Aggiornamenti kazaki

Carissimi, ecco a voi alcune notizie dal nostro p. Luca.

Concerto di fine anno

Anche quest’anno sono stato invitato al concerto di fine anno della “Scuola musicale” di Taldykorgan, dove si avviano i bambini alla cultura musicale ed, eventualmente, si selezionano per il conservatorio di Almaty o di Astana.

Quest’anno hanno invitato i loro “colleghi” di Almaty che, come potete vedere dai video, sin dalla più tenera età sono preparati a lavorare insieme in orchestra.

Quest’anno, la sorpresa è stata che a dirigerli non c’era un loro insegnante ma un bambino di soli 10 anni ma ormai pronto ad esercitare la professione di direttore. E’ stato impressionante vedere con quanto sentimento e passione dirigeva i suoi più o meno coetanei!

La mia presenza con l’abito francescano è sempre un’occasione di testimonianza di come noi cattolici non stiamo rinchiusi nelle chiese ma ci impegniamo lì dove ci viene chiesta collaborazione, in questo caso nel campo della cultura e dell’arte.​

Esperimento riuscito

Forse ricordate che qualche tempo avevo annunciato che, viste le difficoltà burocratiche ad aprire nuovamente asilo e dopo scuola, ci volevamo comunque impegnare ad aiutare le mamme (senza marito) a trovare un lavoro e/o a formarsi in vista di un’assunzione.

Mamma Gianna ha finito il corso di sartoria ed è stata assunta in una delle poche fabbriche di questo campo presenti a Taldykorgan. Fatti quattro conti abbiamo visto che ci potevamo impegnare a pagare l’asilo per il piccolo Aleksei e la cosa è tornata molto utile anche per il suo sviluppo psico-motorio visto che, altrimenti, sarebbe rimasto in casa, spesso semplicemente seduto sul divano di fronte al televisore.

 

 

Ed ecco mamma Gianna all’opera e con i primi risultati del suo lavoro… per i figli! Brava mamma Gianna.

 

Un fulmine a Gahemba

Qualche tempo fa, esattamente giovedì 9 Marzo verso mezzogiorno, la Parrocchia di Gahemba in Burundi è stata sconvolta da una calamità: durante la stagione delle piogge un fulmine (cosa rarissima da quelle parti) si è scaricato sul villaggio, causando due morti (in una foto, le vedove con fr. Nicodeme), numerosi feriti e molti danni alle case, alle coltivazioni e alla chiesa dove, tra le altre cose, è andato distrutto l’impianto fotovoltaico. 

 

 

 

 

 

 

 

In questi mesi la comunità di Gahemba è stata aiutata dalla generosità di numerose persone, che hanno permesso di far fronte ai bisogni più immediati, ma ora è necessario un nuovo sforzo per rifare l’impianto elettrico della chiesa: ecco il necessario.

Grazie a tutti coloro che potranno aiutarci!

 

Dio vi benedica

 

Novità dalla Fondazione Congo Brazzaville

p. Roch discute la tesi di Dottorato

Nella solennità di sant’Antonio, martedì 13 giugno 2017, presso l’Accademia Alfonsiana in Roma, il frate minore p. Roch Ekouerembahe ha difeso la tesi dottorale di ricerca di Teologia morale, inerente il matrimonio: Une relecture des traditions matrimoniales en terroir mbochi aà la luniére de la révélation biblique. Analyse critique en perspective c’inculturalité.

Alla discussione è stato presente, tra gli altri, anche padre Bruno Ottavi che nel dicembre 1991 partì per il Congo Brazzaville assieme ad altri frati della COMPI per aprire una missione francescana. Ai frati che vi si sono alternati si unì, più tardi, per circa un decennio, anche il compianto padre Michele Impagnatiello. Tra i primi giovani accolti come probandi vi fu, invece, proprio Roch ed ora la conclusione dei suoi studi alla presenza di altri frati della medesima fondazione mostra che tante fatiche non sono state sterili.

Nella discussione p. Roch ha affermato che la cultura locale ha degli elementi che favoriscono l’inculturazione del Vangelo, anche se accanto a ciò deve esserci sempre un lavoro di purificazione della medesima.

Invitato dalla Commissione esaminatrice ad intervenire, il padre Bruno Ottavi, già Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria – eletto dopo il rientro dalla missione in Congo – e ora cappellano presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, ha detto che nella sua presenza in Congo Brazzaville ha visto come “l’inculturazione del Vangelo e l’evangelizzazione della cultura hanno portato buoni frutti. Ma – ha proseguito – ora la sfida è nella globalizzazione del consumismo e del secolarismo, che sta distruggendo tanti valori costitutivi della società: in ciò la Chiesa è fortemente interpellata a continuare la predicazione del Vangelo”.

