La Habana – con Maria

La Habana, 20 maggio 2024

Con Maria…

Le tre docce giornaliere mi dicono che stiamo entrando nel periodo “caldo” dell’estate Cubana. Grazie a Dio l’acqua non manca (quasi mai).

Il mese Mariano ci pone tra le braccia materne de la Virgen de la Caridad, la Madonna che si venera nel santuario nazionale del Cobre, luogo che ha visto le prime lotte di indipendenza e liberazione degli schiavi alla fine del XIX secolo. Si dice che il 99% della popolazione veneri la Virgen Mambisa, la Madre degli indigeni nativi, e non per niente è uno dei simboli nazionali che accomuna i Cubani.

Nel tempo pasquale abbiamo ricevuto la visita di tre frati della provincia Statunitense di “Nostra Signora di Guadalupe” – la stessa entità da cui dipende la nostra missione a Cuba – che hanno accompagnato un gruppo di laici per una visita di alcuni giorni. Fr. Paul, che da molti anni porta avanti questo progetto, vuole offrire l’opportunità di conoscere la realtà Cubana odierna, e allo stesso tempo supportare la nostra missione. Uno dei momenti più significativi è stato l’incontro con una rappresentanza nutrita e variegata di parrocchiani. La ricchezza del confronto è stata reciproca: il desiderio, l’ascolto e la sensibilità di fratelli e sorelle che non erano in vacanza ma in un pellegrinaggio di fede e la schiettezza di alcuni Cubani giovani, anziani, medici, ingegneri, catechisti, madri, pensionati… Importante perché se non si è “accompagnati” dentro la realtà Cubana è difficile capire come un medico che lavora tutto il giorno non riesca a procurarsi il necessario per vivere con il proprio stipendio. O quanto rappresenti una conquista quotidiana avvalersi dei trasporti pubblici; come il possedere un’auto sia un lusso e al tempo stesso una scommessa per le ore di coda quando è disponibile il carburante; come i medicinali siano introvabili o accessibili al mercato nero a prezzi inarrivabili; che il sogno più grande che abita un giovane sia emigrare negli Stati Uniti; a quale grado di frustrazione e disanimo portino le quotidiane e prolungate interruzioni di corrente elettrica. Incontro utile per questi fratelli e sorelle americani per comprendere che – medicinali a parte – la raccolta di fondi e l’invio di denaro è molto più pratico e sicuro che la spedizione di generi necessari. Mi ha stupito constatare ancora una volta quanto sia fitta la cortina di “ignoranza” o idealismo che avvolge la “Isla bonita” …

Un momento intenso è stata la visita all’ospedale infantile, dove abbiamo potuto distribuire generi vari per i bambini e le loro famiglie: vestitini, prodotti igienici, giocattoli. La responsabile del reparto ci ha accolti con una umanità grandissima, non sappiamo se condividendo o meno la fede cristiana, ma con un senso del dono che rappresentava la nostra visita: il poter pregare con i piccoli ed i loro genitori, benedirli e chiederne il meglio al Padre buono celeste. Nessuno ci ha rifiutato, la propensione alla spiritualità dei Cubani è ben radicata e – anche se vivono una religiosità fortemente sincretista – il nostro breve passaggio ha significato molto per le madri e padri di questi piccoli, in un tempo in cui… “si salvi chi può”. Una mamma – della Chiesa Battista – ha potuto pregare con noi in maniera bella e liberante; un’altra ha potuto piangere e lasciarsi abbracciare dalla nostra responsabile della Caritas. Ci proponiamo di tornare più spesso, anche per devolvere materiale sanitario di cui il reparto è bisognoso.

Con un manipolo di quattro frati, con un’auto a noleggio, siamo stati tre giorni ospiti della parrocchia di Remedio, quasi nel centro di Cuba, a circa cinque ore di viaggio dall’Havana, per celebrare 120 anni dall’arrivo dei primi frati francescani nella città. Per tanti anni e fino al 2014 la cura d’anime della popolazione è stata affidata a noi frati minori, ed in questo servizio si sono succeduti parroci Messicani, Spagnoli, della Repubblica Dominicana, Cubani, … tanta ricchezza, insomma. Una comunità di terziari francescani dell’OFS ci ha dato testimonianza di amore al carisma, di gratitudine per quanto ricevuto negli anni, di servizio fraterno ai più bisognosi e fragili della fraternità e della comunità cristiana. CI proponiamo – a Dio piacendo – di organizzare una giornata “francescana” in autunno per raccogliere tutte le piccole fraternità OFS presenti nella zona.

