Alessandra… dove osano le “aquile”!

Ciao, sono Alessandra, ho 22 anni e da novembre scorso, mese in cui ho iniziato il corso “Giovani e Missione”, i miei amici e familiari pensano che sia diventata matta. Le prime rassicurazioni che ho dato loro sono state: “Ma no, tranquilli, partecipo a questo corso ma non voglio partire.”

Fra Iuri ci aveva visto più lungo di me e l’aveva buttata là, dicendomi: “…e se poi parti?” E così è stato, oggi mi ritrovo a preparare uno zaino e con in mano un biglietto aereo: sono in partenza per l’Albania. In realtà sapevo fin dall’inizio che c’era qualcosa, o meglio, Qualcuno che mi stava aspettando per una “Missione” importante: aprire il mio cuore agli altri, così come San Francesco aprì il suo al lebbroso.

Durante il corso ho provato sensazioni diverse: paura, ansia, timore di non essere sulla strada giusta, ma ad ogni incontro Dio mi ha parlato attraverso le parole dei frati e frasi come “ho paura, ma ci sto”; “si parte per donare la gioia ricevuta” sono risuonate nella mia anima e mi hanno spinta a prendere la decisione di partire.

Certamente le preoccupazioni e le ansie non sono finite, ma parto affidandomi totalmente al Signore Gesù e a Maria, mia madre dolcissima. Parto perché proprio durante il corso ho sentito e visto che Gesù non è una bella teoria da raccontare, Gesù è una Persona ed io l’ho incontrata, e per questo desidero tanto, anche solo col sorriso, parlare di Lui a chi non ha ancora conosciuto la Bellezza del Vangelo. Parto perché mi sento un prodigio d’Amore, amata da Dio in ogni mio particolare. Parto per donare la gioia ricevuta. Mi incammino spoglia delle mie sicurezze e prego il Signore perché possa aprire il mio cuore a tutto l’amore che riceverò e donerò, a tutte le mani che stringerò e a tutti gli abbracci che potrò custodire.

Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in questi mesi di discernimento e di grazia e ringrazio Dio per questa meravigliosa, piccola intuizione d’amore che mi ha messo nel cuore.
Non mi resta che dire: “ O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace.”

GM: Sotto a chi tocca!!

Dopo Marco & Ilaria e Matteo e Pietro, ora è la volta di Ambra e Martina…

 

Ciao a tutti! Sono Ambra, 24enne napoletana con “strane” idee per la testa… infatti sto partendo per la Bolivia!!!

Quando sei a pochi giorni dalla partenza speri di avere tutto sotto controllo, speri di avere i farmaci per qualsiasi evenienza, l’abbigliamento adeguato al luogo e lo spray che ti protegge da tutti gli animali. Poi pensi che per quanto la tua mente voglia controllare tutto in realtà non può farlo. In questa missione alla guida non c’è la tua mente, se avessi ascoltato la testa ora sarei su qualche isola greca a godermi l’estate.

Ho ascoltato il cuore, un desiderio profondo che porto dentro da un bel po’. Ho seguito quello che Lui mi ha messo nel cuore; allora con lo stesso spirito di affidamento con cui ho affrontato la preparazione, affronto questo viaggio con l’idea di andare li’ per servire, per donarmi totalmente all’altro senza i miei schemi mentali ma con lo Spirito che sto chiedendo a Lui.

Nei mesi di preparazione mi chiedevo cosa potessi donare, avevo l’idea di dover trovare soluzione alla fame nel mondo, per poi capire che ciò io non posso farlo, posso donare solo me stessa, il mio tempo, il mio amore e la mia testimonianza di averLo incontrato. La cosa fondamentale in questa missione è andare incontro all’altro, accogliendo, amando, servendo e facendosi mezzo.

Parlando con le persone in questi mesi tutti mi chiedevano perché fare una cosa del genere, perché stare via un mese, perché non godermi le vacanze, perché spendermi così tanto…. Per Amore!!! E l’Amore è tanto, l’Amore costa, l’Amore ti consuma…altrimenti che Amore è?

Quello che chiedo ora è di essere strumento. ” Oh Signore fa’ di me un istrumento della tua pace” pregava San Francesco.

