Si può imparare a sognare

Sascia sta frequentando il primo anno dell’Istituto Tecnologico di Taldykorgan per la specializzazione di “designer”. Il primo anno è una sorta di preparazione e di qualificazione soprattutto per quelli che, come lui, arrivano da una scuola serale o dopo anni di pausa dallo studio. Lo studio e una qualche formazione era un suo sogno ma, come la maggior parte dei ragazzi come lui che arrivano da situazioni familiari difficili e di grande povertà, non aveva mai avuto il coraggio neanche di esprimere tale desiderio e , durante gli anni in cui ci siamo conosciuti, anche quando più volte, gli è stata fatta la proposta, si è sempre rifiutato ritenendo di non essere in grado. Il cammino di accompagnamento dei nostri progetti non è fatto solo di bisogni primari ma anche e soprattutto di educazione (e in qualche caso “rieducazione”) alla vita.Ha finito il primo quadrimestre con buoni voti stupendosi dei propri risultati che però lo hanno incoraggiato ad andare avanti e convinto che può fare ancora meglio.Oltre allo studio continua comunque anche a lavorare per coprire almeno un po’ delle spese ordinarie e questo ci è di stimolo per continuare ad aiutarlo in questo cammino formativo.Stiamo ancora cercando qualcuno che sia interessato a sostenerlo in questo progetto… chissà! magari qualcuno di voi che legge potrebbe decidere di….”dargli la mano”!

IL BENE CONDIVISO GENERA VITA

Un appuntamento particolare per i bambini del secondo anno di catechismo della Parrocchia di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra (PG)..
Divertendosi a decorare delle matite hanno potuto sperimentare la carità come gioia del dono.
Infatti, con il ricavato della vendita dei loro manufatti, contribuiranno a sostenere i costi delle tasse di iscrizione a scuola di 19 bambini e 1 suora in Sud Sudan per il progetto missionario “Aiutaci ad aiutare” dei frati minori di Assisi.
In questo paese del centr’Africa, lo studio non è un diritto e spesso nemmeno una possibilità, ma è sicuramente una via privilegiata è importante per la promozione umana e sociale.
Particolarmente coinvolgente è stata la testimonianza di P. Marco Freddi che, proprio in quelle zone, ha vissuto la sua esperienza missionaria.
Per 20 minuti e in maniera semplice i bambini sono stati catapultati in una realtà molto diversa da quella che conoscono, difficile anche da accettare, ma che gli ha dato la possibilità di farsi prossimi e consapevoli della possibilità che loro avevano per aiutare concretamente quei loro coetanei.
La vendita avverrà domenica 12 maggio all’uscita della celebrazione Eucaristica presso la parrocchia di san Michele Arcangelo a Bastia Umbra… se vedete questi bambini, con le loro matite, fermatevi….perché il tanto “poco” fa molto e il bene condiviso genera vita, sempre.

Grazie


http://www.missioniassisi.it/aiutaci

Quaresima missionaria: uno sguardo che si fa prossimo

Carissimi pace a voi!

Oggi inizia il nostro cammino di quaresima e a ricordarcelo è il segno della cenere.

In essa sono legati insieme la distruzione di un incendio e la fertilità di un terreno cosparso di cenere; la fine insieme alla possibilità di un nuovo inizio; la sofferenza per qualcosa che non esiste più e la sfida di iniziare un nuovo cammino.

Spesso, accade che nelle nostre missioni il punto di partenza sia proprio dalla cenere.

Relazioni da ricreare, persone da rimettere in piedi, villaggi da riscostruire…ma infine si scopre che la cenere aveva solo coperto tutto questo. Grazie alle preghiere di tanti ed anche all’aiuto concreto di molte persone generose, la cenere che ricopre molti luoghi missione diventa il punto di partenza per rinascere e non per disperare.

Per questo motivo, vogliamo condividere con voi tre cose molto semplici da poter vivere in questa quaresima, preparandoci alla Pasqua.

Innanzitutto la PREGHIERA: preghiamo insieme per le missioni:

O Dio, che sei misericordia e provvidenza, abbi cura di tutti i bisognosi in terra di missione.

Noi Ti preghiamo, Signore, benedici tutti i Tuoi Figli che in ogni parte del mondo collaborano con i Missionari, e dona a ciascuno la pace la gioia che spetta ai buoni servitori.