Poco tempo fa suonarono al campanello della parrocchia. Vado alla porta del cortiletto esterno e si presenta un giovane dall’aspetto un poco trascurato e travagliato: dice di chiamarsi Salvador. Provo a immaginare quale richiesta voglia espormi, e mi preparo… “Alcuni anni fa – mi dice – mi presentai per chiedere aiuto, perché non avevo di che magiare, e qui mi diedero un poco di riso. Volevo condividere un po’ di denaro che ora ho con me”, e mi da 20 pesos (5 centesimi al valore reale). Resto esterrefatto! Mi racconta di sé in questo ultimo periodo e poi ci salutiamo, ringraziandoci a vicenda. Lo guardo allontanarsi, e mi commuovo; mi vengono alla mente le parole di benedizione di Gesù al Padre per “aver rivelato queste cose ai piccoli”…

Rocìo, la nuova responsabile femminile del Movimento dei Focolari, Venezuelana, un giorno mi chiama per impartire l’unzione degli infermi ad una volontaria del Movimento, Barbarita. La trovo moribonda, però ancora un poco cosciente, e preghiamo su di lei. La mattina seguente mi danno notizia che Barbarita è tornata alla Casa del Padre. Alla sera stessa Rocìo mi scrive condividendo l’esperienza del funerale, avvenuto il giorno stesso, presso il cimitero monumentale de La Habana: “[..] senza alcun sacerdote, nessun tipo di cerimonia d’addio, solo un canto improvvisato ed un Padre nostro… mi sembrava un volto di Gesù-Abbandonato”. La capisco, lo avevo sperimentato l’anno scorso quando mi trovai ad accompagnare il papà di una parrocchiana: tutto così rapido, senza tempo per elaborare un poco il lutto… tutto così “vuoto”… un volto del Gesù-Povero di san Francesco, il che solo può riempire di speranza certa questo senso di “mancanza” che disorienta l’anima.

Concludo la condivisione di questo tempo con … una bella partita di calcio svoltasi tra il nostro “equipo” di bambini e quello di Nico Luongo, iniziatore di una scuola di calcio per giovani nell’Habana dell’est: allenatore con un passato da professionista è ora dedito a questa opera di educazione e pedagogia che nasce dalla sua fede in Cristo. Davvero una luminosa testimonianza ed una amicizia grata… seppur abbiamo perso la partita!

Un abbraccio e hasta pronto!

Giovani e missione 2024/25

Hai sempre desiderato fare un’esperienza in missione?
Stare coi poveri e imparare l’essenziale della vita?
Confrontarti con altre culture, lingue, cibi e nella semplicità condividere il dono della fede cristiana?
Allora questa proposta è per te!

Il cammino che ti proponiamo è fatto di 4 tappe per prepararsi ad un’esperienza missionaria e diventare sempre più contagiosi dell’amore ricevuto.
Gli incontri sono guidati dai frati dell’Umbria e della Toscana che seguono l’animazione missionaria delle proprie province.
In ogni incontro cercheremo di prepararci sempre meglio al viaggio, di approfondire il nostro cammino di fede, di conoscere cosa è la missione della chiesa e qual è lo stile francescano di stare in missione: la sfida è arrivare a conoscere meglio te stesso e le motivazioni che ti spingono a partire.
Alla fine del percorso ci sarà la possibilità di fare un’esperienza missionaria in Africa, Asia, Europa e Sud America.

Ecco le date e i contatti.