 

Sono Martina, ho 20 anni e sono in partenza per la Bolivia. Finalmente il mio desiderio si sta realizzando. Le aspettative sono tante così come la voglia di andare.

Ho sempre avuto, fin dall’inizio del mio cammino di fede, il desiderio di testimoniare la gioia di vivere in Cristo, a partire dalle persone a me care. Questo desiderio si è fatto sempre più profondo e attraverso il corso “giovani e Missione” ho avuto la grazia di metterlo nelle mani del Signore per capire fin dove volesse portarmi. Mi sono lasciata condurre , mi sono fidata delle persone che il Signore ha messo nel mio cammino e che mi hanno sostenuta a accompagnata durante questo tempo. Ho accettato con gioia le sfide davanti a cui il Signore mi ha messo, anche quelle apparentemente più scomode, come quella di non partire con Pietro, il mio ragazzo. Certo i dubbi e le preoccupazioni non mancano, ma ciò che mi attraversa dentro è un profondo senso di pace e allo stesso tempo di gioia.

Ciò che mi fa muovere è il fascino della diversità. Provo ad immaginarmi i volti delle persone che incontrerò, i posti che vedrò, ed è bellissimo. Il Signore si è servito dei suoi missionari per attrarmi a sé e ora desidero io essere, come dice Santa Teresa di Calcutta, una fiaccola nell’ora buia di qualcuno. Sicuramente non mancheranno i momenti di fatica e di sconforto , ma so che il Signore non mancherà di farmi sentire tutto il suo affetto e la sua tenerezza, e tutto questo sarà motivo di crescita per me. Per ora mi vivo la mia grande gioia e affido tutto sotto la protezione materna di Maria, madre sorella e amica.

PARTITI!!!! – Primi “GM” sbarcati a destinazione

Conclusa la quinta edizione del corso di formazione missionaria “Giovani & Missione”, i primi 4 partecipanti hanno da poco raggiunto le loro destinazioni: Ilaria e Marco a Pugnido, in Etiopia, nella missione salesiana di Abba Filippo; Matteo e Pietro a Rushooka, in Uganda.

 

Ecco le loro testimonianze prima della partenza:

Marco e Ilaria:

Ciao a tutti!

Siamo Marco e Ilaria, sposetti da circa 9 mesi; Ilaria medico e Marco biotecnologo, viviamo nelle ridenti campagne tra Padova e Venezia.

Tra pochi giorni partiremo per l’Etiopia con destinazione la missione salesiana di Pugnido, nella regione di Gambella. Sarà il nostro viaggio di nozze (ritardato). La destinazione deriva da una proposta fattaci da abba Filippo, che vive nella missione di Pugnido e non ci è stata affidata dai frati durante il corso Giovani e Missione, come accade di solito.

Le nostre sensazioni sono un po’ altalenanti e per questo cerchiamo di supportarli a vicenda. Io, Marco, mi sento di partire con il cuore leggero, svuotato dagli impegni e le preoccupazioni quotidiane, pronto a riempirlo con i volti delle persone che incontreremo e dei luoghi in cui vivremo.

Io, Ilaria, ad oggi faccio ancora fatica a non preoccuparmi delle cose da preparare… E se penso in quali insetti o animali ci imbatteremo mi viene la pelle d’oca! Ma le parole di fra Iuri e di due amici partiti prima di noi sono state provvidenziali per focalizzare l’unico vero obiettivo: incontrare.

Ed proprio con questo spirito che vogliamo affidare Il nostro viaggio al Signore perché possa permetterci di incontrarlo nei volti che incroceremo. E a voi che leggete chiediamo una preghiera per noi.

Pace e bene!

