Aggiornamenti kazaki

Carissimi, ecco a voi alcune notizie dal nostro p. Luca.

Concerto di fine anno

Anche quest’anno sono stato invitato al concerto di fine anno della “Scuola musicale” di Taldykorgan, dove si avviano i bambini alla cultura musicale ed, eventualmente, si selezionano per il conservatorio di Almaty o di Astana.

Quest’anno hanno invitato i loro “colleghi” di Almaty che, come potete vedere dai video, sin dalla più tenera età sono preparati a lavorare insieme in orchestra.

Quest’anno, la sorpresa è stata che a dirigerli non c’era un loro insegnante ma un bambino di soli 10 anni ma ormai pronto ad esercitare la professione di direttore. E’ stato impressionante vedere con quanto sentimento e passione dirigeva i suoi più o meno coetanei!

La mia presenza con l’abito francescano è sempre un’occasione di testimonianza di come noi cattolici non stiamo rinchiusi nelle chiese ma ci impegniamo lì dove ci viene chiesta collaborazione, in questo caso nel campo della cultura e dell’arte.​

Esperimento riuscito

Forse ricordate che qualche tempo avevo annunciato che, viste le difficoltà burocratiche ad aprire nuovamente asilo e dopo scuola, ci volevamo comunque impegnare ad aiutare le mamme (senza marito) a trovare un lavoro e/o a formarsi in vista di un’assunzione.

Mamma Gianna ha finito il corso di sartoria ed è stata assunta in una delle poche fabbriche di questo campo presenti a Taldykorgan. Fatti quattro conti abbiamo visto che ci potevamo impegnare a pagare l’asilo per il piccolo Aleksei e la cosa è tornata molto utile anche per il suo sviluppo psico-motorio visto che, altrimenti, sarebbe rimasto in casa, spesso semplicemente seduto sul divano di fronte al televisore.

 

 

Ed ecco mamma Gianna all’opera e con i primi risultati del suo lavoro… per i figli! Brava mamma Gianna.

 

Un documentario per p. Odorico

Nonostante sia terminato il centenario della nascita del Servo di Dio, p.Odorico d’Andrea, non si spengono in Nicaragua la devozione e le iniziative per “El santito del Norte”.

Tra le tante iniziative che hanno coinvolto migliaia di fedeli e che hanno ricordato padre Odorico per il suo impegno sociale a San Rafael, ricordiamo in particolare quelle che lo ricordano come “uomo di pace”.

La situazione politica in Nicaragua, nel 1953, anno del suo arrivo dall’Umbria, era di grande instabilità e successivamente di lotta rivoluzionaria contro la dittatura. In questo contesto difficile in cui San Rafael era poco più che un villaggio in cui mancava tutto, p. Odorico fa arrivare l’acqua potabile e si adopera per la realizzazione di una diga e di una linea di trasporto da lui gestita che collega San Rafael con Matagalpa e Managua. Siamo nel 1962 e comincia la costruzione dell’ospedale a San Rafael, di strade, scuole, chiese e dispensari nei paesi circostanti.

In questo contesto di lotta rivoluzionaria, p. Odorico si fa mediatore di pace tra i gruppi armati, riuscendo ad ottenere qualche tregua. Al suo apparire i due eserciti nemici si fermano, abbandonano le armi, vanno incontro al “Padrecito”, come lo chiamano affettuosamente i nicaraguensi, ed ascoltano devotamente la messa, sul campo di battaglia trasformato in altare.

Questo suo impegno a favore della pace tra due fazioni rivali – che fa tanto pensare al Cantico delle Creature di San Francesco, in particolare alla strofa sul perdono: “Laudato si mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore”, anche quella scritta in un’occasione analoga – e tante altre virtù, sono al centro di un documentario prossimo ad essere disponibile al pubblico dei fedeli.

Il documentario, diretto da Roger Mantica e prodotto da RoMa Production, attraverso testimonianze di frati o semplici fedeli, ricostruisce la figura di p. Odorico e del suo impegno, tra gli altri, per il ristabilimento della pace. Di seguito riportiamo il trailer del documentario.

