Quotidianità russa

Cari lettori amici delle missioni, eccomi di nuovo qui, come promesso, a raccontarvi delle “ordinarie” attività pastorali dell’estate scorsa. Tra queste ci sono stati gli incontri mensili dei giovani, in particolare il pellegrinaggio del 29 maggio a Merentjakti. In quel giorno, infatti, la chiesa di San Pietroburgo onora la memoria di sant’Orsola Ledokhovskaya, fondatrice della Congregazione delle “Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù in agonia”, che proprio a Merentjakti, in una pineta sulla riva del Golfo di Finlandia, aprì il primo convitto per studentesse, prima di dover abbandonare il Paese a causa della Rivoluzione bolscevica, che distrusse tutto. E così io, che non vado matto per il mare e che ancora non ho potuto realizzare il mio desiderio di celebrare la Messa in un rifugio d’alta montagna, mi sono ritrovato a celebrare per la prima volta sulla spiaggia, insieme a un Salesiano e a un Domenicano! Col fratello Conventuale Adam, invece, siamo tornati un po’ bambini e ci siamo divertiti con l’altalena. L’11 Giugno abbiamo celebrato la festa del Sacro Cuore di Gesù, titolare della nostra Parrocchia, con la Messa solenne e un semplice rinfresco nel chiostro dei fratelli Conventuali… insieme ai quali, naturalmente, il 2 Agosto abbiamo celebrato anche il Perdono di Assisi. Dall’8 al 14 Agosto mi sono ritirato in silenzio e solitudine per i miei esercizi spirituali annuali e poi, anche quest’anno, ho partecipato alla seconda parte della sessione estiva dell’associazione ecumenicocarismatica “Scuola di vita cristiana ed evangelizzazione”: a partire dall’esperienza dello scorso anno, infatti, ho intrecciato relazioni significative con alcuni dei partecipanti e mi hanno chiesto di continuare a collaborare. Proprio durante quella settimana, inoltre, ho conosciuto una delle responsabili della “Vigna di Rachele”, un’associazione (nata negli USA ma presente ormai in molti Paesi, tra cui anche l’Italia: http://www.vignadirachele.org/) che organizza “Seminari di guarigione” per persone che, a vario titolo, sono state ferite da un aborto: non solo donne che hanno attraversato personalmente questo dramma, ma anche uomini che hanno spinto-collaborato a questa scelta oppure (come anche può accadere, sebbene più raramente) l’hanno subita, infine persone segnate dalla perdita di un fratello-sorella a causa di un aborto (volontario o spontaneo) vissuto dalle loro madri. Il racconto-testimonianza di Natasha mi aveva colpito e così, visto che era in programma un incontro per il primo week-end di Settembre proprio a Pietroburgo, ho chiesto e ottenuto di poter partecipare… un’esperienza molto forte, che spero possa ripetersi per aiutare altre persone: in Russia l’aborto è legale da più di cento anni ed è una piaga terribile. Intanto, con la fine dell’estate e la riapertura delle scuole, tutti coloro che avevano potuto permettersi un tempo di riposo fuori città hanno fatto ritorno e così la Messa domenicale si è pian piano ripopolata. Prossimamente vi racconterò le novità di questo nuovo anno pastorale appena iniziato… naturalmente all’insegna del cammino sinodale (https://www.synod.va/it.html) ! fr. Iuri