 

Camminava con loro. News da fra Andrea Raponi

Ciao a tutti! Da qualche mese mi trovo in missione in Marocco, precisamente nella città di Meknès,
una storica città imperiale. Qui siamo una comunità di tre frati, inseriti nella medina (la città vecchia) in un quartiere piuttosto povero. La nostra comunità gestisce un piccolo centro di lingue, dove grazie ai nostri amici volontari marocchini, riusciamo a raggiungere un migliaio di persone tra analfabeti, giovani che hanno bisogno di ripetizioni, persone che si preparano ad esami…
Questo ci permette di creare molti legami con la gente del posto, di condividere le feste musulmane, l’impegno nel sociale, e di avere allo stesso tempo un occhio sulle situazioni di povertà presenti nella zona.
Qui la vita è molto semplice ed è scandita dal calendario musulmano, perciò tutto ciò che riguarda le nostre feste cristiane passa nel silenzio. Infatti i cristiani, presenti nella maggior parte del Marocco, sono studenti sud sahariani che vengono in nord Africa a studiare oppure qualche famiglia europea che lavora qui. Per questo le nostre feste, e soprattutto Pasqua, diventano un momento vitale per ogni comunità cristiana presente in Marocco.
Anche noi, con il nostro parroco e gli studenti abbiamo festeggiato alla grande il giorno di Pasqua, tra canti, balli, offertori infiniti, insomma si capiva che era festa. Ecco, tutta questa gioia è totalmente ignorata dal popolo che ci accoglie! È stranissimo, però sembra di vedere incarnate alcune pagine del Vangelo in cui nessuno riesce a capire Gesù.
Allora che senso ha vivere in un posto dove si è una minoranza religiosa e per di più nessuno può capire la tua fede? Credo che sia altamente insignificante ma decisamente significativo. Insignificante perché è fuori da ogni logica occidentale-efficientista ma significativo, perché si dà a Gesù la possibilità di incarnarsi lì dove nessuno lo nomina. Forse, questo tempo ci chiede di fare come Gesù con i discepoli di Emmaus, “camminare con loro”. Mentre si cammina si condivide un pezzo di vita, si “sta” insieme e magari ci sarà un giorno in cui ci si riconoscerà fratelli, se Dio vuole. Sicuramente lo Spirito Santo, “che si diverte a ricreare la somiglianza giocando con le diversità” (C.d. Chergé) ci assiste.
Dio vi benedica
Fra Andrea

Luce nelle tenebre

Ciao a tutti, come state? Rieccomi a voi, ancora in tempo (almeno al momento in cui scrivo) per farvi gli auguri per la Santa Pasqua: che la luce umile e forte della Risurrezione del Signore possa vincere le tenebre del mondo!

Un augurio che qui da noi, a San Pietroburgo, quest’anno è risuonato con un significato particolarmente concreto dopo l’attentato al “Crocus City Hall” di Mosca, avvenuto appena prima dell’inizio della Settimana Santa. Una coincidenza che ci ha inevitabilmente ricordato che la nostra fede entra veramente in gioco solo quando si fa carne… e ciò, in genere, accade soprattutto quando nella carne entra la sofferenza.

Tutto ciò appariva chiaro dalle omelie e dai post di quei giorni che, se da un lato ci ricordavano che “la risposta all’odio e alla violenza resta l’amore di Dio, che si rivela sulla croce per arrivare a tutte le vittime di ogni violenza, condividendo con loro la sofferenza e la morte per condividere con loro anche la risurrezione e condurre i violenti al pentimento” (p. Sergej Timashov), dall’altro invitavano a “non cedere alla tentazione di spostare l’attenzione dal dolore per i morti e dalla compassione per i loro cari all’ira, all’odio e al desiderio di vendetta” (cfr. https://рускатолик.рф/kazn/).

Sembra quasi, addirittura, che proprio questa dolorosa concretezza arrivi a ridare vita ai nostri servizi pastorali e liturgici che, altrimenti, spesso rischiano di diventare quasi incapaci di trasmettere il significato che contengono. Un altro paradosso della Passione-Morte-Risurrezione di Cristo.

Solo su questo sfondo, allora, mi pare abbia senso raccontarvi la nostra quotidianità, nella quale la nostra piccola fraternità continua il suo servizio alla Chiesa locale. Prosegue, ad esempio, la collaborazione con la comunità dei Frati Conventuali del Monastero di Sant’Antonio di Padova, con i quali, com’è ormai tradizione, abbiamo celebrato alcune liturgie durante il tempo di Natale, la Quaresima e la Pasqua.

Quest’anno in parrocchia non abbiamo bambini che si preparano alla Prima Comunione o alla Cresima, ma sr. Anna Rus FMM e fr. Bernardin continuano comunque il loro servizio. In particolare, sr. Anna prosegue il suo lavoro pastorale con la “Pontificia Opera dell’infanzia missionaria” e con il gruppo di “Adozione spirituale di un bambino non ancora nato”, mentre fr. Bernardin, da parte sua, segue come “amministratore” gli aspetti burocratici dei lavori al cantiere parrocchiale.