Anch’io per essi Ti offro la mia giornata. Accetta il mio sacrificio come umile offerta per quella terra dove maggiore è il bisogno.

Poi con il DIGIUNO, come ci ha ricordato il Papa nel suo messaggio per la Quaresima, passando dal “divorare” all’”Amare”, così scrive: “digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore”.

Infine L’ELEMOSINA: prenditi cura, come puoi, in questo tempo di quaresima, di un progetto missionario anche attraverso una piccola offerta…

Sempre il Papa ci ricorda e ci sprona “Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali”.

Allora questa Quaresima può diventare una occasione sempre più profonda per conoscere un Dio che non dimentica chi sta nella sofferenza, anzi sceglie di prendersi cura dei bisognosi anche attraverso di te.

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Inaugurato il nuovo monastero delle Clarisse di Nyinawimana

E’ stato ufficialmente inaugurato ieri a Nyinawimana, benedetto dal vescovo di Byumba mons Servillien Nzakamwita, il nuovo monastero delle Clarisse. Alla presenza di una  folta rappresentanza di esponenti religiosi e delle istituzioni, ha preso così il via la nuova comunità di sette sorelle, provenienti dal monastero di Kamonyi. E’ passato poco più di un anno e mezzo da quando Madre M. Letizia Mukampabuka, subentrata dal 2015   alla fondatrice  suor Chiara Giuseppina Garbugli, nella guida del monastero di Kamonyi  ha deciso, anche per far fronte alle numerose vocazioni che fioriscono in terra ruandese,  di dare vita a un nuovo monastero, trovando nel vescovo di Byumba un interlocutore disponibile ad accogliere nella propria diocesi una nuova comunità claustrale. Pochi mesi sono bastati per realizzare la prima parte del monastero, quella che nel progetto complessivo sarà in futuro la foresteria del monastero vero e proprio. Già  in occasione dell’ultima nostra missione, abbiamo potuto constatare come la nuova costruzione fosse perfettamente rispondente alle esigenze della nuova piccola comunità retta da madre Maria Regina, la quale giustamente orgogliosa del risultato aveva voluto mostrarci oltre i locali, anche gli ampi terreni che la comunità avrà a disposizione.Già nelle prime settimane che hanno preceduto l’inaugurazione ufficiale, le suore hanno cominciato la semina dei terreni: le prime pianticelle della vite sono già spuntate, mentre poco lontano un mucca ha trovato collocazione in un comodo stabbio, in attesa di ricevere la compagnia di altri animali che le suore sono pronte ad accudire.  Con la giornata di ieri giunge a conclusione la prima tappa di un percorso che aveva preso il via a metà del 2017 ( clicca qui per conoscere tutta la storia). Fu allora che l’Associazione Kwizera onlus, che proprio sulla collina di Nyinawimana ha dato vita a diverse iniziative, a partire dal terrazzamento della collina, facendo proprio l’appello delle  Clarisse, promosse  il progetto Non di solo pane vive l’uomo…proponendo ai tanti benefattori che operano nella diocesi di Byumba di dare vita a un progetto unitario, destinando all’edificazione del nuovo monastero  ​una quota minima delle somme che annualmente portano in Rwanda. L’Ass. Kwizera contribuì inizialmente,  destinando al progetto una somma pari al 5% dei fondi destinati al Rwanda. Al resto ci ha pensato la Provvidenza, così da poter arrivare alla giornata di ieri in cui la nuova comunità monastica ha ufficialmente cominciato la propria missione nel nuovo monastero, proprio a fianco della grande fattoria che negli anni è venuta a prendere corpo sui fianchi della collina di Nyinawimana grazie all’Ass. Kwizera. Dando così un’evidenza quasi plastica a quanto auspicato da  un grande figlio dell’Africa, il card. Robert Sarah: “quasi tutte le organizzazioni caritative in Africa sono impegnate unilateralmente ed esclusivamente nella risoluzione delle situazioni di povertà materiale, ma l’uomo non vive di solo pane”,  bisogna quindi ” incoraggiare a continuare a costruire chiese e seminari e a fornire aiuti per la formazione di sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi”. Il monastero di Nyinawimana ne è una risposta.

tratto da: https://alberwandesi.blogspot.com/2019/02/inaugurato-il-nuovo-monastero-delle.html

Per i nostri progetti di sostegno per le clarisse rwandesi vedi il nostro sito: www.missioniassisi.it

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Le clarisse  della nuova comunità di Nyinawimana-Rwanda

Novità: bomboniere missionarie

Battesimi, prime comunioni, cresime, matrimoni, lauree, sono giorni speciali nella vita di una persona. Giorni da ricordare con gioia e da condividere con le persone più care.  
Giorni che lasciano un segno. 

