta dal Consolato lituano a suffragio delle vittime della
repressione sovietica: anche questo è stato un significativo momento di comunione.
Già… la comunione ecclesiale è la strada per la quale il Signore ci guida e accompagna, e
nel mese di Gennaio ciò è emerso anche in altre belle occasioni.
Per esempio i fratelli Conventuali, da anni, stanno cercando di seminare e coltivare il
nostro carisma fra i laici… e finalmente Julia, una giovane che frequenta la loro comunità, il
23 Gennaio ha iniziato ufficialmente il suo cammino di formazione nell’Ordine francescano
secolare: che il Signore benedica lei e il futuro dell’Ofs in terra di Russia: al momento,
infatti, in tutto lo Stato esiste purtroppo una sola fraternità canonicamente eretta, quella di
Mosca… altrove (come appunto qui) ci sono “simpatizzanti sparsi”, ma (per ora) mai in
numero sufficiente per poter dare vita a una comunità ufficiale… e le enormi distanze di
questo Paese rendono impossibile pensare di unire le forze.

Il 24 e il 25, invece, ho preso parte agli incontri conclusivi della Settimana di preghiera per
l’unità dei cristiani; all’ultimo, più solenne e presieduto dal nostro Vescovo ausiliare, hanno
partecipato i rappresentanti della Chiesa ortodossa, luterana e armena; il primo invece, più
informale, era dedicato ai giovani, che sono venuti numerosi superando ogni aspettativa di
sr. Joanna e dei nostri seminaristi (che avevano curato l’evento): un bellissimo successo, a
seguito del quale ha ritrovato slancio l’idea di costituire un’equipe di pastorale giovanile,
alla quale sono stato invitato a partecipare… preghiamo per gli sviluppi!
Infine, il 29 e 30 sono stato invitato a predicare il ritiro mensile al Seminario
interdiocesano, che attualmente ospita 10 candidati al sacerdozio provenienti da tutte le
Diocesi russe cattoliche; mentre il 2 Febbraio (festa della Presentazione del Signore e
Giornata della Vita Consacrata), come gli scorsi anni abbiamo celebrato la s. Messa
insieme alle altre comunità religiose di s. Pietroburgo.
Insomma… pian piano m’inserisco sempre più, le conoscenze aumentano, le relazioni
s’infittiscono… e la comunione, speriamo, cresce. Alla prossima!