Oltre a ciò, secondo le decisioni prese dai precedenti Consigli pastorali, la comunità parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù ha iniziato a invitare i rappresentanti delle comunità religiose della città a celebrare con noi l’Eucaristia domenicale. Dopo la Messa li invitiamo a prendere il the, e così chiacchieriamo insieme e ci raccontano qualcosa di sé. In particolare, il 18 febbraio ha presieduto la s. Messa p. Sergei Timashov, rettore del Seminario interdiocesano della Conferenza Episcopale russa, mentre il 10 marzo ha celebrato la sua “Prima Messa” da noi p. Denis Malov, Clarettiano.

Parallelamente, come sempre, continuiamo a partecipare agli eventi diocesani: a gennaio fr. Iuri è stato presente a un seminario “sulla prevenzione degli abusi sui minori e sugli adulti vulnerabili”, mentre ultimamente abbiamo partecipato alla Via Crucis cittadina e alla Messa crismale.

Sul “versante fraterno”, a febbraio le tre comunità della nostra Fondazione hanno ricevuto la visita del Delegato della Curia generale OFM, fr. Konrad Kolewa, accompagnato da fr. Nikola Kozina, Responsabile dell’Ufficio Sviluppo: https://ofm.org/visita-alla-fondazione-san-francesco-d-assisi.html. Il loro “sguardo esterno” ci aiuterà a proseguire il discernimento sul futuro della nostra presenza in Russia, per il quale vi chiediamo di continuare a pregare.

fra Iuri

ALLE SOGLIE DELLA PASQUA 2024 – CUBA

Dopo la stranezza di un 31 dicembre ore 00.01 incredibilmente silenzioso, con rarefatte feste private,
siamo entrati nel tempo “ordinario”.
L’esperienza di condivisione della Parola di Dio (lectio) – in parrocchia – con un piccolo gruppo di
variegate persone si rivela un’esperienza semplice ma molto profonda: una madre di famiglia
cinquantenne, un frequentatore della mensa dei poveri, un frate, una vecchietta sempre silenziosa, un
uomo incredibilmente attento ai più bisognosi ed affetto da disturbi psichici, una insegnante di Tai-Chi, …
Le persone non sono abituate – per cultura ed educazione – a condividere quanto a “convincere” della
propria tesi, a porsi sulla difensiva… Incontro dopo incontro si impara ad ascoltare senza sentirsi minacciati,
ad accogliere la ricchezza della diversità, a stupirsi delle luci che la Parola dona ai più semplici di cuore.
La celebrazione della presentazione al tempio del Signore, con la giornata per la vita consacrata, ci
ha visti condividere una celebrazione eucaristica molto familiare e gioiosa, con l’accoglienza dei nuovi
fratelli e sorelle “sbarcati” a Cuba; immancabile la condivisione delle cibarie fatto con tanta generosità,
considerando che di questi tempi il cibo non abbonda …
La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci ha fatto incontrare altre realtà cristiane
soprattutto di matrice protestante nordamericana, così come anche gruppi ecclesiali di “casa nostra”,
come la comunità di S. Egidio. Con i ragazzi di quest’ultima siamo usciti per le strade dell’Habana vecchia
dando panini ai fratelli che vivono per la strada, tanti. Bellissimo vedere tanti giovani impegnati a farsi
carico di fratelli bisognosi e a seminare speranza e vita.
Abbiamo poi avuto i nostri esercizi spirituali vissuti insieme a tutte le famiglie francescane: noi frati
minori, i cappuccini del Brasile, i conventuali della provincia del centro Italia. Ad offrirci le meditazioni un
nostro frate del Messico, fr. Jorge. Il luogo splendido e silenzioso della campagna, l’accoglienza premurosa
delle sorelle salesiane e la grazia di una settimana di “stacco”, sono stati un dono immenso, così come la
possibilità di conoscerci meglio e di tessere relazioni fruttuose.
La nostra fraternità ha poi visto la visita del provinciale – fr. Larry – della prov. di “Nostra Signora di
Guadalupe”, degli Stati Uniti, da cui dipende la nostra missione. Una visita molto apprezzata per
l’espressione di una cura fraterna a cui san Francesco teneva enormemente, così come per l’opportunità di
ripartirci le responsabilità tra noi ed avanzare – nella nostra esiguità – con i progetti di vita (missioni
popolari, animazione vocazionale, piano di formazione iniziale).
I nostri due postulanti Cubani – Yosbel e Wilmer – dopo un’attesa lunga un ano per le difficoltà
burocratiche e la situazione attuale, sono finalmente partiti per il Postulandato ed il Noviziato in Messico
accompagnati da fr. Francisco, ed ospitati dai fratelli della provincia di …. È la prima volta che questi nostri
due fratelli escono da Cuba, e lo shock culturale è stato notevole…
Questo ci offre di poter garantire una struttura formativa di maggiore qualità, così come di arricchire lo
sguardo e aprire la mente nell’incontro con un altro mondo.
Per i nostri giovani e piccoli delle scuole calcio abbiamo provvidenzialmente trovato un
“professore”, Marco, che unisce passione, disciplina, competenza… Cosa che i ragazzi sembrano
apprezzare, sottratti alla tentazione del solo piacere e svogliatezza, cosa non da poco in una situazione in
cui non riescono proprio ad immaginarsi in un futuro qui nell’isola…
Infine… ci prepariamo alla Pasqua, insieme ai nostri parrocchiani. La situazione attuale con la
mancanza di cibo per tante famiglie, la mancanza di medicinali, i blackout elettrici frequenti e lunghi (a
Santiago di Cuba ogni giorno anche 15 ore di mancanza di corrente elettrica), l’aumento di cinque volte del
prezzo dei carburanti, le continue migrazioni verso futuri migliori… sono quel buio e quella tomba in cui
Gesù è entrato per farci risorgere con Lui. “Collocazione provvisoria”, diceva don Tonino Bello.
Santa Pasqua di nostro Signore!

