Lettera di Rosaria e Arne da Islamabad

Carissimi amici, PACE E BENE !

prendo spunto della riflessione che Candido ci ha inviato per farmi viva ed inviarvi i nostri saluti da Islamabad.
Sì, abbiamo dentro di noi questa sete e questa fame insaziabile di Assoluto, di Dio, che ci rende eterni pellegrini dello Spirito.
Nulla ci può appagare veramente poiché siamo impastati di eternità e lo Spirito che è in noi ci richiama sempre alla Verità ..
Se non ci allontaniamo mai dal rumore e dal frastuono del mondo che cerca di convincerci che l’ illusione del benessere materiale basta, non giungeremo mai ad incontrare Dio.
Potremo parlare di Dio, come facevano al tempo di Gesù molti farisei, ma senza conoscerlo…
Speriamo che questa quaresima sia tempo d’Incontro !!

Qui in Pakistan la situazione va di male in peggio. Arne doveva partire per il sud del paese ma poi si è ammalato con una forte febbre. In quei giorni nel sud ne son successe di tutti i colori, per cui nella febbre ho finito per veder la mano della Provvidenza..
Hanno attaccato un ospedale a Karachi,con l’intento di portare via gli stranieri che però non c’erano. In mancanza di stranieri i talebani hanno dovuto accontentarsi di ostaggi cristiani locali.Che ne faranno? In un paese dove il valore della vita umana sembra svalutarsi di giorno in giorno c’è veramente da temere per le vite di quei poveretti..
Intanto sulle strade del sud alcune moto sparano o lanciano ordigni contro le macchine delle organizzazioni umanitarie. L’ambasciata italiana, grazie all’ efficienza del console umbro ( il console italiano ad Islamabad è di Todi), continua ad inviarmi messaggi che riguardano la sicurezza nel Paese. Ieri il primo messaggio era quello di una bomba scoppiata a Peshawar. Il console, al momento,prega i cittadini italiani presenti sul territorio pakistano a non viaggiare per motivi di sicurezza.
Il tempo qui sembra un po’ dilatato e due settimane vengono percepite come due mesi.
Vivo sulla mia pelle la discriminazione nei confronti delle donne che vige in questa realtà strettamente islamica.Mi chiedo come sia avvenuta questa frattura profonda tra i due sessi ,quasi vivessero in due mondi paralleli.
Quando esco sola incontro sguardi maschili inquietanti e pieni di disprezzo.Dopo i primi errori ho capito che in questa parte di mondo una donna non può e non deve salutare un uomo.La gentilezza e l’educazione di donna italiana che mi porto dentro, non ha alcun valore qui anzi è alquanto ridicola ed inaccettabile.Non solo è inaccettabile che una donna ti porga la mano ma anche che ti saluti verbalmente quando entra o quando esce dal tuo ufficio o dal tuo negozio.
Gli uomini siedono a terra a gruppetti e parlano tra loro,le barbe lunghe ed il cappellino talebano sul capo. Non vi sono donne per strada . Quando si vede una donna è accompagnata dal marito o dai famigliari. Le donne vivono nel loro mondo domestico e lasciano la società all’uomo.
Indago nella storia dell’Islam e scopro che la donna beduina dei tempi pre-islamici non era così sfruttata come vogliono farci credere. Anzi allora vigeva un matriarcato, un po’ come nella realtà tuareg che noi abbiamo conosciuto bene in Niger,certo c’erano le caste e la schiavitù ma questa purtroppo esiste ancor oggi in Pakistan..
La testimonianza di due donne qui vale come quella di un uomo, l’uomo è in tutto superiore alla donna, la quale ha poca intelligenza e poca ragione, dice il Corano. Alcuni editti tradizionali hanno indurito ancor di più il sistema giuridico maschilista nel quale la donna è unicamente proprietà dell’uomo e non ha alcun diritto.
Da un lato questo tentativo delle società molto islamiche di annullare la donna dal mondo e dall’altro l’occidente dove la donna sembra esser divenuta così sfacciata, senza modestia e senza pudore.Sembra aver perso la propria femminilità e la propria forza morale.
Quanti estremi, com’è difficile la strada dell’equilibrio.

Cari fratelli e sorelle ricordateci nelle vostre preghiere!

Buona Quaresima e buona penitenza.

Con affetto,

Rosaria e Arne