Ultime da San Pietroburgo…

Cari amici delle missioni, rieccomi! Come state?
Sono passati quasi due mesi dalla mia ultima lettera e mi verrebbe da dire che non è
successo granché… ma sarebbe fare un gran torto al Signore che, come sappiamo bene,
non valuta secondo i nostri criteri: meglio dire, allora, che non sono accadute molte cose,
ma quelle poche sono state, decisamente, piene di Lui. Dunque…
A metà settembre mi son trovato a dover benedire la sepoltura di un’anziana donna
di un paesino appena fuori Pietroburgo, di famiglia ortodossa ma passata al cattolicesimo
durante un periodo vissuto in Lituania… i familiari e i presenti, infatti, erano quasi tutti
ortodossi (oppure non credenti): sto iniziando a capire che situazioni di questo tipo non
sono affatto rare, appena mettiamo il naso fuori dalle nostre Parrocchie! Perché hanno
chiamato me? Perché la sorella (ortodossa) della defunta è amica da 40 anni con una
nostra parrocchiana e così, quando la sorella morente ha chiesto la sepoltura cattolica, lei
si è rivolta all’amica e quindi a noi. I funerali sono sempre momenti molto particolari,
naturalmente: le persone tirano fuori dubbi, domande… rabbia: la sorella della defunta lo
scorso anno ha perso la figlia, investita da un’auto… ha lasciato un bimbo di 4 anni. Ho
invocato quasi continuamente lo Spirito Santo: spero mi abbia messo sulla bocca le parole
“giuste”… Ancora una volta, non posso fare molto altro che dirGli il mio “sì”… a Lui poi
tocca arrangiarsi con la mia disponibilità più che con le mie capacità… Ma del resto, come
diceva s. Giovanni Maria Vianney, “se Sansone con una mascella d’asino ha combinato
tutto quel macello, che farà mai il Signore con un asino intero?!?!”
Il 27 Settembre, invece, dopo il blocco dovuto prima al Covid e poi alle “vacanze”
estive, abbiamo ufficialmente aperto l’Anno pastorale e così sr. Anna ha ripreso le
catechesi per i bambini: tre che si preparano a ricevere la Prima Comunione e tre la
Cresima; a breve, inoltre, potrà finalmente completare il suo percorso anche la ragazza
che avrebbe dovuto ricevere la Cresima già la scorsa primavera.
Il 3 Ottobre, come da tradizione, abbiamo celebrato il Transito di s. Francesco
insieme ai fratelli Conventuali, sebbene in forma “ridotta”: non solo per garantire il
necessario distanziamento in chiesa, ma anche perché alcuni di noi erano volati a Mosca
per partecipare a un evento storico: l’Ordinazione episcopale del primo Vescovo russo! P.
Nikolaj Dubinin, infatti (appunto il Guardiano dei Conventuali), è stato scelto come
Ausiliare per la Diocesi di Mosca-Pietroburgo
( https://www.lanuovaeuropa.org/chiesa/2020/09/14/e-francescano-il-primo-vescovo-
cattolico-russo/ ). Mi sono così trovato a doverlo sostituire e a presiedere le celebrazioni
del 3 e del 4… aiuto!!! ( https://www.youtube.com/watch?v=3islZztT58I )
Stabilitosi qui al Seminario, il nuovo Vescovo ha subito preso le redini della zona
affidatagli, convocando una serie di assemblee pastorali e mettendo decisamente tanta
“carne al fuoco”! Tra le altre cose, si è subito interessato al restauro della nostra chiesa
parrocchiale, partecipando personalmente ad uno dei sopralluoghi settimanali con cui le
Autorità cittadine verificano l’andamento dei lavori.
Durante uno dei nostri incontri pastorali mensili, invece, ho potuto ascoltare una
bellissima testimonianza di una suora di Madre Teresa: la Congregazione è presente in
città ormai da più di 20 anni, in una casa dove, secondo il loro carisma, le suore accolgono
i poveri e i senza tetto per dare cibo, vestiario e, all’occorrenza, anche alloggio… e i vicini
di casa si sono sempre lamentati della “fastidiosa presenza” di questo popolo di diseredati.
Ora, durante la quarantena questa modalità non era consentita, quindi le sorelle hanno
iniziato a distribuire gli aiuti in cortile: ebbene, di fronte a questa testimonianza, molti vicini
si sono “sciolti” e hanno iniziato a farsi prossimi, regalando cibo e vestiario per i poveri. Il
Signore sa davvero trarre il bene dal male!
Domenica 25 Ottobre, poi, la nostra comunità parrocchiale ha avuto la gioia di
accogliere la piccola Lilia: ho infatti amministrato il mio primo Battesimo in russo!

Ai primi di Novembre, infine, siamo andati in “pellegrinaggio” a Levashova, un
paese appena fuori Pietroburgo, dove sorge un cimitero-memoriale delle vittime dello
stalinismo: di fatto è un bel bosco di pini e betulle sotto il quale giacciono, in un’anonima
enorme fossa comune, i resti di 19.000 delle circa 50.000 persone morte nelle carceri di
Pietroburgo tra il 1937 e il 1953. Sugli alberi sono state appese foto ricordo, in terra
piantate croci come se fossero tante tombe individuali… e poi ci sono i monumenti ai
caduti delle varie etnie e religioni, come potete vedere nelle foto.
Quanto a Luca, è sempre bloccato in Italia, per ora fino alla fine dell’anno, a causa
della “seconda ondata”. Già… nei nostri ambienti, nelle ultime settimane si sono ammalati
(grazie a Dio in forma lieve) diverse suore, sacerdoti e anche alcuni nostri parrocchiani…
io finora ne sono uscito indenne e vado avanti: cerchiamo tutti di vivere “normalmente”,
provando ad essere prudenti ma senza panico: per ora mi pare stia funzionando!
Bene, per ora questo è tutto: alla prossima… e rimaniamo sempre uniti nella
preghiera.
Dio vi benedica!
fr. Iuri

Bravo Ravil!