Notizie da fra Iuri

Cari amici delle missioni,

rieccomi a voi dopo un’assenza di 9 mesi… di cui almeno la metà trascorsi in Italia a causa di gravi circostanze familiari. Non una parentesi, però, semmai un altro tipo di tempo missionario, se è vero che la nostra vita di battezzati è essa stessa missione. Un tempo in cui, pur nella fatica e nel dolore, ho potuto rendere grazie per la presenza e l’opera misericordiosa di Dio nella vita della mia famiglia, in particolare nel cammino e nel “transito” di mio papà. Parenti, amici e fratelli vecchi e nuovi, anche dalla Russia, si sono fatti prossimi e ci hanno accompagnati e sostenuti in vari modi, mentre a San Pietroburgo la Parrocchia ha potuto continuare la sua attività grazie a fr. Bernardin e all’aiuto dei sacerdoti che mi hanno sostituito, in particolare p. Andrej Buko OfmConv.

Passando alla cronaca, in ordine cronologico, a Maggio avevamo potuto godere il dono della comunione fraterna grazie a un incontro di alcuni giorni con i vari rappresentanti del nostro carisma presenti in Russia: frati, suore, laici dell’OFS (https://www.ofmconv.net/russia-incontro-dei-francescani/). Un’occasione per conoscerci meglio e per progettare iniziative comuni in vista del “Quadriennio giubilare” della Famiglia francescana (https://centenarifrancescani.org/index.php/it/).

A Giugno le comunità francescane di Pietroburgo hanno condiviso i tradizionali festeggiamenti per s. Antonio di Padova, mentre la Parrocchia ha celebrato la memoria liturgica del beato Teofilius Matulionis e la Solennità del Sacro Cuore di Gesù, nostra festa patronale. A Luglio, invece, alcuni parrocchiani insieme a fr. Bernardin hanno visitato il “punto pastorale” di Zelenogorsk in occasione della loro festa patronale di Santa Brigida di Svezia.

Il 4 Ottobre è stata un’ulteriore occasione di festa comune non solo per la solennità di s. Francesco, ma anche per la solenne professione dei voti perpetui di fr. Sergej OfmConv.