Notizie dalla Russia…

Cari lettori amici delle missioni,
finalmente, dopo più di tre mesi, ritrovo il tempo per scrivervi. Ci eravamo lasciati con l’inizio del mio nuovo servizio come Parroco ed ora provo a raccontarvi come sta andando.
Come prevedevo e vi accennavo, per prima cosa è stata un’immersione nella burocrazia, sia per quanto riguarda gli aspetti ecclesiali e pastorali, sia per quelli amministrativi.
Partiamo da questi ultimi, che concernono principalmente il restauro della nostra chiesa. A Dicembre (con un ritardo di un anno rispetto alla scadenza prevista!) venne ultimata la sistemazione del tetto, ma il lavoro è stato eseguito così male che, con le nevi d’inverno e le piogge di primavera, le infiltrazioni d’acqua hanno seriamente danneggiato una parte dei muri. Di fronte alle nostre lamentele, la Sovrintendenza ha dovuto prendere atto della situazione e ha citato in giudizio la Ditta che aveva eseguito i lavori, sostituendola con un’altra: il restauro ha quindi potuto riprendere il suo corso e sta proseguendo, sebbene sia stato prima necessario (ancora una volta!), rimettere mano al tetto per rimediare alle inadempienze altrui. Proprio in questo contesto, tra l’altro, il 24 Maggio il cantiere è stato visitato dal nuovo Nunzio apostolico in Russia, mons. Giovanni d’Aniello, venuto a incontrare per la prima volta la Chiesa pietroburghese, mentre il 14 Giugno è stata la volta del nuovo Console lituano… speriamo che il loro interessamento ci possa aiutare!
Intanto sembra che la Sovrintendenza stia seguendo più da vicino il processo di ricostruzione e, di recente, ha indicato il mese di Maggio 2024 come possibile data di termine dei lavori: un grande passo avanti, sebbene il progetto preveda che l’edificio ci verrà consegnato “nudo e crudo”, cioè senza impianti elettrici e idraulici, alla cui installazione dovremo provvedere noi. Chi vivrà, vedrà… confidiamo nel Signore!
Anche l’attività pastorale, dal canto suo, possiede una propria dimensione burocratica, sia dal lato civile (esiste un’apposita “Legge sulla libertà di coscienza ed espressione religiosa” che è bene conoscere) sia da quello ecclesiastico ed ecclesiale: sotto questi ultimi aspetti, la maggior parte delle norme sono comuni a tutta la Chiesa Cattolica, ma ogni Conferenza episcopale ha naturalmente la facoltà di “incarnare” tali norme secondo le peculiarità e le tradizioni locali, producendo una legislazione propria… che io poco alla volta sto imparando a conoscere.
Ho usato la parola “incarnare” non a caso: le norme, infatti, sono chiamate a non rimanere “lettera morta” ma, al contrario, ad essere strumento per dare impulso alla vita concreta della Parrocchia. In obbedienza ad esse, quindi, più o meno a metà Ottobre si terrà l’Assemblea generale dei parrocchiani, che mi aiuterà a capire i loro desideri, bisogni e potenzialità, e all’interno della quale verrà scelto un Consiglio pastorale che sia in grado di aiutarmi a lavorare concretamente sulle basi e nella direzione che emergeranno: come vi avevo accennato già in precedenza, suppongo che ci dedicheremo innanzitutto alla formazione di un gruppo liturgico ben preparato (ministranti, lettori, musicisti e cantori).
Tuttavia, nell’attesa di radunare fisicamente il gregge, non sono rimasto inattivo e mi sono messo io stesso in cerca: sia “concretamente” sia “virtualmente”.
“Concretamente” perché ho iniziato, nei limiti del possibile, a fare lunghe passeggiate lungo i quartieri del territorio parrocchiale (pregando sommessamente il Rosario) nella speranza di suscitare la curiosità dei passanti e, magari, incrociare qualche cattolico… e così è stato! Alcuni incontri sono rimasti un fatto isolato (almeno umanamente parlando… poi il Signore… saprà Lui!), ma altri mi hanno portato a conoscere parrocchiani soli, talvolta invalidi, che sto pian piano iniziando ad andare a visitare e, nei limiti del possibile, ad aiutare anche in alcune necessità materiali.
“Virtualmente” perché, dopo alcune perplessità iniziali, ho accolto la proposta di aprire un gruppo parrocchiale online su Vkontakte, l’equivalente russo di Facebook (https://vk.com/prihodserdcaiisusa), attraverso il quale ho potuto “scovare” e contattare alcuni “parrocchiani dispersi” e si sono aperte ulteriori opportunità di conoscenza e d’incontro faccia a faccia.
Inoltre, naturalmente ho continuato a partecipare alle attività “ordinarie”… ma questo ve lo racconterò prossimamente!
A presto!

fr. Iuri

“…facciamo 31”

Cari amici, come vi avevo promesso nella lettera precedente, eccomi a raccontarvi (almeno per sommi capi) ciò che mi ha tenuto particolarmente impegnato negli ultimi tre mesi: come forse si può intuire dal titolo, infatti, il Signore mi ha chiesto di fare un passo in più… Ma andiamo con ordine.
Come già sapete, un anno fa p. Luca tornò in Italia per assistere la madre, colpita da un ictus: le sue condizioni erano rapidamente migliorate e in pochi mesi guarì del tutto… ma Luca rimase bloccato in patria perché i confini erano (e sono tuttora!) chiusi a causa della pandemia. Il Vescovo ausiliare, d’accordo con le autorità civili, dopo le scorse festività natalizie era riuscito ad ottenergli una speciale richiesta d’invito, con la quale avrebbe potuto tornare. Purtroppo questo documento, spedito per posta, non è mai arrivato a destinazione. A fronte di questa situazione (e visto che, di contro, ai primi di Marzo io avevo ricevuto il Permesso di soggiorno definitivo), i nostri superiori dapprima avevano deciso di presentare me come Parroco al posto suo, infine si sono dovuti “arrendere” e hanno deciso di porre termine all’esperienza missionaria di Luca… che, quindi, dal 1° Maggio è rientrato definitivamente nella nostra Provincia di Assisi.
Ora, a raccontarlo in poche righe, sembra tutto molto lineare… ma posso assicurarvi che la “diretta” degli eventi è stata, invece, un susseguirsi di continui “scossoni”! Solo per grazia di Dio la mia “altalena” di emozioni ha potuto fare perno sul Signore e così, alla fine, ho potuto abbandonarmi e riconoscere i segni del Suo passaggio… e, in effetti, sembra proprio che avesse preparato tutto da tempo.
Così, dopo aver ricevuto il Decreto di nomina alla fine di Aprile, il 16 Maggio il Vescovo Nikolaj ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale mi ha pubblicamente affidato la cura pastorale della Parrocchia (qui è disponibile il video: https://www.youtube.com/watch?v=DxK_qGyK7RY) e, un paio di settimane dopo, anche il Ministero ha recepito il Decreto, riconoscendomi come Rappresentante legale. Non vi dico la quantità di Leggi, Norme e Regolamenti che devo imparare a conoscere… e le firme che ho dovuto mettere! Grazie a Dio fra Juliush (pur felice di essere stato liberato dalle responsabilità civili e penali che ha sostenuto in questi ultimi anni!) mi aiuterà, soprattutto continuando a seguire i lavori di restauro della chiesa… che, peraltro, non procedono molto bene: ma di questo vi parlerò in un’altra occasione.
Soprattutto, però, prima che amministratore sono chiamato a essere pastore… in cerca delle “pecore”: proprio le tristi vicende della nostra chiesa parrocchiale, infatti (con l’aggiunta delle limitazioni dovute alla pandemia, grazie a Dio ormai quasi del tutto superate), in questi ultimi anni hanno causato una forte dispersione del “gregge”, che il Vescovo mi ha chiesto di provare a radunare. Mi sono quindi “immerso” nell’archivio parrocchiale, riuscendo a mettere insieme una lista di circa 70 persone che, negli ultimi 25 anni (cioè da quando la Parrocchia riprese vita dopo il crollo dell’Unione Sovietica), hanno preso parte alla vita parrocchiale. Di queste ne sono rimaste poco più di una quindicina ma, proprio grazie al loro aiuto, sto pian piano rintracciando le altre, alcune delle quali hanno accolto l’invito e hanno iniziato a riprendere parte alle nostre attività, rimanendo felicemente stupite di ritrovare i comparrocchiani di un tempo! Ma ce ne sono ancora 20-25 con cui spero di riuscire a mettermi in contatto… di alcune ho sentito dire che sono anziane e non escono più di casa: vorrei poterle andare a trovare, magari portare i Sacramenti… Altri sono morti, altri emigrati.
Infine, con gioia devo riconoscere che da parte di molti c’è un gran desiderio di far ripartire e ravvivare la vita parrocchiale: alcuni di coloro che sono più impegnati mi hanno già sottoposto richieste e proposte, in particolare riguardo il servizio liturgico: ministranti, lettori, coro… questo è molto bello, mi dà forza e speranza! Inoltre posso contare sul valido aiuto di sr. Anna FMM, che non solo m’incoraggia ma continua ad occuparsi della catechesi. Certo, ora si avvicinano le vacanze estive e molti andranno in “dacia” (la tradizionale casa di campagna fuori città) e quindi mi sa che solo a settembre riusciremo a essere veramente “operativi”… ma intanto abbiamo preso parte alla processione inter-parrocchiale del Corpus Domini (ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=LvvAbuDDxnI) e ci stiamo preparando alla solennità del Sacro Cuore di Gesù, titolare della nostra Parrocchia.
Ecco, per ora non aggiungo altro, ma tornerò presto “su questi schermi”!
fr. Iuri

