Un campo estivo tra le “iurte” delle steppe kazakhe

Come in molte parrocchie d’Italia, anche da queste parti, durante l’estate, si tengono i campeggi estivi.

Vista la mia esperienza all’Arca e il mio nuovo servizio in questa parrocchia di Taldykorgan, mi è venuta l’idea di organizzare un campo estivo unendo le due esperienze.

Con alcuni animatori della parrocchia abbiamo trovato un posto incantevole tra le montagne dove trascorrere il nostro tempo sotto le “iurte” (le tipiche tende rotonde sotto cui vivono i pastori kazakhi tra le steppe). Un luogo un po’ spartano ma qui ci siamo abituati e, vista la bellezza del luogo, anche le difficoltà, non ci sono risultate pesanti.

Il viaggio è stato di sette ore su un camion militare su strada sterrata e molti di noi hanno portato i segni dei colpi presi durante il viaggio ancora per molti giorni dopo il ritorno! Ma né all’andata la cosa ci ha scoraggiati, né al ritorno ha minimamente intaccato la gioia dei giorni trascorsi.

La giornata era scandita dalla preghiera: al mattino le lodi, prima di cena la celebrazione della s. Messa, prima di andare a letto, intorno al fuoco, dopo giochi, canti e danze, la preghiera conclusiva.

Con noi è venuto anche fra Eliot per tenere le catechesi sul tema della fede usando un espediente simpaticissimo: chiamare a raccontare la loro storia i grandi testimoni della fede: Abramo, Mosè, Gedeone, s. Paolo e, l’ultimo giorno, le tre donne che sono venute con noi per aiutarci nell’animazione con le loro storie di dolore superato con l’aiuto della fede.

A condire il tutto lo scambio continuo tra i ragazzi delle loro esperienze di vita: chi è cresciuto in una famiglia a raccontare come si vive in una famiglia a chi non ce l’ha. E chi è cresciuto in un orfanotrofio a raccontare come si cresce senza sapere chi sono i propri genitori.

Dall’Arca sono venuti anche alcuni con disabilità diverse ma nessuno si è accorto della cosa per quanto l’attenzione era posta sulla persona e sull’amicizia che stava nascendo. Anche alle passeggiate abbiamo partecipato tutti insieme, aspettandoci o aiutandoci l’un l’altro quando era necessario.

Ancora oggi i ragazzi continuano a sentirsi e a cercare il modo di incontrarsi (visto che viviamo a 300 km di distanza!) e anche per questo ci stiamo organizzando.

Gli uni e gli altri non hanno sufficienti possibilità economiche per tali esperienze per cui ringraziamo il buon Dio di aver mosso amici a trovare i fondi per rendere possibile questa bellissima esperienza di amicizia con Lui e tra di noi.

Fra Luca Baino (OFM)