Due storie che si ri-incontrano

_DSC8725

Sascia e Grofa avevano vissuto all’Arca alcuni anni insieme coltivando una grande e bella amicizia. Poi Gorfa con la sorellina fu adottato ma l’adozione, per vari motivi, fallì. Dopo tre anni di vagabondaggio è ritornato all’Arca a chiedere aiuto proprio mentre p. Luca si trovava lì in visita. Per vari motivi non era possibile riprendere Grofa all’Arca e così, d’accordo con lui e con Marina, è stato accolto presso il convento a Taldykorgan per un periodo di riposo e progettazione del futuro. Anche Sascia aveva bisogno di “cambiare aria” per un po’ e così è venuto anche lui avivere nella piccola foresteria del convento. Il lavoro non manca ed è sempre un buon maestro. Alla fine dell’estate si sono isciritti alla nona classe serale (corrispondente alla nostra terza media) per poi passare (secondo un suo sogno fin dall’infanzai), Grofa alla scuola per cuochi e Sascia a quella per saldatori (una professione, in questi anni in Kazakhstan, ricercatissima). Nelle foto al loro primo giorno di scuola con gli immancabili regali e fiori per l’insegnate responsabile del corso!

Visto che le figlie di Nadia, la responsabile del progetto “qua la mano”, si sono traferite a Tomsk, in Russia, per studiare, Nadia ha deciso di accoglerli in casa sua.

Accolti anche dalla comunità parrocchiale, hanno fatto subito amicizia con i loro coetanei e con un paio di giovani famiglie che li invitano soprattutto nei fine settimana per trascorrere un po’ di tempo con loro.

Progetto “Costruzione cappella Digala (Giuba)” SUD SUDAN [SUDS 1]

cappella 1

La Repubblica del Sudan del Sud, è un paese senza sbocco sul mare situato nell’Africa centrorientale. La sua capitale attuale è Giuba, che è anche la sua città più grande. Il Sudan del Sud confina con l’Etiopia a est, il Kenya a sud-est, l’Uganda a sud, la Repubblica Democratica del Congo a sud-ovest, la Repubblica Centrafricana a ovest e la Repubblica del Sudan a nord. La maggior parte del territorio dello stato è coperta da foreste tropicali, paludi e prati. Ci sono molte riserve naturali che ospitano specie migratorie in gran quantità, come il Parco nazionale di Bandingilo. Il fiume principale è il Nilo Bianco. Secondo il WWF, esistono diverse ecoregioni nel Sudan del Sud: la Savana Sudanese Orientale (savana), la Foresta nel Nord Congo (foresta tropicale), il Sudd (paludi) e le Foreste Montane dell’Africa orientale (foreste).

Alla fine del XIX il Sudan, che allora comprende anche il Sudan del Sud, viene conquistato dagli Inglesi. Nel 1947, al momento dell’indipendenza del Sudan, gli Inglesi tentano di staccare il Sudan del Sud dal Sudan e di unirlo all’Uganda. Tuttavia, questo tentativo è annullato dalla Conferenza di Giuba dello stesso anno che unifica il nord e il Sud del Sudan. La regione è teatro per molti anni della Prima e poi della Seconda guerra civile sudanese, combattute fin dall’inizio al fine di ottenere l’indipendenza dal Sudan. Le conseguenze sono la mancata costruzione d’importanti infrastrutture durante tutto quel periodo, la fuga di molti profughi e la devastazione di parecchie aree. Muoiono più di 2,5 milioni di persone, 5 milioni emigrano all’estero, ed altri hanno subiscono spostamenti dai loro paesi o dalle loro zone d’origine. La pace siglata nel 2004 getta le basi per il referendum che nel gennaio del 2011 porta all’indipendenza del Sudan del Sud dal resto del paese.

Il Sudan del Sud ha una popolazione di circa 8 milioni di persone, che vivono soprattutto nelle aree rurali dove praticano un’economia di sussistenza. La guerra civile non ha permesso lo sviluppo della regione. Nel Sudan del Sud sono presenti molte popolazioni e sono parlate molte più lingue che nel Sudan. I Dinca (popolazione stimata attorno al milione) sono la più grande tribù sub-sahariana del Sudan del Sud.

