Una testimonianza di G.

Quello che segue è resoconto fatto da uno dei nostri ragazzi (G.) 

Giovedì 2 giugno, qui in Congo abbiamo festeggiato l’Ascensione e dunque era un giorno festivo. Ne abbiamo profittato per fare una giornata in città. Arrivati nella casa dei nostri amici di Moungali (la casa dell’associazione di Milano) abbiamo affrontato il tema della giornata dell’ambiente che avrebbe avuto luogo la domenica successiva (il 5 giugno) in cui fr Adolfo ci ha parlato del rispetto dovuto all’ambiente, visto che con tutta la natura condividiamo lo stesso pianeta e ciascun abitante ha diritto ad esistere a modo suo. Abbiamo ascoltato come san Francesco guardava a tutto ciò che esiste come a una realtà viva che canta a Dio e che ci può aiutare a riconoscere dovunque la sua presenza.

Poi abbiamo lasciato la casa e ci siamo messi in marcia fino alla Cattedrale dove abbiamo fatto una visita all’istituto delle Piccole Suore dei Poveri.

Quando siamo arrivati dalle Piccole Suore dei Poveri, prima di tutto ci siamo fermati nella loro cappellina per un momento di preghiera. Poi fr Adolfo ha continuato la catechesi sulla creazione, parlando dell’importanza dovuta a ogni essere vivente, anzi, ad ogni cosa che esiste, poiché veniamo tutti da un’unica e medesima sorgente. Eppure – diceva fr Adolfo continuando – in tutto ciò che esiste e che vive, la persona umana ha un posto centrale. Tutto ciò che è creato è stato fatto perché l’uomo possa essere felice ed essere immagine di Dio in tutta la creazione.

Poi la superiora delle suore che ci hanno accolti ha parlato del loro istituto, di come è nato e abbiamo capito che loro si occupano delle persone anziane abbandonate, soprattutto dei più poveri tra loro.  E ci ha detto che quindi se tutta la creazione è per il bene dell’uomo, a maggior ragione ci si dovrebbe preoccupare di quelle persone che non riescono ad avere le minime cure per vivere. Poi ci ha mostrato la loro casa, le sale e le camere degli ospiti e poi abbiamo passato un momento insieme a loro. Queste persone ci hanno manifestato la loro gioia di vederci con i loro sorrisi e la loro gentilezza nei nostri riguardi. In seguito ci è stato offerto un aperitivo. Durante questo momento, una delle persone accolte, la nonna di uno di noi (i due vivevano insieme per strada, la signora è stata accolta dalle suore e il ragazzo è con noi), è venuta per manifestare la sua gioia, ci ha benedetti in due lingue diverse (lingala e lari) per essere sicura che tutti potessero comprendere. Ha implorato su di noi lo Spirito Santo e ci ha affidati a Maria. Lei era molto contenta di vederci e ci ha detto “Kuleno beno batu” che in lari vuol dire: “crescete, diventate delle persone per bene”. Poi ci ha lasciati tutta contenta.

Usciti di là, ci siamo diretti verso il centro città per poi tornare sui nostri passi. A casa abbiamo messo in comune le nostre riflessioni soprattutto circa il fatto che se la creazione è per noi, non vuol dire che però dobbiamo abusarne. E lì abbiamo cominciato a riflettere in che modo celebrare la giornata di domenica.

Il sabato precedente la giornata dell’ambiente abbiamo preso la risoluzione che prima di fare le grandi cose all’esterno è importante fare bene già nella nostra vita, nella nostra casa. Per questo ci siamo impegnati a prenderci cura della casa e del giardino, mettendo ordine e pulizia, innaffiando tutto anche l’erba e gli alberi, prendendoci cura dei nostri cani. Alla fine della giornata abbiamo capito che sebbene l’uomo sia il centro della creazione, questo non vuol dire che deve rendere la natura sua schiava ma al contrario, deve far sentire anche agli esseri indifesi che noi ci prendiamo cura di loro perché – come diceva san Francesco – sono nostri fratelli e sorelle.