Marco e Ilaria

P.s. Se anche voi come noi desiderate partire non dimenticate due cose essenziali: il corso dei frati e i vaccini! 😉

Pietro:
Sono tante le emozioni e i pensieri che in questi momenti mi frullano in testa: la tristezza di salutare le persone care e un po’ di preoccupazione sui loro volti che si mischia alla gioia e alla trepidazione della partenza, la forza emotiva scatenata dai saluti e dagli abbracci, le preoccupazioni e le incertezze per il viaggio e la missione e la curiosità di un mondo nuovo e sconosciuto… ma tutto ciò è sostenuto da una base di tranquillità e serenità (insolita per il mio carattere) che mi sorprende tanto… ma so da Chi viene.
Viene da Chi mi ha “incastrato” attraverso le vie del Suo Amore: prima a fare il corso GM, poi a dire sì e a fidarmi, anche se la mia ragazza, con cui speravo di partire, quei burloni dei frati l’hanno mandata in Bolivia… e a me in Uganda!!! Nonostante il mio ribellarmi e non capire, il Signore con il tempo e alcuni suoi testimoni mi hanno fatto capire il razionale e la bellezza di questa scelta.
E poi questa tranquillità sta anche nel sentire vicine tutte le persone che so che mi stanno accompagnando nella preghiera. Ed è un sacco bello. So che il Signore non delude. Di fronte alle mie incertezze e paure posso solo fidarmi del Padre mio che mi ama infinitamente e che dà solo cose buone ai suoi figli.
E andare!

Viaggio di nozze in missione … perché vivere è rendere Grazie!

Luca e Valentina, sposi a dicembre 2014, hanno frequentato il corso G&M, e da pochi giorni si trovano in Kosovo, presso la casa della Caritas Umbria, per …. il loro viaggio di nozze!

Ecco le loro impressioni a poche ore dalla partenza.

Ci siamo, fra qualche giorno parto per una missione in Kosovo. La compagnia aerea permette un bagaglio di massimo 20 kg… poco male, voglio portare solo me stesso (..qualcuno conoscendo la mia stazza avrebbe da ridire..) e lasciare a casa le mie maschere, le mie convinzioni, i miei pregiudizi e facili giudizi e gli stereotipi, insomma le mie miserie. Sarà per questo che sono insolitamente teso e quasi impaurito; si perché di solito nelle varie situazioni porto l’organizzatore pronto ad ogni evenienza, ma questa volta è diverso; questa volta non mi sento all’altezza di quello che rappresenterò anche se mi consola la presenza di Dio al mio fianco. A pensarci bene qualcosina l’ho già sbagliata ancora prima di partire; infatti non credo che aver avvisato la Farnesina del viaggio e di aver preparato un foglio con tutti i numeri utili esprima appieno il concetto di affidarsi ma credo che Dio mi perdonerà questa piccola mancanza, in fondo sono un “novello missionario” senza voler peccare di superbia. Tempo fa ho deciso, assieme a quella che oggi è mia moglie Valentina, di iniziare il cammino del matrimonio con un atto d’amore; Dio mi da dato molto ed è giusto che anch’io doni agl’altri. Anche se l’ideale di partenza, che mi ha spinto a scegliere una missione come viaggio di nozze, è di un buon cristiano, quello ad essere profondamente sbagliato era il modo in cui mi immaginavo di farlo. In quella valigia avrei infatti messo il mio ego, la classica arroganza dell’ ingegnere pronto a calcolare tutto per ogni evenienza, quello che li avrebbe migliorati e organizzati, quello che avrebbe aiutato il missionario… Grazie a Padre Alfio, che mi ha caldamente invitato a partecipare al corso GM1 e a tutti i frati che ci hanno accompagnato amorevolmente durante il corso, ho capito che errore avrei commesso. Il corso mi ha mostrato il vero punto di vista sulla missione… quello della logica del Vangelo, sicuramente più impegnativa e scomoda ma l’unica che veramente ti mette in gioco concretamente e che mi permetterà di guardare con il cuore. Sono convinto che riceverò molto più di quanto riuscirò ad offrire e mi auguro di tornare un cristiano migliore di quello che parte. Grazie a tutti voi cari frati.
Luca

Prima di sposarmi non avevo un’idea chiara di quello che fosse il mio rapporto con Dio…e sicuramente ancora adesso c’è molta strada da percorrere. Nella mia infanzia mi ha accompagnato la presenza di Dio nei sacramenti ma se ripercorro quelle tappe e in generale le tappe della mia infanzia e adolescenza non ricordo di aver messo Dio al centro. Non ho mai frequentato l’ambiente parrocchiale, non sapevo cosa fosse il Grest e non ho fatto le esperienze che, molte persone che ho incontrato hanno avuto modo di fare in parrocchia.
Ad un certo punto della mia vita e in particolare in occasione del corso fidanzati SOG è come se si fosse accesa una luce, come se tutto quello che fino al quel momento consideravo importante fosse in realtà marginale. Ho compreso che il passo che stavo facendo, il Matrimonio, non era una semplice festa da organizzare nei minimi particolari, senza tralasciare nulla e stando attenta a scegliere il posto giusto, il menù giusto e il vestito giusto, ma una scelta di vita. Sposandomi avrei detto sì alla Vita e all’Amore che mi è stato donato, avrei detto Sì alla persona che mi è stata messa accanto da Colui che mia ha voluto da sempre…
E’ qui che ho scoperto insieme al mio fidanzato e ora marito, l’importanza di vivere la vita rendendo grazie di tutto quello che mi viene donato, avendo Fede che, Chi mi ha voluto non mi lascerà mai sola e mi accompagnerà sempre, anche quando mi dimentico di Lui, quando sono presa dallo sconforto o arrabbiata perché le cose non vanno come voglio…sì perché la difficoltà più grande è accettare di non avere il controllo su tutto. Quanto è difficile…quanto è difficile lasciare spazio alla Fede in Lui, accettare che quello che accade a me o intorno a me ha un senso anche se io non lo comprendo, quanto è difficile accogliere le idee, la diversità di chi mi circonda, quanto è difficile accettare di sbagliare…
La mia idea di missione prima del GM era “vado in missione per aiutare gli altri, per sentirmi utile per qualcuno, per insegnare qualcosa…” ora invece so di andare in missione per imparare a vivere come Cristo ci ha insegnato.
Sono 3 le parole che vorrei mi accompagnassero in questa esperienza: Servizio, Accoglienza, Fede.
Servizio perché so quanto per me sarà difficile imparare a fare un passo indietro, a non imporre il mio modo di essere, di gestire, organizzare e controllare tutto. Vorrei imparare ad essere una “serva inutile” a mettere davanti a me e alle mie esigenze i miei fratelli, come Gesù ci ha insegnato.
Accoglienza perché accogliere qualcuno significa accettare chi hai di fronte in ogni suo aspetto, col sorriso senza giudicare il suo modo di essere e di fare, ponendosi alla pari perché siamo tutti fratelli in ugual modo.
Fede perché sento che questa esperienza potrà arricchire la mia Fede verso Colui che è Vita. Spesso nel mio rapporto con Dio ho la sensazione di non essere “sintonizzata”, di non pregare nel modo e nei tempi giusti, di non fare abbastanza. Coltivare la Fede è come coltivare una pianta, bisogna prendersene cura e ognuno lo fa a suo modo; sono consapevole che non esiste un modo giusto e un modo sbagliato ma sento la necessità di cercare la Pace dentro di me per poterla poi donare agli altri e viverla con chi mi circonda e spero che la missione possa darmi la grazia di trovare e accettare la mia strada di Fede.
Sono certa che l’esperienza che mi aspetta non sarà semplice e ancora più difficile sarà portare nella mia quotidianità, nella vita di coppia, nel lavoro ciò che questa esperienza mi insegnerà. Non voglio partire con delle aspettative, ma immagino che questa esperienza saprà arricchire, il mio rapporto con Dio e con la persona che Lui ha voluto mettermi accanto.
A 15 giorni dalla partenza non posso fare altro che pregare il Signore affinché mi dia la forza di accogliere e vivere questa esperienza missionaria semplicemente come un dono: sono certa di Lui saprà come guidarmi.

Valentina

 

SposiABC

“Vamos a Santa Cruz” Riflessioni di Veronica in Partenza per la Bolivia.

