Lettera d’agosto

Ci sono dei periodi in cui tutto sommato le cose vanno regolarmente e non si fa molta fatica a starci dietro, ma ce ne sono altri in cui non sai se reggerai alla mole di cose che sembrano essersi dati convegno allo stesso luogo e per lo stesso momento. Questo ultimo periodo è uno di quelli in cui il tempo è poco, tutti hanno fretta e a volte non sai come mettere insieme gli impegni assunti. Poi, ciliegina sulla torta, ci mancava pure l’epidemia di chikungunya, detta anche dalla gente “palu robot” (malaria robot) così chiamata a causa del modo “automa – tico” di contorcersi per il dolore delle persone colpite. La gente lo chiama anche “palu pongo” dal nome di un modo di ballare (ilpongo, appunto) di moda tra i giovani che appunto fa assumere dei movimenti simili a chi è colpito dalla malattia in questione.

E chiaramente non mancano nel nostro centro i casi di malaria ordinaria (se così si può dire), anzi, in questo periodo ne abbiamo avuto (uno dietro l’altro) almeno sei casi oltre a un ragazzo morso da un serpente velenoso in pieno pomeriggio che ci ha fatto correre al più vicino ospedale per le cure del caso. E grazie a Dio per come gli è andata.

Periodo di preparazione alle elezioni nella vicina Repubblica Democratica del Congo, che rende l’atmosfera tesa e più serrata nei controlli, il che rende difficile la vita a chi – tra i nostri amici – vive ancora per strada. Così, è anche periodo di telefonate a nastro e di visite a go-go di ragazzi che vorrebbero essere aiutati a non restare per strada almeno per questo periodo difficile. Per qualcuno riusciamo a fare qualcosa per altri no. I motivi sono tanti e complessi.

Poi finalmente viene la sera e tu già pregusti il tuo lettino accogliente che ti accompagnerà fino al giorno dopo in un silenzio morbido e riposante… ma non sempre è così.

Ieri sera era intorno a mezzanotte…

… oramai, da quando una fraternità (siamo in tre) è stabilita nel centro, noi frati restiamo in un altro settore della proprietà, non distante comunque più di 50 metri da dove dormono i ragazzi.

…ieri sera, dicevo, intorno a mezzanotte, sento una voce che mi chiama una, due, tre volte… il tempo di alzarmi e non sento più nessuno, ma in lontananza vedo le torce dei ragazzi che si allontanano. Il tempo di riflettere che sento il telefono squillare: sono i ragazzi che mi chiamano per dirmi che c’è un problema. “venite – dico loro – e vediamo di che si tratta”.

Poco dopo infatti, ecco che quattro di loro vengono verso la mia stanza e ci ritroviamo sotto il cielo di mezzanotte a discutere niente di meno che di… stregoneria! Uno dei nostri ha fatto un brutto sogno e dice di avere qualcosa (o qualcuno) che prima lo inseguiva e ora gli si muove sottopelle. Intanto gli altri, spaventati, cercavano a modo loro di fare qualcosa: uno lo voleva chiudere nella cappellina, un altro gli teneva la Bibbia aperta davanti agli occhi…

Chiedo a tutti di allontanarsi e di lasciarci da soli. Il ragazzo è ancora impaurito, trema. Mi dice che nel sogno una voce gli ha detto che non c’è nessuno per liberarlo da questa maledizione. Poi mi dice che già sua nonna gli diceva che uno spirito maligno insegue e minaccia da tempo tutti i membri della sua famiglia… Di sicuro c’è che questo ragazzo (orfano totale) ha subito di tutto, soprattutto da quella nonna con cui viveva, fino a dei colpi di machete sulla testa le cui cicatrici resteranno visibili per sempre.

Mi chiede di pregare per lui e io lo faccio. Mi dice che vuole restare un po’ con me, si sente più sicuro. Restiamo un po’ così, a pregare insieme. Poi richiamiamo gli altri che lo accompagnano a letto. Mi dice che se avrà ancora problemi mi chiamerà… Stregoneria o traumi, di cicatrici che più che nel corpo, resteranno per sempre scolpite nell’anima?

Fr Adolfo Marmorino, ofm