Giovani & Missione: Brasile 2016

MISSIONE BRASILE 2016

Goiana-Xavantina-Mineiro

Impossibile descrivere quello che si prova, quello che si impara, quello che si riceve dal vivere questa esperienza.

Ringrazio DIO per avermi fatto la grazia di aver scelto me tra tanta gente, per avermi aperto il cuore su un mondo tanto diverso quanto uguale al nostro. Si, perché i posti visti, i ragazzi conosciuti, il vivere la vita quotidiana con loro ti dà occasione di conoscere storie personali che sembrano diverse solo all’apparenza ma che in realtà nascono tutte dalle stesse difficoltà, dagli stessi errori, dalle stesse false illusioni (o falsi Dei) che tentano ogni uomo, lì come qui!!!…

Gran parte delle difficoltà di quei ragazzi nascono da una famiglia assente, proprio come accade qui da noi, e stando con loro si nota proprio la loro voglia di normalità, di attenzioni, di amore, di cui sentono la mancanza nelle loro casa, nelle loro famiglie. Tutte cose che trovano in GESÙ grazie allo splendido lavoro delle suore missionarie dell’Addolorata, una vera e propria famiglia che con tanta fatica lavora costantemente per il futuro di questi ragazzi che come dicevo sono facile preda di quei falsi Dei che ti illudono, ti comprano con i soldi facili, con la promessa di un futuro migliore a discapito di tutto e tutti senza pensare alle conseguenze.

 

Proprio come succede oggi a i nostri ragazzi.

Eh sì, due mondi così diversi e così uguali, ma non poteva essere altrimenti, perché le debolezze dell’uomo sono uguali in tutto il mondo. Credo che se gli uomini si giudicassero non per le loro doti ma per le loro debolezze magari non si piacerebbero ma almeno capiremmo che siamo davvero tutti uguali!!!…

Di questa avventura mi resterà la gioia dei ragazzi ancora liberi da questa moderna corruzione.

Mi rimarrà la forza delle suore missionarie che affrontano tutti i giorni problemi (per noi insormontabili) come problemi da risolvere e basta, sempre con il sorriso e la gioia di DIO.

Mi rimarrà le straordinaria esperienza di ricevere moltiplicato l’amore che donavo fino a rendermi conto (come dicono in Brasile) che il nostro cuore è troppo piccolo per tutto l’amore che c’è!!!…

E allora ti domandi come facciamo ad essere tristi, come si fa a non aprire i nostri cuori e a lasciarli vuoti e chiusi fino al punto di sentirsi soli in questo mondo.

Ringrazio DIO per avermi accompagnato con la sua presenza in questa missione, ringrazio DIO perché il mio cuore è pieno, ringrazio DIO perché non sarò mai solo con lui al mio fianco.

VIVA CRISTO RE

Roberto Mecchia

“La misura dell’amore è amare senza misura”

“La misura dell’amore è amare senza misura” S. Agostino.

Quando mi è stato proposto di partecipare al corso “Giovani e Missione” ero un po’ titubante ma senza pensarci troppo ho detto subito Sì. Così è stato anche quando ho dovuto dare la mia disponibilità a partire, i dubbi e le paure erano tante, ma alla fine ho detto il mio Sì in completo abbandono. Il Signore mi chiamava proprio lì, dove Lui si è fatto piccolo per rendere noi grandi: Betlemme, non ci potevo credere! La Terra Santa era stata da sempre il mio sogno e adesso avrei avuto la possibilità di poterla vivere da pellegrina e missionaria!

img_3047A Betlemme ho trascorso 40 giorni presso l’Istituto “Effetà Paolo VI” una scuola di rieducazione audiofonetica per bambini audiolesi. Principalmente supportavo le insegnanti durante le attività scolastiche e la sera mi occupavo delle bimbe che restavano a dormire a scuola perché magari abitavano lontano. Mi sono sentita da subito a casa mia, le Suore Dorotee, Figlie dei Sacri Cuori di Vicenza, sono delle persone straordinarie che con inesauribile amore si sono prese cura di me e dei bimbi.

