INIZIATIVE: “Come un sole risplendi”, l’evangelizzazione passa per la musica!

Il Segretariato Missioni Estere dei Frati Minori di Umbria e Sardegna è lieto di presentarvi la bellissima iniziativa dei “BiG“, un gruppo di ragazzi appartenenti alla Gioventù Francescana dell’Umbria con il grande desiderio di evangelizzare attraverso la musica.
Nell’articolo anche un piccolo video per poter ascoltare le bellissime canzoni incise!

COME NASCONO I BiG?

Il progetto “Brothers in God–BiG” nasce con il desiderio e la speranza di evangelizzare attraverso la musica.
Il progetto nasce nel 2012 quando Daniele Fabellini e Jacopo Zembi, entrambi Gifrini della fraternità Gi.Fra. di RPC-Farneto, decidono di scrivere l’inno del campo estivo parrocchiale della IV zona pastorale (“Testimoni Tuoi”); l’esperienza di mescolare armoniosamente preghiera e musica è stata talmente travolgente e divertente che, quasi per scherzo, hanno deciso di continuare a scrivere canzoni.
BIG, oltre ad essere l’acronimo di Brothers in God, è anche il punto di arrivo del percorso che ci rappresenta: solo quando percepisci l’altro come un fratello donato dal Signore allora la tua vita prende senso e diventa BIG!
Il progetto “Brothers in God – BiG” non ha alcuno scopo di lucro; tutti i proventi che il progetto riceverà indietro dalla vendita del CD andranno in beneficenza. Il progetto “Brothers in God – BiG” non è esclusivo; chiunque può unirsi a questo progetto e contribuire a far conoscere Dio alle persone attraverso la musica.

CHE MUSICA FANNO I BIG?

UNA PICCOLA INTERVISTA A DANIELE E JACOPO…

Come nasce una vostra canzone? Vi va di raccontarci un aneddoto per quanto riguarda il “processo di creazione” di una di quelle dell’album?
Non abbiamo una linea standard. Ci sono canzoni che sono nate partendo da un testo (liturgico, biblico o ispirato da qualcosa visto fuori dalla finestra), altre partendo da un “tema”, come “Testimoni Tuoi” e “Scelgo il Tuo Sogno”, altre ispirate da una melodia al pianoforte. Comunque certamente prima di tutto c’è la preghiera, affinché possiamo testimoniare al meglio Gesù.

Daniele: La canzone più simpatica da un punto di vista creativo è l’Alleluja. Eravamo a casa mia e stavamo registrando qualcosa al pianoforte, quando Jacopo dice: “voglio fare una canzone con tutte le note di una scala”; comincia a suonare questa melodia improvvisata al momento, bella, allegra. Ci siamo guardati e abbiamo subito pensato ad adattarci l’Alleluja.

C’è una canzone che più di tutte amate?
Jacopo: La canzone che amo di più è “Uomini Smarriti”; l’ho scritta da solo quando ancora Daniele non sapevo nemmeno chi fosse! Questa canzone è nata per la mia fraternità, nell’anno della Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid (2011): era un augurio per i miei fratelli, affinché potessero essere “testimoni in tutta la terra”.
Daniele: La canzone che più di tutte sento “mia” è quella da cui l’album prende nome: “Come un sole risplendi”. Ricordo esattamente come, dove e quando quel testo è stato scritto ossia all’incirca alle 4:00 di mattina durante una veglia di preghiera in occasione del ritiro di Avvento di tutta la fraternità regionale a Foligno. Mi ricordo tutto di quella veglia: le parole utilizzate per introdurci al momento, le persone presenti, le canzone cantate e chi ha vegliato insieme a me tutta la notte davanti al Santissimo. Quella veglia è stata qualcosa di speciale; la canzone è il frutto di quello che ho toccato con mano quella notte.

