News e aggiornamenti dall’Africa

NIGERIA/Abuja (Agenzia Fides del 30/6/2014) – Non ci sono chiese cattoliche coinvolte negli attacchi di ieri nei tre villaggi nei pressi di Chibok, la cittadina nel nord della Nigeria dove sono state rapite ad aprile più di 200 ragazze da parte degli estremisti islamici di Boko Haram.
Un gruppo di uomini su fuoristrada, armati di mitragliere anti-aeree, ha compiuto infatti un assalto distruggendo un luogo di culto cristiano e uccidendo decine di persone, tra cui diversi fedeli che partecipavano ad una funzione religiosa.
“La mente umana non può capire quello che succede. Non c’è una ragione per quello che fanno, ma continuano a farlo” ha riferito Mons. Doeme, Vescovo di Maiduguri, nella cui diocesi rientra l’area colpita.

CENTRAFICA/Bangui – La situazione è ancora molto fragile anche se, rispetto a qualche settimana fa, ci sono alcuni timidi miglioramenti. Rimane comunque l’insicurezza di fondo di un Paese dove, per esempio, per andare da Bangui a Bozoum si incontrano almeno nove sbarramenti delle milizie anti-balaka, oltre a quelli dell’esercito regolare, che in teoria dovrebbe essere l’unico a detenere il potere di controllo. I miliziani ai posti di blocco taglieggiano i poveri sventurati che cercano di passare creando così situazioni pericolose poiché i miliziani sono spesso sotto l’effetto di droghe, marijuana o altro.

Marianna: “Fare del rientro una nuova partenza!”

Quando sono partita per l’Africa avevo con me due valigie da 23 Kg e un bagaglio a mano; cinque settimane dopo quando ho fatto ritorno in Italia le valigie si erano alleggerite mentre il bagaglio a mano era cresciuto.
Prima di partire due donne favolose (Adriana e Paola) ci avevano suggerito l’indispensabile per un bagaglio perfetto: una tenda di accoglienza, un buon sacco di disponibilità, una borraccia piena di allegria, pane da condividere, una lampada di speranza, sapone di umiltà, un pronto soccorso completo di consigli e ammonimenti, un poncho per ripararsi dalla superficialità del mondo (molto utile), vestiti per tener caldo ogni cuore, una lunga corda di amicizia e, per non perdersi durante il lungo viaggio, il Vangelo come carta topografica, la Croce come bussola e il Cristo come sentiero. Queste sono le poche cose che sono sopravvissute al viaggio e ho pensato bene di riportarmi indietro; anzi forse alcune di queste le ho proprio prese dall’Africa…scelta saggia, perché la vera missione mi aspettava qui in Italia!!!
La più grande gioia una volta ritornata è stato prendere coscienza che il percorso missionario con i miei compagni sarebbe continuato nella nuova esperienza del GM2 (Giovani e Missione 2). Io non aspettavo altro: continuare il viaggio! Fare del rientro una nuova partenza! Così di una cosa siamo stati subito messi al corrente: il viaggio missionario non era il fine ultimo del percorso affrontato…Ah no?! E cosa ci aspettava ancora?! Fremevo dalla curiosità!
Altri tre week end: Febbraio, Marzo e Maggio.
A Febbraio, quando ci siamo rivisti tutti per la prima volta, ognuno di noi portava con se un’esperienza di missione diversa ma ugualmente significativa che non vedeva l’ora di condividere. Fare memoria è stato il primo passo verso la nuova meta: essere missionari nel mondo e per il mondo. Dal secondo ritiro le idee si sono fatte più chiare: la prima formazione missionaria ci aveva preparati alla missione estera e la missione ci avrebbe preparato alla più grande missione che è la nostra vita e vocazione.
Il secondo passo è stato riconoscerci cittadini del mondo…un mondo che va conosciuto per essere vissuto! Abbiamo così indagato i meccanismi del mondo in cui viviamo in tutti i suoi aspetti: sociale, ambientale e economico, giudicando da cristiani il buono e il meno buono che c’è e cercando quel filo rosso che collega la nostra vita con quella di tutto il Creato e ci rende compartecipi della Creazione.
Dal particolare, una piccola esperienza personale di missione, abbiamo allargato la vista al generale, un generale talmente vasto che quasi spaventava e faceva sorgere molte domande: come posso portare testimonianza nel mondo? qual è il mio ruolo? da dove posso iniziare? Nel terzo incontro siamo stati aiutati a rispondere a queste domande. Come?! Riconoscendo l’azione dello Spirito Santo, i suoi doni e quindi le nostre attitudini, ma è anche grazie a forti testimonianze di vita missionaria che siamo riusciti a calarci nell’idea di una vita offerta ed a innamorarci di una vita così vissuta. Piano piano (malembe malembe in lingala!) abbiamo preso confidenza con questa macro-visione del mondo e abbiamo abbandonato lo zoom sulla nostra vita, ma per questo eravamo reduci da un buon allenamento! Sicuramente terremo strette la nostra cartina e la bussola per non perdere il sentiero da seguire!
Vi lascio una citazione di Dietrich Bonhoeffer che perfettamente riassume questa avventura: “Chi cerca di sfuggire alla terra non trova Dio, trova solo un altro mondo, il suo mondo, più buono, più bello, più tranquillo, un mondo ai margini, ma non il Regno di Dio, che comincia in questo mondo.”
La cosa più bella?
Veder crescere qualcosa di nuovo da costruire insieme!