Domani si parte. Mi sono spogliata di ogni chincaglieria: con me ho solo il Tau, due braccialetti a forma di Rosario, l’anello missionario e un orologio in gomma, tanto per ricordarmi che sarò a ben 9 ore di fuso orario da casa. Missione: Bolivia.
Attorno a me, ormai da settimane, tutti si affannano a chiedermi come sto: emozionata, agitata, in ansia? No, semplicemente spaventata. Per ragioni di studio (e nel mio caso anche di lavoro) ho viaggiato spesso in luoghi lontani dall’Italia, USA e Giappone in particolare. Ma è la prima volta che mi sento così spiazzata. Non è la destinazione a preoccuparmi, ma le persone che incontrerò: perché sento che questa chiamata è davvero più grande di me. Parto con i miei dubbi, le mie incertezze, le mie debolezze e povertà: per questo mi sento inadeguata, anche impotente, di fronte a tanti volti sofferenti che di sicuro incontreranno il mio. Ma è così che deve essere: riceverò ben più di quello che con grande gioia sono desiderosa di dare. La missione che Dio mi ha affidato, chiamandomi per nome, non è unilaterale: è un incontro in cui scoprire Gesù nello sguardo del fratello. E può spaventare essere toccati dalla Verità.
So che per affrontare questa Missione ho delle grandi risorse che il Signore ha messo a mia disposizione lungo il cammino di formazione: il gruppo dei Giovani Missionari, persone che vivono la loro quotidiana missione nella realtà in cui vivono. Sono frati, guide spirituali sempre disponibili all’ascolto, ma anche ragazzi come me, desiderosi di donare almeno quanto ricevuto. In una parola, amici: compagni di preghiera con i quali ho condiviso e continuerò a condividere l’esperienza dell’Amore di Dio per noi. E poi, le mie sorelle di missione, Elena e Sara, una benedizione per questo cammino in Bolivia. Infine, ma non ultima in termini di importanza, la preghiera. Perché non posso niente senza il mio Signore. E così, anche se parto debole, so che sarò forte, perché..Tu sei la mia forza. Entonces, vamos a Santa Cruz, los niños están esperando!007

“Smontare e Rimontare” Maria Chiara prima della partenza per Goiania, Brasile.

La partenza è ormai alle porte e dentro di me c’è un subbuglio di emozioni che continuano ad accompagnarmi fin dal giorno in cui ho ricevuto il mandato della mia missione: un viaggio desiderato, ma allo stesso tempo inaspettato!

A Novembre dell’anno scorso ho cominciato il percorso “Giovani e Missione”, un desiderio coltivato da tempo, ma che si è fatto più concreto dopo un colloquio con il mio Padre Spirituale.
Sebbene l’idea di partire in missione mi abbia da sempre incuriosita, ho cominciato il percorso GM senza alcuna aspettativa di partire: ne ero affascinata, ma mancava il desiderio profondo, quel motore che ti spinge ad andare oltre, ad uscire dal nido caldo e protettivo, il proprio Io.
Tappa dopo tappa, però, il Signore ha parlato silenziosamente al mio cuore e con grande stupore sono stata subito spiazzata attraverso la sua “logica diversa”. Tutte le conoscenze che fino a quel momento potevo sfoggiare, tutti i miei calcoli e i miei schemi, che da sempre hanno governato il mio agire, sono diventati piccoli piccoli, fino a svanire.

Ho sempre pensato che ero io a dover fare qualcosa: potevo essere d’aiuto ai poveri e trovare delle soluzioni alle loro “mancanze”. Tutto partiva da me, dal mio agire, dal mio pensare. Ed è proprio qui che il Signore mi ha frenato: se non mi fossi lasciata “smontare e rimontare” da Lui, avrei annunciato i miei schemi e non la sua Parola.

Il 13 marzo in Porziuncola, insieme alla mia compagna di viaggio con cui vivrò questa esperienza missionaria, mi è stato affidato il mandato per il Brasile. E’ difficile descrivere le emozioni che ho provato in quel momento; da una parte la preoccupazione e la paura di come avrebbero reagito i miei familiari, dall’altra lo stupore di una meta che non avrei mai preso in considerazione: lontana, oltre che geograficamente, soprattutto dai miei piani. Il Signore mi aveva nuovamente spiazzata, ma con una consapevolezza in più: un viaggio pensato e preparato per me da Lui.

Questo percorso mi ha permesso di scoprire il significato vero e profondo di Missione, ribaltando completamente le mie idee iniziali, e di vivere anche altri aspetti più quotidiani: dalla fraternità e condivisione, attraverso il dono di fratelli e compagni di viaggio, all’accoglienza, grazie alla guida dei frati che ci hanno accompagnato in questo anno soprattutto con la loro preghiera.