 

Abbiamo fatto 30…

Cari amici, eccomi a voi dopo una lunga pausa… dovuta ad alcune novità di cui, però, vi parlerò prossimamente.

Per ora desidero solo dirvi brevemente che il Signore, come vi accennavo nella mia lettera precedente, sta continuando ad accompagnarmi sulla via della comunione. In questi ultimi mesi, infatti, ho seguitato a partecipare agli eventi ecclesiali locali: la Via Crucis cittadina del 27 Marzo, la Messa crismale, gli incontri mensili della Pastorale giovanile.

Il 13 Aprile, poi, abbiamo ricordato il “Trentennale della rinascita ufficiale della Chiesa cattolica in Russia”: in questo giorno del 1991, infatti, Papa Giovanni Paolo II firmò il Decreto col quale, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ricostituiva le Diocesi di Novosibirsk e Mosca… sebbene, come il Vescovo ausiliare ha giustamente sottolineato durante l’omelia della Messa commemorativa, non si tratti tanto di celebrare una “restaurazione strutturale”, quanto di ringraziare tutti quei cristiani silenziosi che, in clandestinità, hanno conservato e trasmesso la fede durante i 70 anni di regime comunista. L’Arcivescovo, dal canto suo, ci ha invitato a non “sederci sugli allori”, mantenendo vivo il desiderio di testimoniare e comunicare la fede non solo all’esterno, ma prima di tutto all’interno della Chiesa stessa… che purtroppo, qui come altrove, non è immune alla tentazione della divisione.

Nel frattempo, naturalmente, abbiamo celebrato le liturgie pasquali, godendo anche di un alleggerimento delle misure anti-Covid che ha innalzato al 75% il limite di capienza degli spazi pubblici chiusi (tra cui ovviamente le chiese): la Domenica delle Palme, il Giovedì e il Venerdì Santo abbiamo celebrato insieme ai fratelli Conventuali (la Domenica ha presieduto il Vescovo ausiliare, Giovedì p. Stanislav e Venerdì io), mentre la Veglia e la Domenica di Pasqua abbiamo celebrato separatamente, per differenti necessità di orario. Sono state celebrazioni molto belle, grazie anche al nostro piccolo coro parrocchiale che ha sostenuto tutto con il canto.

Per ora è tutto… a presto!

Aiuta un frate in Russia

Normalmente le persone si rallegrano dell’attività pastorale e sociale che i frati minori svolgono ma nessuno pensa che per lavorare i frati hanno bisogno di “vivere” (abitare in luogo, mangiare, vestirsi, riscaldarsi, viaggiare con tutti i costi che questo significa).

Dal 1991, appena si aprirono le frontiere,  i frati francescani minori sono presenti sullo sconfinato territorio russo. Sono impegnati nel servizio delle parrocchie loro affidate in tre città: San Pietroburgo, Novosibirsk e Ussurisk (Vladivostok), nel dialogo ecumenico e in due progetti sociali: a Novosibirsk la scuola elementare e a Ussurisk il centro TAU per senza fissa dimora.

Attualmente siamo in otto frati francescani minori. Due autoctoni: fra Bernard e fra Vitaly; due polacchi: fra Grazian e fra Julius e quattro italiani: fra Corrado, fra Stefano, fra Luca e fra Iuri e apparteniamo alla Fondazione di s. Francesco in Russia dipendente dal nostro Ministro Generale.

