Progetto “Perforazione pozzo e costruzione di un conservone d’acqua” [BUF1]

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BURKINA FASO – GOURCIE

La repubblica del Burkina Faso si trova nell’Africa occidentale, è priva di sbocchi sul mare e confina con il Mali, il Niger, il Benin, il Togo, il Ghana e la Costa d’Avorio.
Il paese è prevalentemente pianeggiante ed è attraversato da quattro importanti fiumi: il Comoé, il Volta Bianco, il Volta Nero e il Volta Rosso. Il clima è prevalentemente tropicale con due stagioni distinte: quella delle piogge
e quella secca.
Nel 1895 il Burkina Faso comincia a essere colonizzato dalle truppe francesi che nel decennio successivo devastano le pianure centrali, bruciando le case e massacrando esseri umani e animali. Il paese è chiamato Alto Volta e inserito nella colonia dell’Alto Senegal-Niger. Per decenni l’Alto Volta è utilizzato come riserva di manodopera per i lavori forzati nelle piantagioni della Costa d’Avorio. Riesce finalmente ad ottenere l’indipendenza nel 1960, ma il periodo successivo è caratterizzato da una forte instabilità politica: le prime elezioni sono vinte dall’Unione Democratica Voltenese e nel 1966 c’è il primo colpo di stato organizzato dal capo dell’esercito. Gli anni Settanta si svolgono all’insegna di elezioni più o meno fraudolente e di colpi di stato fino alla salita al potere di Thomas Sankara nel 1982. È il suo governo a cambiare il nome del paese in Burkina Faso, Terra degli uomini onesti, governo che dà avvio a una serie di riforme volte al progresso della nazione. Sankara lotta contro la corruzione, s’impegna per assicurare a tutti cibo, salute e istruzione, forma tribunali popolari di giustizia e istituzioni politiche democratiche e avvia una riforma agraria: diviene così una figura ispiratrice per tutta l’Africa. Viene però ucciso nell’ottobre del 1987 dal suo vice Blaise Compaoré, sostenuto da Francia e Stati Uniti, che instaura un regime militare tuttora vigente. Compaoré annuncia una politica economica aperta all’iniziativa privata e ai capitali stranieri, e di privatizzazioni, in accordo con le direttive delle istituzioni finanziarie internazionali. Nel novembre 2005 Compaoré vince le elezioni presidenziali con più dell’80% dei voti rinnovando ulteriormente il suo mandato.
La popolazione conta più di 60 gruppi etnici, ognuno con le sue particolari caratteristiche sociali e culturali, anche se tutti di origine burkinabé. Il gruppo più importante è quello dei mossi, discendenti della dinastia Moro-Naba. La popolazione è concentrata nella parte centrale e meridionale del paese. A causa del forte tasso di disoccupazione, centinata di migliaia di Burkinabé migrano stagionalmente nei paesi confinanti in cerca di lavoro.
Il 50% della popolazione è di fede islamica, il 40% segue culti e religioni tradizionali mentre il 10% è di fede cristiana. La lingua ufficiale è il francese e ci sono 71 lingue provenienti dal ceppo delle lingue sudanesi, parlate dal 90% della popolazione.

Il contesto
Come tutta la fascia del Sahel, il Burkina Faso subisce un processo di desertificazione, causato dalla siccità e dalle produzioni intensive di colture destinate all’esportazione come il miglio, le arachidi e il cotone. La mancanza di acqua per la popolazione è un problema di estrema gravità nel paese.

Attività e risultati attesi
Il progetto è destinato alle clarisse di Gourcie, una nuova fondazione che proviene dal Ruanda. Le religiose stanno costruendo il monastero che le ospiterà e tra le tante difficoltà cui devono far fronte, c’è proprio quella della mancanza di acqua. A questo proposito hanno deciso di creare un pozzo da cui ricavare l’acqua necessaria ai fabbisogni quotidiani e un conservone per i periodi di siccità.

Obiettivi
L’obiettivo è di permettere il sostentamento delle religiose.

Beneficiari
Le clarisse del monastero.

Sostenibilità
La creazione di un pozzo e di un conservone è un lavoro che richiede l’impegno di manodopera che verrà reclutata a livello locale. Questo porterà del lavoro, molto importante per il sostentamento delle famiglie della zona.

Costi
Dal progetto fatto dai tecnici della loro diocesi risulta il seguente preventivo:
• perforazione pozzo: 4.254,00 euro
• conservone in cemento: 15.725,00 euro
Totale → 19.979,00 euro

NB. Sono stati già versati 10.000,00 euro dalla Parrocchia di S. Lucia di Perugia, raccolti tra i fedeli.
Rimangono 9.979,00 euro per concludere il progetto la cui durata è stimata di un anno.
Referente del progetto è Padre Rino Bartolini.

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