Esercizi spirituali per giovani

“Mostrami Signore la tua via” (Sal. 85,11)

Dal 24 al 29 luglio, nella parrocchia della Vergine Maria di Guadalupe a Taldykorgan, si sono svolti gli esercizi spirituali per i giovani sul tema della “Vocazione”.

Il tema è nato spontaneamente: ogni giorno leggiamo la preghiera per le vocazioni di Giovanni Paolo II e noi (giovani della parrocchia, con una vita piuttosto ordinaria, che si distingue solo per un’educazione secondo i principi della fede cattolica), abbiamo avuto la possibilità di sperimentare la vita in convento.

Come sono iniziati gli esercizi spirituali? Forse dobbiamo dire con la divisione dei compiti! Ciascuno di noi è stato fatto responsabile di qualcosa di concreto e…di tutto insieme! La condizione principale degli esercizi spirituali era la completa autonomia e indipendenza, un atteggiamento positivo verso l’altro e una colossale pazienza con gli altrui difetti (sinceramente molto difficile, come voi stessi potete immaginare) ma lo scopo fondamentale è stato imparare ad accogliere ed apprezzare gli altri così come sono. Questo l’inizio. Gli esercizi spirituali sono iniziati con la celebrazione della s. Messa sul tema:”dove o due tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20) e con la recita del vespro. Dopo di che abbiamo preparato la cena dopo la quale ci siamo riuniti nel cortile del convento per la presentazione del tema, punto di partenza per i restanti giorni:”Io non so, gli altri sanno” (finestra di Jo-Ari) interessante per riflettere su quanto gli altri conoscono di noi e per capire se noi vogliamo ascoltare ciò. E, secondo quanto proposto, alla fine della settimana abbiamo conosciuto qualcosa di nuovo su noi stessi e, anche se non sempre di positivo, è stata comunque una buona possibilità. La stessa sera ci è stato presentato anche il programma prettamente spirituale dei giorni seguenti. Vi raccontiamo un po’ più in particolare sperando di non annoiarvi. I temi “psicologici” sono stati: desiderio e bisogno; le regole della comunicazione tra le persone e tra l’uomo e Dio; originalità, legame con i genitori, conflitti con loro e riconoscenza nei loro confronti. E planando dalla psicologia alla spiritualità: vocazione di Abramo (Gn 12, 1-3; 16; 17, 1-8/ 15-22; 21, 1-7); vocazione di Samuele (1Sam 3, 1-19); la Sacra Famiglia (Lc 2, 41-52). Vedete quale legame tra la realtà della nostra vita e la verità della Bibbia scritta così tanti secoli fa? E dopo le catechesi abbiamo fatto un’ora di silenzio riflettendo su ciò che abbiamo ascoltato.

Ma se voi pensate che abbiamo solo ascoltato, letto, pensato, riflettuto…vi sbagliate! Siamo anche riusciti a cucinare, fare le pulizie (che noia!), fare il bagno in torrenti di montagna, andare all’acqua park di Kapcigai, marinare e cuocere spiedini, ridere e scherzare e molto altro ancora. Seriamente ci chiediamo se abbiamo corrisposto alle speranze di chi ci ha dato la possibilità di dare uno sguardo alla vita consacrata. Di sicuro sappiamo che alla sera, con molta fatica, quando abbiamo deciso di condividere con gli altri le nostre riflessione, e appena un poco, qualche sentimento, ci sono uscite parole ed emozioni che in situazioni analoghe nella vita ordinaria, avremmo tenuto nascoste. E questo, forse, ci dice che lo scopo di questi giorni è stato raggiunto anche se non ha una portata universale. Chi lo sa che il seme gettato nelle nostre anime potrà dare incredibili germogli come è scritto nella Bibbia. Ricordate?