Scegliendo le nostre bomboniere puoi sostenere  un progetto missionario del nostro segretariato “Missioni Estere” dei Frati Minori di Umbria e Sardegna e contribuire a sviluppare una sensibilità verso un’ economia più giusta ed equa. 

Le nostre bomboniere sono realizzate con prodotti del commercio equo e solidale.

Per contattarci: bombonieremissionarie@gmail.com

Urgente: aiutaci a Studiare!

Peter, Christine, Viola, Mabele, Ludovico, Charles, Nyolina, Samuel, Rashel,  Jennifer , Lily, Gabriel, Pasquale, Ronald, Samuel, Christopher, Peter, Daniel, Moses…Sr Sarah.

Con il progetto “Aiutaci a studiare” desideriamo  aiutare nello studio 19 bambini e una Suora aiutandoli a sostenere i costi delle tasse scolastiche per questo anno scolastico.

In Sud Sudan, lo studio non è un diritto e spesso nemmeno una possibilità, i nostri frati in Sud Sudan, fra le tante attività di sostegno per la popolazione locale, hanno individuato nell’aiuto agli studi una via privilegiata e importante per la promozione umana e sociale, pertanto ci hanno chiesto un aiuto economico per potere pagare le tasse scolastiche e permettere così a questi bambini di frequentare la scuola.

Oltre a questi bambini e bambine, abbiamo deciso anche di aiutare Suor Sarah, una suora Sud Sudanese molta attiva nella pastorale e molto vicina ai frati, la quale ha collaborato con noi per il sostegno e l’aiuto di alcune ragazze universitarie e delle scuole secondarie. Attualmente Suor Sarah è stata inviata in Kenya per conseguire il dottorato e successivamente insegnare presso l’Università Cattolica di Juba in Sud Sudan.

Vi chiediamo un aiuto urgente, una urgenza che è nata dal mancato sostegno di una associazione che aveva promesso di aiutare questi bambini, ma che recentemente ha comunicato l’impossibilità ad essere fedele all’impegno preso, pertanto è importante pagare al più presto le tasse scolastiche per evitare che i bambini perdano l’anno scolastico in corso, basta poco, una piccola donazione può essere molto importante per loro. Tanto “poco” fa molto, il bene condiviso genera vita, sempre.

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Nuova missione a san Pietroburgo… Eccoci!!

Carissimi,

sono fra Iuri (Responsabile di questo Ufficio per le Missioni dal 2016 al 2018) e vi scrivo dalla Russia, precisamente da s. Pietroburgo, dove sono arrivato il 16 Gennaio assieme a fr. Luca Baino, che gia’ conoscete per la sua decennale missione in Kazakhstan.

Fr. Luca, infatti, ha ricevuto l’obbedienza di trasferirsi da quella terra, a lui e a voi tanto cara, per occuparsi della Parrocchia del S. Cuore affidata a noi frati minori, insieme a me, fr. Bernard e fr. Julius, che vivono qui gia’ da diversi anni.

Questo significa, purtroppo, che la maggior parte dei progetti in Kazakhstan verranno soppressi: in particolare chiuderemo “Qua la mano”, “Sanitario” e cesseremo il sostegno alla Parrocchia di Taldykorgan (“Segretaria” e “Riscaldamento”).

Ci impegniamo però, grazie ad alcuni fidati collaboratori in Kazakhstan, a garantire il proseguimento dei progetti scuola-lavoro per Ravil http://www.missioniassisi.it/news/ravil-panova/

Kolia http://www.missioniassisi.it/news/su-la-schiena/

e Sasha http://www.missioniassisi.it/wp-content/uploads/2019/01/Sascia_Anikeev_2018-19_Iuri.pdf

 

Vogliamo quindi ringraziarvi di cuore per tutto l’affetto che ci avete dimostrato in questi anni e per l’aiuto che ci avete dato nel sostenere la missione laggiu’ e vi saremo grati se vorrete continuare ad aiutare questi promettenti giovani a “prendere il largo” nel cammino della vita.

