un grazie dal Sud Sudan

Un grande GRAZIE dalla comunità di Digala del Sud Sudan.
Grazie a chi si è preso cura, sostenendo i nostri progetti, della nostra gente del Sud Sudan.
Grazie al vostro sostegno è stato possibile riparare la cappella di Digala, a 35 Km dalla capitale del Sud Sudan, una cappella costruita di fango e calce con il tetto in lamiera, come si costruisce in Sud Sudan, che a causa della guerra aveva ricevuto delle gravi lesioni.
Grazie al sostegno dei benefattori e al lavoro manuale dei parrocchiani, è stato possibile ristrutturare la cappella, e quindi di riutilizzarla nuovamente come centro di preghiera, di incontro e di crescita per l’intera comunità cristiana e per il villaggio, il quale non ha altri locali abbastanza capienti per riunire la popolazione.
Grazie di cuore da parte della comunità.
Il Signore vi ricompensi, anche per il bene che continuate a fare nel sostenerci per le varie richieste a volte urgenti, che arrivano al nostro segretariato dai nostri missionari, i quali non riescono a rispondere a tutte le necessità solamente con l’aiuto della gente del luogo.
Per rispondere a tali urgenze abbiamo attivato un “progetto urgenze Sud Sudan” che permette di aiutare in modo più celere questa realtà, a volte difficilmente programmabile con progetti.
Fra Marco

 

PER AIUTARCI:
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Intestato a: Provincia Serafica san Francesco – Missioni estere, p.zza Porziuncola 1 – 06081 Assisi (PG)
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Emergenza Sud Sudan: GRAZIE e un aiuto concreto

Un grazie grande ai tanti benefattori e amici che in questi anni e in questo anno ci hanno sostenuto permettendoci di rispondere alle tante necessità che bussano in quella parte dell’Africa tanto martoriata e affaticata ma anche tanto benedetta. Grazie a voi abbiamo potuto permettere, con il “progetto studentesse” , a 16 universitarie e 10 studentesse delle scuole secondarie, di potere frequentare regolarmente le lezioni e sostenere gli esami, con il progetto “aiutaci a studiare” , abbiamo aiutato 19 bambini a frequentare le scuole e a suor Sarah di potere continuare la sua formazione che sarà in futuro un bene per la popolazione di Juba.
Oltre a questi progetti siamo riusciti a rispondere anche ad altre esigenze urgenti che i frati, in missione in Sud Sudan, ci hanno presentato, come per esempio alla sistemazione dalla chiesa e sacrestia della parrocchia Holy Trinity dei nostri frati, alla ricostruzione della cappella san Matteo del campo profughi servita dai nostri frati e crollata dopo un nubifragio, abbiamo potuto aiuti il nuovo orfanotrofio, sostenere i nostri frati nel loro prezioso servizio, ecc…
Tutto è stato possibile grazie a voi, per questo abbiamo pensato un nuovo progetto chiamato “emergenza

Jadà

Sud Sudan” che, come ci chiede fra Federico guardiano dei frati minori di Juba, permetta di aiutare i nostri frati nel loro servizio ordinario e per le situazioni di emergenza, sostenendo anche altre nuove attività appena sorte, come l’aiuto ai bambini di strada, l’ orfanotrofio che accoglie bambini e infanti letteralmente abbandonati, come Jadà una bambina abbandonata per strada solo per una malformazione alla mano, attività dei nostri frati che viene riportata anche da un articolo del giornale “Avvenire” del 20 agosto 2019.

Il Signore vi benedica

fra Marco Freddi

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Figlie di santa Chiara in Rwanda