L’articolo è tratto dal sito dei Frati Minori dell’Umbria

Aiutiamo Ravìl a studiare: un nuovo progetto per il Kazakhstan

Ravìl è il terzo di nove figli della famiglia Panova, con la quale sono iniziati tutti i nostri progetti. Per un certo periodo mamma Svieta era riuscita a fare a meno di noi, ma ora che i figli crescono le difficoltà e… le spese aumentano. Si sono trasferiti in un villaggio ad una cinquantina di km da Taldykorgan, tra le steppe, nella speranza che i costi fossero inferiori e che i campi avrebbero permesso loro di vivere almeno senza la spesa degli alimentari. Ma anche questo… non basta!
Inoltre, ultimamente, sono comparsi seri problemi di salute: lei stessa dovrebbe ricoverarsi per curarsi il cuore ma non sa a chi lasciare i figli e così, come può, cerca di prendere qualche medicina che le permetta di tirare avanti.
Sascia (il primo bambino con cui abbiamo iniziato il progetto “Qua la mano”) sarà ricoverato al centro di tubercolosi qui a Taldykorgan, a causa di gravi lesioni ai bronchi (sembra che i polmoni non siano danneggiati): forse a causa della malnutrizione e dell’aver trascorso l’inverno non adeguatamente vestito! Abbiamo già organizzato un gruppo di parrocchiani che potranno visitarlo e assisterlo quotidianamente, nella speranza che possa guarire presto.
Ravìl, da diverso tempo, ha espresso il desiderio di studiare come “paramedico” (qui è più di un infermiere e meno di un medico), soprattutto spinto dall’aver visto come nei villaggi sia difficile trovare chi ti cura!!! Quest’anno sta finendo la prima superiore con ottimi risultati e ci sembra sia pronto a… spiccare il volo per la grande città: Almaty. Con l’aiuto di Kolia abbiamo trovato un ottimo istituto, alquanto quotato, per i suoi studi. Dovrà perdere la prima classe già frequentata ma, per lui, sarà solo un bene, visto lo scarso livello di preparazione scolastica nei villaggi. Se si trova chi può aiutarlo tra i tanti amici italiani, vivrà nel convitto cattolico della parrocchia di Kapcigai, aperto per permettere ai bambini dell’orfanotrofio parrocchiale di ricevere, crescendo, un’adeguata formazione ad Almaty.
Ci affidiamo alla bontà di tutti voi nella speranza di aiutare anche Ravìl a costruirsi un buon futuro, soprattutto premiando il suo cuore generoso e le sue buone intenzioni di essere, un giorno, utile in uno dei tanti villaggi sparsi tra le steppe, dove la gente non può raggiungere in tempo un ospedale per ricevere cure adeguate.
fr. Luca Baino

Aiuti medici in Kazakhstan

Il piccolo Simeon

Simeon è un bambino di tre anni: sveglio, intelligente, sempre allegro e… pronto per l’asilo! Almeno così sembrava. Già durante l’inserimento sembrava avesse difficoltà a rimanere solo in classe senza la mamma e, quando faceva quello che sembravano essere dei capricci, non gli si dava tanta importanza fino a quando i capricci si sono trasformati in difficoltà respiratoria e perdita dei sensi con tremore di tutto il corpo. Portato subito in ospedale, anche qui non gli si è dato molta importanza, suggerendo ai genitori di attendere qualche tempo e riprovare l’inserimento. Ma anche questa seconda volta la scena si è ripetuta con l’aggiunta di convulsioni.

A questo punto è stata fatta la diagnosi di “epilessia” con il suggerimento di tenere il bambino a casa senza ulteriori indicazioni o terapie. Fortunatamente mamma e papà non si sono arresi (come invece succede spesso da queste parti) e, con l’aiuto di un’altra organizzazione di mia conoscenza, siamo riusciti a trovare una buona clinica ad Almaty a cui rivolgersi. Ovviamente viaggio, esami, terapie sono molto costosi e così, grazie al progetto sanitario, siamo riusciti ad aiutare il piccolo Simeon ad iniziare il suo percorso che lo ha liberato dalla diagnosi di “epilessia” (che lo avrebbe, tra l’altro, estromesso da un normale programma scolastico) ed è stato spiegato ai genitori che, in alcuni casi, nei primi 5 anni di vita si possono manifestare queste crisi, assicurando che entro il 6° anno sarebbe tutto scomparso.

Prescritta una giusta terapia di sostegno, fatti ancora ulteriori periodici esami di controllo, non ci sono più state manifestazioni e speriamo a settembre possa partecipare alle attività dell’asilo con tutti gli altri suoi coetenei.