Con l’inizio del nuovo anno pastorale e il mio ritorno alla fine di Ottobre, in occasione dei giorni di commemorazione dei defunti abbiamo preso parte anche quest’anno alle celebrazioni interparrocchiali, nonché visitato i cimiteri dove sono sepolti i congiunti di alcuni nostri parrocchiani o conoscenti. Ha inoltre avuto luogo l’assemblea generale dei parrocchiani, durante la quale abbiamo discusso i progetti per le prossime attività e rinnovato la composizione dei Consigli economico e pastorale.

Venerdì 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, abbiamo celebrato la Messa con i fratelli Conventuali, dopo di che, per iniziativa delle nostre sorelle FMM, è ripreso il cammino del gruppo di preghiera per la “adozione spirituale di un bambino non ancora nato”, con il quale ci siamo raccolti davanti al Santissimo Sacramento per una veglia a difesa della vita.

La Famiglia francescana ha poi condiviso altri importanti momenti festivi. La sera del 31 ottobre, vigilia della celebrazione di Tutti i Santi, nella comunità OFS Marina ha rinnovato i suoi voti, Aleksej è stato ammesso al noviziato e Stasia è entrata in postulato. Il 29 novembre, invece, in occasione della festa di Tutti i Santi della Famiglia francescana (e quest’anno, in particolare, dell’800° anniversario dell’approvazione della Regola), fra Bernardin e fra Iuri hanno simbolicamente rinnovato i loro voti insieme ai fratelli Conventuali.

Quanto alla parrocchia-edificio, i lavori al cantiere proseguono: ora c’è una nuova ditta (la terza in cinque anni) che dovrebbe terminare i lavori di restauro dei muri esterni entro la fine del 2025 e, quindi, smantellare poi le impalcature che ingombrano il cortile. A quel punto, se ci daranno il permesso, sarebbe bello poter tornare a celebrare almeno nel seminterrato, come facevamo 4 anni fa, in attesa di restaurare anche l’interno della chiesa. Se Dio vuole…

Infine, il 16 Dicembre la nostra Chiesa locale ha ricevuto un dono purtroppo molto raro: l’ordinazione di un nuovo sacerdote, fr. Denis, originario di Murmansk e appartenente alla Congregazione dei Clarettiani.

Per ora questo è tutto, intanto ci prepariamo al Santo Natale… nello spirito, speriamo, del “presepe di Greccio”. Auguri a tutti e alla prossima!

fra Iuri

Giovani e Missione 2023/24

Hai sempre desiderato fare un’esperienza in missione?
Stare coi più poveri e imparare l’essenziale della vita?
Confrontarti con altre culture, lingue, cibi e nella semplicità condividere il dono della fede cristiana?
Allora questa proposta è per te!

Il cammino che ti proponiamo è fatto di 4 tappe per prepararsi ad un’esperienza missionaria e diventare sempre più contagiosi dell’amore ricevuto.
Gli incontri sono guidati dai frati dell’Umbria e della Toscana che seguono l’animazione missionaria delle proprie province.
In ogni incontro cercheremo di prepararci sempre meglio al viaggio, di approfondire il nostro cammino di fede, di conoscere cosa è la missione della chiesa e qual è lo stile francescano di stare in missione: la sfida è arrivare a conoscere meglio te stesso e le motivazioni che ti spingono a partire.
Alla fine del percorso ci sarà la possibilità di fare un’esperienza missionaria in Africa, Asia, Europa e Sud America.

Ecco le date e i contatti.

Io dico sempre: «la fede è partire». Senza la disponibilità a partire non c’è la fede. E partire vuol dire mettersi in un cammino in cui Dio sempre più ti si manifesta, in cui tu sempre di più lo incontri, sei da lui riempito e svuotato, e sempre di più diventi una benedizione per gli altri. La disponibilità a misurarsi faccia a faccia in una relazione con Dio, dove Lui prende le redini della tua vita, dove l’incertezza che ti viene da Dio è preferibile alle certezze che vengono da te” don Andrea Santoro

La grazia di continuare a lasciarci “inviare”