Dal 27 giugno all’ 11 luglio mi sono recato in Rwanda per conoscere e vedere le necessità delle nostre sorelle clarisse rwandesi.
Una realtà molto bella e varia, nata 38 anni fa con le prime sorelle inviate dal Protomonastero di santa Chiara di Assisi per “fare vivere” il carisma clariano in Rwanda come richiesto dal vescovo del tempo.
Mi raccontava madre Giuseppina che la costruzione del primo monastero è stata possibile grazie a una benefattrice italiana che generosamente ha pensato, dopo tanta carità fatta per “opere sociali”, di sostenere la presenza della Chiesa e della vita contemplativa in “terra di missione”, e così ha pensato alle clarisse che da poco erano arrivate in Rwanda e non avevano ancora un monastero, ma solo una piccola casa.
Così, grazie a gente generosa, è stato costruito il monastero di Kamonyi, un monastero bello e pensato per potere ospitare al massimo 20 monache, ma che il Signore ha così benedetto al punto da dovere costruire un altro piano per potere ospitare le monache che il Signore chiamava, attualmente a Kamonyi sono presenti 38 monache, e da qual monasteto sono nate altre due presenze, in Rwanda, Musambira con 18 monache e Nyinawimana con solamente 6 monache, quest’ultimo ancora in costruzione, nella attesa che il buon Dio provveda, attraverso la Sua provvidenza, per costruire la chiesa, dove sarà possibile incontrare la popolazione locale, e il monastero, per consentire alle clarisse di vivere e potere accogliere le nuove vocazioni che già bussano al convento.
Oltre al Rwanda, le clarisse di Kamonyi hanno fondato un monastero in Burkina Faso, e sono in aiuto a numerosi conventi in Italia e a Gerusalemme.
Santa Chiara nella sua regola chiede alle monache, oltre alla preghiera, che si impegnino “applicandosi a lavori decorosi e di comune utilità, con fedeltà e devozione”. I bisogni sono tanti, il paese è povero e le persone che bussano al monastero per chiedere diversi tipi di aiuto sono tante, tutte vengono sempre accolte ed aiutate secondo la possibilità.
Una cosa che mi ha colpito è la creatività delle monache per potere sostenersi, con diversi lavori, dal cucito, all’agricoltura, dalla produzione del miele, del burro, alla vendita delle uova e del latte (ogni monastero ha almeno due mucche e diverse galline), oppure facendo il pane o i “bignè” che comprano le persone per colazione, le candele… ecc…
Tutti lavori che permettono alle monache di sopravvivere, ma che nn consentono di sostenere le spese “straordinarie” come la riparazione del tetto del monastero di Musambira e nella costruzione del monastero di Nyinawimana, ultimo dei tre monasteri Rwandesi, .
Come segratariato delle missioni ad Gentes dei frati minori di Umbria e Sardegna ci siamo impegnati, vedendo le necessità e il bene che la presenza delle clarisse è per la popolazione del Rwanda, ferita ancora delle conseguenze del tremendo genocidio avvenuto oramai 25 anni fa, di sostenerle in quei “lavori straordinari” di cui hanno necessità.
Santa Chiara, sempre nella regola, chiede alle clarisse di pregare per i benefattori, e mi ha molto colpito che consegnando loro qualche offerta o regalo, che mi era stata consegnato, dopo avere ringraziato, mi hanno chiesto subito il nome del benefattore per ricordarlo e benedirlo.

Per chi sente di potere sostenere queste sorelle può rivolgersi al nostro segretariato, attualmente ci siamo impegnati solamente in alcuni progetti, nella misura in cui, al momento pensiamo di potere sostenere, appena realizzati questi potremo impegnarci anche per altri.

Il Signore vi benedica e vi ricompensi
Fra Marco Freddi

Progetti Clarisse RWANDA
• Progetto “clarisse Nyanawimana” [codice RW-02]
• Progetto “Candele Clarisse Nyianawimana” [codice RW-03]
• Progetto ristrutturazione monastero di Musambira [codice RW-04]

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Assisi – Rwanda andata e ritorno

 

Da 38 anni le nostre sorelle clarisse del protomonastero di santa Chiara in Assisi hanno aperto una presenza in Rwanda, che come ci dice Madre Giuseppina, nella testimonianza che segue ha portato tanto frutto… frutti nati anche attraverso le tante fatiche una fra le più grandi quella del genocidio del 1994.