Qui ho imparato molto ad affidarmi alla Provvidenza e a vivere giorno dopo giorno senza programmarmi continuamente la vita; mi hanno sostentata l’Eucarestia quotidiana e il Rosario, specialmente nei momenti di difficoltà.

I bambini mi hanno subito accolta senza riserve e fatta entrare nel loro mondo, sono molto dolci e bisognosi di attenzioni perché magari in casa c’è da pensare a tanti fratelli o vivono situazioni di violenza. Qui ci sono ancora i valori di un tempo e vederli gioire anche solo per una fetta di torta mi fa sperare che un po’ di umanità ancora c’è.

Ho trovato una grande eterogeneità di religioni, culture ed etnie specialmente a Gerusalemme dove si cerca, anche se a volte con qualche difficoltà, di convivere tutti insieme rispettandosi. Lì dove i cristiani rappresentano circa l’1% della popolazione totale ho capito che essere cristiani è una scelta quotidiana, a volte va anche difesa, perché non sempre ben vista.img_3443

Ho capito che la vera sordità è quella della mia anima alla chiamata dell’amore che potrei dare e non do, in una società che ti insegna a bastare a te stesso e guardare sempre avanti, ma attorno a me ci sono tanti fratelli che cercano amore e magari hanno bisogno proprio del mio amore. L’amore non sempre piace perché ti decentra da te stesso e costa fatica ma non vi è altro modo di amare se non come Dio ci ama: senza misura e senza aspettarsi nulla in cambio. Tutto è dono e come io sento di averlo ricevuto ho il dovere di restituirlo e tutto il resto mi verrà dato in sovrabbondanza, in un cerchio che non ha mai fine, proprio come il Suo amore, senza fine.

Posso dire che da una piccola disponibilità data, il Signore ha fatto tantissimo per me e continua a farlo, quindi mi sento di dire a chiunque leggerà questa testimonianza: “Fidati di Dio, fallo senza riserve e senza paure perché da un nostro piccolo Sì possono accadere grandi cose”.

Alessandra.

Aggiornamento Progetti

Lo scorso anno il nostro Segretariato, con l’aiuto di tante persone generose, ha finanziato un progetto di sostegno per una parrocchia in Burundi e precisamente a Gahemba, un piccolo villaggio di quel paese. Con il nostro contributo, sono stati completati il lavori del Presbiterio della nuova Chiesa, e la comunità locale ha potuto acquistare due moto per permettere ai sacerdoti di visitare i villaggi vicini.

Questo acquisto è molto importante perchè permette ai sacerdoti di compiere il loro ministero pastorale. Gahemba, infatti, si trova a circa 30 km dalla strada principale e a 80 da Gitega, capoluogo dell’Arcidiocesi. In questo modo i nostri sacerdoti potranno visitare agevolmente i villaggi vicini e le comunità cristiane che si trovano li.

Pubblichiamo di seguito le foto riguardati le due moto. 85653d35-b303-4ba7-845e-d39d0051eceaf41b1d50-fffb-4a4c-b817-51f557213be1

Primo Incontro G&M

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“Camminando si apre il cammino “! Con queste parole ha inizio la mia prima tappa di Giovani e Missioni, perché racchiudono il senso che vorrei dare a questa nuova esperienza…! Giulia.

Più che un’esperienza per imparare è stata un’esperienza per iniziare a pormi domande e cercare risposte. Maurizio.

Ma io sono una turista o una pellegrina…??? Sicuramente sono alla ricerca “dell’essere una pellegrina” …del divenire una pellegrina. Maria Grazia.

Non sempre nella vita il percorso ci è conosciuto sin dal primo passo e questo primo incontro è stato il momento per conoscere di più se stessi e offrire la disponibilità ad ascoltare, a prepararsi e ad accogliere un desiderio ancora giovane di affacciarsi a una missione all’Estero ma ancor più in generale nella propria vita e nel luogo in cui si chiamati ad essere speranza e testimonianza. Mario.

Prima di portarlo agli altri bisogna fare del vangelo la nostra vita aprire, abbandonare completamente il nostro cuore all’amore misericordioso di Gesù, fare testimonianza del suo Amore e che siamo tutti suoi figli. Pamela.

