Veglia di preghiera per le Missioni

Al monastero S. Girolamo di Gubbio

Nell’ambito del “Mese missionario” di ottobre, sabato 29 si è tenuta, presso il monastero S. Girolamo di Gubbio, una veglia di preghiera per le missioni, che è stata presieduta da p. Pietro Mechelli e animata dalle nostre sorelle Clarisse.

Basandosi sullo schema dell’Ufficio delle letture, sono stati inseriti alcuni elementi inerenti il tema missionario, tra cui l’accensione simbolica di cinque lampade, a ricordare i cinque continenti, ed il rinnovo delle promesse battesimali, a richiamare l’universale missionarietà di tutta la Chiesa. Ha trovato posto anche una breve testimonianza di fra Iuri Cavallero, concernente le due esperienze da lui vissute presso le nostre fraternità operanti in Kazakhstan.

La veglia ha visto la partecipazione attenta e coinvolta di un gruppo di frati e di alcuni fedeli laici ed è stato un momento bello e importante per sostenere con la preghiera l’intera Chiesa missionaria: in un clima raccolto ma disteso, infatti, ha permesso non solo di incontrare più direttamente esperienze geograficamente lontane, come quella della missio ad gentes, ma anche di richiamare l’attenzione su contesti a noi più vicini ma, spesso, ugualmente “distanti”, ad esempio ricordando l’importanza della “nuova evangelizzazione” in un’Europa sempre più scristianizzata.

Un tempo di preghiera, dunque, «per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede: che, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia», come ci ricorda Benedetto XVI nel suo recente motu proprio “Porta fidei”.

Triangolare di calcio

II Memorial Fabrizio-Ivano-Sergio

Sabato 12 maggio 2012, alle ore 15.30, si svolgerà il II Memorial Fabrizio-Ivano-Sergio.

Presso il campo sportivo di Cantalupo di Bevagna avrà luogo un triangolare di calcio tra le squadre:

  • A.N.P.S. sez. di FOLIGNO
  • UMBRIA MOBILITA’ sez. di FOLIGNO-SPOLETO
  • NAZIONALE RELIGIOSI

Il ricavato sarà completamente devoluto in beneficienza a:

  • Missioni Francescane dei Frati Minori dell’Umbria
  • Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

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Buona Pasqua “senza tregua”

In questa lettera vorrei lasciare spazio a un grande pensatore del nostro tempo, Mons Ravasi, riportando per intero una sua riflessione presa da un editoriale.

Nella vita abbiamo solo due o tre occasioni per dimostrarci eroi; ma ad ogni istante abbiamo quella di non essere vili. C’è sicuramente enfasi in questa frase, anche perché proviene da uno scrittore, il francese René Bazin (1853-1932), dai toni roboanti e tradizionalisti. Tuttavia è ben difficile dargli torto. L’eroismo ti è richiesto al massimo qualche volta nella vita e spesso è un atto compiuto senza tante riflessioni, sulla pulsione del momento, persino con una punta di incoscienza. Ciò che è, invece, ben più arduo è la fedeltà quotidiana ai propri impegni gravosi. Certo, ammiriamo chi in un impeto si getta in acqua per salvare una persona che sta per annegare e forse perde la sua stessa vita o almeno affronta un simile rischio. Ma dovremmo ancor più ammirare una madre che sacrifica goccia per goccia, minuto per minuto la sua esistenza per un figlio disabile. Pirandello nel suo dramma Il piacere dell’onestà metteva in bocca a un personaggio questa battuta: «È molto più facile essere un eroe, che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev’essere sempre». È per questo che sottrarci a una responsabilità modesta e continua è una tentazione molto più forte che non quella di compiere un gesto eroico, unico ed esemplare. La viltà, purtroppo, è meno condannata, anche perché tutti abbiamo il desiderio di cavarcela col minor sforzo possibile, così da avere una vita quieta e senza impegno costante. E” il coraggio del giorno dopo giorno che ci viene spesso a mancare, non quello dell’atto unico, solenne e irripetibile.

Vorrei lasciare questo come messaggio di Pasqua, un augurio per ciascuno di noi, per una vita rinnovata non tanto (non solo) nelle cose grandi ma soprattutto in una fedeltà ordinaria, agli impegni che il fatto di essere uomini, cristiani e magari religiosi, preti, educatori, genitori ecc.… richiede senza un attimo di tregua. Non si ama con parentesi di riposo, si fa dell’amore il nostro stato naturale che si esprime in ogni attimo senza doverlo ricercare come comportamento straordinario.

Da parte di noi tutti a Ndako ya Bandeko

Buona Pasqua.

 fr Adolfo