Come sempre sarà il nostro Ufficio Missioni a fare da tramite e da garante per questi progetti: per ogni informazione, quindi, potrete sempre rivolgervi all’attuale Responsabile, p. Marco Freddi, che avra’ cura di rispondervi e di tenere i contatti.

 

Luca e io, qui a Pietroburgo, c’impegneremo nel lavoro in Parrocchia, nell’ambito caritativo e, speriamo, nel dialogo ecumenico con i fratelli cristiano-ortodossi.

Anche quaggiù avremo bisogno del vostro aiuto: stiamo iniziando a guardarci attorno e cercheremo di capire, pian piano, per quali vie il Signore vorrà accompagnarci e portarci ai fratelli… e terremo sempre aggiornato p. Marco, che rilancerà le nostre notizie su questo sito. Fate riferimento a lui.

 

Per ora vi saluto… spero di raccontarvi al piu’ presto come il Signore mi ha condotto fin qui, nell’attesa di aggiornarvi, insieme a Luca, sul nostro lavoro.

Pregate per noi, mi raccomando!

Grazie ancora a tutti, Dio vi benedica!

fr. Iuri e fr. Luca

      

Aiutaci ad Aiutare

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Clarisse del Rwanda: un seme che porta frutto

 Rwanda:  la vita cristiana è molto vivace e la preoccupazione dei Pastori è attenta a che  non manchino nelle loro comunità i ministeri ed i carismi che animano il Corpo di Cristo che è la Chiesa.  Sensibili a questo fatto, diversi Vescovi hanno desiderato e ricercato per le loro diocesi anche la preziosa perla della vita contemplativa. Le figlie di S. Chiara rispondono come Chiara stessa, già dal 1237, rispondeva  al Vescovo di Reims che chiedeva per la sua diocesi in Francia delle suore contemplative: “se la Maestà divina avesse benedetto il loro Ordine … e avesse moltiplicato le sue figlie, (lei, Chiara) non avrebbe mancato a quel lodevole invito” [1]. La vita claustrale di S. Chiara di Assisi, anche in Rwanda si diffonde a macchia d’olio. Dal primitivo e fervido alveare di Kamonye, uno sciame di clarisse è partito per Musambira. Da questi due monasteri un altro sciame è partito per il Burkina Faso. Da Kamonye un altro gruppo (al momento 7 clarisse) sta partendo per Biumba (a nord del Rwanda): dove stanno allestendo il nuovo monastero in onore della Madre di Dio: Nyinawimana (quale è, appunto, il nome del nuovo monastero). Progetto che come ufficio missionario stiamo ancora cercando di sostenere.

Eremo con Ingegnere e Clarisse

Qui a Nyinawimana   negli anni  ”70 il P. Giacomo Bini (in seguito Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori) aveva costruito un grazioso eremo francescano per i suoi frati in cima ad una meravigliosa montagna vicino al confine con l’Uganda. Questo eremo, perché se ne conservi la memoria, la Diocesi l’ha custodito anche durante la guerra e verrà a trovarsi nel cuore del chiostro quando i lavori di costruzione del monastero saranno conclusi .

I lavori del nuovo monastero sono appena iniziati: lo stretto necessario per far sopravvivere la nuova comunità delle 7 sorelle

comunità di Kamonye

(la comunità di Kamonye da cui provengono, le invidiano e giocano con loro sul n° 7: sette vizi capitali? sette sacramenti? sette doni dello Spirito Santo? Personalmente, quando sono stato con loro poche settimane fa, le ho augurato di essere: all’inizio le 4 virtù cardinali e le tre teologali… poi i doni dello Spirito Santo … e poi risplendano come le stele dell’Orsa Maggiore e… in armonia: come le 7 note della chitarra

La costruzione fatta risponde più o meno a una decima parte del progetto più vasto.