L’articolo è tratto dal sito dei Frati Minori dell’Umbria

 

Terminata e aperta al culto la cappella di Issengue

P. Pascal è stato di parola: il 3 giugno, nella solennità di Pentecoste, la cappellina di Issengue (di cui abbiamo seguito, passo passo, le fasi di costruzione: 13 gennaio, 10 aprile, 11 maggio), è stata solennemente dedicata al culto durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Owando , S.E. mons. Victor Abagna Mossa.

Ora i fedeli di Issengue possono finalmente godere di un luogo più confortevole per cantare le lodi del Signore.

Grazie a voi che, con la vostra generosità, avete reso possibile tutto questo!!

 

 

Un documentario per p. Odorico

Nonostante sia terminato il centenario della nascita del Servo di Dio, p.Odorico d’Andrea, non si spengono in Nicaragua la devozione e le iniziative per “El santito del Norte”.

Tra le tante iniziative che hanno coinvolto migliaia di fedeli e che hanno ricordato padre Odorico per il suo impegno sociale a San Rafael, ricordiamo in particolare quelle che lo ricordano come “uomo di pace”.

La situazione politica in Nicaragua, nel 1953, anno del suo arrivo dall’Umbria, era di grande instabilità e successivamente di lotta rivoluzionaria contro la dittatura. In questo contesto difficile in cui San Rafael era poco più che un villaggio in cui mancava tutto, p. Odorico fa arrivare l’acqua potabile e si adopera per la realizzazione di una diga e di una linea di trasporto da lui gestita che collega San Rafael con Matagalpa e Managua. Siamo nel 1962 e comincia la costruzione dell’ospedale a San Rafael, di strade, scuole, chiese e dispensari nei paesi circostanti.

In questo contesto di lotta rivoluzionaria, p. Odorico si fa mediatore di pace tra i gruppi armati, riuscendo ad ottenere qualche tregua. Al suo apparire i due eserciti nemici si fermano, abbandonano le armi, vanno incontro al “Padrecito”, come lo chiamano affettuosamente i nicaraguensi, ed ascoltano devotamente la messa, sul campo di battaglia trasformato in altare.

Questo suo impegno a favore della pace tra due fazioni rivali – che fa tanto pensare al Cantico delle Creature di San Francesco, in particolare alla strofa sul perdono: “Laudato si mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore”, anche quella scritta in un’occasione analoga – e tante altre virtù, sono al centro di un documentario prossimo ad essere disponibile al pubblico dei fedeli.

Il documentario, diretto da Roger Mantica e prodotto da RoMa Production, attraverso testimonianze di frati o semplici fedeli, ricostruisce la figura di p. Odorico e del suo impegno, tra gli altri, per il ristabilimento della pace. Di seguito riportiamo il trailer del documentario.

L’articolo è tratto dal sito dei Frati Minori dell’Umbria

Aiutiamo Ravìl a studiare: un nuovo progetto per il Kazakhstan

Ravìl è il terzo di nove figli della famiglia Panova, con la quale sono iniziati tutti i nostri progetti. Per un certo periodo mamma Svieta era riuscita a fare a meno di noi, ma ora che i figli crescono le difficoltà e… le spese aumentano. Si sono trasferiti in un villaggio ad una cinquantina di km da Taldykorgan, tra le steppe, nella speranza che i costi fossero inferiori e che i campi avrebbero permesso loro di vivere almeno senza la spesa degli alimentari. Ma anche questo… non basta!
Inoltre, ultimamente, sono comparsi seri problemi di salute: lei stessa dovrebbe ricoverarsi per curarsi il cuore ma non sa a chi lasciare i figli e così, come può, cerca di prendere qualche medicina che le permetta di tirare avanti.
Sascia (il primo bambino con cui abbiamo iniziato il progetto “Qua la mano”) sarà ricoverato al centro di tubercolosi qui a Taldykorgan, a causa di gravi lesioni ai bronchi (sembra che i polmoni non siano danneggiati): forse a causa della malnutrizione e dell’aver trascorso l’inverno non adeguatamente vestito! Abbiamo già organizzato un gruppo di parrocchiani che potranno visitarlo e assisterlo quotidianamente, nella speranza che possa guarire presto.
Ravìl, da diverso tempo, ha espresso il desiderio di studiare come “paramedico” (qui è più di un infermiere e meno di un medico), soprattutto spinto dall’aver visto come nei villaggi sia difficile trovare chi ti cura!!! Quest’anno sta finendo la prima superiore con ottimi risultati e ci sembra sia pronto a… spiccare il volo per la grande città: Almaty. Con l’aiuto di Kolia abbiamo trovato un ottimo istituto, alquanto quotato, per i suoi studi. Dovrà perdere la prima classe già frequentata ma, per lui, sarà solo un bene, visto lo scarso livello di preparazione scolastica nei villaggi. Se si trova chi può aiutarlo tra i tanti amici italiani, vivrà nel convitto cattolico della parrocchia di Kapcigai, aperto per permettere ai bambini dell’orfanotrofio parrocchiale di ricevere, crescendo, un’adeguata formazione ad Almaty.
Ci affidiamo alla bontà di tutti voi nella speranza di aiutare anche Ravìl a costruirsi un buon futuro, soprattutto premiando il suo cuore generoso e le sue buone intenzioni di essere, un giorno, utile in uno dei tanti villaggi sparsi tra le steppe, dove la gente non può raggiungere in tempo un ospedale per ricevere cure adeguate.
fr. Luca Baino

