Qua la mano – Sariasek

Sariasek_1Oltre alla parrocchia di Taldykorgan e a quella di Jarkent (300 km da Taldykorgan e 30 dal confine con la Cina), sono anche responsabile di un “punto di preghiera” (così è ufficialmente registrato presso il Dipartimento di Giustizia e quello per gli Affari religiosi, dai quali serve ogni anno ricevere la “licenza missionaria” per esercitare l’attività pastorale!) a Sariasek (150 km da Taldykorgan), dove sono rimasti solo due cattolici di una già piccola comunità, quasi estinta a causa dell’esodo per cui chiunque ne ha la possibilità ritorna nelle Nazioni da cui i nonni sono stati deportati.
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Lena e Iura vivono una condizione di povertà quasi estrema ma non si arrendono. A Sariasek, una volta ricca cittadina militare, dopo la chiusura delle caserme dei tempi sovietici, che davano lavoro praticamente a tutti, è ritornato in voga persino il baratto, tanto pochi sono i soldi che si vedono.
Cercando lavori anche solo a ore (un lavoro fisso è impensabile), vendendo quanto riescono a coltivare nel piccolo orto, cercano di continuare a tenere accesa questa piccola fiammella evangelica. Come possiamo, cerchiamo di sostenerli soprattutto vedendo la loro grande forza di volontà animata anche da una buona dose di fede: “Dio non ci abbandona!” spesso mi ripetono. Con le loro misere forze sono riusciti a rinfrescare, almeno esternamente, la casa adibita a “punto di preghiera” scegliendo di vivere nel rudere accanto… indegno anche per una stalla!
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Così, quest’anno, grazie all’aiuto del progetto “Qua la mano”, abbiamo deciso di sistemare anche l’interno per rendere loro una dignità umana da troppo tempo dimenticata e poter accogliere nuovi fratelli e sorelle che volessero aggiungersi.
Dio benedica il loro lavoro sia materiale che di evangelizzazione e benedica tutti voi per il vostro sostegno!
fra Luca Baino

Qua la mano – Un nuovo arrivo

IMG_9758Da qualche mese, al nostro progetto “Qua la mano” si è rivolta una nuova famiglia composta da mamma, papà e due figli piccoli. La povertà è grande e oltre quella materiale, come spesso accade, quella mentale lo è ancora di più. La voglia di migliorare c’è ma mancano le forze e le idee.

Abbiamo incominciato, come al solito, con alimentari e con la pulizia e l’ordine della casa. Visitandoli più volte, ci siamo accorti che qualcosa non andava con i bambini, soprattutto con il piccolo: finalmente quando lo abbiamo visto “camminare” ci siamo accorti dello stato delle sue gambine. Lo abbiamo portato dal “neuropatologo” (qui è l’autorità indiscussa che poi rimanda ai vari specialisti) che ci ha poi mandato dall’ortopedico che ha diagnosticato un esito di rachitismo. Alla domanda: “Ma lei non si è accorta che suo figlio era rachitico?” la mamma ha risposto di non sapere neanche cosa significasse tale parola.

IMG_9761Grazie al progetto sanitario, ora il bambino sta seguendo un corso di ginnastica riabilitativa nella speranza di poter camminare, un giorno, normalmente. Ma resta difficile trovare qualcuno che possa aiutare tutti e due i bambini nel recupero dei forti ritardi mentali. Speriamo nel Signore!

Papà è riuscito a trovare un lavoro, per adesso misero, ma che ha dato almeno la speranza di potersi, piano piano, rialzare dalla condizione di miseria… anche con l’aiuto di tutti voi, che ringraziamo e per i quali invochiamo ogni benedizione dal Cielo!

p. Luca Baino

Non con i miei soldi

Cos’è un credito subprime? E un bolla speculativa? Un bailout? Esce oggi in libreria “Non con i miei soldi”, un manuale per orientarsi nel mondo della finanza, le cui dinamiche riguardano tutti da vicino.

