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TERRA SANTA – I Vescovi cattolici: ricostruire Gaza, sostenere le scuole, aiutare profughi e immigrati

Gerusalemme (Agenzia Fides del 12/03/2015) – Un appello urgente alla “ricostruzione di Gaza per aiutare le migliaia di famiglie rimaste senza casa dopo l’ultimo conflitto”, un richiamo alla centralità dell’opera educativa delle scuole cristiane, minacciate dai tagli delle sovvenzioni, e la richiesta di un rinnovato impegno delle realtà ecclesiali nel sostegno ai profughi iracheni e siriani e agli immigrati africani e asiatici. Sono questi i punti chiave discussi nell’ultimo incontro semestrale dei Vescovi ordinari cattolici di Terra Santa, tenutosi il 10 e 11 marzo presso il Convento francescano di Gerusalemme. La riunione ha visto la partecipazione dei Vescovi cattolici di Giordania, Palestina, Israele e Cipro. Tra i dossier toccati nelle sessioni ci sono stati anche quelli relativi al lavoro pastorale da compiere in vista della prossima canonizzazione delle due Beate palestinesi, suor Marie Alphonsine Ghattas e la carmelitana Mariam Bawardi, in programma a Roma il 17 maggio, e del prossimo Sinodo sulla famiglia ad ottobre.
Nel comunicato finale dell’assemblea, diffuso dal Patriarcato latino di Gerusalemme, si esprime preoccupazione per il futuro delle scuole cristiane in Israele, colpite dai “tagli alle sovvenzioni da parte del Ministero della Pubblica Istruzione”. Viene ipotizzata anche una maggiore partecipazione dei genitori al sostegno finanziario delle scuole, nella permanente convinzione “che lo scopo proprio delle nostre scuole non è il profitto, ma l’educazione”. Nel documento si ribadisce l’intenzione della Chiesa di farsi carico con sollecitudine “dei migranti asiatici e africani che vivono in una situazione precaria”, segnata dallo sfruttamento, dalla discriminazione e dalla mancata tutela dei diritti fondamentali.
Riguardo alla condizione dei rifugiati provenienti da Siria e Iraq, i Vescovi ribadiscono che la maggior parte di loro non sembrano coltivare alcuna speranza di un possibile ritorno nei rispettivi Paesi segnati da sanguinosi conflitti. Le risorse messe in campo dalla Caritas – avvertono i Vescovi – diminuiscono con il prolungarsi delle situazioni di crisi. E il progressivo deterioramento delle condizioni di vita di milioni di profughi e sfollati chiama in causa in maniera sempre più pressante le responsabilità della comunità internazionale e dell’Onu.