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PAKISTAN – Leader di diverse religioni: urge emendare la legge sulla blasfemia

Lahore (Agenzia Fides del 18/11/2014) – E’ urgente correggere e migliorare la legge sulla blasfemia, per impedirne abusi e strumentalizzazioni: è quanto affermano leader e studiosi musulmani, cristiani, indù e sikh, riunitisi nei giorni scorsi a Lahore. L’assemblea ha ricordato che, fra i 1.170 casi di blasfemia registrati in Pakistan durante gli ultimi sei decenni (per metà a carico di credenti musulmani, per metà contro fedeli di altre religioni), “Asia Bibi è l’unica donna nella storia di questo paese che è stata condannata a morte per blasfemia”.
L’incontro è stato organizzato dalla rete “Peace and Harmony Network Pakistan” (PHNP), in collaborazione con il “Catholic Council for Inter-religious Dialogue and Ecumenism” (CCIDE), il “Pakistan Ulema and Mushaikh Council” (PUMC), e il forum “United Religions Initiative” (URI).
Il Segretario del CCIDE, Javaid William, ha presentato, a nome di tutte le organizzazioni, una richiesta unanime al governo: ordinare che la registrazione ufficiale di una denuncia per blasfemia possa avvenire solo da parte di un ufficiale di polizia del rango di Sovrintendente (non di rango inferiore) e di garantire la custodia del denunciante e del denunciato fino al completamento delle opportune indagini. Questa misura servirebbe ad evitare gli abusi della legge per controversie private.
Inoltre l’assemblea interreligiosa suggerisce che tutti i casi di blasfemia siano processati in tribunali superiori e che, se si dimostrano false accuse, il denunciante sia punito pesantemente
Alla luce degli ultimi sconcertanti casi, si avverte l’urgenza di rivedere e migliorare la legislazione sulla blasfemia per allontanare sospetti, diffidenza e odio, per correggere procedure viziate e per evitare errori giudiziari.

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