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«La finanza oggi ci riguarda tutti. La questione non è se ci interessi o meno, questo conta poco. La finanza è una piattaforma infrastrutturale fondamentale per il mondo in cui viviamo. Come la rete elettrica, gli acquedotti, internet o decine di altri servizi di cui abbiamo bisogno». Lo scrive Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica nell’introduzione di “Non con i miei soldi” edito da Altreconomia in collaborazione con Banca Etica, un sussidiario per un’educazione critica della finanza che parte da un’idea semplice: non bisogna relegare la finanza agli economisti, ma è possibile capire come funzionano le cose, e cambiarle.
La finanza, anche dopo la crisi del 2008, ha continuato ad accaparrarsi una quota spropositata di profitti. Il settore finanziario negli ultimi anni ha rappresentato circa il 7% del Prodotto interno lordo statunitense, ma ha assorbito il 29% dei profitti. «Da un lato – scrivono gli autori, Ugo Biggeri, Andrea Baranes, Andrea Tracanzan e Claudia Vago – Stati e banche centrali continuano a inondare di liquidità banche private e finanza; dall’altro, investimenti che sarebbero tanto essenziali quanto urgenti non trovano i capitali necessari. Basterebbe pensare alle questioni climatiche, alla riconversione ecologica dell’economia, alla mobilità sostenibile, l’efficienza energetica, la ricerca e la formazione».
Il libro nasce come prosecuzione dell’omonima campagna Non con i miei soldi! un progetto di Banca Popolare Etica e Fondazione Culturale Responsabilità Etica, nata nel 2011 dai soci e clienti di una banca “insolita”, per educare in modo critico alla finanza e raccontare non solo che cosa “non va” nella finanza globale, ma che non tutte le banche sono uguali e che tutti possiamo fare qualcosa di concre¬to per costruire un futuro diverso.
Una conoscenza più approfondita dei meccanismi della finanza aiuta anche ad essere consumatori più consapevoli: «I nostri soldi, depositati in banca o affidati a un gestore finanziario, non dormono. Anzi, sui moderni mercati non dormono mai. Vengono impiegati per comprare, commerciare o finanziare qualcosa, che sia una cosa reale come un paio di scarpe o una quota di una qualche scommessa organizzata da un computer dall’altra parte del mondo».
«I nostri risparmi, incanalati tramite conti correnti, fondi pensione e di investimento, possono avere un enorme impatto, tanto in positivo quanto in negativo. Possono essere impiegati per l’economia locale o finire in qualche paradiso fiscale, sostenere la cooperazione sociale e l’agricoltura biologica o il commercio di armi, e via discorrendo. Perché, una volta giunti nel sistema finanziario, mi comporto come se non fossero più soldi miei?».
Per approfondire: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=5727
(fonte www.mondoemissione.it)

Incontro ecumenico a Pietroburgo 2016

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Anche quest’anno, con il permesso del Presidente della nostra Fondazione, ho potuto partecipare all’incontro ecumenico organizzato dal Movimento dei Focolari dal 27 al 29 maggio presso un villaggio di Luterani alle porte di Pietroburgo.

A causa della svalutazione della moneta kazakha e dell’impressionante alzarsi dei prezzi, hanno potuto partecipare da Taldykorgan solo una parrocchiana ed un fratello della comunità protestante evangelica.
Ad accoglierci, una decina di cattolici, una sessantina di ortodossi con il loro parroco (soprattutto bellissime giovani famiglie con tanti bambini che hanno rallegrato i nostri incontri) e una decina di luterani con il loro pastore e il suo vicario.

Il tema “Che tutti siano uno” è stato trattato dal punto di vista degli strumenti per realizzare questa preghiera di Gesù, soprattutto guardando al suo “perdere” la sua divinità per diventare uno di noi, e imitarlo.
Come sempre, di particolare interesse sono stati gli incontri informali durante gli intervalli, a cui è stato dedicato molto tempo per la conoscenza reciproca che, come tutti hanno testimoniato, abbatte molti muri di pregiudizi e ci da la possibilità di apprezzarci a vicenda.IMG-20160528-WA0001
Anche dal punto di vista della preghiera è stato notevole che ciascuno abbia partecipato alla liturgia delle altre chiese aggiungendo anche momenti di preghiera in comune proprio per chiedere a Gesù il dono dell’unità o, meglio, per chiedere di poter essere strumenti e collaboratori alla realizzazione di questo “sogno” di Gesù.
Pur riconoscendo che il contesto ha reso facile tutto questo, ci siamo lasciati con l’impegno di fare di tutto per portare quanto abbiamo ricevuto nelle nostre realtà quotidiane.

p. Luca Baino ofm