Questo corso servirà a fare molta chiarezza dentro di me, affrontando così le paure più nascoste, per scoprire che alla fine “l’altro” non è poi così distante da noi, anzi siamo tutti fratelli uniti in Cristo che hanno voglia di testimoniare la stessa verità: “Noi amiamo perché egli ci ha amato per primo”. Alessandra.

Prepararci per partire per la nostra missione AD GENTES: …dobbiamo essere pronti a TESTIMONIARE i fatti realmente accaduti riguardanti la nostra fede, dobbiamo essere pronti a CONDIVIDERE la vita dei poveri, dobbiamo essere disposti ad ACCOGLIERE l’altro nella verità, dobbiamo e dovremo essere semplicemente CHIESA ovunque andremo. Anna.

Il momento dell’Adorazione, in cui ciascun Fratello ha offerto al Signore un oggetto lo rappresentasse o a cui tenesse in particolar modo, spunto per chiedermi “Quanto sono disposto a rinunciare per Dio? A cosa sono disposto a rinunciare per il prossimo?” Mario.

Sono chiamata ad essere, non specchio di qualche modello o di qualche super eroe bensì, riflesso del Suo volto.
Essere cristiani è una vera e propria vocazione, per questo oggi nutro un desiderio nel cuore:
vivere e portare un pezzetto di Cielo anche qui sulla terra. Stefania.

Il primo atto è stato capire il posizionamento di me stessa nel cammino per portare la Verità della Chiesa. Non siamo venditori di filastrocche, siamo pescatori d’uomini, ed una cosa assai impegnativa. Emilia.

Quando sperimenti la pienezza di Cristo, quando gusti la bellezza viva e vera della sua parola, nasce un desiderio forte di correre ad annunciare, di essere possibilità per l’altro, di rivedere il tuo modo di relazionarti, di imparare a vivere nella gratuità e nella carità, di posare il tuo sguardo sull’essenziale. Mauro.

L’esperienza di G&M sin dal primo incontro ci ha spinti ad una maggiore riflessione e sui noi stessi e sulle autentiche motivazioni che stanno alla base del nostro desiderio di servire Cristo attraverso il prossimo. Che sia qui o dall’altra parte del mondo. Francesco e Federica.

Continuo a chiedermi ancora il motivo per il quale mi ha spinta qui e cosa mi sta preparando, ma basta con i tanti “perché?”, cambio il punto di vista e dico “Tu sai!”. Mi fido e mi affido e vediamo quale abbondanza di pesci mi riserva! Eleonora.

“Smontare e Rimontare” Maria Chiara prima della partenza per Goiania, Brasile.

La partenza è ormai alle porte e dentro di me c’è un subbuglio di emozioni che continuano ad accompagnarmi fin dal giorno in cui ho ricevuto il mandato della mia missione: un viaggio desiderato, ma allo stesso tempo inaspettato!

A Novembre dell’anno scorso ho cominciato il percorso “Giovani e Missione”, un desiderio coltivato da tempo, ma che si è fatto più concreto dopo un colloquio con il mio Padre Spirituale.
Sebbene l’idea di partire in missione mi abbia da sempre incuriosita, ho cominciato il percorso GM senza alcuna aspettativa di partire: ne ero affascinata, ma mancava il desiderio profondo, quel motore che ti spinge ad andare oltre, ad uscire dal nido caldo e protettivo, il proprio Io.
Tappa dopo tappa, però, il Signore ha parlato silenziosamente al mio cuore e con grande stupore sono stata subito spiazzata attraverso la sua “logica diversa”. Tutte le conoscenze che fino a quel momento potevo sfoggiare, tutti i miei calcoli e i miei schemi, che da sempre hanno governato il mio agire, sono diventati piccoli piccoli, fino a svanire.

Ho sempre pensato che ero io a dover fare qualcosa: potevo essere d’aiuto ai poveri e trovare delle soluzioni alle loro “mancanze”. Tutto partiva da me, dal mio agire, dal mio pensare. Ed è proprio qui che il Signore mi ha frenato: se non mi fossi lasciata “smontare e rimontare” da Lui, avrei annunciato i miei schemi e non la sua Parola.