San Matteo ci ha accompagnato nel viaggio del 21 settembre, invitandoci ad accogliere come dono di misericordia la chiamata a seguire Gesù in terra Cubana. Se il caldo e l’umidità ci hanno subito dato generosa ospitalità, la gente della parrocchia tra cui ora viviamo ci ha accolto con gioia e gratitudine: in un paese che ha visto recentemente emigrare tante persone, il viaggio controcorrente di religiosi stranieri è un piccolo segno di speranza. “Consolate, consolate il mio popolo” è il versetto di Isaia che la Chiesa locale – nella settimana di inculturazione organizzata dalla Conferenza Cubana dei religiosi/e – ci ha offerto come Parola da vivere in questa realtà.
I nostri frati della missione ci hanno fatto festa; con me e fra Andrea della provincia di Toscana ora siamo in 9: un Irlandese, due Statunitensi, due Italiani, un Cubano professo solenne, un professo temporaneo Cubano e due postulanti anch’essi Cubani. Al momento siamo distribuiti in due comunità attigue, entrambe nella capitale, l’Havana: la parrocchia di St. Cruz de Jerusalen ed il sanctuario nacional de St. Antonio de Padua.
San Francesco ci ha provvidenzialmente atteso per attirarci all’amore a Dio sommo Bene, alla passione folle per il Vangelo, alla predilezione per Gesù-Povero e per i tanti volti con cui si manifesta; e così – facilitati per il momento a sentirci pellegrini e forestieri – la sua solennità liturgica ha avuto un sapore antico e allo stesso tempo nuovo. Abbiamo celebrato il transito del serafico padre insieme ai frati Cappuccini di provenienza Brasiliana: la presenza dei professi temporanei (che qui svolgono quanto meno il primo anno di studi) – complice la natura brasiliana solare e festosa – ha reso la vigilia un momento semplice e gioiosamente fraterno. Con noi anche i terziari francescani, che sull’isola sono presenti con molte fraternità.
La mattina del 4 ottobre abbiamo avuto la gioia di celebrare la festa di san Francesco con un gruppo di anziani accuditi e serviti con grande dedizione dalla comunità francescana delle Sorelle della Carità del card. Sancha. Molti di questi vecchietti sono veramente tra i più poveri in quanto – senza le famiglie emigrate – si ritrovano completamente soli.
Non è mancata neanche a Cuba, poi, la tradizione di “scambiarci” con i frati di san Domenico la presidenza della celebrazione dei nostri santi fondatori: nel pomeriggio abbiamo reso grazie al Signore insieme ad un discreto numero di fedeli, per poi condividere il pasto fraterno con i fratelli Domenicani: è stata una vera ricchezza ascoltarne l’esperienza di vita, la storia recente della Chiesa, i racconti e le testimonianze di fedeltà al Signore da parte di tanti laici…
“I nostri padri ci hanno raccontato” recita un salmo: e così entriamo in punta di piedi in una terra in cui la messe è abbondante, continuando a pregare il padrone che mandi operai, chiedendo la grazia di continuare a lasciarci “inviare” ogni giorno dal Signore per annunciare che il Regno è vicino!

fra Matteo

Ottobre missionario

Carissimi amici, il Signore vi dia pace!
Ottobre è il mese dedicato alla missione!

E in questo periodo sono tante le novità anche a riguardo dei nostri frati missionari. Vi aggiorniamo così da restare in contatto e soprattutto da portarci gli uni gli altri nella preghiera.
Da qualche giorno è partito fra Matteo Marcheselli per Cuba, dove i frati sono presenti dal 2001.
Tra due giorni, il 5 Ottobre, fra Andrea Raponi raggiungerà il Marocco, dove la presenza francescana risale al tempo di San Francesco all’inizio dell’inverno del 1219!
Vorremmo anche affidare alle vostre preghiere fra Iuri, missionario in Kazakistan. Sabato 30 settembre il suo papà il sig. Andrea Cavallero è tornato alla casa del Padre e proprio oggi sono state celebrate le esequie. Ci stringiamo con l’affetto e la preghiera a fr. Iuri e alla sua famiglia.

Per aiutarci a recuperare lo spirito missionario proprio di ogni cristiano vi condividiamo questo video della fondazione missio e vi auguriamo una buona festa del nostro padre San Francesco!