Quanto è stato importante l’appartenere a una fraternità nella realizzazione di questo progetto?
Daniele: L’appartenere ad una fraternità non è solo il cuore di questo progetto, ma è il fondamento di ogni cosa che faccio durante la giornata. La forza ricevuta dai fratelli è indescrivibile. Una testimonianza che riporto è che non mi sono mai sentito solo in Germania durante il mio Erasmus; la mia famiglia e la mia fraternità sono le due costanti che hanno accompagnato questa mia esperienza.
Jacopo: La fraternità per questo progetto è stata a dir poco fondamentale, e non mi riferisco alla sola fraternità di cui faccio parte! Intendo anzi una fraternità più allargata: ho visto musicisti, cantanti (più o meno bravi) mettersi a servizio e a nostra disposizione per la realizzazione di questo progetto! Basta pensare che per registrare i cori ogni sabato mattina di aprile e maggio c’erano 7-8 persone che si mettevano a disposizione!!!

In ogni pagina del book che accompagna l’album, è presente la stessa foto di una scorcio della vostra città, Perugia. E’ semplicemente un “omaggio” o c’è qualcosa di più?
Lo sfondo di Perugia, oltre ad essere un omaggio alla nostra bellissima città, è un invito a tutti i cristiani: dopo aver fatto esperienza del “Sole”, di Dio, ognuno di noi è chiamato a non tenerla per sé, ma anzi a condividerla e diventare testimone nel mondo, a partire proprio dalla propria quotidianità e dai luoghi della vita di ogni giorno. E’ un invito ad andare, a fare, a parlare, ad incontrare, a mettersi in gioco insomma!
Papa Francesco ci ha invitato a non stare chiusi nelle nostre certezze, ma di andare fuori e urlare al mondo che Gesù è vivo e presente nelle nostre vite, di testimoniare con i fatti che quello che abbiamo vissuto non è solo una bella favola, ma è Via, Verità e Vita! Quale posto migliore per cominciare se non la propria città?

Cosa vi augurate che resti alle persone che ascolteranno questo CD?
Jacopo: Mi auguro che questo progetto possa essere, per tutti coloro che hanno collaborato, e per tutti coloro che ascolteranno semplicemente una nostra canzone, uno stimolo a ricercare la strada per una vita piena di Gioia e di Felicità, che solo Dio può donarci!
Daniele: Spero che le persone che ascolteranno questo CD, prima di ricordarsi il nome della canzone, della melodia, di Jacopo, di Daniele o di chiunque altro abbia partecipato alla realizzazione di questo progetto, riescano a capire un messaggio importante per la vita di un uomo: Dio è vivo e ci è accanto in ogni momento della nostra giornata.

La Galleria fotografica dell’evento per la presentazione ufficiale dell’album…

Contattateci per informazioni sull’acquisto del CD !!!

11 Maggio 2014: Risorse ambientali, economia e stili di vita.

monicaNell’incontro GPIC di domenica 11 maggio 2014, interverrà la professoressa Monica Di Sisto, docente di ONG e Politiche nazionali presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e giornalista sociale professionista. La professoressa Di Sisto ci aiuterà a riflettere sull’odierna relazione, talvolta perversa, fra povertà, ambiente e commercio internazionale. Cosa si produce nel mondo? Come si produce? Chi lo produce? Come e quanto incidono le scelte di consumo del nostro stile di vita? Vale la pena porci queste domande e prenderci le nostre responsabilità davanti a Dio, per il Creato che ci ha amorosamente affidato.

Ore 16:00 sala “Refettorietto” Santa Maria degli Angeli.

Qui il percorso che stiamo facendo

1 cristiano ucciso ogni 5 minuti: Cristiani perseguitati nel mondo.

Carissimi amici,
Domenica 27 aprile si terrà il terzo incontro di formazione proposto dalla commissione GPIC della famiglia francescana dell’Umbria.
Affronteremo il dramma dei cristiani perseguitati nel mondo spesso da noi sconosciuto o ignorato: “ogni anno i cristiani uccisi nel mondo per la loro fede sono 105.000, uno ogni cinque minuti” (Massimo Introvigne).
L’incontro si terrà al Convento Porziuncola, Santa Maria degli Angeli -sala Refettorietto- alle ore 16:00. 