E anche quest’anno è finito brillantemente: bravo Ravil!
Anche in Kazakhstan le lezioni sono state portate avanti in regime online così come gli esami che Ravil ha superato con ottimi voti.
Da lodare, inoltre, il fatto che vista la disponibilità di tempo e la possibilità di seguire le lezioni online, ha cercato un lavoretto per mettere da parte un po’ di soldi per il futuro aprendo il suo primo “deposito” in banca. Per ragazzi di questa estrazione sociale sono passi enormi e spesso nessuno si azzarda a farli troppo abituati a preoccuparsi solo del presente sapendo di non avere un futuro!!!
Ma ancora più lodevole il fatto che in questi giorni estivi ha chiesto, e ottenuto, di recarsi nell’ambulatorio del proprio paesino, a prestare servizio volontario, così come aveva sognato all’inizio di questa avventura.
Il fatto, oltre ad essere encomiabile per se stesso, è anche una grande testimonianza dove il volontariato è appena all’inizio e incontra tante difficoltà.
Ora resta l’ultimo anno, che auguriamo a Ravil, proficuo come questi tre e speriamo che qualcuno di voi lettori, si renda disponibile ad aiutarlo a concludere questa prima fase scolastica!
A chi l’ha già fatto auguriamo ogni benedizione dal Padre Celeste e assicuriamo la nostra preghiera.

fra Luca Baino

PER AIUTARCI

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Intestato a: Provincia Serafica san Francesco – Missioni estere, p.zza Porziuncola 1 – 06081 Assisi (PG)
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Via Piccolpasso 109 – 06128 – Perugia
Iban: IT 47 Y 05018 03000 000011475613

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Pietroburgo-Mosca: il dono di nuovi fratelli e sorelle