Qui puoi scaricare il progetto

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Ultime da San Pietroburgo…

Cari amici delle missioni, rieccomi! Come state?
Sono passati quasi due mesi dalla mia ultima lettera e mi verrebbe da dire che non è
successo granché… ma sarebbe fare un gran torto al Signore che, come sappiamo bene,
non valuta secondo i nostri criteri: meglio dire, allora, che non sono accadute molte cose,
ma quelle poche sono state, decisamente, piene di Lui. Dunque…
A metà settembre mi son trovato a dover benedire la sepoltura di un’anziana donna
di un paesino appena fuori Pietroburgo, di famiglia ortodossa ma passata al cattolicesimo
durante un periodo vissuto in Lituania… i familiari e i presenti, infatti, erano quasi tutti
ortodossi (oppure non credenti): sto iniziando a capire che situazioni di questo tipo non
sono affatto rare, appena mettiamo il naso fuori dalle nostre Parrocchie! Perché hanno
chiamato me? Perché la sorella (ortodossa) della defunta è amica da 40 anni con una
nostra parrocchiana e così, quando la sorella morente ha chiesto la sepoltura cattolica, lei
si è rivolta all’amica e quindi a noi. I funerali sono sempre momenti molto particolari,
naturalmente: le persone tirano fuori dubbi, domande… rabbia: la sorella della defunta lo
scorso anno ha perso la figlia, investita da un’auto… ha lasciato un bimbo di 4 anni. Ho
invocato quasi continuamente lo Spirito Santo: spero mi abbia messo sulla bocca le parole
“giuste”… Ancora una volta, non posso fare molto altro che dirGli il mio “sì”… a Lui poi
tocca arrangiarsi con la mia disponibilità più che con le mie capacità… Ma del resto, come
diceva s. Giovanni Maria Vianney, “se Sansone con una mascella d’asino ha combinato
tutto quel macello, che farà mai il Signore con un asino intero?!?!”
Il 27 Settembre, invece, dopo il blocco dovuto prima al Covid e poi alle “vacanze”
estive, abbiamo ufficialmente aperto l’Anno pastorale e così sr. Anna ha ripreso le
catechesi per i bambini: tre che si preparano a ricevere la Prima Comunione e tre la
Cresima; a breve, inoltre, potrà finalmente completare il suo percorso anche la ragazza
che avrebbe dovuto ricevere la Cresima già la scorsa primavera.
Il 3 Ottobre, come da tradizione, abbiamo celebrato il Transito di s. Francesco
insieme ai fratelli Conventuali, sebbene in forma “ridotta”: non solo per garantire il
necessario distanziamento in chiesa, ma anche perché alcuni di noi erano volati a Mosca
per partecipare a un evento storico: l’Ordinazione episcopale del primo Vescovo russo! P.
Nikolaj Dubinin, infatti (appunto il Guardiano dei Conventuali), è stato scelto come
Ausiliare per la Diocesi di Mosca-Pietroburgo
( https://www.lanuovaeuropa.org/chiesa/2020/09/14/e-francescano-il-primo-vescovo-
cattolico-russo/ ). Mi sono così trovato a doverlo sostituire e a presiedere le celebrazioni
del 3 e del 4… aiuto!!! ( https://www.youtube.com/watch?v=3islZztT58I )
Stabilitosi qui al Seminario, il nuovo Vescovo ha subito preso le redini della zona
affidatagli, convocando una serie di assemblee pastorali e mettendo decisamente tanta
“carne al fuoco”! Tra le altre cose, si è subito interessato al restauro della nostra chiesa
parrocchiale, partecipando personalmente ad uno dei sopralluoghi settimanali con cui le
Autorità cittadine verificano l’andamento dei lavori.
Durante uno dei nostri incontri pastorali mensili, invece, ho potuto ascoltare una
bellissima testimonianza di una suora di Madre Teresa: la Congregazione è presente in
città ormai da più di 20 anni, in una casa dove, secondo il loro carisma, le suore accolgono
i poveri e i senza tetto per dare cibo, vestiario e, all’occorrenza, anche alloggio… e i vicini
di casa si sono sempre lamentati della “fastidiosa presenza” di questo popolo di diseredati.
Ora, durante la quarantena questa modalità non era consentita, quindi le sorelle hanno
iniziato a distribuire gli aiuti in cortile: ebbene, di fronte a questa testimonianza, molti vicini
si sono “sciolti” e hanno iniziato a farsi prossimi, regalando cibo e vestiario per i poveri. Il
Signore sa davvero trarre il bene dal male!
Domenica 25 Ottobre, poi, la nostra comunità parrocchiale ha avuto la gioia di
accogliere la piccola Lilia: ho infatti amministrato il mio primo Battesimo in russo!

Ai primi di Novembre, infine, siamo andati in “pellegrinaggio” a Levashova, un
paese appena fuori Pietroburgo, dove sorge un cimitero-memoriale delle vittime dello
stalinismo: di fatto è un bel bosco di pini e betulle sotto il quale giacciono, in un’anonima
enorme fossa comune, i resti di 19.000 delle circa 50.000 persone morte nelle carceri di
Pietroburgo tra il 1937 e il 1953. Sugli alberi sono state appese foto ricordo, in terra
piantate croci come se fossero tante tombe individuali… e poi ci sono i monumenti ai
caduti delle varie etnie e religioni, come potete vedere nelle foto.
Quanto a Luca, è sempre bloccato in Italia, per ora fino alla fine dell’anno, a causa
della “seconda ondata”. Già… nei nostri ambienti, nelle ultime settimane si sono ammalati
(grazie a Dio in forma lieve) diverse suore, sacerdoti e anche alcuni nostri parrocchiani…
io finora ne sono uscito indenne e vado avanti: cerchiamo tutti di vivere “normalmente”,
provando ad essere prudenti ma senza panico: per ora mi pare stia funzionando!
Bene, per ora questo è tutto: alla prossima… e rimaniamo sempre uniti nella
preghiera.
Dio vi benedica!
fr. Iuri