Il relatore sarà il dott. Massimo Ilardo, Presidente di ACS (Aiuto alla Chiesa che Soffre).
Aiuto alla Chiesa che Soffre è una Fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 con sede in Vaticano e dipendente dalla Santa Sede attraverso la Congregazione per il Clero.
Oggi Aiuto alla Chiesa che Soffre, da poco elevata a Fondazione pontificia da Benedetto XVI, opera in 153 Paesi in tutto il mondo realizzando oltre 5.000 progetti ogni anno.
Ha una sede ufficiale nello Stato Vaticano, un ufficio internazionale a Königstein in Germania e 17 segretariati nazionali in: Austria, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti e Svizzera.

per maggiori info: www.acs-italia.org

 

Qui tutto il percorso che stiamo facendo.

Cena di Beneficenza -Spello 29 marzo-

MANIFESTO Cena di beneficenza

Concerto a Cantalupo

Cantalupo (Bevagna) 1 febbraio 2014

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Un altro evento ci ha richiamati per contribuire alla realizzazione delle attività progettuali delle missioni estere francescane. Dopo cene, partite di calcio, gare di briscola, vendite di manufatti si è concretizzata la serata “musicale”.

Una partecipazione cospicua di ben 300 persone, ridotta solo dalla capacità di contenimento del salone ospitante.

Una serata piacevole allietata da Frate Alessandro che più che cantare ha fatto conoscere il germoglio della sua vocazione e la sua predilezione musicale e si è lasciato interrogare da chi voleva saperne di più sul suo conto. I bambini si sono scoperti i più curiosi e alla domanda: “Come aiuteresti i poveri?” fra Alessandro ha commentato che neppure i famosi giornalisti sono riusciti a fargli domande così vere e profonde come questi piccoli spettatori.

Il palco è stato conquistato da altri illustri interpreti come Federica e Davide, due giovani di Bevagna, Alessandra, Pierluigi due coristi di Foligno, accompagnati alle tastiere da Andrea e dal maestro Antonio.

La serata ha offerto quel “genuino” divertimento che l’unica pretesa è stata …. Vogliamo essere presenti al prossimo appuntamento.

Graziella

 

Resoconto ultime iniziative

Carissimi amici
Il Signore ci doni la Sua Pace!
Vogliamo rendervi partecipi delle offerte raccolte nelle ultime iniziative realizzate e dirvi GRAZIE perché senza il vostro aiuto niente avremmo potuto fare!

Ecco il resoconto:

Servizio confezionamento pacchi centro commerciale Emisfero: 2413.56 euro

Vendita panettoni nelle parrocchie: 3182.44 euro

Concerto frate Alessandro e sr. Graziela: 2444.51 euro

I 13 progetti che questo anno stiamo sostenendo sono quasi tutti già completati e presto ne apriremo di nuovi!

Il Signore vi benedica e ricompensi sempre!

grazie

 

Concerto di Beneficenza

MANIFESTO A3

E’ la strada di chi parte ed arriva per partire


antonio
 
“Non è strada di chi parte
e già vuole arrivare
non la strada dei sicuri
dei sicuri di riuscire
non è fatta per chi è fermo
 per chi non vuol cambiare
E’ la strada di chi parte
ed arriva per partire.” (“è di nuovo route” canto Scout)

 

Parto con la speranza che la vera partenza, la vera missione sarà ritornare a casa e riuscire a guardare il mondo in modo diverso, di dare il giusto valore ai beni materiali ed agli eventi di ogni giorno, ringraziando il Signore  dei doni che quotidianamente mi elargisce e non vedo.

Qualche anno fa, una quindicina all’incirca, avevo lo stesso desiderio che tra venti giorni diverrà realtà, partire per una missione in paesi lontani per poter cambiare il mondo con azioni eclatanti e per dimostrare a tutti che è solo questione di volontà, ma più che altro per dimostrare di essere più bravo degli altri.

