“Qua la mano” – Aggiornamenti

CUCITO

Due anni fa avevamo proposto un corso di cucito ad alcune donne del progetto “Qua la mano”, comprando alcune macchine da07 cucire, vari attrezzi per il taglio e stoffe. Purtroppo l’iniziativa non ha dato tutti i risultati sperati, per vari motivi ma soprattutto per la mancanza di fondi nell’acquistare ancora stoffe e materiale per proseguire. Comunque la cosa è tanto piaciuta che anche papà Sascia si è dilettato nel preparare questi locali “portafelicità”… con bellissimi risultati, come potete vedere!!

Stiamo ora cercando di aiutare alcune mamme ad iscriversi ad un corso di cucito organizzato dal Comune di Taldykorgan che potrebbe poi dare loro anche l’opportunità di trovare lavoro in qualche fabbrica legata a quest’iniziativa.

Inoltre stiamo pensando di aprire un nuovo progetto per acquistare materiale per confezionare oggetti tradizionali kazakhi da rivendere nelle nostre mostre missionarie italiane, dando così ai nostri genitori locali l’opportunità di guadagnare qualche soldo e, a noi italiani, di conoscere la nostra cultura kazakha.

SASHA

sasciaForse ricorderete Sascia, il bambino grazie al quale è iniziato tutto il nostro cammino e la nascita del progetto “Qua la mano”. Nella foto sono quattro di dieci figli. E’ meraviglioso andarli a trovare e, nonostante le condizioni, vedere come sono sempre sorridenti e come si prendono cura gli uni degli altri! Ora la sorellina Karina (a destra nella foto ) è ammalata di fegato e nonostante le cure non riesce ancora a guarire. Grazie al progetto sanitario stiamo cercando qualche specialista (che lo sia davvero!), ovviamente a pagamento, che la possa aiutare. Ci affidiamo alle vostre preghiere ringraziandovi anche del vostro aiuto economico.

LA FAMIGLIA DI DAVID E SERGHEJ

17Finalmente papà S. ha deciso di fermarsi e prendersi cura della sua famiglia. Alla prima gravidanza era scappato, lasciando la compagna da sola a gestire la gravidanza e il primo anno e mezzo di vita del piccolo David che, già appena nato, aveva avuto grossi problemi di salute. Mamma si era rivolta a noi e così l’avevamo aiutata a crescere il piccolo e soprattutto a risolvere i suoi vari problemi di salute.18 Ora anche lui si prende cura del fratellino Serghej e finalmente la famiglia è ricomposta. Ma anche questo secondo figlio ha grossi problemi di salute: nei suoi primi due mesi di vita ha già trascorso, a intervalli, una mesata in rianimazione e due volte lo hanno salvato al pelo da asfissia a causa dei problemi ai polmoni di cui non si riesce ancora a capire la causa nè, quindi, una possibile soluzione. Inoltre il piccolo stipendio di papà non riesce a mantenere completamente la famiglia ma, vista la sua buona volontà e il suo impegno, abbiamo deciso di continuare ad aiutarli soprattutto nella speranza che anche i problemi di salute di Serghej si risolvano al più presto. Lo affidiamo anche alle vostre preghiere ringraziandovi per il vostro sostegno.

 

Issengue

Issengue è un piccolo villaggio del Congo Brazzaville, a 17 km da Makoua (sede “storica” di un nostro insediamento missionario).Issengue_5

La piccola comunità di fedeli che vi si riunisce è seguita e curata da p. Pascal Taty: comunità piccola ma molto volenterosa, tanto che, pur di pregare insieme e celebrare l’Eucaristia, si adatta a soluzioni non proprio comode soprattutto in caso di maltempo… tipo quando arrivano le piogge equatoriali!Issengue_1

P. Pascal si è quindi deciso a progettare la costruzione di una cappella in muratura e ci chiede aiuto per questo: la spesa prevista ammonta a 5.826 euro.

Contiamo sul vostro generoso sostegno per regalare a questa comunità un luogo di preghiera più confortevole.Issengue_2Issengue_4

Dialogo ecumenico in Kazakhstan – novembre 2016

08Domenica 7 novembre sono stato invitato ad un incontro di cinque diverse chiese protestanti con alcuni nostri cattolici a parlare dell’esperienza di Emmaus: come riconoscere e vivere la presenza di Gesù in mezzo a noi. Sono ormai diversi anni che con queste chiese ci troviamo per pregare, riflettere sulle Sacre Scritture e, una volta al mese, per condividere come siamo riusciti ad incarnare una frase del Vangelo che riceviamo all’inizio del mese: un’esperienza che, oltre a darci la possibilità di conoscerci meglio, ci fa crescere insieme uniti nell’Unico Gesù in cui crediamo. Visto che la data coincideva con la venuta di alcuni amici del movimento dei Focolari da Mosca, ho proposto di ascoltare una loro testimonianza su come consacrano la loro vita per rendere sempre viva l’esperienza dei discepoli di Emmaus.

0910