Aiuti medici in Kazakhstan

Il piccolo Simeon

Simeon è un bambino di tre anni: sveglio, intelligente, sempre allegro e… pronto per l’asilo! Almeno così sembrava. Già durante l’inserimento sembrava avesse difficoltà a rimanere solo in classe senza la mamma e, quando faceva quello che sembravano essere dei capricci, non gli si dava tanta importanza fino a quando i capricci si sono trasformati in difficoltà respiratoria e perdita dei sensi con tremore di tutto il corpo. Portato subito in ospedale, anche qui non gli si è dato molta importanza, suggerendo ai genitori di attendere qualche tempo e riprovare l’inserimento. Ma anche questa seconda volta la scena si è ripetuta con l’aggiunta di convulsioni.

A questo punto è stata fatta la diagnosi di “epilessia” con il suggerimento di tenere il bambino a casa senza ulteriori indicazioni o terapie. Fortunatamente mamma e papà non si sono arresi (come invece succede spesso da queste parti) e, con l’aiuto di un’altra organizzazione di mia conoscenza, siamo riusciti a trovare una buona clinica ad Almaty a cui rivolgersi. Ovviamente viaggio, esami, terapie sono molto costosi e così, grazie al progetto sanitario, siamo riusciti ad aiutare il piccolo Simeon ad iniziare il suo percorso che lo ha liberato dalla diagnosi di “epilessia” (che lo avrebbe, tra l’altro, estromesso da un normale programma scolastico) ed è stato spiegato ai genitori che, in alcuni casi, nei primi 5 anni di vita si possono manifestare queste crisi, assicurando che entro il 6° anno sarebbe tutto scomparso.

Prescritta una giusta terapia di sostegno, fatti ancora ulteriori periodici esami di controllo, non ci sono più state manifestazioni e speriamo a settembre possa partecipare alle attività dell’asilo con tutti gli altri suoi coetenei.

 

Nonno Sascia

Nonno Sascia e nonna Natascia sono una bellissima coppia con 58 anni di felice matrimonio alle spalle, una bella testimonianza di matrimonio cristiano per tutti e di attiva vita in parrocchia. Purtroppo nonno Sascia è stato affetto da in’infezione che lo ha portato ad un invecchiamento precoce che lo ha quasi paralizzato. Nonostante il suo stato, non si arrende e combatte con tutte le forze per non fermarsi del tutto e avere un sorriso e una parola saggia per tutti quelli che lo vengono a trovare. Ha bisogno di medicine che gli permettano una vita dignitosa e lo aiutino in questa lotta. Le due piccole pensioni non permettono loro di acquistarle. Quando ho detto loro che avremmo potuto aiutarli si sono commossi fino alle lacrime e non finivano più di ringraziare e hanno assicurato per tutti voi le loro preghiere e… contateci che… arrivano!!!!

fra Luca Baino

Issengue – la cappellina cresce!!

Cari amici, p. Pascal continua a tenerci aggiornati circa lo svolgimento dei lavori per la costruzione della nuova cappella a Issengue e conferma che sarà inaugurata il 3 Giugno, per Pentecoste.