Oggi invece provo a partire senza aspettative, senza illusioni e senza progetti particolari (curioso per un ingegnere…). Vorrei essere come un bambino alla scoperta del mondo, come una spugna che assorbe tutta l’acqua che può.

Voglio partire col cuore e la mente aperti all’incontro dei fratelli Africani, per condividere un pezzettino della loro vita e sentire che siamo figli dello stesso Dio e magari capire, all’ombra di baobab, che siamo entrambi sia poveri che fortunati in maniera diversa. Oppure più semplicemente per regalare e farmi regalare un sorriso inaspettato.

Non so se sarò in grado di fare queste piccole grandi cose, o se con le mie paure rovinerò tutto, spero però con tutto il cuore di non essere per loro un mondele (l’uomo bianco) ma di essere solo un uomo.

Credo che se riuscirò a far ciò questa esperienza, la parola “missione” per ora è ancora troppo grande, mi regalerà al ritorno a casa la forza di dar voce ai ragazzi di strada di Brazzaville.

Non parto da solo ma con mia moglie, Fernanda, l’arcobaleno della mia vita. Ciò significa avere motivazioni condivise ed elevate al quadrato, a partire dalla decisione di partecipare ai tre intensissimi incontri di Costano  fino al fatidico mandato nella chiesa della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli.

Così grazie ai tre incontri di discernimento abbiamo maturato la consapevolezza che la nostra voglia di una vita più umana e non appiattata su valori materialistici, dell’apparire, del consumismo e spesso della banalità fossero una buona motivazione per accettare l’invito, ed al tempo stesso il dono, di recarci nella chiesa che è nel Congo.

Le nostre motivazioni non sono nate con gli incontri, piuttosto durante le catechesi e gli approfondimenti ci è stata offerta l’opportunità di guardarci dentro e di fare ordine nel marasma della vita quotidiana. Dopo quest’operazione di pulizia, ancora in corso, la nostra convinzione e motivazione ha resistito dimostrandosi per noi degna della decisione di partire per terre lontane, per il continente “nero” dove il colore della nostra pelle risalterà come un puntino bianco sulla lavagna.

Non è stata una scelta programmata piuttosto la voglia di cercare la strada che il Signore ci vuole indicare nel prendere coscienza del “non senso” di una vita spesa per cose futili e banali. Con ciò voglio dire che non abbiamo fatto un’operazione del tipo “voglio fare qualcosa di più Cristianamente profondo ed importante allora parto per una missione in Africa” piuttosto del tipo “speriamo che quest’esperienza ci possa aiutare ad essere migliori”.

Tutto questo percorso è iniziato casualmente ma non per caso, quando ci siamo ritrovati a portare in visita all’eremo delle carceri, in Assisi, due amici venuti da fuori. Nel corso della visita abbiamo trovato un volantino dei Frati minori dell’Umbria e della Sardegna che proponeva un percorso di fede con la possibilità di vivere un esperienza missionaria. Tanto ha voluto il caso che solo mesi dopo abbiamo saputo da Fra Manuel che quel volantino non doveva trovarsi lì.

Da questo piccolo grande evento i tre incontri di Costano ed il “superstar” di Rieti, durante i quali siamo stati aiutati a fare un percorso di discernimento tanto bello quanto faticoso, che ci ha portato ad accettare, vedi un po’ le coincidenze, nel week end del nostro sesto anniversario di matrimonio, il mandato missionario che ci sta per portare in Congo.

Mancano pochi giorni alla partenza ed il ritmo del mio cuore aumenta, forse per la paura più che per l’emozione, è tutto troppo surreale ma bello.

A Foligno la neve cade e monta incessante il delirio del “White Christmas” e della caccia al regalo, mentre noi prepariamo i bagagli per passare il Natale con i ragazzi di “Ndako ya bandeko”.

Spero di non lasciare a casa mani forti, cuore desto ed occhi trasparenti.

Antonio

Mai avrei potuto immaginare cosa più bella!

