Situazione in Sud Sudan

SudSudanIl 9 luglio 2016 il più giovane Stato del mondo, il Sud Sudan, compiva 5 anni: nel 2011, infatti, si staccò dal Sudan dopo anni di tensioni e violenti scontri. Un’indipendenza minacciata in questi anni, quasi senza sosta, da una cruenta guerra civile per gli scontri tra il Presidente Salva Kiir e l’ex vice Presidente Riek Macher, che ha causato oltre 50 mila morti e 2 milioni di sfollati.

Qualche mese fa venne stilato un accordo di pace, l’ultimo di una serie che purtroppo non è bastata a far tacere le armi: proprio nelle ultime settimane, infatti, si sono riaccesi gli scontri tra le fazioni/etnie con le conseguenti, insensate, violenze sulla popolazione inerme.

Una delle zone più colpite è ovviamente la capitale, Juba, dove era presente una Comunità missionaria di Frati Minori, tra cui p. Marco Freddi della nostra Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi.

Le testimonianze, attinte personalmente da p. Marco nei giorni scorsi, ci hanno Freddi_bimbodato la possibilità di sentire quasi la paura della gente del posto che, per ripararsi, cercava rifugio in chiesa nella speranza che fosse più sicura delle loro capanne. Ma i nostri frati, che pure accoglievano quanti chiedevano asilo, sapevano che il luogo sacro e l’abito che indossano non erano sufficienti per fermare la violenza che si andava sempre più concretizzando attraverso l’odio, la fame, l’impossibilità di curarsi…

Questa situazione, in via di progressivo e inesorabile peggioramento, ha condotto i nostri fratelli a prendere la dolorosa ma necessaria decisione di lasciare almeno temporaneamente il Paese, per far ritorno alle Nazioni di provenienza.

P. Marco, in particolare, è rientrato in Italia due giorni fa, il 19 luglio 2016.

Questa situazione, naturalmente, ha causato l’immediata sospensione dei nostri Progetti.

Chiediamo a tutti coloro che ci leggono, fratelli in Cristo e persone di buona volontà, di pregare perché il fratello non continui ad uccidere il fratello, e perché possano tacere le armi per far parlare la fraternità che, in quanto uomini, ci accomuna.

L’articolo, con alcune modifiche dovute alla rapida evoluzione degli avvenimenti, è tratto da alcune pagine del sito ufficiale dei Frati Minori dell’Umbria:

Guerra civile in Sud Sudan

Imploriamo misericordia e pace per Nizza e Juba

Qua la mano – Un aiuto temporaneo

aiuto temporaneo_1Jenia e Lucia, con i loro tre bambini, sono una delle famiglie della nostra parrocchia che, come molti, hanno deciso di andarsene dal Kazakhstan per le difficili condizioni in cui, sempre più spesso, i discendenti dei deportati si trovano.

A causa delle difficoltà burocratiche con i documenti, hanno dovuto tornare in Kazakhstan durante le vacanze dei bambini, per cercare di sistemarli e poter vivere tranquillamente, secondo le leggi, anche a Novosibirsk dove si sono trasferiti.

E’ stato un miracolo che il datore di lavoro di Jenia gli abbia permesso di prendersi due mesi per sistemare i documenti, promettendogli di conservargli il posto, ma servivano i soldi per poter trascorrere questo tempo in Kazakhstan.

Visto che il territorio della parrocchia è una “fabbrica di s. Pietro” e da tempo alcuni lavori aspettavano di essere iniziati, ecco che, secondo lo stile del nostro progetto “Qua la mano”, abbiamo proposto a Jenia di iniziare a dipingere i vari recinti della chiesa, dell’oratorio e del convento. Ci sono poi altri lavori di risistemazione di varie parti della chiesa che bisogna al più presto eseguire (a causa della poca cura con cui sono stati fatti a loro tempo).

Nelle foto, Danil, Nikita e Faustina aiutano papà nel lavoro che per loro diventa un simpatico gioco.

fra Luca Baino

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Tutti uniti intorno alla bandiera del Kazakhstan

Uniti_1Il 3 giugno il Dipartimento per gli Affari religiosi ha invitato tutti i responsabili delle diverse confessioni cristiane e religioni e tutti i responsabili dei diversi organi statali ad assistere all’alzabandiera del Kazakhstan su un’asta di 92 metri.Uniti_3

Questa manifestazione fa parte del programma che si svolge in diversi  modi in tutto il Kazakhstan, dal titolo: “Un’unica Nazione, un unico popolo”.

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L’accoglienza e la premura per trovare a ciascuno un posto comodo sono state molto gradite e piacevoli, così come il modo di rapportarci tra noi vari rappresentati… soprattutto facendo il confronto con le relazioni degli anni passati!!! Senza guardare alle difficoltà degli ultimi anni per costruire queste relazioni, siamo rimasti tutti contenti.

fra Luca Baino