Il 13 marzo in Porziuncola, insieme alla mia compagna di viaggio con cui vivrò questa esperienza missionaria, mi è stato affidato il mandato per il Brasile. E’ difficile descrivere le emozioni che ho provato in quel momento; da una parte la preoccupazione e la paura di come avrebbero reagito i miei familiari, dall’altra lo stupore di una meta che non avrei mai preso in considerazione: lontana, oltre che geograficamente, soprattutto dai miei piani. Il Signore mi aveva nuovamente spiazzata, ma con una consapevolezza in più: un viaggio pensato e preparato per me da Lui.

Questo percorso mi ha permesso di scoprire il significato vero e profondo di Missione, ribaltando completamente le mie idee iniziali, e di vivere anche altri aspetti più quotidiani: dalla fraternità e condivisione, attraverso il dono di fratelli e compagni di viaggio, all’accoglienza, grazie alla guida dei frati che ci hanno accompagnato in questo anno soprattutto con la loro preghiera.

Molte volte mi sono chiesta quali aspettative ripongo in questo viaggio e, soprattutto, qual è la motivazione di fondo che mi spinge a partire.
Partire per me significa rispondere alla domanda “chi vuoi essere?” “come vuoi stare nella tua vita?”. Abbandonare le mie resistenze, ciò che ancora mi tiene legata ai miei schemi, e giocarmi fino in fondo nell’Amore, in un Amore più grande.
Dio sta giocando a rilancio nella mia vita e ora punta una posta più alta di quella che io stessa avrei mai pensato di puntare nella mia vita.
Sento riecheggiare nel mio cuore le stesse parole che il Signore disse a Mosè: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!” (Es 3,5). Partire per me significa spogliarmi della mia autosufficienza per riempirmi del suo Amore! Sperimentare la mia debolezza, i miei limiti senza trovare una soluzione, ma accogliere ciò che il Signore vorrà donarmi per lasciarmi amare totalmente da Lui. Spezzarmi e sprecarmi fino all’ultima goccia, perché chi è capace di sprecarsi è capace di amare.

In questo viaggio mi accompagnerà la figura di Santa Caterina da Siena, una donna tanto innamorata del Signore che nella sua piccolezza ha lasciato trasparire l’immensità dell’Amore di Dio. Faccio mia una frase che Gesù disse alla Beata Angela da Foligno: “Tu fatti capacità ed io mi farò corrente”. Capacità intesa, non come essere in grado di fare qualcosa, ma di contenere dentro di me l’amore di Dio, cioè lasciare che Lui mi riempia e che questo amore trabocchi, attraverso il desiderio di portarlo al mio prossimo.