Perché un monastero sia stabile, ha bisogno infatti di molti spazi interni per una quarantina di suore: chiesa per la preghiera, per loro e per la gente; spazi per lavorare: sia per lavori svolti insieme, sia per lavori svolti singolarmente; un buon chiostro per aria, fiori. Un orto esterno da coltivare; stalle; alveari…cucina per sé e per i poveri che normalmente affluiscono.

Come è fatta la vita di un monastero vista dal di dentro? Sono dedite esclusivamente alla preghiera con la chiesa e per tutta la Chiesa. Chiara era solita spiegare la propria vocazione  contemplativa ad Agnese di Boemia: “per usare propriamente le parole dell’Apostolo (1Cor 3,9) ti considero collaboratrice di Dio stesso e colei che rialza le membra cadenti del suo corpo ineffabile” (FF2886).

Di ché vivono. Si sostengono con il lavoro delle loro mani (nel poco tempo ‘quasi rubato’ alla preghiera) e con l’aiuto della Provvidenza. Lavoro. A Musambira lavorano con i mezzi forniti da voi, cari Benefattori: l’impastatrice e il forno per fare il pane per sé e i bambini;

impastatrice

gli alveari; le mucche da latte (questa estate a causa di una epidemia nella zona, due mucche sono morte, ne hanno dovute comperare altre); lavorazione della cera per candele; l’orto: insalata, pomodori, patate, manioca, zucchine di tutti i tipi, frutta tropicale …; allestimento dei S. Rosari;

a Kamonye lavorano molto con le vesti liturgiche…  Provvidenza di Dio. E’ un capitolo molto importante. Per scelta di S. Francesco e di S. Chiara quando si entra in convento o in monastero non ci si deve portare niente dietro perché Gesù ha chiesto a quelli che erano intenzionati a condurre vita comune con Lui: “Va, vendi quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi” (Lc 18,22 e passi paralleli) [2]. Una volta fatta questa scelta di fondo si rimane poveri per tutta la vita e si viene aiutati da quella che S. Francesco chiamava ‘la corte del gran Re’ (FF 1459)[3].

Cari Benefattori, voglio indicarvi ora, come testimonianza, la lapide che il nostro defunto P. Giovanni Boccali, allora Ministro Provinciale,

ha fatto scolpire perché rimanga a perpetua gratitudine sul portale del monastero di Musambira per Bartolomeo Corti (dalle clarisse chiamato papà Lino, vedi foto n.10, già sindaco nel Trentino): nel 2004-2007  questo Benefattore ha effuso le sue sostanze per la costruzione del monastero di Musambira, acquistando una grande eredità in Paradiso: sta sempre nelle preghiere del monastero. Ora è vicino a S. Francesco e a S. Chiara.

Se vi chiediamo una mano per le nostre clarisse è perché anche voi, con i beni terreni, come potrete, possiate acquistarvi i beni celesti, quelli veri, che rimangono. La cosa più urgente di cui le nostre suore di Biumba hanno bisogno è quella di portare a compimento la struttura del Monastero: ci vuole un’ingente somma ( che spesso è fatta anche di 1+1+1…euro). Per gli altri due monasteri: aiuti per il miglioramento delle strutture; libri liturgici; breviari per la preghiera; libri di spiritualità; libri di francescanesimo; acini e quanto serve per fare i Rosari; macchina per fare le saponette; stampi per fare le candele; materiale per la preparazione di vesti liturgiche; stoffe particolari da lavorare; materiale per le api …

Carissimi, ogni vostro centesimo si trasforma in oro. Voglio concludere con questo aneddoto orientale che prendo da Tagore su ‘il mendicante e il re’

“Ero andato mendicando di uscio in uscio lungo il sentiero del villaggio, quando, nella lontananza, apparve il tuo aureo cocchio come un segno meraviglioso; io mi domandai: Chi sara’ questo Re di tutti i re? Crebbero le mie speranze e pensai che i miei giorni tristi sarebbero finiti; stetti ad attendere che l’elemosina mi fosse data senza che la chiedessi, e che le ricchezze venissero sparse ovunque nella polvere. Il cocchio mi si fermo’ accanto. Il tuo sguardo cadde su di me e scendesti con un sorriso. Sentivo che era giunto alfine il momento supremo della mia vita. Ma Tu, ad un tratto, mi stendesti la mano dicendomi: – Cosa hai da darmi?- Ah!, qual gesto regale fu quello di stendere la tua palma per chiedere a un povero! Confuso ed esitante tirai fuori lentamente dalla mia bisaccia un acino di grano e te lo diedi. Ma qual non fu la mia sorpresa quando, sul finir del giorno, vuotai per terra la mia bisaccia e trovai nello scarso mucchietto un granellino d’oro! Piansi amaramente dinon aver avuto il cuore di darti tutto quello che possedevo”.