Marianna

Piccoli grandi passi!

Sono a metà di questa mia visita in Kazakistan e posso solo benedire il Signore per il tanto bene che ho visto fare qui da fra Luca Baino e da tutti i suoi collaboratori e parrocchiani. La città di Taldykorgan è abitata da più di 123 mila persone e i cristiani che sono iscritti nel libro parrocchiale sono solo 187 di cui 70 sempre presenti alle celebrazioni. I cristiani qui in Kazakistan sono solo i  figli dei deportati dall’ex regime sovietico. Qui a Taldykorgan i deportati sono il 25,47 % mentre la stragrande maggioranza sono Kazaki quindi musulmani. I deportati qui in Kazakistan sono discriminati per motivi politici e d’identità nazionale.

In questi giorni ho avuto la possibilità di visitare le famiglie che stiamo aiutando con le adozioni e di passare del tempo coi bimbi di queste famiglie che sono al centro di molteplici attività educative e ricreative.

Queste famiglie che aiutiamo vivono in una zona isolata della città. Le abitazioni che hanno sono delle piccole case fatte di argilla che di anno in anno devono rinforzare perché pioggia, sole e gelo le sgretolano continuamente. IMG_0777 Il clima di questa terra è continentale quindi si passa dai 40 gradi di questi giorni estivi ai -30 gradi del rigido inverno quando sorella neve resta compagna quotidiana per almeno 6 mesi. Come vedete da queste foto in questa parte della città non ci sono strade asfaltate e vi lascio immaginare cosa significhi camminare quando la neve si impasta con il fango.

Abbiamo cominciato ad aiutare fra Luca in questo progetto di promozione umana l’anno scorso e molti passi in avanti sono stati fatti. Molte famiglie ora tengono la loro casa pulita ed in ordine, provvedono al sostentamento dei figli e cercano di racimolare qualche soldo con piccoli lavoretti.  Le condizioni nelle quali si trovavano queste persone erano veramente disumane a motivo dell’ignoranza  della noncuranza assoluta da parte dello Stato o di qualunque altra associazione.