La maggior parte degli abitanti di questo paese hanno conservato i loro credi tradizionali (religioni animiste), ma una considerevole minoranza degli abitanti è rappresentata dai cristiani, anche se non esistono stime precise riguardo alla percentuale di cristiani.

Nel Sudan del Sud sono parlate oltre 60 lingue indigene. Fra le lingue non indigene parlate nel Sudan del Sud la principale è senz’altro l’inglese, che ha status di lingua ufficiale. In virtù della lunga unione politica con il Sudan, è inoltre parlato l’arabo, che funge in alcune situazioni da lingua franca.

Il contesto

Il Sud Sudan è un paese giovane che ha ottenuto l’indipendenza da pochissimo tempo. Le due guerre civili hanno frenato il suo sviluppo e provocato milioni di morti e di esuli. Mancano le più basilari infrastrutture: è necessario quindi ricostruire cioè di cui il popolo ha bisogno per potergli dare una speranza concreta.

Attività e risultati attesi

Il progetto riguarda tre località nei pressi della capitale Giuba e nasce per dare alla comunità locale cristiana un luogo al coperto per le celebrazioni e per le catechesi.

Queste stazioni missionarie, già presenti prima dell’arrivo dei frati nel febbraio 2013, erano già luogo d’incontro della comunità cristiana nonostante non ci fossero strutture e i fedeli,  in caso di pioggia, si rifugiavano sotto gli alberi. Con l’arrivo dei frati subito la comunità cristiana si è adoperata per iniziare la costruzione di una cappella. Prima dell’arrivo dei frati venivano celebrate messe solamente a Pasqua e Natale e il resto della formazione catechetica era affidata ai catechisti. Attualmente alla messa domenicale partecipano più di cento persone, ma si prevede un aumento di presenze dato dal rimpatrio dei sud sudanesi che vivevano al nord e che attualmente sono ancora rifugiati nei paesi vicini.

La prima cappella si trova a Digala a circa 25 km a sud della capitale e la sua costruzione sarà realizzata nel modo tradizionale con muri di fango ricoperti di cemento e un tetto di zinco. Il progetto comprende anche 8 finestre e 3 porte in metallo e la fabbricazione di altare e ambone su legno.

La seconda cappella si trova a Ganji a circa 70 km a sud di Giuba e sarà costruita con muri di mattoni e con un tetto di zinco.

L’ultimo progetto riguarda invece la costruzione di un centro di accoglienza annesso alla cappella della Santissima Trinità a Giuba per contenere circa altre 100 persone in quanto lo spazio della cappella non è sufficiente ora per accogliere i fedeli per la celebrazioni. La cappella dipende dalla cattedrale di Giuba e in futuro il progetto è di fare di questa cappella una parrocchia. Attualmente nella messa domenicale sono frequentate da circa 600 persone ma si prevede un aumento di presenze dato dal rimpatrio ancora dei sud sudanesi che vivevano al nord.

Obiettivi

L’obiettivo principale è permettere alla comunità parrocchiale di avere un luogo protetto per essere accolta durante le celebrazioni liturgiche.

Beneficiari

Destinatari sono le comunità cristiane di Digala, Ganji e Giuba.

Sostenibilità

La costruzione di una cappella è un progetto molto importante perché essa va a costituire un punto di riferimento per i fedeli, soprattutto per coloro che, rientrati nel paese dopo anni di assenza, hanno bisogno di un luogo accogliente per ritrovarsi e celebrare insieme la fede in Dio Salvatore. Questo progetto è inoltre un’occasione di conoscenza e d’impegno in quanto la gente  partecipa attivamente contribuendo con raccolte di fondi e dando il suo aiuto concreto nella costruzione della cappella.

Costi:

Digala 

  • 80 sacchi di cemento per coprire le pareti → 942 €
  • 8 finestre e 3 porte metalliche → 1069 €
  • altare e ambone in legno → 250 €

Totale necessario → 2261 €

Ganjii

  • 234 sacchi di cemento → 2755 €
  • 3 porte di metallo → 652 €
  • altare e ambone in legno → 250 €

Totale necessario → 3657 €

Cappella Santissima Trinità in Giuba

Costo totale del progetto di 2169 €

Importo derivato dalle raccolte dalla comunità e altri contributi → 616 €

Totale necessario per completare il progetto → 1553 €

In definitiva per la costruzione di queste tre cappelle sono necessari 7471 €

Referente del progetto è Padre Jesus Aguirre, guardiano e responsabile missione ofm in Sud Sudan.