Mercoledì 26 giugno madre Giuseppina dopo un tempo di riposo e controlli medici in Italia, ritornerà in Rwanda insieme a fra Marco Freddi, segretario delle Missioni Estere dei frati minori di Umbria e Sardegna, come segno di vicinanza e per verificare la necessità delle nostre sorelle, vi chiediamo di accompagnare il nostro viaggio con la preghiera, e con l’affetto per rendere grazie a Dio per il bene che grazie a tanti benefattori è stato possibile fare a tante persone

 

Testimonianza di Madre Giuseppina

Sono suor Giuseppina Garbugli che vuole dirvi con tanta gioia quanto Gesù ci ama e se crediamo in Lui ci mostra quale potenza ha il Suo Cuore divino infiammato d’Amore Divino che trabocca nelle nostre anime assetate di Lui.

Io sono una sorella clarissa del Protomonastero di Santa Chiara di Assisi e nel 1981 mi è stato chiesto dalla comunità del Protomonastero di aderire ad un progetto di fondazione clariana in un paese africano chiamato Rwanda, la fondazione delle suore clarisse era stata chiesta da un vescovo molto fervente che ci diceva che voleva arricchire la sua diocesi con la presenzaa della vita monastica di una comunità contemplativa, e lui era convinto che le clarisse figlie di santa Chiara di Assisi avrebbero potuto irradiare questa contemplazione nella sua diocesi e portare la vera “luce di Dio nel cuore dei suoi fedeli Rwandesi”, il suo motto era “ non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
Infatti, si ha la tendenza a credere che l’Africa abbia bisogno solo di cose materiali, perché in genere si vede tanta povertà. Però non sono le cose materiali che rendono felici, ma solo la conoscenza di Dio, nostro Creatore e Salvatore, presenza viva in mezzo a noi. Egli si rivela a chi lo cerca , a chi lo prega , a chi l’accoglie lo ascolta e lo segue.
Naturalmente noi abbiamo tante cose che ci rivelano la presenza di Dio, specialmente la creazione , ma ci vuole soprattutto la fede , ben curata e praticata nel culto divino, ma p molto utile e vera la presenza della vita consacrata , cioè le creature che fanno della loro vita un “dono”a Dio, scegliendo di vivere solo per Lui e sempre con Lui nella lode e nell’adorazione , contemplando il Suo volto e irradiando la Sua presenza.
Questa dovrebbe essere la vita di una comunità contemplativa anche nel suore dell’Africa.

Io che vivevo tranquillamente al Protomonastero ed ero inesperta dell’Africa, naturalmente avevo molto timore di aderire a questa chiamata, ma avevo timore anche di rifiutare. Quindi mi sono messa in preghiera e soprattutto in uno stato di abbandono filiale alla Sua Trinità e così sono partita senza ben capire che cosa avrei fatto. Mi ritornava alla memoria “se tu credi in Me vedrai la potenza del Mio Cuore”, infatti il Signore non ha tardato a coprirmi di benedizioni che rendevano leggere le inevitabili pene e difficoltà che fortificavano la missione affidatami dal Suo disegno d’amore.

Nei 37 anni che ho vissuto in Rwanda ho trovato un popolo accogliente, una chiesa cattolica fervente, molte giovani appassionate di vivere la vita di santa Chiara di Assisi, gioiose di professare i consigli evangelici facendo della loro vita un dono a Dio solo vivendo in monastero, nella lode continua e contemplando il Suo Volto e irradiando la sua presenza, più di 80 religiose oggi stanno vivendo con gioia questa vita che ripete: “non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che viene dalla bocca di Dio”, le vocazioni numerose e stabili hanno permesso un grande sviluppo fino a diventare missionarie in altri paesi, fondando tre monasteri in Rwanda, uno in Burkina Faso e sostenendo e aiutando nei monasteri di Gerusalemme e a Matelica in Italia.
Dio ha operato per la Sua gloria e la santificazione di tutti.
Ora il cuore di chi crede nella presenza di Dio, comprende che queste sorelle rwandesi , ovunque sono, benchè lavorino onestamente del “lavoro delle loro mani”, come chiede la regola di santa Chiara, non hanno però a sufficienza per il loro vivere quotidiano e anche per l’aiuto di chi in necessità, bussa al loro monastero.
Se qualcuno volesse sostenere con piccoli doni, riceverà una grande ricompensa in cielo, dove Gesù ci attende per dirci “tutto ciò che avete fatto a uno di questi piccoli, lo avete fatto a me… venite benedetti dal Padre mio!”
Con tanta gioia e un grande grazie vi affidiamo la nostra preghiera di ogni giorno e la Pace di Gesù risorto.