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Non tutte queste famiglie sono ancora autonome al 100% soprattutto per quanto riguarda alcune spese eccezionali come il vestiario o il materiale scolastico dei figli, ma il modus operandi di tutti i nostri progetti qui in Kazakistan resta lo stesso e lo si è espresso bene nel motto “qua la mano”: non sostituirsi ma accompagnare, cioè aiutare le persone che s’incontrano a prendere coscienza del loro essere persona umana a partire dai più elementari bisogni (pulizia personale, dell’abitazione, regole alimentari); aiutare a sanare e regolare le relazioni tra i membri della famiglia; informare circa i diritti del cittadino ed educare ai doveri sia nei confronti della famiglia che nei confronti dello Stato.

La cosa più bella alla quale fra Luca e Nadia (psicologa responsabile di questi progetti) hanno assistito è il vedere come queste persone prendendo coscienza del loro valore e dei loro diritti iniziano ad essere autonomi e responsabili.

Un giorno fra Luca e Nadia stavano passando in macchina vicino alla casa di una di queste famiglie nella quale 2 figli sono stati riconosciuti ritardati mentali. Vedendo il padre e la madre correre verso di loro pensavano avessero bisogno di aiuto, invece una volta raggiuntili, hanno loro spiegato che correvano al Comune per scrivere i figli ritardati tra i beneficiari della pensione d’invalidità! Questo solo alcuni mesi fa sarebbe stato impossibile ed è uno dei tanti frutti di questo paziente e quotidiano prendersi cura di questa povera gente.

Nei prossimi giorni vi racconterò del campo estivo dei bimbi e delle escursioni che abbiamo fatto.

A presto, il Signore vi benedica

fra Manuel

Continuano massicce le persecuzioni contro i cristiani nel continente asiatico

LAOS – Sono accusati di omicidio e rischiano un lungo soggiorno in carcere cinque leader cristiani della provincia di Savannakhet. Le accuse sono del tutto false e strumentali e mirano a “decapitare” le comunità cristiane della provincia in modo da impedire la diffusione della fede cristiana. Come appreso da Fides, i cinque leader sono accusati di aver ucciso una donna cristiana, deceduta per morte naturale, che essi avevano visitato nelle ultime ore di vita, per darle il conforto della fede e della preghiera. (PA)

VIETNAM – La polizia vietnamita ha fatto irruzione e arrestato 76 cristiani, tra studenti e docenti di una Chiesa mennonita nella provincia di Binh Duong, a nord di Ho Chi Minh City. Nel raid le 76 persone che si trovavano nel luogo sono state picchiate senza motivo, arrestate, interrogate e poi rilasciate il giorno successivo. Nei giorni successivi la chiesa ha subito numerosi altri blitz della polizia. (PA)

 NEPAL – Oltre 40 leader cristiani sono stati arrestati, e poi rilasciati, accusati di presunte “conversioni forzate di fedeli indù”. La polizia nepalese ha eseguito l’ondata di arresti, tutti di leader di comunità cristiane protestanti, il 13 giugno scorso, su pressioni di leader indù nepalesi, ma solo ora ne è stata diffusa notizia. Gli arresti costituiscono una minaccia inquietante alla libertà religiosa in Nepal e sono il segno di insofferenza verso le minoranze.

Le ultime notizie dal continente africano

Le notizie delle ultime ore raccolte dall’Agenzia di informazione internazionale Fides

NIGERIA – “Non c’è modo di prevenire questo genere di attentati. Non si può bloccare una città come Abuja con controlli a tappeto” dice all’Agenzia Sua Eminenza il Cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, la capitale federale della Nigeria, dove ieri una bomba esplosa in un centro commerciale ha provocato la morte di 21 persone. L’attentato non è stato rivendicato ma si sospetta che sia stato commesso dagli integralisti islamici di Boko Haram, che si sono resi responsabili nei giorni scorsi del rapimento di 90 giovani, tra ragazze, ragazzi e bambini, dopo i raid in alcuni villaggi nel nord del Paese. Il gruppo già detiene circa 200 ragazze rapite nella loro scuola ad aprile.