Scarica scheda progetto

Vittorio è nato!

MAMMA E VITTORIO

Da tempo seguiamo mamma X con il progetto “qua la mano” e i suoi tre figli frequentano il progetto “dopo scuola”. Ci chiama disperata perchè è rimasta incinta e non vuole assolutamente portare avanti la gravidanza: già le è quasi impossibile mantenere i tre attuali figli non può assolutamente permettersi un quarto figlio. L’aiuto che ci chiede consiste nei soldi necessari per affrontare l’aborto. Inutile i vari colloqui per dissuaderla, soprattutto di Nadia come donna e madre. Sappiamo benissimo che non dargli i soldi significa, vista la sua determinazione, che si rivolgerà a qualche “praticona” con il rischio anche per la sua vita come spesso succede. La situazione sembra proprio senza uscita. Mamma X sparisce, non si fa trovare, non vuole assolutamente avere contatti con noi. L’unica strada e quella più certa, è rimanere in preghiera. Oggi ci ha chiamato dicendo di avere alcune verdure da regalare ad un’altra mamma che ha appena partorito e che, come lei, è in grave difficoltà (anche lei seguiamo con il progetto “qua la mano”). Non senza timore sono arrivato a casa sua e l’ho trovata sorridente che mi aspettava sul cancello in una bella sera autunnale di sole ancora caldo con….Vittorio in braccio. Con le lacrime agli occhi e il sorriso sulle labbra mi spiega che l’ha chiamato Vittorio perchè ha vinto lui. Non ho chiesto i particolari ma insieme abbiamo gioito per la vita, la presenza di Vittorio e alla fine mi ha persino detto:”Dio la benedica!”: è stato il più bel grazie che poteva dirmi

E insieme ringraziamo il Signore per il dono di Vittorio.

A Lui l’onore, la gloria e la potenza!

fra Luca Baino

E tu cosa c’entri? incontri di formazione di GPIC

locandina incontri GPIC

La Commissione GPIC della famiglia francescana dell’Umbria, formata dai Frati Minori, dalla gioventù francescana e dall’Ordine Francescano secolare, si è riunita ed ha elaborato una proposta di formazione per tutte quelle persone interessate a comprendere sempre meglio quello che stiamo vivendo nel nostro mondo ed in particolare nella società Italiana. Sono moltissime le sfide che la realtà in cui viviamo ci pone davanti e molte volte il nostro approccio è deresponsabilizzante, cioè demandiamo ad altri la soluzione di problemi che ci appaiono molto più grandi di noi. Ma è proprio vero che noi non c’entriamo niente con quello che sta accadendo alla nostra Terra, alla nostra politica, alla nostra economia? E’ proprio vero che possiamo essere al massimo spettatori passivi di scelte perverse che significano povertà per migliaia di famiglie, inquinamento dilagante, e gestione politica che mira solo al bene di pochi?

Il percorso di formazione che vi proponiamo vuole essere l’inizio di un cammino che risponda al desiderio di essere uomini e donne che si interessano al mondo in cui vivono e che si chiedono come poter diventare attori di un cambiamento sociale e non solo spettatori di scelte apparentemente altrui.

10 Novembre 2013

Cristiano e/o politico: realtà inconciliabili?

Luca Diotallevi, professore di Sociologia all’università di Roma 3.

16 Marzo 2014

Come la finanza casinò si sta giocando il pianeta

Andrea Baranes, fondazione culturale di Banca Etica.

27 Aprile 2014

Cristiani perseguitati nel mondo

P.Bernardo Cervellera, direttore di Asia News.

11 Maggio 2014

Risorse ambientali, economia e stili di vita.

Monica De Sisto, docente di ONG e Politiche nazionali presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e giornalista sociale professionista.

Questi incontri non vogliono essere un esperienza conclusa, ma al contrario è un tentativo di risvegliare le coscienze per avviare nuove iniziativi dei singoli e delle comunità. Il nostro obiettivo è in primo luogo quello di stimolare tutti all’interesse riguardo questi aspetti, in secondo luogo quello di promuovere iniziativi concrete d’impegno e coinvolgimento in relazioni alle esigenze presenti nei nostri territori.

Vorrei che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro

papa Francesco

Udienza generale di mercoledì 5 giugno 2013 in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite