In Sud Sudan Studiare si può… progetto sostegno studentesse

Nella mia esperienza missionaria in Sud Sudan, ho collaborato per diversi progetti con Suor Sarah, una suora Sud Sudanese, docente universitaria e impegnata in molte attività diocesane e parrocchiali. La scorsa estate mi ha chiesto un aiuto per pagare le tasse scolastiche e il trasporto per alcune studentesse, 10 studentesse della scuola secondaria e 16 studentesse universitarie.

 

Suor Sarah così mi scrive “… vorrei dire che l’istruzione è la chiave per una vita di successo quando educate una persona educate la nazione. Viviamo in un paese che ha molte sfide come è stata la guerra che ha contribuito a creare una situazione difficile per cui le ragazze sono le vittime di questo stato, molte studentesse hanno dovuto abbandonare la scuola,senza però avere la possibilità di un lavoro, alcune sono orfane e alcune sono interessati a studiare ma non possono a causa dei problemi finanziari. Pertanto abbiamo pensato di cercare di aiutare le ragazze che hanno mostrato interesse nello studio e che le loro famiglie non sono in grado di sostenere. Questa è la mia richiesta, se possibile, per favore, sostenere queste ragazze nello studio. Dio ti ricompenserà.”

Un rapporto Unicef riporta che il 68 % dei giovani fra i 15 e 24 anni non sa leggere e scrivere e questa percentuale è purtroppo maggiore per quanto riguarda le donne. Anche per questo motivo, come ufficio missionario, abbiamo deciso di sostenere questo progetto con l’aiuto dei benefattori che vorranno contribuire e come dice suor Sarah, Dio ci ricompenserà. Fra Marco Freddi

CONTO CORRENTE POSTALE

C/C P. 14404065
Intestato a: Provincia Serafica san Francesco – Missioni estere, p.zza Porziuncola 1 – 06081 Assisi (PG)

CONTO CORRENTE BANCARIO

Banca Popolare Etica
Filiale di Perugia
Via Piccolpasso 109 – 06128 – Perugia
Iban: IT 47 Y 05018 03000 000011475613

Intestato a: Provincia Serafica san Francesco – Missioni estere Onlus, p.zza Porziuncola 1 – 06081 Assisi (PG)

Un segno di speranza per Digala

Un segno di speranza!

Grazie all’aiuto di diversi benefattori nel 2013 i frati missionari in Sud Sudan hanno potuto contribuire nella costruzione della prima cappella di “Digala” che poi è stata migliorata anche grazie all’intervento di altri benefattori che hanno costruito un pozzo e comprato un generatore per l’elettricità.

cappella di Digala costruita grazie al contributo dei benefattori

interno della cappella di Digala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cappella è stato un dono prezioso per la popolazione cristiana che prima della presenza dei frati erano costretti a radunarsi per la preghiera sotto un albero.

 

​la Comunità cristiana di Digala radunata sotto l’albero prima della costruzione della cappella

La cappella è subito diventata un luogo di preghiera e di aggregazione che ha consentito alla comunità cristiana di crescere e radunarsi per trovare anche sostegno e forza nella difficile situazione politica ed economica del paese.

Purtroppo nel 2015, a seguito della guerra civile che ha devastato la zona di Digala molti sono stati costretti a fuggire nella foresta e pertanto molte cose sono state depredate, e anche la cappella ora necessita di lavori importanti di ristrutturazione.

Al momento la comunità cristiana è tornata a Digala e si sta già impegnando generosamente per la ricostruzione della cappella, ma i frati del Sud Sudan, come la popolazione, al momento non hanno i mezzi economici per potere realizzare questo progetto e chiedono il nostro aiuto.

 

Il Sud Sudan rimane al momento una nazione poverissima e sempre in una situazione molto instabile anche se i giorni scorsi è stato firmato un accordo di pace, e la costruzione della cappella diventa ed è segno importante per ricostruire un tessuto sociale ferito, un “luogo benedetto” di rinascita e di speranza, di incontro e riconciliazione…

Aiutaci ad aiutare: Progetto Digala 2018 

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Aiutaci ad aiutare!

“La vita si rafforza donandola e si indebolisce nell’isolamento e nell’agio” Papa Francesco, Evangelium Gaudium, 10.

Abbiamo questo dono prezioso, la vita, che continuamente deve sbocciare, crescere nel bene e nella bellezza, tanti di noi hanno già fatto l’esperienza che “donando si riceve”, donando, conoscendo, uscendo dalla nostra “comfort zone” la vita ha un respiro più grande, più bello!