R.D.CONGO – Nella Repubblica Democratica del Congo l’alto tasso di povertà e la diffusa superstizione portano a drammatiche conseguenze: molte bambine vengono ritenute le dirette responsabili di disgrazie familiari e, accusate di possedere poteri occulti, finiscono per la strada.

GUINEA, SIERRA LEONE, LIBERIA -L’ebola continua a diffondersi in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Pazienti affetti da questa malattia infettiva sono stati identificati in più di 60 località dei tre Paesi coinvolti e questo complica gli sforzi per trattare i pazienti e limitare l’epidemia. Occorre un massiccio dispiegamento di risorse da parte dei governi dell’Africa occidentale e delle organizzazioni umanitarie per tenerla sotto controllo. La portata attuale dell’epidemia non ha precedenti in termini di distribuzione geografica, persone colpite e decessi: secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci sono stati 528 casi e 337 decessi dall’inizio dell’epidemia. È la prima volta che in questa regione si diffonde l’ebola: le comunità locali hanno ancora paura della malattia e guardano le strutture sanitarie con sospetto.

SUDAN – A Nyala, capitale del Sud Darfur, ci sono oltre 4500 bambini senzatetto, la maggior parte in età scolare. E’ quanto ha comunicato il Governatore dello Stato in una conferenza stampa. Secondo il Ministero degli Affari Sociali dello Stato, le condizioni nel Paese devastato dalla guerra, in particolare nel Sud, stanno dando vita ad una generazione di tossicodipendenti.

SUD SUDAN – “Fermate la guerra e iniziate a parlare”. È il pressante appello lanciato dai leader religiosi cristiani e musulmani al governo e ai ribelli del Sud Sudan perché applichino gli accordi di pace (compresa la formazione di un governo di unità nazionale) senza ulteriori ritardi, al fine di risparmiare nuove sofferenze alla popolazione stremata da sette mesi di guerra.

Viaggio in Kazakistan le prime 36 ore.

Sono arrivato in Kazakistan da poco più di 36 ore. Ho percorso in aereo più di 6500 kilometri, passando da San Pietroburgo con una temperatura di 12 gradi, arrivando ad Almaty con 25 gradi alle 3 del mattino e tutto questo in meno di 15 ore. Quanto è veloce oggi fare un viaggio che in passato sarebbe costato mesi e anni di peripezie! Leggevo pochi giorni fa la storia del nostro primo frate missionario in Cina, fra Giovanni da Montecorvino. Fra Giovanni raggiunse la Cina nel 1294 e nel 1307 Papa Clemente V inviò in suo aiuto altri 7 frati vescovi anche per consacrare fra Giovanni arcivescovo di Pechino. Di questi 7 frati solamente 3 giunsero a destinazione, gli altri morirono di stenti durante il viaggio! Ѐ stupefacente come oggi le distanze e le difficoltà di comunicazione che nel passato i missionari vivevano oggi non ci siano più.

Ci siamo fermati ad Almaty (capitale del Kazakistan fino al 1998 quando fu assegnato il titolo di città capo dello Stato ad Astana) solo il tempo di riposare qualche ora, poi con fra Luca e Tolik siamo ripartiti per Taldykorgan, paese a 300 Km a nord di Almaty e a pochi Km dal confine occidentale della Cina. La strada è per la maggior parte asfaltata, ma non certo comoda da percorrere, perché buche, sterrati e restringimenti di carreggiata sono molto frequenti. Questo però non mi ha impedito di cadere in un sonno profondo, stanco dal lungo viaggio e un po’ scombussolato dal fuso orario. Mi sono perso buona parte del percorso fatto, ma nei brevi momenti di lucidità ho fatto qualche foto al paesaggio che come vedete è spazio aperto a non finire, luogo ideale per pascoli di pecore e cavalli, attività tipica della gente di questa terra.