 

Nonno Sascia

Nonno Sascia e nonna Natascia sono una bellissima coppia con 58 anni di felice matrimonio alle spalle, una bella testimonianza di matrimonio cristiano per tutti e di attiva vita in parrocchia. Purtroppo nonno Sascia è stato affetto da in’infezione che lo ha portato ad un invecchiamento precoce che lo ha quasi paralizzato. Nonostante il suo stato, non si arrende e combatte con tutte le forze per non fermarsi del tutto e avere un sorriso e una parola saggia per tutti quelli che lo vengono a trovare. Ha bisogno di medicine che gli permettano una vita dignitosa e lo aiutino in questa lotta. Le due piccole pensioni non permettono loro di acquistarle. Quando ho detto loro che avremmo potuto aiutarli si sono commossi fino alle lacrime e non finivano più di ringraziare e hanno assicurato per tutti voi le loro preghiere e… contateci che… arrivano!!!!

fra Luca Baino

Novità dal Kazakhstan – nuovo incarico per fra Luca

Carissimi,
durante lo scorso capitolo della Fondazione di S. Francesco di Russia e Kazakhstan, mi è stato chiesto di diventare parroco anche di Almaty (oltre che già di Taldykorgan e Jarkent).
Ieri sono stato presentato ufficialmente dal Vescovo alla comunità di Almaty durante la Messa in russo della mattina. Poco per volta cerco di entrare nell’ingranaggio di questa parrocchia alquanto complessa ma molto viva: la comunità di lingua russa celebra due Messe alla mattina e alla sera della domenica; quella inglese (diplomatici e fillippine che lavorano come badanti) al sabato alle 17.00; quella di lingua coreana (con un giovane sacerdote diocesano appena arrivato dalla Corea che può seguire la comunità  e celebrare nella loro lingua) la domenica alle 15.00; la comunità greco-cattolica con il loro sacerdote, la domenica alle 13.00. Di tutti sono parroco e il compito principale è fare in modo che tutti si sentano a casa e, in qualche modo, parte di un’unica famiglia.
E poi i vari gruppi di catechesi: dai bambini, agli adolescenti, alla scuola di Bibbia dopo la Messa vespertina la domenica sera; il gruppo delle famiglie una volta al mese, il gruppo di preghiera “notturna” il sabato dalle 20.00 alle 22.00.
E io che faccio avanti e indietro tra due parrocchie perché per la terza (Jarkent, ai confini con la Cina) il Dipartimento per gli affari religiosi non mi da ancora la Licenza Missionaria e ci sarà da fare ancora parecchio per risolvere la situazione. Dovrebbe essere in arrivo un altro fratello sacerdote, che attendiamo agli inizi di giugno e che sarà, con me, vicario parrocchiale delle tre parrocchie.
Inoltre ad Almaty è attivo un ambulatorio per senza tetto e poveri, gestito da due nostri fratelli laici coreani molto apprezzato e frequentato e una mensa che serve pasti, la possibilità di lavarsi e ricevere abiti puliti, attiva quattro giorni alla settimana. Come sapete, collaboro anche con il nostro centro sociale italiano  MASP soprattutto aiutando alcuni giovani (usciti dall’orfanotrofio o da qualche carcere o comunque con gravi difficoltà famigliari) a costruirsi un futuro.
Come vedete il da fare non mi manca ma neanche mi spaventa… santa incoscienza!!!
Mi affido alle vostre preghiere assicurandovi anche le mie.
Il Signore ci dia la sua pace!
fr. Luca

Kolia – trapianto di reni

Kolia è un giovane la cui storia è alquanto famosa non solo a Taldykorgan ma in tutto il Kazakhstan.
A 16 anni un rene ha smesso di funzionare e questo fu già un problema, ma la difficoltà è aumentata quando, a 20 anni, anche il secondo rene si è calcificato ed ha dovuto così iniziare a sottoporsi a dialisi tre volte la settimana. Dopo diversi anni di attesa di un donatore, il fratello maggiore ha preso la decisione di donare il suo rene. La sera prima del ricovero, però, per un banale equivoco, il fratello è stato ucciso. Poichè gli amici avevano ripreso il fatto con il cellulare, la cosa si è subito diffusa su tutti i media sollevando un polverone incredibile, finito però con magra consolazione: i soldi messi da parte per l’operazione, infatti, sono finiti quasi tutti per i funerali (qui sono una spesa indescrivibile soprattutto a causa del pranzo funebre!!!).
Il cuore della mamma, dopo due anni di lotte e sofferenze, non ha retto e anche lei è deceduta. E’ stata dura cercare di aiutare Kolia a non mollare e continuare a combattere. Il padre ha deciso anche lui di provare a verificare la compatibilità ed è risultato che può donare, così ora si stanno facendo i preparativi ma gli anticorpi di Kolia sono troppo alti. Lo stiamo aiutando con le cure in preparazione al trapianto, che vengono somministrate in ricovero ospedaliero e tutto… a pagamento!!!
Chiediamo a tutti di accompagnare con la preghiera  Kolia e sua moglie Mascia in quest’avventura e ringraziamo fin da ora tutti quelli che hanno contribuito, con il “progetto sanitario”, a far sì che abbiamo potuto aiutarlo.
Speriamo presto di potervi dare buone notizie!