Sr Giuseppina e le sorelle clarisse del Rwanda

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 Progetti Clarisse RWANDA

Come matite nelle Tue mani

“Oggi faremo un viaggio immaginario e andremo nel Sud Sudan”.
“Davvero??!!”-rispondono i bambini entusiasti.
È iniziato così l’incontro di P. Marco Freddi con i ragazzi del catechismo della Parrocchia di Santa Maria degli Angeli.
Erano presi a tal punto a guardare lo schermo e ad ascoltare che ho pensato: “Chissà cosa li sta attraendo in particolare ?”

🤔

.
“Sei tu quello là?” chiede Ginevra a P. Marco.
Non sarà che vedere le foto di quel frate in mezzo ai bambini, ai catechisti , a quelle donne che rifanno il pavimento di terra della chiesa, agli ammalati, annulla le 9 ore di volo di distanza e ce li rende più vicini?
I racconti accompagnano le immagini, in modo molto semplice. Padre Marco non è un supereroe che si fa 6 ore di macchina su strade sterrate per andare a celebrare una messa, ma appare ai loro occhi quello che veramente è: un figlio che ha messo la propria vita nelle mani di Dio Padre lo ha chiamato a prestare il suo servizio di sacerdote in Sud Sudan, oggi in Umbria, domani … chi lo sa dove. D’altronde Dio è un tipo creativo 

😉

.
Una domanda sorge spontanea: “Noi che possiamo fare?”.
Armati di colla, colori e forbici, i nostri ragazzi sono stati guidati da Roberta nel decorare delle matite con su scritti i nomi dei 19 bambini che i frati Minori di Assisi hanno preso “ in carico” per farli studiare. Con il ricavato della vendita di questi lavori verranno infatti pagate loro le tasse scolastiche.
Ecco allora che il nostro “poco” può diventare “tanto”per altri. Il loro sogno è studiare per fare qualcosa di buono per il paese in cui sono nati. E il nostro? 
Potrebbe essere aiutarli a realizzare il loro, di sogno. Perché no? T.

🌈



IL BENE CONDIVISO GENERA VITA

Un appuntamento particolare per i bambini del secondo anno di catechismo della Parrocchia di San Michele Arcangelo di Bastia Umbra (PG)..
Divertendosi a decorare delle matite hanno potuto sperimentare la carità come gioia del dono.
Infatti, con il ricavato della vendita dei loro manufatti, contribuiranno a sostenere i costi delle tasse di iscrizione a scuola di 19 bambini e 1 suora in Sud Sudan per il progetto missionario “Aiutaci ad aiutare” dei frati minori di Assisi.
In questo paese del centr’Africa, lo studio non è un diritto e spesso nemmeno una possibilità, ma è sicuramente una via privilegiata è importante per la promozione umana e sociale.
Particolarmente coinvolgente è stata la testimonianza di P. Marco Freddi che, proprio in quelle zone, ha vissuto la sua esperienza missionaria.
Per 20 minuti e in maniera semplice i bambini sono stati catapultati in una realtà molto diversa da quella che conoscono, difficile anche da accettare, ma che gli ha dato la possibilità di farsi prossimi e consapevoli della possibilità che loro avevano per aiutare concretamente quei loro coetanei.
La vendita avverrà domenica 12 maggio all’uscita della celebrazione Eucaristica presso la parrocchia di san Michele Arcangelo a Bastia Umbra… se vedete questi bambini, con le loro matite, fermatevi….perché il tanto “poco” fa molto e il bene condiviso genera vita, sempre.

Grazie


http://www.missioniassisi.it/aiutaci

Urgente: aiutaci a Studiare!

Peter, Christine, Viola, Mabele, Ludovico, Charles, Nyolina, Samuel, Rashel,  Jennifer , Lily, Gabriel, Pasquale, Ronald, Samuel, Christopher, Peter, Daniel, Moses…Sr Sarah.