Maria Chiara

Maria Chiara e Marianna in partenza per il Brasile

Maria Chiara e Marianna in partenza per il Brasile

“Nel segno della croce”: il 24 marzo la Giornata dei Missionari Martiri

News pubblicata da Agenzia Fides – Nata nel 1993 per iniziativa del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane, scegliendo come data l’anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador (24 marzo 1980), la Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri raggiunge quest’anno il suo 23° traguardo nella prospettiva dell’imminente beatificazione di Mons. Romero, che avrà luogo il 23 maggio.
L’iniziativa intende ricordare, con la preghiera e il digiuno, tutti i missionari che sono stati uccisi nel mondo e tutti gli operatori pastorali che hanno versato il sangue per il Vangelo. Oggi è estesa a molte diocesi, realtà giovanili e missionarie, istituti religiosi dei diversi continenti.
“Tanti missionari hanno dato la vita unicamente perché, come Cristo, avevano scelto di stare dalla parte dei poveri e dei piccoli, perché hanno vissuto le beatitudini evangeliche come operatori di pace e di giustizia per quei popoli che il Signore ha loro affidato di servire – scrive don Michele Autuoro, Direttore nazionale di Missio, nel sussidio per la Giornata -. Quindi giornata di memoria ma anche di intercessione per il dono della pace e di una fraternità vera nel rispetto di tutti…”.
Commentando il tema scelto per la Giornata di quest’anno, “Nel segno della croce”, Alessandro Zappalà, segretario nazionale di Missiogiovani, afferma: “Se c’è una cosa che accomuna tutti i cristiani sparsi per i cinque continenti, questa è la croce. Uno strumento di tortura e di morte che per secoli ha terrorizzato tutti i popoli, fino a quando, su quella croce non vi è stato appeso il Figlio di Dio, Gesù… Da quel momento in poi, però la croce è divenuta simbolo di salvezza per tutti, perché Gesù, morendovi, ha riscattato ogni nostra colpa e ogni nostro peccato”.
Nel sussidio preparato per la celebrazione della Giornata sono raccolte alcune proposte per l’animazione: una riflessione sul tema, il testo di una Veglia di preghiera, quello per una Via Crucis e la traccia di una liturgia penitenziale. Malati e sofferenti possono offrire la loro sofferenza per sostenere il lavoro di quanti operano in ogni angolo della terra per annunciare e testimoniare il Vangelo.

12 febbraio: Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato

Oggi anche in Italia si celebra la Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato (www.bambinisoldato.it) sostenuta dalla Coalizione Italiana Stop all’Uso dei Bambini Soldato che raccoglie varie organizzazioni quali Alisei, Cocis, Coopi, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes italia, e Unicef italia.

Sono 153 gli Stati che hanno ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sul coinvolgimento di minori nei conflitti armati. I dati resi noti sono più che allarmanti perché si tratta di oltre 250.000 bambini e adolescenti utilizzati in guerre, principalmente in Siria, Sud Sudan, Repubblica Centroafricana, Myanmar, Filippine, Yemen, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Costa d’Avorio, Libia.

I bambini e adolescenti usati nelle guerre sono per la maggioranza sopravvissuti ai massacri delle loro famiglie o addirittura rapiti dai loro villaggi. Vengono usati come scudi umani o spie, per il trasporto dei rifornimenti o per combattere. Una piaga che sta minando psicologicamente intere future generazioni. In questo dramma sono coinvolte anche moltissime bambine, spesso abusate e rese schiave sessuali. Spesso sono costretti ad assumere droghe per renderli sottomessi.

Oggi sono 22 gli Stati che utilizzano minori nelle guerre.

via Caritas Diocesana Veronese

STATI UNITI – Al via oggi la “Settimana nazionale delle Scuole cattoliche 2015”

Washington (Agenzia Fides) – La “Settimana nazionale delle Scuole cattoliche 2015” si svolgerà nelle diocesi di tutti gli Stati Uniti d’America da oggi al 31 gennaio, sul tema “Le scuole cattoliche: comunità di fede, conoscenza e servizi”, concentrando l’attenzione sull’importante contributo accademico, di fede e sociale fornito da un’educazione cattolica.
L’Arcivescovo di Omaha (Nebraska), Mons. George Lucas, Presidente della Commissione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB) per l’istruzione pubblica parla così a riguardo dell’iniziativa: “Le scuole cattoliche sono un aspetto vitale della missione della Chiesa di predicare il Vangelo di Gesù Cristo, e quindi anche un aspetto importante della nostra missione di insegnare”. Il loro ruolo è importante anche nel contesto della nuova evangelizzazione, secondo le linee indicate da Papa Francesco.
Sono circa 2,1 milioni gli studenti attualmente educati nelle quasi 6.600 scuole cattoliche nelle città, periferie, piccole città e comunità rurali di tutto il paese. Gli studenti ricevono una formazione che li prepara ad affrontare le sfide dell’istruzione superiore e di un ambiente di lavoro competitivo. Si stima che circa il 99 per cento degli studenti delle scuole cattoliche riesce a concludere le scuole superiori e l’85 per cento dei diplomati si iscrive ad un college.

via Agenzia Fides

Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani viene tradizionalmente celebrata nelle parrocchie e nelle congregazioni di tutto il mondo tra il 18 ed il 25 gennaio.
Il tema della settimana di questo anno è “Dammi da bere” (Gv 4,1-42), le parole che Gesù rivolge alla samaritana al pozzo.
Alleghiamo il materiale proposto sul sito dell’Ordine dei Frati Minori, contenente letture bibliche per ogni giorno della settimana accompagnate da una riflessione francescana (scarica qui: settimana_unità_cristiani).