Il 28 Luglio sono partita, ma non per una vacanza al mare con gli amici tanto agognata durante il periodo invernale! Certo sarebbe stato più normale per una ragazza della mia età, ma il mio desiderio era mettere a disposizione il mio tempo per qualcosa di più grande. Sicuramente non è stato facile rinunciare alle migliaia di altre alternative, soprattutto i giorni prima della mia partenza quando il dubbio di essermi imbarcata in una situazione più grande di me si faceva sentire.

Tuttavia una volta arrivata in Africa quella terra mi ha conquistato: così grande e così piena, la natura e le persone mi si presentavano così come erano senza abbellimenti… fin da subito ho amato la verità di quella terra e percepito di essere nel posto giusto al momento giusto.

Dopo le prime emozionanti impressioni ho comunque dovuto fare i conti con le differenze culturali che inevitabilmente mi ero portata in Africa insieme ai  miei bagagli: tutto quello che mi circondava (persone, lingua, cibo..) era diverso da quello a cui ero abituata ma ciò che mi lasciava più spiazzata era non riuscire a trovare il mio ruolo in quell’ambiente.

La mia missione mi ha portato alla casa accoglienza “Ndako Ya Bandeko” dei ragazzi di strada a Brazzaville in Congo. Nei primi giorni di missione mi resi conto che non avrei avuto un compito preciso da svolgere ma quello che mi veniva chiesto era semplicemente passare il mio tempo con i ragazzi della casa. Non era quello che immaginavo di fare quando avevo deciso di partire per una missione, in modo particolare prima dei corsi di formazione missionaria, che mi hanno preparato alla partenza, l’idea che avevo di missione era quella di una folle avventura che mi avrebbe portato a fare chissà quali grandi gesta. Grazie alla formazione missionaria e alle difficoltà incontrate nei primi giorni di missione in terra africana ho capito che la vera missione era incontrare quei ragazzi nel loro quotidiano, entrare in punta di piedi nella loro vita e farmi testimone di un incontro con il Signore che dà vita.

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I momenti che più ricordo con gioia sono quelli in cui i ragazzi mi confidavano la loro storia con racconti e foto, mentre li ascoltavo raccontarsi mi rendevo conto che loro così piccoli non possedevano nient’altro al di fuori della loro storia e quindi mi stavano affidando quello che di più grande avevano e che magari procurava loro anche più dolore.

Ora, a distanza di tre mesi dal mio rientro in Italia vi posso assicurare che quello che mi aspettava in Congo non era nemmeno una piccola parte di quello che potevo immaginare o sperare prima della partenza… il Signore riesce sempre a sorprenderci! Fraternizzare, ascoltare e condividere con le persone che il Signore mi dava la grazia di incontrare ha svuotato il mio cuore da tutte le banalità e sovrastrutture per far posto all’amore verso il prossimo. Ho conosciuto persone speciali e mi sono lasciata arricchire da una cultura verso la quale non abbiamo poi così tante cose da insegnare piuttosto dovremmo imparare la semplicità della vita, la sincerità dei rapporti e la fede senza vergogna verso il Signore.

Mi ritrovo molto nelle parole di Don Andrea Santoro: “La fede è partire. Senza la disponibilità a partire non c’è fede. E partire vuol dire mettersi in un cammino in cui Dio sempre più ti si manifesta, in cui tu sempre più lo incontri, sei da lui riempito e svuotato, e sempre di più diventi una benedizione per gli altri. La disponibilità a misurasi faccia a faccia in una relazione con Dio, dove lui prende le redini della tua vita, dove l’incertezza che viene da Dio è sempre preferibile alle certezze che vengono da te”.  Sono partita per dimostrare a me stessa che credevo in quello che mi era stato rivelato dall’incontro con Dio, ho deciso di affidarmi a Lui a scatola chiusa e mi è stato dato in dono l’esperienza di un Dio Padre che teneramente è al mio fianco e mi guida. Mai avrei potuto immaginare cosa più bella!

Marianna