Molte volte mi sono chiesta quali aspettative ripongo in questo viaggio e, soprattutto, qual è la motivazione di fondo che mi spinge a partire.
Partire per me significa rispondere alla domanda “chi vuoi essere?” “come vuoi stare nella tua vita?”. Abbandonare le mie resistenze, ciò che ancora mi tiene legata ai miei schemi, e giocarmi fino in fondo nell’Amore, in un Amore più grande.
Dio sta giocando a rilancio nella mia vita e ora punta una posta più alta di quella che io stessa avrei mai pensato di puntare nella mia vita.
Sento riecheggiare nel mio cuore le stesse parole che il Signore disse a Mosè: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!” (Es 3,5). Partire per me significa spogliarmi della mia autosufficienza per riempirmi del suo Amore! Sperimentare la mia debolezza, i miei limiti senza trovare una soluzione, ma accogliere ciò che il Signore vorrà donarmi per lasciarmi amare totalmente da Lui. Spezzarmi e sprecarmi fino all’ultima goccia, perché chi è capace di sprecarsi è capace di amare.

In questo viaggio mi accompagnerà la figura di Santa Caterina da Siena, una donna tanto innamorata del Signore che nella sua piccolezza ha lasciato trasparire l’immensità dell’Amore di Dio. Faccio mia una frase che Gesù disse alla Beata Angela da Foligno: “Tu fatti capacità ed io mi farò corrente”. Capacità intesa, non come essere in grado di fare qualcosa, ma di contenere dentro di me l’amore di Dio, cioè lasciare che Lui mi riempia e che questo amore trabocchi, attraverso il desiderio di portarlo al mio prossimo.

Maria Chiara

Maria Chiara e Marianna in partenza per il Brasile

Maria Chiara e Marianna in partenza per il Brasile

La Testimonianza di Marianna in partenza per il Brasile

Un abbandono totale. La scelta di mettermi in ascolto e di non essere più in lotta con me stessa.
Un invito arrivato e il desiderio di incontrare l’altro si fa vivo. E’ la bellezza di cambiare relazione, di spostare il centro, di spogliarmi delle mie preoccupazioni, delle mie ansie e vedere l’altro come possibilità, una ricchezza di vita.
Avevo una fedeltà da sperimentare, una promessa di vita piena e felice che mi aspettava, un sì da dire. E tutto questo doveva passare per questa strada, per questo abbandono perchè qualcosa cambiasse realmente.
Spostare lo sguardo da me mi ha resa debole, piccola, fragile. Il non avere tutto sotto controllo mi spaventava, ma queste “certezze” e questi agganci che cercavo, ho capito essere solo temporanei e superficiali. I miei fallimenti andavano accolti perché davvero le cose non vanno tutte secondo i nostri piani. E così mi sono sentita leggera e libera di scegliere il bene per me. Ho iniziato a discernere al corso GM1 e a cogliere che in questa debolezza potevo scoprire e vivere la grazia e la forza del Signore. Per l’ennesima volta era Lui che si faceva presente e mi rapiva per mostrarmi di essere nuovamente al mio fianco: ero avvolta e abbracciata dall’amore di Gesù.
Così la volontà di restituire e far conoscere questo Amore gratuito, primo e profondo, è maturata sempre di più. Non potevo tenerlo per me, volevo poterlo “gridare”, cioè vivere per ciò che è.
Non so bene come, perché le paure, le domande, il senso di essere inadeguata abitano in me, ma allo stesso tempo sento la forza dello Spirito Santo che mi guiderà e di questo sì pronunciato per la partenza.
Prego per chi incontrerò, le suore missionarie del Brasile che ci accoglieranno, i bambini dell’orfanotrofio che avrò la fortuna di abbracciare e accudire, e per la mia compagna di esperienza con cui condividerò preghiere, silenzi e parole, sguardi e sorrisi, difficoltà, lacrime e gioie.
Sarà linfa di vita. Sarà stupore. Saranno cuori che vibreranno e menti che si apriranno. Sarà amore che scorrerà e luce che si irradierà in me. Saranno dono gli incontri che farò.
Questo è il Vangelo (Mt 28, 16-20) che mi accompagna: “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. E questo ciò che mi suscita: “Ho dubitato anch’io Signore, eppure ci sei tutti i giorni della mia vita. Tu mi mandi. Io mi sento così piccola, ma nel mio piccolo è grande il desiderio di incontrare questi bambini orfani e coltivo nel cuore la speranza di fargli incontrare Te, di fargli conoscere Te che sei Padre e Madre, perché non abbiano a sentirsi soli, ma sappiano che il primo, unico e grande amore di Padre sei Tu e per loro, come per noi, ci sei sempre”.
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Corso Giovani e Missione 1 – Ed. 2015/2016

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Riparte il corso di formazione missionaria GM1 per giovani dai 18 ai 35 anni.