Pietroburgo-Mosca: il dono di nuovi fratelli e sorelle

Eccomi qui a raccontarvi di quest’ultimo mese, ancora una volta all’insegna delle meraviglie del Signore, che continua a prendermi di sorpresa e a stupirmi! Come sempre, infatti, “l’uomo propone e Dio dispone”…
Da tempo sentivo un gran bisogno di un periodo forte d’intimità con Lui: sì, è vero, c’erano stati i due mesi di quarantena, con i frutti di cui vi avevo parlato, ma avvertivo ancora la necessità di ritirarmi in disparte, da solo, nel “deserto”. Festeggiando l’8 Agosto insieme ai fratelli Domenicani, sono venuto a conoscenza della possibilità di essere ospitato presso il loro convento, in una stanza separata, pur potendo celebrare con loro la Liturgia delle Ore e la Messa. Ho così vissuto una sorta di “esercizi spirituali autogestiti”, scegliendo di farmi accompagnare dalle nostre feste: sebbene con qualche giorno di ritardo, grazie a internet ho potuto seguire il Triduo predicato da p. Vittorio Viola a s. Maria degli Angeli in preparazione alla festa del Perdono e la Novena tenuta dai fratelli della comunità di Loreto alla Basilica di s. Chiara… e lo Spirito Santo ha fatto il resto!
Un giorno poi, passando in basilica, sono stato avvicinato da una suora che conoscevo di vista, la quale si preparava a partire per una convivenza di un paio di settimane con un gruppo ecumenico ortodosso-cattolico e cercava disperatamente un sacerdote che potesse rimpiazzare il loro, rimasto bloccato in Ucraina: raggiunto da un misto di stupita curiosità, interesse e timore, dopo aver verificato alcuni aspetti e ricevuto il permesso dei superiori, ho accettato e, conclusi gli esercizi spirituali, sono partito alla volta di Novoe, un paesino sperduto nella campagna 140 Km a est di Mosca.
Lì, nel 1996, il sacerdote svizzero p. Rolf Schönenberger, fondatore dell’Associazione umanitaria ecumenica “Trionfo del Cuore” (Immacolato di Maria), e alcune suore francesi comprarono e restaurarono 4 casette per farne un centro di accoglienza per bambini e ragazzi; oggi la struttura ha un po’ cambiato fisionomia ed è gestita da laici che, oltre a ospitare campi estivi (hanno anche un maneggio per l’ippoterapia con i disabili) accolgono gruppi per ritiri spirituali, come quello a cui ho partecipato: la comunità che mi ha accolto è la sezione moscovita (l’unica della Russia, in effetti) della “Scuola di vita cristiana ed evangelizzazione”, fondata in Ucraina circa 25 anni fa da un cappuccino polacco, p. Piotr Kurkievic. La “Scuola” propone un cammino di “recupero e approfondimento” della vita cristiana in tre tappe, distribuite su un percorso di sei anni, con lo scopo di “riaccendere” la fede per poi formare animatori e catechisti che possano mettersi a servizio della propria Chiesa locale. Per certi versi potrebbe ricordare il Cammino Neocatecumenale, se non fosse che questa Associazione riprende modalità e temi tipici del Rinnovamento… cosa più unica che rara in ambito cattolico, da queste parti! Questa caratteristica, oltretutto, le permette di incrociare anche il cammino dei fedeli appartenenti alle chiese protestanti “minori” (cioè non Luterane, in sostanza), che non di rado fanno riferimento proprio al variegato mondo del movimento Carismatico.
La storia della sezione di Mosca, poi, è alquanto particolare. Nella prima metà degli anni ‘80 Alexandr Men’, un sacerdote ortodosso di origine ebraica, studioso appassionato di Sacra Scrittura e di dialogo inter-religioso, cominciò a riunire attorno a sé persone desiderose di approfondire lo studio e la condivisione della Parola di Dio; ad esse, con gli anni, si unirono anche dei cattolici, ma p. Alexandr venne ucciso in circostanze misteriose nel 1990 e il cenacolo, rimasto “orfano”, faticò a trovare nuova accoglienza, finché a Mosca capitò appunto p. Kurkievic e il gruppo confluì nella sua “Scuola” che, circa un paio d’anni fa, ha ottenuto anche il riconoscimento del nostro Vescovo.
Il tema dei rapporti tra Chiesa Cattolica e Chiesa Ortodossa, infatti, è decisamente complesso, ma naturalmente ciò che ci tocca più da vicino sono gli aspetti pastorali, in particolare la pratica sacramentale, che purtroppo soffre di una netta asimmetria: la Chiesa Cattolica, infatti, a determinate condizioni concede ai propri sacerdoti la facoltà di amministrare la Comunione, la Confessione e l’Unzione degli infermi ai fedeli ortodossi, mentre la Chiesa Ortodossa non permette tale reciprocità. Capite bene che la situazione è intrinsecamente contraddittoria e alquanto imbarazzante.
Anche dal punto di vista linguistico non sono mancate le difficoltà: ad es. penso di aver capito si e no il 50% delle catechesi… inoltre mi hanno chiesto di tenere l’omelia ogni giorno e volendo prima di tutto prepararmi nella preghiera, non mi rimaneva certo il tempo per curare una buona traduzione, quindi andavo un po’ “a spanne”… ma davvero anche in questo ho visto l’opera del Signore, sia in loro (che mi hanno assicurato che nonostante gli errori era tutto comprensibile e “nutriente”) sia in me, che ho dovuto rinunciare ad ogni perfezionismo per offrire la mia disponibilità e povertà all’azione dello Spirito.
Ma la cosa più bella, per me, è stata godere della testimonianza di questi laici: non solo impegnati e preparati, ma soprattutto appassionati di Gesù, desiderosi di condividere la Sua opera nelle loro vite e di comunicare questa gioia ad altri. Per non parlare della bellezza della loro comunione fraterna, davvero ecumenica. Ve li affido nella preghiera. Infine, come delizioso contorno, dieci giorni di vita in campagna: cibo tipico, genuino e casareccio, aria fresca e pulita! Certo, non avevamo il wi-fi e i servizi igienici lasciavano un po’ a desiderare… ma ne valeva la pena!
E ora, tornato “alla base”, sono subito stato “reclutato” dai fratelli Domenicani: la prossima settimana si assenteranno per i loro esercizi spirituali e mi hanno chiesto di sostituirli per la celebrazione della Messa serale. Andiamo avanti e che il Signore ci benedica tutti!