 

Novità dal Kazakhstan – nuovo incarico per fra Luca

Carissimi,
durante lo scorso capitolo della Fondazione di S. Francesco di Russia e Kazakhstan, mi è stato chiesto di diventare parroco anche di Almaty (oltre che già di Taldykorgan e Jarkent).
Ieri sono stato presentato ufficialmente dal Vescovo alla comunità di Almaty durante la Messa in russo della mattina. Poco per volta cerco di entrare nell’ingranaggio di questa parrocchia alquanto complessa ma molto viva: la comunità di lingua russa celebra due Messe alla mattina e alla sera della domenica; quella inglese (diplomatici e fillippine che lavorano come badanti) al sabato alle 17.00; quella di lingua coreana (con un giovane sacerdote diocesano appena arrivato dalla Corea che può seguire la comunità  e celebrare nella loro lingua) la domenica alle 15.00; la comunità greco-cattolica con il loro sacerdote, la domenica alle 13.00. Di tutti sono parroco e il compito principale è fare in modo che tutti si sentano a casa e, in qualche modo, parte di un’unica famiglia.
E poi i vari gruppi di catechesi: dai bambini, agli adolescenti, alla scuola di Bibbia dopo la Messa vespertina la domenica sera; il gruppo delle famiglie una volta al mese, il gruppo di preghiera “notturna” il sabato dalle 20.00 alle 22.00.
E io che faccio avanti e indietro tra due parrocchie perché per la terza (Jarkent, ai confini con la Cina) il Dipartimento per gli affari religiosi non mi da ancora la Licenza Missionaria e ci sarà da fare ancora parecchio per risolvere la situazione. Dovrebbe essere in arrivo un altro fratello sacerdote, che attendiamo agli inizi di giugno e che sarà, con me, vicario parrocchiale delle tre parrocchie.
Inoltre ad Almaty è attivo un ambulatorio per senza tetto e poveri, gestito da due nostri fratelli laici coreani molto apprezzato e frequentato e una mensa che serve pasti, la possibilità di lavarsi e ricevere abiti puliti, attiva quattro giorni alla settimana. Come sapete, collaboro anche con il nostro centro sociale italiano  MASP soprattutto aiutando alcuni giovani (usciti dall’orfanotrofio o da qualche carcere o comunque con gravi difficoltà famigliari) a costruirsi un futuro.
Come vedete il da fare non mi manca ma neanche mi spaventa… santa incoscienza!!!
Mi affido alle vostre preghiere assicurandovi anche le mie.
Il Signore ci dia la sua pace!
fr. Luca

Kolia – trapianto di reni

Kolia è un giovane la cui storia è alquanto famosa non solo a Taldykorgan ma in tutto il Kazakhstan.
A 16 anni un rene ha smesso di funzionare e questo fu già un problema, ma la difficoltà è aumentata quando, a 20 anni, anche il secondo rene si è calcificato ed ha dovuto così iniziare a sottoporsi a dialisi tre volte la settimana. Dopo diversi anni di attesa di un donatore, il fratello maggiore ha preso la decisione di donare il suo rene. La sera prima del ricovero, però, per un banale equivoco, il fratello è stato ucciso. Poichè gli amici avevano ripreso il fatto con il cellulare, la cosa si è subito diffusa su tutti i media sollevando un polverone incredibile, finito però con magra consolazione: i soldi messi da parte per l’operazione, infatti, sono finiti quasi tutti per i funerali (qui sono una spesa indescrivibile soprattutto a causa del pranzo funebre!!!).
Il cuore della mamma, dopo due anni di lotte e sofferenze, non ha retto e anche lei è deceduta. E’ stata dura cercare di aiutare Kolia a non mollare e continuare a combattere. Il padre ha deciso anche lui di provare a verificare la compatibilità ed è risultato che può donare, così ora si stanno facendo i preparativi ma gli anticorpi di Kolia sono troppo alti. Lo stiamo aiutando con le cure in preparazione al trapianto, che vengono somministrate in ricovero ospedaliero e tutto… a pagamento!!!
Chiediamo a tutti di accompagnare con la preghiera  Kolia e sua moglie Mascia in quest’avventura e ringraziamo fin da ora tutti quelli che hanno contribuito, con il “progetto sanitario”, a far sì che abbiamo potuto aiutarlo.
Speriamo presto di potervi dare buone notizie!

Aggiornamenti da Issengue

Cari amici, grazie al contributo di un generoso benefattore, p. Pascal ha potuto avviare i lavori di edificazione della cappella di cui vi avevamo parlato (vedi). Nelle foto vi mostriamo le fasi iniziali della costruzione, che dovrebbe essere terminata entro Pentecoste.