Moncalieri (TO) tende la mano

Abbiamo ricevuto da p. Luca un bell’articolo su un’iniziativa della sua Parrocchia d’origine, che volentieri pubblichiamo.

Le parrocchie di Moncalieri (TO) “Beato Bernardo di Baden” e “Ss. Trinità”, ogni anno, durante il tempo di Avvento, coinvolgono i bambini del catechismo e dell’oratorio in un impegno a favore di un progetto missionario che abbia come tema “i bambini aiutano i bambini”.

Il progetto che abbiamo scelto per l’Avvento 2016 è stato “Qua la mano!”: fra Luca Baino, a cui siamo particolarmente legati in quanto nostro parrocchiano, con i suoi collaboratori aiuta la comunità di Taldykorgan, in Kazakhstan, migliorando le condizioni di vita delle famiglie e dei bambini e gestendo da anni la parrocchia e l’oratorio.

Dunque, ad inizio Avvento vengono distribuiti al catechismo dei salvadanai, che i nostri bambini possono riempire giorno per giorno con i frutti delle loro rinunce (alla merendina o al gioco o alla figurina ecc) per aiutare altri bambini meno fortunati di loro. Inoltre, l’oratorio dedica un pomeriggio al tema della missionarietà, con giochi, riflessione e preghiera studiati appositamente dagli animatori: ad esempio, il gioco di quest’anno mirava ad individuare le necessità primarie di una persona e di una famiglia, ciò che è indispensabile per vivere con dignità. Anche al catechismo si parla di missione, e ai bambini viene fatto scrivere un messaggio di pace e una preghiera, che le catechiste conservano per la grande festa dell’Infanzia missionaria.

È così che le nostre parrocchie celebrano la Giornata missionaria dei ragazzi: la festa prevede un primo momento di preghiera e di riflessione sul progetto scelto, la consegna dei salvadanai, poi musiche e balli e il lancio dei palloncini, a cui i bambini legano il messaggio di pace, pronto a volare in cielo per raggiungere chissà chi (e ogni tanto riceviamo anche delle risposte!). Il pomeriggio continua poi guardando un film e giocando tutti insieme, e rinunciando alla merenda come segno di continuità con le rinunce chieste ai ragazzi durante l’Avvento.

Per le nostre parrocchie, la Festa dell’Infanzia missionaria è un momento di gioia e condivisione; i nostri bambini sono sempre molto coinvolti e generosi nella carità verso i loro coetanei meno fortunati, curiosi di conoscere i progetti e di fare qualcosa di concreto per sostenerli, per dire ai loro amici lontani: “Qua la mano! Vi aiutiamo anche noi!”.

Issengue

Issengue è un piccolo villaggio del Congo Brazzaville, a 17 km da Makoua (sede “storica” di un nostro insediamento missionario).Issengue_5

La piccola comunità di fedeli che vi si riunisce è seguita e curata da p. Pascal Taty: comunità piccola ma molto volenterosa, tanto che, pur di pregare insieme e celebrare l’Eucaristia, si adatta a soluzioni non proprio comode soprattutto in caso di maltempo… tipo quando arrivano le piogge equatoriali!Issengue_1

P. Pascal si è quindi deciso a progettare la costruzione di una cappella in muratura e ci chiede aiuto per questo: la spesa prevista ammonta a 5.826 euro.

Contiamo sul vostro generoso sostegno per regalare a questa comunità un luogo di preghiera più confortevole.Issengue_2Issengue_4

Emergenza Siria

pro AleppoDal 2011 la guerra civile causa alla popolazione sirianasofferenze indicibili. Sia le forze di sicurezza che i gruppi “ribelli” hanno condotto diverse operazioni su larga scala, sfociate in esecuzioni di massa, uccisioni, arresti, rapimenti e torture.