fr. Iuri

Aiutaci ad aiutare i nostri missionari in Russia

Fede ricevuta e data… news dai nostri missionari in Russia

Seminario russo, che si trova proprio a s. Pietroburgo

Cari amici delle missioni, come promesso eccomi a voi con alcune notizie meno quotidiane ma che spero possano aiutarvi a comprendere meglio la realtà in cui viviamo e, quindi, a sentirci più vicini.
Come forse ho già accennato in altre circostanze, noi frati ci ritroviamo mensilmente in videoconferenza per un percorso di formazione permanente, anche grazie al contributo di diversi relatori; ad Aprile è intervenuta sr. Olga, appartenente a una Congregazione che vive il proprio carisma nel mondo del lavoro. Ad un certo punto sono emerse alcune domande sul tema dell’inculturazione… Lei, che è russa (quindi una conversione e vocazione locale) ma che ha studiato e vissuto anche in Europa, ha percorso un cammino che l’ha portata ad alcune conclusioni interessanti.
Come forse avrò già scritto in qualche altro “bollettino”, qui non esiste più un “cattolicesimo russo”, nel senso che il Cristianesimo russo è tradizionalmente ortodosso, mentre i cattolici sono quasi tutti di origine straniera (soprattutto polacchi, lituani e coreani… ma anche spagnoli, africani francofoni, tedeschi), per lo più deportati staliniani ma anche persone immigrate dopo la caduta dell’URSS. Le varie comunità cattoliche hanno quindi mantenuto una forte impronta della propria cultura d’origine e lei, non appartenendo per nascita ad alcuna di esse, dopo aver fatto un primo cammino di assimilazione della fede e aver accolto la vocazione, proseguendo la sua formazione si è pian piano resa conto di aver ricevuto non solo l’annuncio evangelico ma anche i contenuti e lo “stile” della fede secondo categorie straniere.
I “missionari” con cui era venuta in contatto avevano certamente fatto il loro personale cammino di inculturazione, in primis studiando la lingua e poi cercando di assimilare la cultura locale ma, volenti o nolenti, sono rimasti stranieri. È ora necessaria una seconda fase di inculturazione, che però forse potrà essere portata avanti solo dai cattolici “indigeni”… e solo da quelli culturalmente abbastanza preparati da saper distinguere, nella fede che hanno ricevuto, le “sovrastrutture straniere” dai contenuti genuini… per poi “tradurre” questi ultimi secondo modelli culturali e liturgici tipicamente russi… ma non ortodossi!
Il missionario straniero, insomma, per lo più riesce “solo” ad “inculturare se stesso” quanto basta per una prima trasmissione della fede, ma sarà poi compito dei cattolici locali “inculturare la fede ricevuta”. Questo processo sta iniziando ad avvenire solo ora, grazie alle vocazioni locali nate negli anni ’90 e che ora sono impegnate nella pastorale. Ma sono poche, per cui c’è ancora bisogno anche di noi stranieri.
Nella nostra Diocesi, intanto, da alcuni anni l’attuale Vescovo ha fatto la scelta (coraggiosa!) di affidare la formazione dei seminaristi ai sacerdoti locali ordinati 15-20 anni fa, che hanno quindi sostituito la precedente generazione di polacchi e italiani (cioè quelli che avevano riaperto il Seminario ai tempi di Gorbaciov: ad esempio mons. Bernardo Antonini: https://www.donbernardoantonini.it/). Loro potrebbero avere gli strumenti necessari: cresciuti sotto il regime comunista, formati in Seminario a Mosca e Pietroburgo secondo modalità europee al tempo della Perestrojka, hanno attraversato la grande crisi politica, sociale ed economica russa dei “terribili Anni Novanta” (cfr. https://it.rbth.com/storia/83988-perché-gli-anni-novanta) e hanno poi frequentato studi superiori in Italia, Germania, Francia… per poi fare ritorno in patria. Sono la “generazione di snodo”, con un compito difficile… staremo a vedere.
Fr Iuri

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RUSSIA

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Chiesa dell’Assunta in s. Pietroburgo