Con il progetto “Aiutaci a studiare” desideriamo  aiutare nello studio 19 bambini e una Suora aiutandoli a sostenere i costi delle tasse scolastiche per questo anno scolastico.

In Sud Sudan, lo studio non è un diritto e spesso nemmeno una possibilità, i nostri frati in Sud Sudan, fra le tante attività di sostegno per la popolazione locale, hanno individuato nell’aiuto agli studi una via privilegiata e importante per la promozione umana e sociale, pertanto ci hanno chiesto un aiuto economico per potere pagare le tasse scolastiche e permettere così a questi bambini di frequentare la scuola.

Oltre a questi bambini e bambine, abbiamo deciso anche di aiutare Suor Sarah, una suora Sud Sudanese molta attiva nella pastorale e molto vicina ai frati, la quale ha collaborato con noi per il sostegno e l’aiuto di alcune ragazze universitarie e delle scuole secondarie. Attualmente Suor Sarah è stata inviata in Kenya per conseguire il dottorato e successivamente insegnare presso l’Università Cattolica di Juba in Sud Sudan.

Vi chiediamo un aiuto urgente, una urgenza che è nata dal mancato sostegno di una associazione che aveva promesso di aiutare questi bambini, ma che recentemente ha comunicato l’impossibilità ad essere fedele all’impegno preso, pertanto è importante pagare al più presto le tasse scolastiche per evitare che i bambini perdano l’anno scolastico in corso, basta poco, una piccola donazione può essere molto importante per loro. Tanto “poco” fa molto, il bene condiviso genera vita, sempre.

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Da Matelica un “soldino” per il Sud Sudan

Mercoledì 5 dicembre nella nostra scuola primaria di Matelica, Mario Lodi, è venuto p. Marco Freddi per raccontare la sua esperienza in Sud Sudan. Noi maestre abbiamo pensato di chiamarlo per far raccontare ai nostri alunni da un testimone diretto uno dei peggiori conflitti ad oggi ancora in corso nel mondo. In particolare, essendo una scuola primaria, volevamo conoscere le condizioni dei bimbi e della scuola durante la guerra, per poi trovare un modo per poter dare un piccolo aiuto.

Dunque mercoledì circa trecento ragazzini di seconda, terza, quarta e quinta primaria sono entrati nell’aula magna del nostro IC “E. Mattei” per ascoltare questo frate venuto da Assisi. P. Marco ci ha fatto vedere dove si trova il Sud Sudan. Ci ha mostrato molte foto e video di persone che, pur in condizioni di vita disperate, sono sempre sorridenti. Infine, la scuola. Ma si può chiamare così?! In realtà è una specie di capanna che funge anche da luogo di culto, dove gli scolari per scrivere usano un vecchio frigorifero in disuso, come fosse una lavagna. Non ci sono il pavimento e nemmeno i banchi, la lavagna e tante altre cose che per noi sono importanti per studiare in modo sereno. Verso la fine del suo intervento, Marco mostra un video di una giraffa che gli si avvicina e gli accarezza una mano. Come a dire… ecco questa è l’Africa! Non solo guerre, non solo povertà ma una natura che ti sorprende per i suoi colori e per la sua prossimità. Una vitalità prorompente e un popolo che vuole rialzarsi anche a partire dal diritto dei suoi figli all’istruzione. Poi i bambini cominciano ad assalire il nostro frate con mille domande: ma come fanno ad avere le armi se sono poveri? Dov’è la mamma della piccola giraffa? Dove dormono i bimbi dell’orfanotrofio se non ci sono i letti? E molte altre ancora.

A questo punto, una maestra tira fuori un salvadanaio e lancia una proposta: vogliamo, proprio in occasione del Natale, provare a fare una piccola rinuncia per donare un soldino solidale a questi vostri coetanei dall’altra parte del mondo? I bimbi sorridono e annuiscono. Subito si alza Margherita, 7 anni, si avvicina al salvadanaio e mette il primo soldino.