Eccomi qui a raccontarvi di quest’ultimo mese, ancora una volta all’insegna delle meraviglie del Signore, che continua a prendermi di sorpresa e a stupirmi! Come sempre, infatti, “l’uomo propone e Dio dispone”…
Da tempo sentivo un gran bisogno di un periodo forte d’intimità con Lui: sì, è vero, c’erano stati i due mesi di quarantena, con i frutti di cui vi avevo parlato, ma avvertivo ancora la necessità di ritirarmi in disparte, da solo, nel “deserto”. Festeggiando l’8 Agosto insieme ai fratelli Domenicani, sono venuto a conoscenza della possibilità di essere ospitato presso il loro convento, in una stanza separata, pur potendo celebrare con loro la Liturgia delle Ore e la Messa. Ho così vissuto una sorta di “esercizi spirituali autogestiti”, scegliendo di farmi accompagnare dalle nostre feste: sebbene con qualche giorno di ritardo, grazie a internet ho potuto seguire il Triduo predicato da p. Vittorio Viola a s. Maria degli Angeli in preparazione alla festa del Perdono e la Novena tenuta dai fratelli della comunità di Loreto alla Basilica di s. Chiara… e lo Spirito Santo ha fatto il resto!
Un giorno poi, passando in basilica, sono stato avvicinato da una suora che conoscevo di vista, la quale si preparava a partire per una convivenza di un paio di settimane con un gruppo ecumenico ortodosso-cattolico e cercava disperatamente un sacerdote che potesse rimpiazzare il loro, rimasto bloccato in Ucraina: raggiunto da un misto di stupita curiosità, interesse e timore, dopo aver verificato alcuni aspetti e ricevuto il permesso dei superiori, ho accettato e, conclusi gli esercizi spirituali, sono partito alla volta di Novoe, un paesino sperduto nella campagna 140 Km a est di Mosca.
Lì, nel 1996, il sacerdote svizzero p. Rolf Schönenberger, fondatore dell’Associazione umanitaria ecumenica “Trionfo del Cuore” (Immacolato di Maria), e alcune suore francesi comprarono e restaurarono 4 casette per farne un centro di accoglienza per bambini e ragazzi; oggi la struttura ha un po’ cambiato fisionomia ed è gestita da laici che, oltre a ospitare campi estivi (hanno anche un maneggio per l’ippoterapia con i disabili) accolgono gruppi per ritiri spirituali, come quello a cui ho partecipato: la comunità che mi ha accolto è la sezione moscovita (l’unica della Russia, in effetti) della “Scuola di vita cristiana ed evangelizzazione”, fondata in Ucraina circa 25 anni fa da un cappuccino polacco, p. Piotr Kurkievic. La “Scuola” propone un cammino di “recupero e approfondimento” della vita cristiana in tre tappe, distribuite su un percorso di sei anni, con lo scopo di “riaccendere” la fede per poi formare animatori e catechisti che possano mettersi a servizio della propria Chiesa locale. Per certi versi potrebbe ricordare il Cammino Neocatecumenale, se non fosse che questa Associazione riprende modalità e temi tipici del Rinnovamento… cosa più unica che rara in ambito cattolico, da queste parti! Questa caratteristica, oltretutto, le permette di incrociare anche il cammino dei fedeli appartenenti alle chiese protestanti “minori” (cioè non Luterane, in sostanza), che non di rado fanno riferimento proprio al variegato mondo del movimento Carismatico.
La storia della sezione di Mosca, poi, è alquanto particolare. Nella prima metà degli anni ‘80 Alexandr Men’, un sacerdote ortodosso di origine ebraica, studioso appassionato di Sacra Scrittura e di dialogo inter-religioso, cominciò a riunire attorno a sé persone desiderose di approfondire lo studio e la condivisione della Parola di Dio; ad esse, con gli anni, si unirono anche dei cattolici, ma p. Alexandr venne ucciso in circostanze misteriose nel 1990 e il cenacolo, rimasto “orfano”, faticò a trovare nuova accoglienza, finché a Mosca capitò appunto p. Kurkievic e il gruppo confluì nella sua “Scuola” che, circa un paio d’anni fa, ha ottenuto anche il riconoscimento del nostro Vescovo.
Il tema dei rapporti tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa, infatti, è decisamente complesso, ma naturalmente ciò che ci tocca più da vicino sono gli aspetti pastorali, in particolare la pratica sacramentale, che purtroppo soffre di una netta asimmetria: la Chiesa Cattolica, infatti, a determinate condizioni concede ai propri sacerdoti la facoltà di amministrare la Comunione, la Confessione e l’Unzione degli infermi ai fedeli ortodossi, mentre la Chiesa Ortodossa non permette tale reciprocità. Capite bene che la situazione è intrinsecamente contraddittoria e alquanto imbarazzante.
Anche dal punto di vista linguistico non sono mancate le difficoltà: ad es. penso di aver capito si e no il 50% delle catechesi… inoltre mi hanno chiesto di tenere l’omelia ogni giorno e volendo prima di tutto prepararmi nella preghiera, non mi rimaneva certo il tempo per curare una buona traduzione, quindi andavo un po’ “a spanne”… ma davvero anche in questo ho visto l’opera del Signore, sia in loro (che mi hanno assicurato che nonostante gli errori era tutto comprensibile e “nutriente”) sia in me, che ho dovuto rinunciare ad ogni perfezionismo per offrire la mia disponibilità e povertà all’azione dello Spirito.
Ma la cosa più bella, per me, è stata godere della testimonianza di questi laici: non solo impegnati e preparati, ma soprattutto appassionati di Gesù, desiderosi di condividere la Sua opera nelle loro vite e di comunicare questa gioia ad altri. Per non parlare della bellezza della loro comunione fraterna, davvero ecumenica. Ve li affido nella preghiera. Infine, come delizioso contorno, dieci giorni di vita in campagna: cibo tipico, genuino e casareccio, aria fresca e pulita! Certo, non avevamo il wi-fi e i servizi igienici lasciavano un po’ a desiderare… ma ne valeva la pena!
E ora, tornato “alla base”, sono subito stato “reclutato” dai fratelli Domenicani: la prossima settimana si assenteranno per i loro esercizi spirituali e mi hanno chiesto di sostituirli per la celebrazione della Messa serale. Andiamo avanti e che il Signore ci benedica tutti!

fr. Iuri

Aiutaci ad aiutare i nostri missionari in Russia

BOMBONIERE MISSIONARIE

Battesimo, prima comunione, cresima, matrimonio, laurea, sono dei giorni speciali nella vita di una persona.

Perchè non valorizzare questi giorni unici ancora di più con un gesto di bene verso chi è nel bisogno?

Scegliendo le nostre bomboniere puoi aiutare i nostri missionari e sostenere un progetto del nostro segretariato “Missioni Estere” dei Frati Minori di Umbria.