Per iscrizioni e informazioni:

fra Alfio 3385262736  – info@missioniassisi.it

Ecco le date delle tappe del corso:

20-22 Novembre 2015

22-24 Gennaio 2016

19-21 Febbraio 2016

11-13 Marzo 2016

Iscrizioni dal 1° settembre.

GM1 si ricomincia!

Riparte il corso di formazione missionaria GM1 per giovani dai 18 ai 35 anni.

Per iscrizioni e informazioni:

fra Alfio 3385262736 info@missioniassisi.it

NOTA BENE: La prima tappa del corso è anticipata al weekend dal 14 al 16 Novembre 2014

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Voglio smettere di adorare me stessa e rendermi strumento di Dio, solo lui mi renderà capace

Mi chiamo Ginevra, ho 20 anni e vengo da un paesino in provincia di Pisa.
Nonostante la mia tenera età fra meno di una settimana partirò per una esperienza missionaria in Bolivia.
Dopo aver passato un paio di anni molto faticosi, con la maturità e il primo anno di università,  mi ero adattata e sopravvivevo: ero insofferente ma non riuscivo a capire cosa mi mancasse. Così l anno scorso ho avuto la grande possibilità della ”svolta”.
In dieci giorni di cammino alla marcia francescana ho sperimentato la bellezza di mettermi al servizio dell’altro. Mi sono fatta carico (sia a livello mentale che fisico) del fratello accanto a me e ciò mi ha dato la possibilità di conoscere tante belle persone e di riscoprirmi. Ho capito che c’era qualcuno che aveva dei grandi progetti per me di felicità e quel qualcuno era Dio.
Così, sulla scia dell entusiasmo post marcia, ho scoperto l’esistenza del corso a Costano e mi sono detta: ”Quale servizio per l’altro migliore dell’essere missionaria?”
Affascinata da questo sogno ho iniziato il corso con un’altra ragazza della provincia Toscana.

Quattro incontri intensi ed estremamente ricchi di contenuti e di parole: ed ogni parola era per me. Non nascondo che ho incontrato delle difficoltà, soprattutto con la mia famiglia, nello spiegare ai miei genitori la motivazione valida e reale di ciò che facevo.

E’ stato durante il secondo week end, quando  si parlava di San Paolo, Fra Iuri disse:
”Paolo compie tre viaggi missionari. Lui nonostante venga osteggiato dai suoi connazionali compie al progetto di Dio.
Coloro che dovevano essere vicino a lui lo osteggiavano , ma nonostante tutto si è affidato ed è partito.”

Quella parola mi cambiò la vita.
Ricercavo talmente tanto l appoggio delle persone a me care che stavo perdendo la volontà dell’unica persona che senza dubbio sapeva qual’era il luogo in cui dovevo stare.

Basta fidarsi.
Così ho mollato tutte le mie prese e ho pregato.

Ho così lasciato totale carta bianca ai frati che avrebbero scelto dove andare, con chi e con quali persone sarei entrata in contatto.
Il 4 aprile ho ricevuto il mandato: andrò in un orfanotrodfio a Santa Cruz. Sono felice di come il Signore mi abbia preparato a questa esperienza. Ovviamente sono molto impaurita sia per le tante ore di volo sia per cosa farò e se ne sarò capace. In più non conosco la lingua!

Decido comunque di crederci ed essere fiduciosa perché sono sicura che negli occhi e nei sorrisi di quei bambini incontrerò il Volto di Dio.

Voglio smettere di adorare me stessa e rendermi strumento di Dio, solo lui mi renderà capace.
Sono stata chiamata, e io non potuto dire che sì.

Ginevra