A Taldykorgan fra Luca è parroco dei pochissimi cristiani che sono in questa terra. In Kazakistan i Musulmani sono la stragrande maggioranza, mentre i cristiani sono solo il 25% (in maggioranza ortodossi, cattolici 1,14%). La Chiesa e il convento sono molto belli, puliti e dignitosi ed anche i musulmani dicono che nella nostra Chiesa si prega veramente bene. Ancora non ho fatto foto, ma presto vi mostrerò anche questi luoghi.

Appena arrivati siamo andati subito a salutare i bambini del progetto doposcuola che in questa settimana stanno vivendo il loro “grest” estivo. Mi sono subito venuti incontro salutandomi e mostrandomi i loro giochi, mi parlavano in russo e ovviamente non capivo niente di quello che mi dicevano, ma coi bambini questo non importa. L’essenziale è sedersi con loro e giocare. I bambini sono gli stessi dovunque nel mondo ed hanno gli stessi atteggiamenti. Dall’africa all’amazzonia a Taldykorgan: giocano, ridono, fanno i vergognosi e sono affettuosi alla stessa maniera, e questo è semplicemente meraviglioso!

Sono andato a riposare contento di essere testimone del bene che attraverso i tantissimi benefattori che ci aiutano stiamo facendo in questa terra!

Il Signore vi benedica, a presto

Fra Manuel

PS: qui c’è buona connessione internet, così posso tenervi aggiornati!

Il dramma della prostituzione infantile dietro agli sfarzi dei Mondiali di Calcio

San Paolo (Agenzia Fides del 23/6/2014) – Nelle 12 città sede delle partite del Mondiale di Calcio Brasile 2014, il governo ha investito ingenti capitali per la costruzione e il restauro degli stadi, mentre a poca distanza da questi stupendi edifici ci sono le favelas dove miseria, fame, narcotraffico e tossicodipendenza hanno fatto ulteriormente scatenare il fenomeno della prostituzione infantile, di per sé già molto diffuso nel Paese.
Le comunità più emarginate del Brasile sono infatti intrappolate in un circolo vizioso di povertà, violenza e droga, una sorta di “fabbrica dove inizia la prostituzione”, secondo quanto ha dichiarato un membro di Iris Global, un progetto di assistenza nelle favelas. Molti bambini vedono i familiari coinvolti in questo giro, madri e nonne che si prostituiscono e lo ritengono un modo di vivere che diventa “normalità”.
A Recife, fiorente città costiera nel nordest del Paese, si calcola che un minore su quattro si prostituisce.
Non esiste una cifra ufficiale, si stima però che centinaia di migliaia di bambini e bambine, alcuni di solo 10 anni, vengano sfruttati nel mercato sessuale, costretti dalle circostanze, minacciati dai protettori o intrappolati in quella realtà per soddisfare la tossicodipendenza. Il governo ha lanciato programmi atti a liberare le favelas dalle bande criminali e dai narcotrafficanti, oltre ad averne avviati altri di formazione per la tutela dell’infanzia. Tuttavia i rappresentanti della prima commissione parlamentare sull’infanzia sfruttata, dopo aver visitato le sedi dei Mondiali, hanno dichiarato che il fenomeno dello sfruttamento e del turismo sessuale è diventato endemico e in continua crescita nel Paese. Criticano, inoltre, le forze dell’ordine per la loro indifferenza, se non complicità, verso il problema, lasciando impuniti i criminali e con un controllo molto precario. La polizia nega le accuse e assicura che sta investendo molte risorse per combattere la prostituzione infantile. (AP)

EVENTI: Si terrà a Roma il IV Convegno Missionario Nazionale

Dal 20 al 23 Novembre, Sacrofano (Roma) sarà il fulcro di un importante incontro organizzato dall’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana, dalla fondazione Missio e dalla fondazione Cum (Centro Unitario Missionario): il IV Convegno Missionario Nazionale.