Per contattarci: bombonieremissionarie@gmail.com

 

 

 


 

Fede ricevuta e data… news dai nostri missionari in Russia

Seminario russo, che si trova proprio a s. Pietroburgo

Cari amici delle missioni, come promesso eccomi a voi con alcune notizie meno quotidiane ma che spero possano aiutarvi a comprendere meglio la realtà in cui viviamo e, quindi, a sentirci più vicini.
Come forse ho già accennato in altre circostanze, noi frati ci ritroviamo mensilmente in videoconferenza per un percorso di formazione permanente, anche grazie al contributo di diversi relatori; ad Aprile è intervenuta sr. Olga, appartenente a una Congregazione che vive il proprio carisma nel mondo del lavoro. Ad un certo punto sono emerse alcune domande sul tema dell’inculturazione… Lei, che è russa (quindi una conversione e vocazione locale) ma che ha studiato e vissuto anche in Europa, ha percorso un cammino che l’ha portata ad alcune conclusioni interessanti.
Come forse avrò già scritto in qualche altro “bollettino”, qui non esiste più un “cattolicesimo russo”, nel senso che il Cristianesimo russo è tradizionalmente ortodosso, mentre i cattolici sono quasi tutti di origine straniera (soprattutto polacchi, lituani e coreani… ma anche spagnoli, africani francofoni, tedeschi), per lo più deportati staliniani ma anche persone immigrate dopo la caduta dell’URSS. Le varie comunità cattoliche hanno quindi mantenuto una forte impronta della propria cultura d’origine e lei, non appartenendo per nascita ad alcuna di esse, dopo aver fatto un primo cammino di assimilazione della fede e aver accolto la vocazione, proseguendo la sua formazione si è pian piano resa conto di aver ricevuto non solo l’annuncio evangelico ma anche i contenuti e lo “stile” della fede secondo categorie straniere.
I “missionari” con cui era venuta in contatto avevano certamente fatto il loro personale cammino di inculturazione, in primis studiando la lingua e poi cercando di assimilare la cultura locale ma, volenti o nolenti, sono rimasti stranieri. È ora necessaria una seconda fase di inculturazione, che però forse potrà essere portata avanti solo dai cattolici “indigeni”… e solo da quelli culturalmente abbastanza preparati da saper distinguere, nella fede che hanno ricevuto, le “sovrastrutture straniere” dai contenuti genuini… per poi “tradurre” questi ultimi secondo modelli culturali e liturgici tipicamente russi… ma non ortodossi!
Il missionario straniero, insomma, per lo più riesce “solo” ad “inculturare se stesso” quanto basta per una prima trasmissione della fede, ma sarà poi compito dei cattolici locali “inculturare la fede ricevuta”. Questo processo sta iniziando ad avvenire solo ora, grazie alle vocazioni locali nate negli anni ’90 e che ora sono impegnate nella pastorale. Ma sono poche, per cui c’è ancora bisogno anche di noi stranieri.
Nella nostra Diocesi, intanto, da alcuni anni l’attuale Vescovo ha fatto la scelta (coraggiosa!) di affidare la formazione dei seminaristi ai sacerdoti locali ordinati 15-20 anni fa, che hanno quindi sostituito la precedente generazione di polacchi e italiani (cioè quelli che avevano riaperto il Seminario ai tempi di Gorbaciov: ad esempio mons. Bernardo Antonini: https://www.donbernardoantonini.it/). Loro potrebbero avere gli strumenti necessari: cresciuti sotto il regime comunista, formati in Seminario a Mosca e Pietroburgo secondo modalità europee al tempo della Perestrojka, hanno attraversato la grande crisi politica, sociale ed economica russa dei “terribili Anni Novanta” (cfr. https://it.rbth.com/storia/83988-perché-gli-anni-novanta) e hanno poi frequentato studi superiori in Italia, Germania, Francia… per poi fare ritorno in patria. Sono la “generazione di snodo”, con un compito difficile… staremo a vedere.
Fr Iuri

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Chiesa dell’Assunta in s. Pietroburgo