Piano piano anche San Pietroburgo riparte

Cari amici,
sono passati due mesi dalla nostra ultima lettera e, proprio come pensavamo, le sorprese non sono mancate per niente! Ma andiamo con ordine…
Il tempo della quarantena più stretta è durato dal 27 Marzo al 31 Maggio: tutto chiuso tranne i servizi essenziali e anche noi, quindi, chiusi in casa… e penso che molti di voi possano capirci perfettamente se vi diciamo che trascorrere più di 60 giorni fra le quattro mura di un appartamento non è stato per niente facile! Eh sì, sono stati due mesi molto particolari: il fare, che già prima qui era ridotto all’osso, è stato praticamente azzerato… ma questo ha dato più spazio all’essere; espropriato e spogliato di quasi tutto ciò che è “esterno”, il Signore ha potuto condurmi in un’interiorità maggiormente abitata da Lui e, quindi, sono stato rimesso con più forza davanti alla mia identità: innanzi tutto figlio amato, poi frate minore e sacerdote. Un ritorno all’essenziale, insomma, che mi ha fatto “gustare”, oso dire così, un anticipo di vecchiaia e di morte, quando nulla porteremo con noi se non l’Amore dato e ricevuto. Naturalmente tutto questo processo interiore, che ora riassumo in poche righe, è stato ben più complesso e travagliato: raramente i frutti arrivano senza fatica!
Per quanto riguarda la Parrocchia, anche qui i luoghi di culto hanno subito un lungo periodo di chiusura e diverse chiese si erano subito ben organizzate per trasmettere le liturgie sui loro canali internet… motivo per cui, inizialmente, non ci era sembrato necessario fare altrettanto. Tuttavia, dopo circa un mese, alcuni parrocchiani hanno chiesto a p. Luca di potersi in qualche modo ritrovare e così ci siamo decisi a tentare anche noi di trasmettere la Messa dalla cappellina del nostro appartamento: tuttavia, visto che loro sono al massimo una trentina, si è pensato di celebrare in “videoconferenza”, così che ognuno, da casa propria, potesse prendervi parte più attivamente, ad esempio con la proclamazione delle Letture e con il canto. Nonostante alcuni problemi tecnici iniziali, ci sembra che l’esperimento possa dirsi riuscito!
Anche in altri ambiti pastorali, del resto, l’impossibilità di incontrarsi dal vivo non ha impedito, ma piuttosto stimolato, l’incontro in via multimediale… anzi: il fatto di poter partecipare da casa, senza dover attraversare tutta la città o addirittura arrivare da fuori, ha fatto sì che i gruppi si siano arricchiti di diversi nuovi partecipanti. Così fra Luca ha continuato gli incontri con i fratelli luterani e con un altro gruppo misto ortodosso-cattolico, per riflettere, confrontarsi e condividere come parole scelte del Vangelo possano essere incarnate nella vita quotidiana. Ha anche partecipato, con il movimento dei Focolari, ad organizzare incontri che hanno unito persone da San Pietroburgo a Novosibirsk, da Krasnajarsk a Vladivostok, da Mosca ad Almaty e Taldykorgan, trovandosi così uniti in preghiera, conferenze e attività, superando distanze che “dal vivo” non sarebbe mai stato possibile colmare. Interessante è stato anche predicare gli esercizi spirituali “on line” per un paio di congregazioni femminili.
Come dicevamo, però, il Signore avevo in serbo delle sorprese: intanto, con mossa assolutamente inaspettata, il 3 Giugno il Governatore di Pietroburgo ha riaperto gli edifici di culto e così abbiamo ripreso a celebrare la Messa “dal vivo” (sempre dai fratelli Conventuali e ovviamente seguendo un protocollo sanitario). Nel frattempo, però, Luca (che era appena riuscito a concludere le pratiche di registrazione del Permesso di soggiorno triennale) è dovuto tornare in Italia per seri motivi familiari, approfittando di uno dei “voli d’emergenza” mensili messi a disposizione dalla nostra Ambasciata… e quindi io mi sono ritrovato all’improvviso a fare di nuovo il “finto vice-parroco” (visto che formalmente non ho alcun incarico). Insomma, il Signore non cessa di stupirmi… penso di non aver mai fatto un’esperienza così prolungata (oserei dire costante) di precarietà e di affidamento come da quando sono sbarcato in Russia!
Intanto, pian piano che le misure sanitarie necessarie a contenere l’epidemia vengono allentate, ripartono le varie attività economiche e così, come potete vedere nelle foto, stanno finalmente riprendendo anche i lavori di restauro della nostra chiesa parrocchiale che, sebbene condotti da Enti pubblici, sono comunque parzialmente a nostro carico: vi chiediamo quindi di sostenerci attraverso il nostro Ufficio missioni, se e come potete.
Ecco, con la “cronaca” questo è tutto… ma ci risentiamo presto con un articolo, diciamo così, di “approfondimento”.
A presto!
Fra Iuri

PER SOSTENERE I NOSTRI MISSIONARI E LA MISSIONE IN RUSSIA

Progetto Russia in aiuto e sostegno ai nostri nuovi missionari
Progetto sostegno Parrocchia Sacro Cuore San Pietroburgo
Progetto suppellettili Parrocchia Sacro Cuore San Pietroburgo

CONTO CORRENTE POSTALE
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Intestato a: Provincia Serafica san Francesco – Missioni estere, p.zza Porziuncola 1 – 06081 Assisi (PG)
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06081 Assisi (PG)

Da s. Pietroburgo: tra Quaresima e quarantena

Cari amici, è passato appena un mese e mezzo dal nostro ultimo “bollettino” ma, intanto, ci siamo ritrovati tutti alle prese col Covid-19! Siamo aggiornati sulla situazione italiana tramite i media, gli amici e i parenti e, naturalmente, seguiamo on-line alcuni tra i momenti di preghiera più importanti.
Anche qui la situazione non è del tutto chiara; il contagio sembra essere in ritardo di un mese rispetto all’Europa e quindi è in piena ascesa: ogni giorno, in tutta la Federazione russa, si registrano circa 5.000 nuovi casi e al momento in cui scrivo (21 Aprile) il totale ha superato i 52.000. Qui a s. Pietroburgo, in particolare, abbiamo quasi 2.000 contagiati, più altre 4.000 persone in osservazione: grazie a Dio pochissimi, in una città di più di 5 milioni di abitanti! (fonti: https://стопкоронавирус.рф// e https://www.gov.spb.ru/covid-19/)
Già dal 22 Marzo il nostro Vescovo ci aveva chiesto di sospendere le celebrazioni pubbliche e dal 27 è in vigore il Decreto di “autoisolamento” fino al 30 Aprile, ma il picco è previsto per fine mese – inizio Maggio e quindi già si “intuisce” una proroga del Decreto fino a metà Giugno. Tutti i voli in entrata e in uscita dalla Russia sono sospesi (tranne i charter d’emergenza organizzati dalle varie Ambasciate) e i confini sono stati chiusi. Chi volesse avere maggiori dettagli, può trovarli sul sito del nostro Consolato: https://conssanpietroburgo.esteri.it/consolato_sanpietroburgo/it.
Data la situazione, peraltro, tutti i visti e i documenti in scadenza sono stati prorogati di 90 giorni… per me non sarebbe stato comunque un problema, essendo ormai da mesi in possesso del Permesso di soggiorno triennale, ma Luca è parzialmente coinvolto: il 6 Aprile ha infatti ricevuto anche lui il medesimo Permesso, ma le successive pratiche di registrazione sono rimaste bloccate a causa della chiusura degli Uffici pubblici e quindi ricadono (grazie a Dio!) nel regime di proroga.