Per aiutarci….

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[1] Cronaca del Monastero di S. Chiara di Reims, pp. 3-5. In Nella tua tenda per sempre, a cura di P. Rino Bartolini, ed. Porziuncola, 2005, p.124

[2] Mentre per tutti i cristiani vale la citazione di Atti 2,42ss e 4,32ss “Erano un cuore solo ed un’anima sola…”.

[3] Quando S. Francesco si presentò da papa Innocenzo III per chiedere l’approvazione di questo stile di vita povero il Papa rimase perplesso e disse a Francesco: “«Cari figlioli, il vostro genere dl vita ci pare troppo duro e penoso. Essendo però così sincero il vostro fervore, non ci è possibile dubitare di voi. Tuttavia, è nostro dovere preoccuparci di quelli che in futuro saranno i vostri seguaci, affinché non trovino troppo ardua la vostra via». Ma vedendo la loro fermezza nella fede, la loro speranza così fortemente ancorata in Cristo, che li induceva a respingere ogni mitigazione del loro slancio generoso, disse a Francesco: «Figlio, va’ e prega Dio di rivelarti se la vostra richiesta procede dalla sua volontà. Quando ci sarà manifestato il volere del Signore, verremo incontro ai tuoi desideri».Il Santo si raccolse in orazione, come il Papa gli aveva raccomandato. E il Signore gli parlò interiormente, ispirandogli questa parabola: «C’era nel deserto una donna povera e bellissima. Preso dal fascino di lei, un grande re bramò di prenderla in sposa, sperando di averne dei figli molto belli. Il matrimonio fu celebrato, nacquero diversi figli. Quando furono cresciuti, la madre rivolse loro queste parole: – Cari ragazzi, non vergognatevi della vostra umile condizione, perché in realtà siete figli del re. Andate alla sua corte ed egli vi darà tutto quello che vi abbisogna. Giunti alla presenza del sovrano, questi ammirò la loro bellezza e notando che gli somigliavano, domandò: – Di chi siete figli? – I ragazzi risposero di essere figli di una donna povera, che viveva nel deserto. Allora il re li abbracciò tutto esultante e disse: – State tranquilli perché siete figli miei. Se prendono cibo alla mia mensa gli estranei, tanto più ne avete diritto voi, che siete mio sangue! – E ordinò a quella donna d’inviare a corte i figli avuti dal re, per esservi allevati secondo il loro rango». In questa visione simbolica, apparsagli mentre era in orazione, Francesco comprese che quella donna poverella raffigurava lui stesso. Terminata l’orazione, il Santo si presentò al sommo pontefice e gli raccontò in tutti i particolari la parabola rivelatagli dal Signore. E aggiunse: «Sono io, signore, quella donna poverella che Dio ama e per sua misericordia ha reso bella e dalla quale si compiacque avere dei figli. Il re dei re mi ha promesso che alleverà tutti i figli avuti da me, poiché se egli nutre gli estranei, a maggior ragione avrà cura dei suoi bambini. Cioè, se Dio largisce i beni temporali ai peccatori e agli indegni, spinto dall’amore per le sue creature, molto più sarà generoso con gli uomini evangelici, che ne sono meritevoli»

Da Matelica un “soldino” per il Sud Sudan

Mercoledì 5 dicembre nella nostra scuola primaria di Matelica, Mario Lodi, è venuto p. Marco Freddi per raccontare la sua esperienza in Sud Sudan. Noi maestre abbiamo pensato di chiamarlo per far raccontare ai nostri alunni da un testimone diretto uno dei peggiori conflitti ad oggi ancora in corso nel mondo. In particolare, essendo una scuola primaria, volevamo conoscere le condizioni dei bimbi e della scuola durante la guerra, per poi trovare un modo per poter dare un piccolo aiuto.