Piano piano anche San Pietroburgo riparte

Cari amici,
sono passati due mesi dalla nostra ultima lettera e, proprio come pensavamo, le sorprese non sono mancate per niente! Ma andiamo con ordine…
Il tempo della quarantena più stretta è durato dal 27 Marzo al 31 Maggio: tutto chiuso tranne i servizi essenziali e anche noi, quindi, chiusi in casa… e penso che molti di voi possano capirci perfettamente se vi diciamo che trascorrere più di 60 giorni fra le quattro mura di un appartamento non è stato per niente facile! Eh sì, sono stati due mesi molto particolari: il fare, che già prima qui era ridotto all’osso, è stato praticamente azzerato… ma questo ha dato più spazio all’essere; espropriato e spogliato di quasi tutto ciò che è “esterno”, il Signore ha potuto condurmi in un’interiorità maggiormente abitata da Lui e, quindi, sono stato rimesso con più forza davanti alla mia identità: innanzi tutto figlio amato, poi frate minore e sacerdote. Un ritorno all’essenziale, insomma, che mi ha fatto “gustare”, oso dire così, un anticipo di vecchiaia e di morte, quando nulla porteremo con noi se non l’Amore dato e ricevuto. Naturalmente tutto questo processo interiore, che ora riassumo in poche righe, è stato ben più complesso e travagliato: raramente i frutti arrivano senza fatica!
Per quanto riguarda la Parrocchia, anche qui i luoghi di culto hanno subito un lungo periodo di chiusura e diverse chiese si erano subito ben organizzate per trasmettere le liturgie sui loro canali internet… motivo per cui, inizialmente, non ci era sembrato necessario fare altrettanto. Tuttavia, dopo circa un mese, alcuni parrocchiani hanno chiesto a p. Luca di potersi in qualche modo ritrovare e così ci siamo decisi a tentare anche noi di trasmettere la Messa dalla cappellina del nostro appartamento: tuttavia, visto che loro sono al massimo una trentina, si è pensato di celebrare in “videoconferenza”, così che ognuno, da casa propria, potesse prendervi parte più attivamente, ad esempio con la proclamazione delle Letture e con il canto. Nonostante alcuni problemi tecnici iniziali, ci sembra che l’esperimento possa dirsi riuscito!
Anche in altri ambiti pastorali, del resto, l’impossibilità di incontrarsi dal vivo non ha impedito, ma piuttosto stimolato, l’incontro in via multimediale… anzi: il fatto di poter partecipare da casa, senza dover attraversare tutta la città o addirittura arrivare da fuori, ha fatto sì che i gruppi si siano arricchiti di diversi nuovi partecipanti. Così fra Luca ha continuato gli incontri con i fratelli luterani e con un altro gruppo misto ortodosso-cattolico, per riflettere, confrontarsi e condividere come parole scelte del Vangelo possano essere incarnate nella vita quotidiana. Ha anche partecipato, con il movimento dei Focolari, ad organizzare incontri che hanno unito persone da San Pietroburgo a Novosibirsk, da Krasnajarsk a Vladivostok, da Mosca ad Almaty e Taldykorgan, trovandosi così uniti in preghiera, conferenze e attività, superando distanze che “dal vivo” non sarebbe mai stato possibile colmare. Interessante è stato anche predicare gli esercizi spirituali “on line” per un paio di congregazioni femminili.
Come dicevamo, però, il Signore avevo in serbo delle sorprese: intanto, con mossa assolutamente inaspettata, il 3 Giugno il Governatore di Pietroburgo ha riaperto gli edifici di culto e così abbiamo ripreso a celebrare la Messa “dal vivo” (sempre dai fratelli Conventuali e ovviamente seguendo un protocollo sanitario). Nel frattempo, però, Luca (che era appena riuscito a concludere le pratiche di registrazione del Permesso di soggiorno triennale) è dovuto tornare in Italia per seri motivi familiari, approfittando di uno dei “voli d’emergenza” mensili messi a disposizione dalla nostra Ambasciata… e quindi io mi sono ritrovato all’improvviso a fare di nuovo il “finto vice-parroco” (visto che formalmente non ho alcun incarico). Insomma, il Signore non cessa di stupirmi… penso di non aver mai fatto un’esperienza così prolungata (oserei dire costante) di precarietà e di affidamento come da quando sono sbarcato in Russia!
Intanto, pian piano che le misure sanitarie necessarie a contenere l’epidemia vengono allentate, ripartono le varie attività economiche e così, come potete vedere nelle foto, stanno finalmente riprendendo anche i lavori di restauro della nostra chiesa parrocchiale che, sebbene condotti da Enti pubblici, sono comunque parzialmente a nostro carico: vi chiediamo quindi di sostenerci attraverso il nostro Ufficio missioni, se e come potete.
Ecco, con la “cronaca” questo è tutto… ma ci risentiamo presto con un articolo, diciamo così, di “approfondimento”.
A presto!
Fra Iuri

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