Assisi – Rwanda andata e ritorno

 

Da 38 anni le nostre sorelle clarisse del protomonastero di santa Chiara in Assisi hanno aperto una presenza in Rwanda, che come ci dice Madre Giuseppina, nella testimonianza che segue ha portato tanto frutto… frutti nati anche attraverso le tante fatiche una fra le più grandi quella del genocidio del 1994.

Mercoledì 26 giugno madre Giuseppina dopo un tempo di riposo e controlli medici in Italia, ritornerà in Rwanda insieme a fra Marco Freddi, segretario delle Missioni Estere dei frati minori di Umbria e Sardegna, come segno di vicinanza e per verificare la necessità delle nostre sorelle, vi chiediamo di accompagnare il nostro viaggio con la preghiera, e con l’affetto per rendere grazie a Dio per il bene che grazie a tanti benefattori è stato possibile fare a tante persone

 

Testimonianza di Madre Giuseppina

Sono suor Giuseppina Garbugli che vuole dirvi con tanta gioia quanto Gesù ci ama e se crediamo in Lui ci mostra quale potenza ha il Suo Cuore divino infiammato d’Amore Divino che trabocca nelle nostre anime assetate di Lui.

Io sono una sorella clarissa del Protomonastero di Santa Chiara di Assisi e nel 1981 mi è stato chiesto dalla comunità del Protomonastero di aderire ad un progetto di fondazione clariana in un paese africano chiamato Rwanda, la fondazione delle suore clarisse era stata chiesta da un vescovo molto fervente che ci diceva che voleva arricchire la sua diocesi con la presenzaa della vita monastica di una comunità contemplativa, e lui era convinto che le clarisse figlie di santa Chiara di Assisi avrebbero potuto irradiare questa contemplazione nella sua diocesi e portare la vera “luce di Dio nel cuore dei suoi fedeli Rwandesi”, il suo motto era “ non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
Infatti, si ha la tendenza a credere che l’Africa abbia bisogno solo di cose materiali, perché in genere si vede tanta povertà. Però non sono le cose materiali che rendono felici, ma solo la conoscenza di Dio, nostro Creatore e Salvatore, presenza viva in mezzo a noi. Egli si rivela a chi lo cerca , a chi lo prega , a chi l’accoglie lo ascolta e lo segue.
Naturalmente noi abbiamo tante cose che cirivelano la presenza di Dio, pecialmente la creazione , ma ci vuole soprattutto la fede , ben curata e praticata nel culto divino, ma p molto utile e vera la presenza della vita consacrata , cioè le creature che fanno della loro vita un “dono”a Dio, scegliendo di vivere solo per Lui e sempre con Lui nella lode e nell’adorazione , contemplando il So volto e irradiando la Sua presenza.
Questa dovrebbe essere la vita di una comunità contemplativa anche nel suore dell’Africa.

Io che vivevo tranquillamente al Protomonastero ed ero inesperta dell’Africa, naturalmente avevo molto timoredi aderire a questa chiamata, ma avevo timore anche di rifiutare. Quindi mi sono messa in preghiera e soprattutto in uno stato di abbandono filialealla Sua Trinitàe così sono partitasenza ben capire che cosa avrei fatto. Mi ritornava alla memoria “se tu credi in Me vedrai la potenza del Mio Cuore”, infatti il Signore non ha tardato a coprirmi di benedizioni che rendevano leggere le inevitabili pene e difficoltà che fortificavanola missione affidatami dal Suo disegno d’amore.

Nei 37 anni che ho vissuto in Rwanda ho trovato un popolo accogliente, una chiesa cattolica fervente, molte giovani appassionate di vivere la vita di santa Chiara di Assisi, gioiose di professare i consigli evangelici facendo della loro vita un dono a Dio solo vivendo in monastero, nella lode continua e contemplando il Suo Volto e irradiando la sua presenza, più di 80 religiose oggi stanno vivendo con gioia questa vita che ripete: “non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che viene dalla bocca di Dio”, le vocazioni numerose e stabili hanno permesso un grande sviluppo fino a diventare missionarie in altri paesi, fondando tre monasteri in Rwanda, uno in Burkina Faso e sostenendo e aiutando nei monasteri di Gerusalemme e a Matelica in Italia.
Dio ha operato pe r la Sua gloria e la santificazione di tutti.
Ora il cuore di chi crede nella presenza di Dio, comprende che queste sorelle rwandesi , ovunque sono, benchè lavorino onestamente del “lavoro delle loro mani”, come chiede la regola di santa Chiara, non hanno però a sufficienza per il loro vivere quotidiano e anche per l’aiuto di chi in necessità, bussa al loro monastero.
Se qualcuno volesse sostenere con piccoli doni, riceverà una grande ricompensa in cielo, dove Gesù ci attende per dirci “tutto ciò che avete fatto a uno d iquesti piccoli, lo avete fatto a me… venite benedetti dal Padre mio!”
Con tanta gioia e un grande grazie vi affidiamo la nostra preghiera di ogni giorno e la Pace di Gesù risorto.

Sr Giuseppina e le sorelle clarisse del Rwanda

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 Progetti Clarisse RWANDA