Si tratta di un evento di particolare rilievo per la Chiesa in Italia la quale, facendo proprio l’invito di Papa Francesco ad “uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (EG 20), avverte forte l’esigenza di liberarsi da certi stereotipi sulla missione che negli ultimi anni ne hanno affievolito lo slancio.

I destinatari del convegno (operatori della pastorale missionaria e a coloro che collaborano a rendere le comunità ecclesiali più aperte all’evangelizzazione dei popoli e alla missione) si troveranno di fronte a in una triplice riflessione: la missione come incarnazione nelle vicende dell’oggi e del mondo, nella via del dialogo (“uscire”); la missione come comprensione del mondo quale luogo teologico di salvezza, che domanda accoglienza e qualità di relazioni (“incontrare”); la missione come comunione e cooperazione tra le Chiese, all’insegna della reciprocità e del servizio (“donarsi”).

Qui il video di presentazione del convegno

Uccisa missionaria che ha dedicato la sua vita agli orfani sudafricani

Johannesburg (Agenzia Fides del 23/06/2014) – La polizia sudafricana ha arrestato due uomini sospettati di aver ucciso una religiosa statunitense di 82 anni, suor Mary Paule Tacke, della Congregazione delle Suore missionarie del Preziosissimo Sangue (CPS), nel corso di un tentativo di rapina, anche se le indagini sono ancora in corso.
Secondo le informazioni raccolte, la vettura di suor Mary era stata fermata da alcuni banditi domenica 15 giugno, mentre la religiosa stava recandosi a visitare uno degli orfanotrofi da lei fondato.
La vettura, con i banditi a bordo, era stata successivamente inseguita dalla polizia. L’inseguimento era terminato quando l’auto si era ribaltata ma i malviventi erano riusciti a fuggire. A bordo era stata ritrovata una pistola ma non c’era nessuna traccia della religiosa. Dopo giorni di ricerche il corpo di suor Mary è stato ritrovato il 20 giugno, in un ruscello, uccisa forse per strangolamento.
Suor Mary operava in Sudafrica fin dagli anni ’50.
Aveva fondato un orfanotrofio per bambini abbandonati nel 1955 dopo che alcuni poliziotti le avevano affidato degli orfani. In seguito aveva fondato un altro orfanotrofio per bambini più grandi, molti dei quali sono sieropositivi. (L.M.)

Ricordiamo suor Mary ed il tanto bene fatto nelle nostre preghiere.

IRAQ – Bombardato l’ospedale di Tikrit: 40 mila persone prive di cure

Tikrit (Agenzia Fides del 21/6/2014) – Mentre la recente ondata di violenza sembra peggiorare di giorno in giorno, la situazione umanitaria in Iraq è estremamente preoccupante, soprattutto a Mosul e nel governatorato di al-Anbar, situato nel nord-est del Paese.
Diverse centinaia di migliaia di persone vivono in scuole, moschee, edifici in costruzione o ospiti di parenti, e hanno urgente bisogno di acqua, riparo, cibo e assistenza medica di emergenza.
In seguito ai gravi danni subiti dall’ospedale di Medici Senza Frontiere a Tikrit durante il bombardamento della città del 13 giugno, che ha lasciato prive di cure mediche circa 40 mila persone sfollate per il recente acuirsi del conflitto, MSF lancia un appello a tutte le parti in conflitto perché rispettino lo staff e le strutture sanitarie e risparmino le vite dei civili.
Nonostante le condizioni di sicurezza estremamente precarie, le équipe di MSF hanno distribuito kit di primo soccorso a 250 famiglie e allestito cliniche mobili. Se verranno garantite le condizioni di sicurezza, l’ong continuerà a distribuire kit di primo soccorso alle persone sfollate più vulnerabili: nelle ultime settimane l’ong ha fornito kit di prima assistenza, come kit igienici e coperte, a 3 mila famiglie. (AP)