Tanti missionari, religiosi e laici hanno fatto questa esperienza, lasciare la “propria terra”, le proprie certezze e sicurezze per avventurarsi fidandosi della chiamata di Dio ad andare in ogni periferia per amare come Gesù ha amato.

Una chiamata che Dio ha benedetto da sempre manifestandosi concretamente grazie all’aiuto di tanti, tutto è stato ed è prezioso, e tanto bene è stato fatto anche grazie alla generosità di tanti e in tanti modi, come la preghiera, la vicinanza amicale che i missionari hanno sempre sentito e ogni tipo di aiuto economico.

Noi come frati continuiamo a ricordarvi a Dio perchè continui a benedirvi e a mostrarsi come vostro Padre, grati per quello che avete già fatto o farete.

Il nostro segretariato in questo momento è in contatto con diversi missionari e proporremo diversi progetti di sostegno per le comunità che serviamo o di cui conosciamo le necessità.

Grazie del vostro aiuto e il Signore vi ricompensi con ogni benedizione.

                                  

PER AIUTARCI:

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Fra Michele Impagniatello: una vita offerta

 

Bandeko ba bolingo, Mokonzi apesa bino boboto! (Carissimi fratelli il Signore vi dia pace!)

questo è il saluto che fra Michele Impagniatiello, frate minore della provincia Umbra e missionario in Congo per 10 anni, ha rivolto ai frati minori della Provincia Serafica come testimonianza nella occasione della festa della vocazione Francescana il 18 febbraio 2012.

Fra Michele è deceduto il 2 luglio 2013 dopo una improvvisa e dolorosa malattia, nella quale ha dato testimonianza della sua fede semplice e granitica, che gli ha permesso di accogliere quel tempo faticoso come una offerta in unione alla passione redentrice di Gesù, come lui stesso scrive, “fa’ o Dio, che l’OFFERTA DELLA MIA SOFFERENZA sia sostegno per il cammino della Chiesa e per quanti soffrono nel corpo e nello spirito”

In questo giorno speciale nel quale la Chiesa celebra la solennità di “Tutti i Santi” vogliamo condividere una parte della sua testimonianza per ringraziare Dio per i fratelli che ci ha donato, “i santi della porta accanto”, e come ha scritto Papa Francesco, per lasciarci anche noi entusiasmare e incoraggiare per dare tutto noi stessi, e per crescere verso quel progetto unico e irripetibile che Dio ha voluto per ciascuno di noi da tutta l’eternità.

 

Dalla testimonianza di fra Michele Impagniatiello ai confratelli della Provincia Serafica in occasione della festa della vocazione francescana e degli anniversari , S.Maria degli Angeli, 18 febbraio 2012

“Il tempo della CONTINUITÀ.

Sorella infermità

In 10 anni vissuti in Congo il Signore mi ha dato la grazia di vivere pienamente la mia vocazione francescana e il mio sacerdozio, facendomi sperimentare le mie povertà e scoprire i miei talenti, facendomi incontrare un’altra cultura e parlare altre lingue, facendomi incontrare i volti di tanta gente: i poveri nei quartieri, i bambini, i saggi tradizionali, le tante mamme che tornavano stanche dai campi. Un tempo dove ho percorso in lungo e in largo i vari sentieri della foresta con la mia bicicletta per incontrare e salutare la gente nei villaggi. Attualmente, come tutti già sapete, la mia vita è segnata da “sorella infermità”, una bicicletta che sto imparando a pedalare giorno dopo giorno nella continuità della vita missionaria. Il movimento è lo stesso, pedalare sempre in avanti; lo zaino è lo stesso, il Vangelo; lo spirito è lo stesso, la gioia di annunciare; il sentiero è identico: piano, stretto, faticoso, in salita; la meta è la stessa, i volti della gente. Sto vivendo questa continuità della vita missionaria a braccetto di “sorella infermità”, sull’esempio della vita del Signore, che dopo aver insegnato nelle sinagoghe, annunciato il Vangelo ai poveri, guarito gli infermi, espulso i demoni, ha accolto il cammino della croce e dell’offerta nella continuità feconda della sua vita missionaria. Così oggi vivo questo tempo della sofferenza offrendola per il bene della Chiesa, della missione in Congo e della nostra Provincia.”

Fra Michele Impagniatiello