Novità dalla Russia

Cari amici delle missioni, ebbene sì: sono ancora qui. È più di un anno che non vi raggiungo su
queste pagine… un anno segnato, come tutti sapete, dalla guerra tutt’ora in corso in Ucraina. Un
evento che, in un modo o nell’altro, ha toccato le vite di tutti noi, eppure… se da un lato tutto è
cambiato, dall’altro tutto prosegue (quasi) come prima. I cambiamenti più appariscenti, almeno qui
a Pietroburgo, riguardano il campo dell’economia: i locali lasciati vuoti dai brand occidentali che
hanno abbandonato la Russia, a volte sostituiti da marchi locali; le oscillazioni nel cambio delle
valute estere, gli aumenti dei prezzi. Per molte famiglie, però, la guerra è qualcosa di molto più
drammatico e vicino: sia per chi ha “scelto” di lasciare questo Paese (tra cui anche alcuni nostri
parrocchiani), sia per chi è partito per il fronte… e magari non è tornato. Sia, infine, per chi ha
deciso di restare ed esprimere, in vari modi, il proprio dissenso… subendone le conseguenze.
Anche la nostra famiglia si è ridimensionata: ai primi di Ottobre, infatti, abbiamo salutato fr.
Juliush che, dopo una decina di anni di servizio in Russia, è tornato nella sua Provincia in Polonia.
Nonostante tutto questo, però, la vita ordinaria prosegue… inclusa quella parrocchiale: dopotutto,
vivere il quotidiano con speranza è, forse ora più che mai, uno degli aspetti più importanti della
nostra vita e testimonianza di fede.
Così, nel corso di quest’anno, anche noi abbiamo percorso le varie tappe del cammino sinodale;
abbiamo continuato gli incontri (online e in presenza) dei nostri gruppi di preghiera (“Primi sabati
del mese”, “Primi venerdì del mese”, “Adozione spirituale di un bambino non ancora nato”), i ritiri
in Avvento e Quaresima, le catechesi settimanali (in questo periodo sto tenendo un piccolo corso
di formazione liturgica sul rito della Messa). Sr. Anna e fr. Bernardin hanno proseguito la
preparazione ai Sacramenti dei bambini e ragazzi della comunità del Cammino neocatecumenale,
che sr. Anna ha anche coinvolto, insieme ai “piccoli” di altre parrocchie, nella creazione di un
gruppo ispirato alla “Pontificia Opera dell’infanzia missionaria”.
Oltre a questo, per iniziativa del Consiglio pastorale abbiamo iniziato a organizzare piccoli
“pellegrinaggi” alle parrocchie fuori città in occasione delle loro feste patronali o per altre
circostanze particolari. Siamo così stati a Velikij Novgorod per i ss. Pietro e Paolo, a Gatcina
(parrocchia salesiana) per s. Giovanni Bosco e, proprio recentemente, a Zelenogorsk. Lì non c’è
una parrocchia canonicamente eretta e neppure una chiesa cattolica, ma c’è una piccola e fervente
comunità di fedeli che è riuscita ad ottenere un accordo tra il nostro vescovo e quello luterano per
celebrare nella loro chiesa almeno la Messa domenicale. Un bell’esempio concreto di ecumenismo
“dal basso”! Non essendoci un parroco, si recano laggiù i sacerdoti di Pietroburgo, alternandosi
secondo le proprie possibilità… e ‘stavolta sono andato io, insieme a (quasi) tutti i nostri
parrocchiani!
Sempre a proposito di ecumenismo e dialogo interreligioso, lo scorso 22 Novembre mi è capitato
di prendere parte a un evento molto particolare. Anni fa, durante alcuni lavori di manutenzione nel
cortile di un edificio storico, vennero ritrovati i resti di circa 200 persone fucilate nei primi anni
del regime bolscevico (1917-1920). Dopo lunghe analisi si è riusciti a identificarne solo alcune,
riconoscendo fra loro ortodossi, cattolici, ebrei. Le autorità cittadine hanno deciso di tumulare i
resti in un cimitero-memoriale e hanno invitato i rappresentanti delle varie confessioni religiose a
celebrare ciascuno il proprio rito funebre… e poiché il cimitero, per la parte cattolica, si trova sul
territorio della nostra parrocchia, il Vescovo ha incaricato me di partecipare alla cerimonia.
Infine, naturalmente, continuiamo a servire la Chiesa in fraterna collaborazione con gli altri rami
della famiglia francescana: i Conventuali, le sorelle Missionarie di Maria, i Terziari.
Con queste piccole luci di speranza vi saluto, contando sempre sulla vostra preghiera.
Dio ci benedica!

fr. Iuri