Tornati a casa i ragazzini hanno raccontato tutto ai genitori che immediatamente si sono organizzati per dotare ogni plesso scolastico del suo salvadanaio. In questi giorni il tam tam si sta diffondendo e speriamo che ognuno aderisca per come può. Abbiamo capito con Marco che, al di là del risultato atteso, la cosa stupefacente è che ora molte persone a Matelica stanno pensando al Sud Sudan. E nei processi di pace è proprio questo che più conta: il dialogo, l’interesse, il pensiero, la consapevolezza dell’altro.

Quindi cercheremo di conoscere ancora, informarci, chiedere, avere notizie per suscitare attenzione su chi è dimenticato dai più. Grazie padre Marco per averci avvicinato a chi sembrava lontano da noi!

L.B.

Alcuni disegni dei bambini di Matelica

                       

                                                        

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In Sud Sudan Studiare si può… progetto sostegno studentesse

Nella mia esperienza missionaria in Sud Sudan, ho collaborato per diversi progetti con Suor Sarah, una suora Sud Sudanese, docente universitaria e impegnata in molte attività diocesane e parrocchiali. La scorsa estate mi ha chiesto un aiuto per pagare le tasse scolastiche e il trasporto per alcune studentesse, 10 studentesse della scuola secondaria e 16 studentesse universitarie.

 

Suor Sarah così mi scrive “… vorrei dire che l’istruzione è la chiave per una vita di successo quando educate una persona educate la nazione. Viviamo in un paese che ha molte sfide come è stata la guerra che ha contribuito a creare una situazione difficile per cui le ragazze sono le vittime di questo stato, molte studentesse hanno dovuto abbandonare la scuola,senza però avere la possibilità di un lavoro, alcune sono orfane e alcune sono interessati a studiare ma non possono a causa dei problemi finanziari. Pertanto abbiamo pensato di cercare di aiutare le ragazze che hanno mostrato interesse nello studio e che le loro famiglie non sono in grado di sostenere. Questa è la mia richiesta, se possibile, per favore, sostenere queste ragazze nello studio. Dio ti ricompenserà.”

Un rapporto Unicef riporta che il 68 % dei giovani fra i 15 e 24 anni non sa leggere e scrivere e questa percentuale è purtroppo maggiore per quanto riguarda le donne. Anche per questo motivo, come ufficio missionario, abbiamo deciso di sostenere questo progetto con l’aiuto dei benefattori che vorranno contribuire e come dice suor Sarah, Dio ci ricompenserà. Fra Marco Freddi

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Un segno di speranza per Digala

Un segno di speranza!

Grazie all’aiuto di diversi benefattori nel 2013 i frati missionari in Sud Sudan hanno potuto contribuire nella costruzione della prima cappella di “Digala” che poi è stata migliorata anche grazie all’intervento di altri benefattori che hanno costruito un pozzo e comprato un generatore per l’elettricità.

cappella di Digala costruita grazie al contributo dei benefattori

interno della cappella di Digala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cappella è stato un dono prezioso per la popolazione cristiana che prima della presenza dei frati erano costretti a radunarsi per la preghiera sotto un albero.

 

​la Comunità cristiana di Digala radunata sotto l’albero prima della costruzione della cappella

La cappella è subito diventata un luogo di preghiera e di aggregazione che ha consentito alla comunità cristiana di crescere e radunarsi per trovare anche sostegno e forza nella difficile situazione politica ed economica del paese.

Purtroppo nel 2015, a seguito della guerra civile che ha devastato la zona di Digala molti sono stati costretti a fuggire nella foresta e pertanto molte cose sono state depredate, e anche la cappella ora necessita di lavori importanti di ristrutturazione.

Al momento la comunità cristiana è tornata a Digala e si sta già impegnando generosamente per la ricostruzione della cappella, ma i frati del Sud Sudan, come la popolazione, al momento non hanno i mezzi economici per potere realizzare questo progetto e chiedono il nostro aiuto.

 

Il Sud Sudan rimane al momento una nazione poverissima e sempre in una situazione molto instabile anche se i giorni scorsi è stato firmato un accordo di pace, e la costruzione della cappella diventa ed è segno importante per ricostruire un tessuto sociale ferito, un “luogo benedetto” di rinascita e di speranza, di incontro e riconciliazione…

Aiutaci ad aiutare: Progetto Digala 2018 

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