L’embargo internazionale impedisce l’esportazione, i prezzi dei prodotti venduti sul mercato nero sono schizzati alle stelle. Molte ditte hanno chiuso i battenti lasciando a casa milioni di lavoratori per i quali è impossibile trovare una nuova occupazione. Il turismo, fonte economica indispensabile al Paese, è ovviamente inesistente.

Questa situazione si ripercuote in maniera drammatica sulla vita quotidiana di tutti i siriani: moltissime famiglie hanno perso la casa; chi ce l’ha, a causa dei frequenti blackout nell’arco della giornata, soffre soprattutto per la carenza di energia (la benzina è stata razionata), la mancanza di cibo e acqua potabile, l’assenza di assistenza e forniture mediche. Si vive nella costante paura che cada un’altra bomba.

La presenza francescana in Siria: un aiuto indispensabile per molti siriani

IT mappa francescani siriaA differenza di molte organizzazioni umanitarie, i frati della Custodia non hanno mai lasciato il Paese e sono ancora saldamente presenti in varie zone della Siria come aLattakia, Damasco, Aleppo e in alcuni villaggi della valle Orontes (Knayeh, Yacoubieh, Jisser e Gidaideh); aiutano la popolazione locale senza distinzione di razza, appartenenza religiosa o nazionalità, con particolare attenzione a bambini e donne.

I frati della Custodia hanno creato quattro centri di accoglienza, che provvedono ai bisogni più immediati dei più poveri della popolazione: acquisto di cibo, indumenti e coperte. Si cerca anche di tamponare l’emergenza che deriva dall’assenza della sanità pubblica,dispensando medicine e provvedendo all’assistenza medica fondamentale, specialmente attraverso l’ospedale di Aleppo gestito dalla Custodia e i dispensari medici dei monasteri francescani.

 

Tratto dal sito di Pro Terra Sancta

Situazione in Sud Sudan

SudSudanIl 9 luglio 2016 il più giovane Stato del mondo, il Sud Sudan, compiva 5 anni: nel 2011, infatti, si staccò dal Sudan dopo anni di tensioni e violenti scontri. Un’indipendenza minacciata in questi anni, quasi senza sosta, da una cruenta guerra civile per gli scontri tra il Presidente Salva Kiir e l’ex vice Presidente Riek Macher, che ha causato oltre 50 mila morti e 2 milioni di sfollati.

Qualche mese fa venne stilato un accordo di pace, l’ultimo di una serie che purtroppo non è bastata a far tacere le armi: proprio nelle ultime settimane, infatti, si sono riaccesi gli scontri tra le fazioni/etnie con le conseguenti, insensate, violenze sulla popolazione inerme.

Una delle zone più colpite è ovviamente la capitale, Juba, dove era presente una Comunità missionaria di Frati Minori, tra cui p. Marco Freddi della nostra Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi.

Le testimonianze, attinte personalmente da p. Marco nei giorni scorsi, ci hanno Freddi_bimbodato la possibilità di sentire quasi la paura della gente del posto che, per ripararsi, cercava rifugio in chiesa nella speranza che fosse più sicura delle loro capanne. Ma i nostri frati, che pure accoglievano quanti chiedevano asilo, sapevano che il luogo sacro e l’abito che indossano non erano sufficienti per fermare la violenza che si andava sempre più concretizzando attraverso l’odio, la fame, l’impossibilità di curarsi…

Questa situazione, in via di progressivo e inesorabile peggioramento, ha condotto i nostri fratelli a prendere la dolorosa ma necessaria decisione di lasciare almeno temporaneamente il Paese, per far ritorno alle Nazioni di provenienza.

P. Marco, in particolare, è rientrato in Italia due giorni fa, il 19 luglio 2016.

Questa situazione, naturalmente, ha causato l’immediata sospensione dei nostri Progetti.

Chiediamo a tutti coloro che ci leggono, fratelli in Cristo e persone di buona volontà, di pregare perché il fratello non continui ad uccidere il fratello, e perché possano tacere le armi per far parlare la fraternità che, in quanto uomini, ci accomuna.

L’articolo, con alcune modifiche dovute alla rapida evoluzione degli avvenimenti, è tratto da alcune pagine del sito ufficiale dei Frati Minori dell’Umbria:

Guerra civile in Sud Sudan

Imploriamo misericordia e pace per Nizza e Juba