Signore Gesù Cristo, che alla vigilia della tua passione hai pregato perché tutti i tuoi discepoli fossero uniti perfettamente come tu nel Padre e il Padre in te, fa’ che noi sentiamo con dolore il male delle nostre divisioni e che lealmente possiamo scoprire in noi e sradicare ogni sentimento d’indifferenza, di diffidenza e di mutua astiosità. Concedici la grazia di poter incontrare tutti in te, affinché dal nostro cuore e dalle nostre labbra si elevi incessantemente la tua preghiera per l’unità dei cristiani, come tu la vuoi e con i mezzi che tu vuoi. In te che sei la carità perfetta, fa’ che noi troviamo la via che conduce all’unità nell’obbedienza al tuo amore e alla tua verità. Amen.

Mons. Kaigama: “Anche da noi una grande manifestazione come a Parigi, per dire no a Boko Haram”, petizione per richiedere l’intervento dell’ONU

“Penso alla grande manifestazione di Parigi contro le uccisioni avvenute in Francia. Auspico anche qui una grande manifestazione di unità nazionale che superi le divisioni politiche, etniche e religiose, per dire no alla violenza e trovare una soluzione ai problemi che affliggono la Nigeria”. – Mons. Kaigama, Presidente della Conferenza Episcopale Nigeriana

Per rispondere all’appello di Mons. Kaigama, è stata pubblicata su CitizenGo una petizione per richiedere l’intervento dell’ONU a difesa dei cristiani e delle popolazioni civili brutalmente uccise da Boko Haram in Africa centrale, dove il gruppo islamista sta mietendo ogni giorno vittime su vittime.

Riportiamo il testo della petizione:
“Mentre il mondo guardava Parigi per solidarizzare con la tragedia, il gruppo islamista Boko Haram provocava una nuova disgrazia in Nigeria. Hanno letteralmente sterminato una popolazione, tra le 2000 e le 3000 persone. “Sono arrivati con armi automatiche e lanciagranate “, raccontano i pochi superstiti. A peggiorare le cose, lo scorso fine settimana designarono bambine di 10 anni come kamikaze suicide. Un orrore! Nell’offensiva di sabato sono morte 19 persone, la domenica sono state uccise altre 10. Un vero e proprio genocidio cristiano. Tutto questo si somma al sequestro delle 200 bambine dello scorso anno, ai 15.000 omicidi, le 135.000 persone fuggite in Camerun, Ciad e Niger e gli 850.000 sfollati.
56rXG26Il Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, mons. Ignacio Ayan Kaigama chiede una dimostrazione di solidarietà come quella realizzata per gli attentati a Parigi. “No alla violenza contro le divisioni politiche, etniche e religiose. ” Anche Papa Francesco, dallo Sri Lanka, ha denunciato gli attentati: “Per il bene della pace, non si dovrebbe mai permettere che le credenze religiose siano usate per giustificare la violenza e la guerra”. Come se non bastasse, Boko Haram – alleato dello Stato islamico – ha preteso di occupare la base militare del lago Chad al confine con il Niger, Ciad e Camerun. Hanno fallito e causato 143 vittime, ma ora il problema è internazionale. L’esercito nigeriano ha richiesto aiuto internazionale.
Dall’ufficio dei diritti umani di Ginevra, è stata dimostrata solidarietà e il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha affermato che l’ONU è disponibile a intervenire. Cosa aspetta? Quanti altri morti servono? A nessuno sembra importare, forse perché la maggior parte sono cristiani?Il prossimo 14 febbraio si terranno le elezioni presidenziali e il processo di pace non è garantito…”

DALL’INIZIO DELLE BARBARIE LA STIMA DELLE VITTIME E’ DI OLTRE 11000 PERSONE.