In precedenza la vita era proseguita come sempre, con la sua quotidiana (stra-)ordinarietà. Con l’inizio della Quaresima, alle celebrazioni eucaristiche si era aggiunta la Via Crucis settimanale… normalmente presso i fratelli Conventuali, ma un venerdì i parrocchiani dell’Assunta ci hanno fatto una graditissima proposta: poiché nella loro chiesa c’è una cappella dedicata al Vescovo martire che fece costruire la nostra, ci hanno invitato a celebrare da loro una Via Crucis dedicata a tutti i martiri del regime comunista, con una speciale intenzione di preghiera per una rapida conclusione dei nostri lavori di restauro. Un gesto davvero molto bello, carico di un senso di comunione ecclesiale che abbiamo molto apprezzato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A proposito di Quaresima, ne approfitto per condividere un’usanza dei nostri fratelli Ortodossi: essi iniziano il loro cammino penitenziale dopo aver festeggiato la Màsleniza, una sorta di “settimana grassa” con la quale, nei culti naturalistici della Russia pre-cristiana, si salutava la fine dell’inverno per dare il benvenuto ai primi raggi di sole e all’imminente arrivo della primavera. Il cristianesimo ha poi accolto e “purificato” questa tradizione, trasformandola appunto in un tempo pre-quaresimale che culmina nella “Domenica del perdono”: poiché non si può iniziare un tempo di più forte conversione (come appunto la Quaresima), senza prima aver fatto almeno un tentativo di riconciliarsi col prossimo, in questa Domenica gli Ortodossi si chiedono reciprocamente perdono per tutte le offese e le ferite che, magari anche involontariamente, ci si è inflitti l’un l’altro nel corso dell’anno. Se fatto di cuore e non “pro forma”, può essere davvero un momento forte nel cammino di fede.
Intanto avevamo continuato il nostro servizio a favore della Comunità neocatecumenale (Eucarestia settimanale) e del piccolo gruppo di nostri connazionali (Messa mensile in italiano), nonché a partecipare alle varie iniziative ecclesiali e civili: particolarmente interessante la proiezione, organizzata dal Consolato lituano, del film “Ekskursante” (eufemismo sovietico per “deportato”): uno dei pochi tentativi fatti in un Paese ex-comunista di raccontare le deportazioni staliniane.
Anche il dialogo ecumenico era proseguito intensamente: l’8 e il 29 Febbraio fr. Luca aveva preso parte a due incontri della Comunità “Fede e Luce”, mentre dal 21 al 24 aveva partecipato ad una convivenza del Movimento dei Focolari. Il 15 Marzo, poi, aveva tenuto un incontro di presentazione della “Parola di Vita” presso una Parrocchia Luterana (al quale avevo partecipato anche io) e, pochi giorni dopo, avevamo accolto con interesse l’invito a conoscere il loro nuovo “Vescovo”: insieme ad alcuni fratelli ortodossi, dopo la celebrazione dei Vespri ci eravamo spostati in casa dove, in un clima informale e disteso, il pastore aveva soddisfatto le nostre curiosità sulla struttura della loro Chiesa, le loro posizioni dottrinali, le attività pastorali ecc. A conclusione della piacevole serata, uscendo di casa non abbiamo potuto fare a meno di notare un’icona raffigurante tre rappresentanti delle rispettive Confessioni cristiane: Dietrich Bonhoeffer per i Luterani, s. Serafino di Sarov per gli Ortodossi e… per i Cattolici, s. Francesco d’Assisi! Per quanto riguarda i miei studi, già da tempo avevo deciso di interrompere la scuola a conclusione del livello B 2.1, a fine Marzo: dopo 7 mesi di frequenza quotidiana, avevo ricevuto più nozioni di quante fossi riuscito a “digerirne” (non ho più 25 anni!!) e avevo proprio bisogno di fermarmi qualche mese per ripassare tutto con calma (come sto facendo)… Con Luca, allora, avevamo già iniziato a guardarci attorno alla ricerca di qualche nuova possibilità di servizio ecclesiale (non necessariamente in senso ministeriale ma in generale, anzi soprattutto nei servizi caritativi)… e invece, proprio l’ultimo giorno di scuola è iniziata la “quarantena”. Non abbiamo potuto fare a meno di notarlo: già diverse opportunità che lui aveva intravisto si erano poi rivelate impraticabili, già diverse porte semiaperte si erano poi chiuse… e ora questa incredibile coincidenza! Pare proprio che il Signore ci stia dicendo: “State fermi. Non fate niente”. Ovvero: “Lasciate fare a me. Voi aspettate e basta”. Un tempo “sospeso”, sottratto a ogni nostra possibilità di controllo… e per questo, sicuramente, un tempo benedetto, un tempo Suo. Non ci resta altro da fare, allora, che cercare di viverlo bene: amare il presente, nella certezza che Lui abbia in serbo qualche sorpresa per il futuro: staremo a vedere!

fr Iuri

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