Novità dalla Fondazione Congo Brazzaville

p. Roch discute la tesi di Dottorato

Nella solennità di sant’Antonio, martedì 13 giugno 2017, presso l’Accademia Alfonsiana in Roma, il frate minore p. Roch Ekouerembahe ha difeso la tesi dottorale di ricerca di Teologia morale, inerente il matrimonio: Une relecture des traditions matrimoniales en terroir mbochi aà la luniére de la révélation biblique. Analyse critique en perspective c’inculturalité.

Alla discussione è stato presente, tra gli altri, anche padre Bruno Ottavi che nel dicembre 1991 partì per il Congo Brazzaville assieme ad altri frati della COMPI per aprire una missione francescana. Ai frati che vi si sono alternati si unì, più tardi, per circa un decennio, anche il compianto padre Michele Impagnatiello. Tra i primi giovani accolti come probandi vi fu, invece, proprio Roch ed ora la conclusione dei suoi studi alla presenza di altri frati della medesima fondazione mostra che tante fatiche non sono state sterili.

Nella discussione p. Roch ha affermato che la cultura locale ha degli elementi che favoriscono l’inculturazione del Vangelo, anche se accanto a ciò deve esserci sempre un lavoro di purificazione della medesima.

Invitato dalla Commissione esaminatrice ad intervenire, il padre Bruno Ottavi, già Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria – eletto dopo il rientro dalla missione in Congo – e ora cappellano presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, ha detto che nella sua presenza in Congo Brazzaville ha visto come “l’inculturazione del Vangelo e l’evangelizzazione della cultura hanno portato buoni frutti. Ma – ha proseguito – ora la sfida è nella globalizzazione del consumismo e del secolarismo, che sta distruggendo tanti valori costitutivi della società: in ciò la Chiesa è fortemente interpellata a continuare la predicazione del Vangelo”.

L’articolo è tratto dal sito dei Frati Minori dell’Umbria

 

Terminata e aperta al culto la cappella di Issengue

P. Pascal è stato di parola: il 3 giugno, nella solennità di Pentecoste, la cappellina di Issengue (di cui abbiamo seguito, passo passo, le fasi di costruzione: 13 gennaio, 10 aprile, 11 maggio), è stata solennemente dedicata al culto durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Owando , S.E. mons. Victor Abagna Mossa.

Ora i fedeli di Issengue possono finalmente godere di un luogo più confortevole per cantare le lodi del Signore.

Grazie a voi che, con la vostra generosità, avete reso possibile tutto questo!!

 

 

Un documentario per p. Odorico

Nonostante sia terminato il centenario della nascita del Servo di Dio, p.Odorico d’Andrea, non si spengono in Nicaragua la devozione e le iniziative per “El santito del Norte”.

Tra le tante iniziative che hanno coinvolto migliaia di fedeli e che hanno ricordato padre Odorico per il suo impegno sociale a San Rafael, ricordiamo in particolare quelle che lo ricordano come “uomo di pace”.

La situazione politica in Nicaragua, nel 1953, anno del suo arrivo dall’Umbria, era di grande instabilità e successivamente di lotta rivoluzionaria contro la dittatura. In questo contesto difficile in cui San Rafael era poco più che un villaggio in cui mancava tutto, p. Odorico fa arrivare l’acqua potabile e si adopera per la realizzazione di una diga e di una linea di trasporto da lui gestita che collega San Rafael con Matagalpa e Managua. Siamo nel 1962 e comincia la costruzione dell’ospedale a San Rafael, di strade, scuole, chiese e dispensari nei paesi circostanti.

In questo contesto di lotta rivoluzionaria, p. Odorico si fa mediatore di pace tra i gruppi armati, riuscendo ad ottenere qualche tregua. Al suo apparire i due eserciti nemici si fermano, abbandonano le armi, vanno incontro al “Padrecito”, come lo chiamano affettuosamente i nicaraguensi, ed ascoltano devotamente la messa, sul campo di battaglia trasformato in altare.

Questo suo impegno a favore della pace tra due fazioni rivali – che fa tanto pensare al Cantico delle Creature di San Francesco, in particolare alla strofa sul perdono: “Laudato si mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore”, anche quella scritta in un’occasione analoga – e tante altre virtù, sono al centro di un documentario prossimo ad essere disponibile al pubblico dei fedeli.

Il documentario, diretto da Roger Mantica e prodotto da RoMa Production, attraverso testimonianze di frati o semplici fedeli, ricostruisce la figura di p. Odorico e del suo impegno, tra gli altri, per il ristabilimento della pace. Di seguito riportiamo il trailer del documentario.

L’articolo è tratto dal sito dei Frati Minori dell’Umbria

Aiutiamo Ravìl a studiare: un nuovo progetto per il Kazakhstan

Ravìl è il terzo di nove figli della famiglia Panova, con la quale sono iniziati tutti i nostri progetti. Per un certo periodo mamma Svieta era riuscita a fare a meno di noi, ma ora che i figli crescono le difficoltà e… le spese aumentano. Si sono trasferiti in un villaggio ad una cinquantina di km da Taldykorgan, tra le steppe, nella speranza che i costi fossero inferiori e che i campi avrebbero permesso loro di vivere almeno senza la spesa degli alimentari. Ma anche questo… non basta!
Inoltre, ultimamente, sono comparsi seri problemi di salute: lei stessa dovrebbe ricoverarsi per curarsi il cuore ma non sa a chi lasciare i figli e così, come può, cerca di prendere qualche medicina che le permetta di tirare avanti.
Sascia (il primo bambino con cui abbiamo iniziato il progetto “Qua la mano”) sarà ricoverato al centro di tubercolosi qui a Taldykorgan, a causa di gravi lesioni ai bronchi (sembra che i polmoni non siano danneggiati): forse a causa della malnutrizione e dell’aver trascorso l’inverno non adeguatamente vestito! Abbiamo già organizzato un gruppo di parrocchiani che potranno visitarlo e assisterlo quotidianamente, nella speranza che possa guarire presto.
Ravìl, da diverso tempo, ha espresso il desiderio di studiare come “paramedico” (qui è più di un infermiere e meno di un medico), soprattutto spinto dall’aver visto come nei villaggi sia difficile trovare chi ti cura!!! Quest’anno sta finendo la prima superiore con ottimi risultati e ci sembra sia pronto a… spiccare il volo per la grande città: Almaty. Con l’aiuto di Kolia abbiamo trovato un ottimo istituto, alquanto quotato, per i suoi studi. Dovrà perdere la prima classe già frequentata ma, per lui, sarà solo un bene, visto lo scarso livello di preparazione scolastica nei villaggi. Se si trova chi può aiutarlo tra i tanti amici italiani, vivrà nel convitto cattolico della parrocchia di Kapcigai, aperto per permettere ai bambini dell’orfanotrofio parrocchiale di ricevere, crescendo, un’adeguata formazione ad Almaty.
Ci affidiamo alla bontà di tutti voi nella speranza di aiutare anche Ravìl a costruirsi un buon futuro, soprattutto premiando il suo cuore generoso e le sue buone intenzioni di essere, un giorno, utile in uno dei tanti villaggi sparsi tra le steppe, dove la gente non può raggiungere in tempo un ospedale per ricevere cure adeguate.
fr. Luca Baino