Gara di briscola

Ci divertiamo per aiutare

Sabato 11 febbraio 2012 – ore 21.00 – presso il Centro Polivalente “CANTALUPO DI BEVAGNA” si è svolta un gara di briscola il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza a:

  • Missioni francescane dei Frati minori dell’Umbria
  • Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Tonno amaro

Non fa bene piangere sempre miseria, soprattutto quando il vento soffia nelle tue vele, e in questi ultimi tempi devo dire che il buon Dio sta toccando cuori generosi che non ci stanno facendo sentire per niente in stato di bisogno. A tutti quanti ci aiutano: grazie!

Certo, dicevo non bisogna piangere miseria, perché da circa tre anni oramai la caritas locale non ha più niente da dare ai centri che operano nel sociale. Fino a tre anni fa almeno una volta al mese un po’ di piselli secchi, un bidoncino di olio, del sale e a volte qualche scatoletta di tonno giapponese non mancava. Poi, la crisi economica mondiale, le urgenze in paesi più colpiti da carestie ecc, ci hanno trasformato in un paese in stato di non estremo bisogno per cui tutti gli aiuti che arrivavano vengono oramai dirottati altrove.

Qualche giorno fa ero al mercato per comprare qualcosa per la casa e – conoscendo i negozi dei rwandesi più forniti – (i rwandesi sono molto abili nel piccolo commercio) comincio a cercare da loro per qualcosa di particolare ed ecco che gli occhi mi cadono su alcune scatolette stoccate in un angolo pieno di cianfrusaglie. Guardo bene ed ecco, erano delle scatolette di tonno, giapponese per la precisione, di quello che tre anni fa ci arrivava gratis.

Chiedo il prezzo e il gestore mi dice: “quanto sei disposto a darmi?”… capisco che c’è qualcosa di strano sotto… e gli sparo lì un prezzo molto basso (in città scatolette del genere le trovi a minimo 2000 franchi, io gli ho detto che potevo dargli 500 franchi a scatoletta)… “va bene – mi dice – quante ne vuoi?”.

Dammene trenta, poi se ne avrò ancora bisogno tornerò a prenderne altre.

E così, vado a casa tutto contento con le mie belle trenta scatole di tonno. Una volta a casa, le studio bene nella loro confezione e mi accorgo che erano esattamente le stesse scatolette di tre anni prima, con tanto di scritta: “prodotto non commerciabile, dono del Giappone”.

Questo uno degli esempi, che potrebbero continuare con le zanzariere impregnate di antizanzare dono di non so quale altra organizzazione che poi, non arrivano mai ma le ritrovi sui banchi del mercato.

A volte si dice che le grandi organizzazioni usano il grosso dei loro soldi per far funzionare “la macchina”, ma io credo che il problema più grande è altrove e cioè che una volta che il denaro arriva quasi a destinazione, chi – concretamente – deve fare il passaggio da chi dà a chi deve ricevere? E li si gioca il grosso del malfunzionamento di tante buone intenzioni che finiscono nella pancia di chi già è sazio.

Tempo fa cominciò una campagna di vaccinazioni gratuite contro un flagello di questo paese: la poliomelite. Ebbene, le vaccinazioni erano gratuite, sovvenzionate dallo stato (in questo caso, innocente). Ma la gente faceva fare ai propri figli solo la prima dose… senza richiami. Perché? Chiesi una volta a una donna il motivo di questa sua negligenza e lei mi disse: “Padre, quando vai lì per il richiamo, l’infermiera ti fa aspettare anche due, tre ore… e non c’è nessuno prima di te. Poi arriva il momento della chiusura e ti dicono che è tardi e che devi passare domani. L’indomani fai lo stesso e così per due, tre giorni. Poi capisci che se vuoi che facciano il richiamo a tuo figlio devi dare qualcosa all’infermiera, altrimenti farà finta di non vederti o ti dirà sempre di aspettare il tuo turno… anche se non c’è nessuno”.

Condisco il riso di mezzogiorno con questo tonno comprato d’occasione pensando al fatto che anch’io ho pagato ciò che il cuore di tanta gente lontana e sconosciuta, aveva pensato di donare a questi ragazzi.

 fr Adolfo Marmorino, ofm