Dunque mercoledì circa trecento ragazzini di seconda, terza, quarta e quinta primaria sono entrati nell’aula magna del nostro IC “E. Mattei” per ascoltare questo frate venuto da Assisi. P. Marco ci ha fatto vedere dove si trova il Sud Sudan. Ci ha mostrato molte foto e video di persone che, pur in condizioni di vita disperate, sono sempre sorridenti. Infine, la scuola. Ma si può chiamare così?! In realtà è una specie di capanna che funge anche da luogo di culto, dove gli scolari per scrivere usano un vecchio frigorifero in disuso, come fosse una lavagna. Non ci sono il pavimento e nemmeno i banchi, la lavagna e tante altre cose che per noi sono importanti per studiare in modo sereno. Verso la fine del suo intervento, Marco mostra un video di una giraffa che gli si avvicina e gli accarezza una mano. Come a dire… ecco questa è l’Africa! Non solo guerre, non solo povertà ma una natura che ti sorprende per i suoi colori e per la sua prossimità. Una vitalità prorompente e un popolo che vuole rialzarsi anche a partire dal diritto dei suoi figli all’istruzione. Poi i bambini cominciano ad assalire il nostro frate con mille domande: ma come fanno ad avere le armi se sono poveri? Dov’è la mamma della piccola giraffa? Dove dormono i bimbi dell’orfanotrofio se non ci sono i letti? E molte altre ancora.

A questo punto, una maestra tira fuori un salvadanaio e lancia una proposta: vogliamo, proprio in occasione del Natale, provare a fare una piccola rinuncia per donare un soldino solidale a questi vostri coetanei dall’altra parte del mondo? I bimbi sorridono e annuiscono. Subito si alza Margherita, 7 anni, si avvicina al salvadanaio e mette il primo soldino.

Tornati a casa i ragazzini hanno raccontato tutto ai genitori che immediatamente si sono organizzati per dotare ogni plesso scolastico del suo salvadanaio. In questi giorni il tam tam si sta diffondendo e speriamo che ognuno aderisca per come può. Abbiamo capito con Marco che, al di là del risultato atteso, la cosa stupefacente è che ora molte persone a Matelica stanno pensando al Sud Sudan. E nei processi di pace è proprio questo che più conta: il dialogo, l’interesse, il pensiero, la consapevolezza dell’altro.

Quindi cercheremo di conoscere ancora, informarci, chiedere, avere notizie per suscitare attenzione su chi è dimenticato dai più. Grazie padre Marco per averci avvicinato a chi sembrava lontano da noi!

L.B.

Alcuni disegni dei bambini di Matelica

                       

                                                        

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In Sud Sudan Studiare si può… progetto sostegno studentesse

Nella mia esperienza missionaria in Sud Sudan, ho collaborato per diversi progetti con Suor Sarah, una suora Sud Sudanese, docente universitaria e impegnata in molte attività diocesane e parrocchiali. La scorsa estate mi ha chiesto un aiuto per pagare le tasse scolastiche e il trasporto per alcune studentesse, 10 studentesse della scuola secondaria e 16 studentesse universitarie.

 

Suor Sarah così mi scrive “… vorrei dire che l’istruzione è la chiave per una vita di successo quando educate una persona educate la nazione. Viviamo in un paese che ha molte sfide come è stata la guerra che ha contribuito a creare una situazione difficile per cui le ragazze sono le vittime di questo stato, molte studentesse hanno dovuto abbandonare la scuola,senza però avere la possibilità di un lavoro, alcune sono orfane e alcune sono interessati a studiare ma non possono a causa dei problemi finanziari. Pertanto abbiamo pensato di cercare di aiutare le ragazze che hanno mostrato interesse nello studio e che le loro famiglie non sono in grado di sostenere. Questa è la mia richiesta, se possibile, per favore, sostenere queste ragazze nello studio. Dio ti ricompenserà.”

Un rapporto Unicef riporta che il 68 % dei giovani fra i 15 e 24 anni non sa leggere e scrivere e questa percentuale è purtroppo maggiore per quanto riguarda le donne. Anche per questo motivo, come ufficio missionario, abbiamo deciso di sostenere questo progetto con l’aiuto dei benefattori che vorranno contribuire e come dice suor Sarah, Dio ci ricompenserà. Fra Marco Freddi

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